Corporate Blog: prima di considerare gli effetti “esterni” valutate l’aspetto “interno”

Corporate Blog

Un blog aziendale mostra la “leadership di pensiero” rendendo popolare un’organizzazione. E’ anche un ottimo strumento per generare un flusso costante di contenuti favorendo l’ottimizzazione sui motori di ricerca (soprattutto quando c’è una buona strategia). Ma non è tutto. Manca ancora un aspetto fondamentale.

Un blog può fare molto di più per un’organizzazione? Certo, ma in assenza di un vantaggio interno, esternamente non verrete mai percepiti positivamente.

Condividere l’esperienza da dentro

Un’azienda di qualsiasi dimensione ha bisogno di tutti i suoi “protagonisti” per realizzare gli articoli. Non sto parlando della scrittura che necessita di capacità ma della collaborazione per individuare e sviluppare gli argomenti da trattare. L’esperienza di ciascun componente, indipendentemente dal ruolo ricoperto, alimenta l’intera esperienza aziendale. Quest’ultima è quella che i lettori percepiranno leggendo il blog.

La bellezza di tutto questo è la collaborazione che offre un’ulteriore vantaggio: mostrarsi come una squadra affiatata.

Educare, unire e motivare i reparti

Le grandi aziende sono composte da dipendenti specializzati in ruoli differenti che spesso sembrano lavorare in conflitto pur avendo lo stesso obiettivo. I reparti creativi si scontrano con quelli della vendita e del marketing. Cosa potrebbe esserci di peggiore? Pensate invece ai benefici di un blog che spiega i dettagli tecnici di un prodotto e – rivelando le intuizioni degli esperti – favorisce le trattative in fase di vendita. D’altra parte i blog che parlano al cliente e promuovono iniziative di marketing ispirano e motivano un team mentre realizza un nuovo prodotto.

Il processo di ogni reparto ne coinvolge un’altro. Ma cosa succede se i colleghi degli altri dipartimenti non sanno nulla di quello che stanno facendo nella “stanza accanto”? Ho lavorato per quasi dieci anni all’interno di due multinazionali di autonoleggio e conosco il fenomeno di questa dissociazione tra i reparti. Aziende come Google vengono considerate il miglior ambiente dove lavorare perché il loro approccio è innovativo e fuori dagli schemi. E non è un caso che abbiano un blog per ogni servizio/prodotto.

Pensate a come un dipendente potrebbe svolgere facilmente il suo lavoro attraverso un articolo scritto da un collega di un altro reparto.

Realizzare un manifesto per i futuri collaboratori

Quando la vostra azienda è (veramente) leader, è importante che ogni risorsa umana sia (veramente) esperta di quel settore. I blog sono un ottimo manifesto per reclutare nuove risorse “allineate” specialmente da un punto di vista ideologico o della “mission aziendale”. C’è una buona probabilità che i nuovi assunti abbiano già letto gli articoli comprendendo il vostro stile e la vostra cultura.

In ogni caso, un blog aziendale mostra i “lineamenti caratteriali” di un’organizzazione e della sua gente. Il contenuto presenta i fatti mentre le teorie, gli atteggiamenti e gli ideali dei singoli dipendenti emergono tra le righe.

Focus condiviso sugli obiettivi

Non potete godere dei benefici esterni di un blog aziendale se prima non comprendete anche quelli interni come “bonus gratuito”. E’ l’intera organizzazione a beneficiare del corporate blogging.

Mi rendo conto che a volte è difficile imporre ad ogni dipendente di scrivere. Ma bisogna – ad alcuni ruoli – spiegare le funzioni fondamentali della scrittura in quanto abilità universale per qualsiasi posizione. Mantenere un blog aziendale è un duro lavoro che – fatto nel modo corretto – saprà ripagarvi.

Se esternamente mostrerete la leadership di pensiero, internamente terrete tutta l’organizzazione focalizzata sugli obiettivi. Insomma, prima di mostrarvi all’esterno, favorite la conversazione produttiva sul posto di lavoro promuovendo la condivisione interna.

L’inutilità del blog in assenza della cultura aziendale

I vantaggi di una forte cultura aziendale sono intuiti e supportati dalla scienza sociale. La cultura rappresenta il differenziale rispetto ai concorrenti “culturalmente banali”. E’ unica e comprende una miriade di fattori. Tra questi almeno cinque rappresentano il primo passo per la costruzione di una cultura aziendale differenziata.

1. Visione e Missione

Una grande cultura inizia col dichiarare una visione e una missione. Questi semplici giri di parole guidano i valori di una società ufficializzandone lo scopo. A sua volta, condiziona ogni decisione. Quando è profondamente autentica – e ben visibile – la dichiarazione di una visione orienta clienti, fornitori e altri soggetti interessati. Il “No profit” spesso eccelle attraverso la dichiarazione di una visione semplice e convincente. La Federazione Alzheimer Italia si impegna per un mondo senza il morbo di Alzheimer. Oxfam (date uno sguardo ai loro blog in inglese, francese e spagnolo) immagina “un mondo giusto senza povertà”.

La dichiarazione di una visione è un semplice e fondamentale elemento della cultura aziendale.

2. Valori

I valori di un’azienda sono il cuore della sua cultura. Mentre una visione articola lo scopo di una società, i valori offrono una serie di linee guida sui comportamenti e la mentalità necessaria per realizzarla. Questi devono essere comunicati a tutti i dipendenti. Riguardano il modo in cui l’azienda giura di servire e trattare i clienti e sostenerli professionalmente. I valori di Google sono racchiusi nella famosa frase Don’t be evil. Ma sono anche sanciti in Le dieci verità di Google. I valori di molte aziende di solito ruotano intorno a pochi semplici temi: dipendenti, clienti, professionalità.

3. Pratica

I valori sono di poco conto se non vengono tramutati in pratica. Se un’organizzazione professa: «Le persone sono il nostro bene più grande», deve investire sulle risorse umane in maniera visibile. Per rendercene conto diamo uno sguardo alla classifica delle 10 migliori aziende USA dove lavorare secondo Fortune (troviamo tra i primi posti Google). Un’organizzazione che valorizza una gerarchia “piatta” troverà nei giovani il dissenso più acceso. Qualunque essi siano, i valori devono essere rafforzati con criteri di revisione e politiche promozionali in base alla vita quotidiana in azienda.

Per farvi un altro esempio, seguite il blog di Richard Branson, fondatore del Virgin Group.

4. Persone

Nessuna società potrà costruire una cultura coerente senza avere al suo interno persone disposte a condividerne i valori fondamentali. Ecco perché le più grandi aziende del mondo hanno politiche di reclutamento molto severe di cui vanno fiere. Il reclutamento migliora significativamente la fidelizzazione dei dipendenti mentre le loro prestazioni influenzano direttamente la redditività e la crescita organizzativa.

5. Narrativa

La storia unica di un’organizzazione è un elemento fondamentale della creazione culturale. Gli elementi della narrazione possono essere formali come Coca-Cola che dedica enorme risorse per celebrare il suo patrimonio (vedi il World of Coke Museum di Atlanta). La narrativa è potente quando racconta la cultura in corso dell’impresa.

Sulla base di questi elementi, secondo voi, è utile un blog aziendale?

Autore: Alessandro Cosimetti di GenesiSaw, azienda specializzata nella gestione degli interventi di manutenzione delle flotte auto aziendali e private, per il TagliaBlog. Lo trovate anche su Twitter e Google+.

Prova GRATIS SEMrush, il miglior tool per fare SEO/SEM!

Leave a Reply