L’ascesa di BuzzFeed (e la caduta di Upworthy), in barba agli algoritmi di Facebook

A Novembre 2013, Upworthy ha raggiunto l’incredibile cifra di 87 milioni di visite in un solo mese.

A Dicembre 2013, Facebook ha annunciato una modifica del suo algoritmo atta a mostrare più contenuti di qualità (e meno foto-meme), e per molte Pagine è iniziato un forte declino della portata.

Upworthy è passato da 87 milioni di visite a Novembre a 67 milioni a Dicembre (-25%), per arrivare a 48 milioni a Gennaio. Un -46% in 2 mesi:

La caduta di Upworthy

In un paio di pezzi pubblicati qualche giorno fa, Business Insider ha cercato di approfondire i motivi della caduta di Upworthy, ma soprattutto quelli della continua crescita di BuzzFeed, che sembra essere immune ai capricci algoritmici di Facebook.

La caduta di Upworthy

Peter Koechley, cofounder di Upworthy, tende a minimizzare:

“A Novembre abbiamo ottenuto un picco folle, veicolato grazie ad alcune chart. Ci aspettavamo meno traffico nei 2 mesi successivi”.

Anche Mathew Ingram di Gigaom ha notato che il traffico di Upworthy, se visualizzato su base settimanale, è soggetto a enormi spike, probabilmente causati da contenuti che si diffondono particolarmente bene su Facebook:

I picchi di Upworthy

a Novembre 2013 ne possiamo osservare un paio abbondantemente al di sopra dei 30 milioni.

Koechley e Pariser (altro cofounder di Upworthy) hanno deciso contestualmente di cambiare un po’ la linea editoriale del sito: in particolare, hanno stabilito di pubblicare meno contenuti riguardanti “disparità di reddito, discriminazioni sessuali o ingiustizia razziale”. Forse erano temi che portavano molte visite, ma probabilmente in Upworthy han preferito puntare ad una maggior qualità complessiva del contenuto, evitando temi dal traffico facile ma dalla poca sostanza.

Koechley sottolinea infine che nei mesi di Dicembre 2013 e Gennaio 2014 Upworthy ha comunque fatto meglio che ad Ottobre 2013; pertanto considera il trend generale come positivo.

L’ascesa di BuzzFeed

Chi non ha risentito per nulla del “ritocchino algoritmico” di Facebook, e anzi continua a crescere in modo continuo e costante, è invece BuzzFeed.

La crescita di BuzzFeed

Quali sono i motivi? Alcune malelingue pensano sia dovuto al fatto che BuzzFeed è un inserzionista di Facebook (e quindi spende soldi in pubblicità sul social network), altri pensano sia a causa della tipologia dei contenuti di BuzzFeed, di maggior qualità rispetto a quelli di Upworthy.

Ma l’ipotesi più intrigante è probabilmente quella formulata da Jonah Peretti, CEO e fondatore di BuzzFeed, che fa un bel parallelismo con il modo della televisione.

“All’inizio c’erano le classiche reti TV che trasmettevano le notizie del mattino, le soap opera, i giochi a premi, il telegiornale della sera, i film in prima serata e gli show notturni.

Poi sono arrivate MTV, Comedy Central, CNN, che hanno investito molto sul contenuto, anche lato news e programmi di intrattenimento. In questo caso, la pay TV funge anche da distributore, e spinge i produttori di contenuti televisivi a creare buoni programmi per ottenere maggiori abbonamenti al servizio.

Ora Facebook/Twitter/Pinterest/WhatsApp/etc sono i distributori. In senso astratto, sono come le pay TV. Vogliono che i produttori di contenuti ne pubblichino di sempre migliori, per arricchire la qualità della loro rete. Alcuni di questi contenuti potranno essere prodotti da giornalisti, altri da chi sa raccontare storie, altri ancora da fumettisti. Ma il loro interesse – e quello dei consumatori – è distribuire sulla loro rete ottimi contenuti, originali, creati da chi investe nella produzione a lungo termine.

Da questo punto di vista, BuzzFeed è perfettamente in linea con gli obiettivi di tutti i principali social network:

1. lavora sul lungo termine
2. investe continuamente per rendere migliori i propri contenuti
3. fa ricerca e sviluppo su nuovi formati e in nuove aree (liste, quiz, contenuti esplicativi, mobile, video, ultim’ora, contenuti lunghi)
4. non utilizza titoli ingannevoli, non cerca di fregare l’utente, ma mette il lettore al vertice delle priorità

Il risultato finale è creare contenuti che i lettori amano e condividono, e la crescita del traffico sui/dai vari social arriva di conseguenza.

Il News Feed di Facebook – così come gli altri social – tenderà ad allinearsi con le media company che producono ottimi contenuti, originali, che gli utenti amano, e con chi continua ad investire nel produrre contenuti sempre migliori.

E’ quello che è accaduto con le pay TV, e sembra che una dinamica simile stia accadendo di nuovo, ora, sul web.”

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