“Il 2013 sarà l’anno del mobile”… oppure no?

Market Share by Operating Systems

Ogni fine anno, da circa un lustro, sentiamo ripeterci che “il prossimo anno sarà l’anno del mobile”.

E almeno dal 2010, me ne sto pian piano convincendo pure io: nonostante il forte scetticismo iniziale (ma giustificato dai numeri, davvero ridicoli solo 4 anni fa), dall’inizio del 2008 mi son dotato di smartphone e mi son “forzato” a ragionare/agire come qualcuno con la metà dei miei anni, per capire se davvero finiremo tutti a guardare il mondo attraverso uno schermo più piccolo di 5 pollici.

Eppure, dopo 5 anni circa di “test sul campo”, e nonostante l’immagine qui sopra indichi chiaramente che l’impero Wintel si sta avviando al tramonto (sostituito da quello iOS/Android), ci sono troppe cose che ancora non mi tornano, almeno dalla prospettiva dell’editore online.

Il mobile NON è per chi produce…

…ma per chi consuma.

Se produco qualcosa, preferisco 100 volte il PC. Anzi, a dirla tutta non riesco proprio a produrre quasi nulla via smarphone.

Se devo scrivere una email più lunga di un SMS vado in palla. Non parliamo se devo mettere mano ad un foglio di calcolo o ad una presentazione.

Sarà probabilmente una questione generazionale (giuro che quando ho letto che Zuckerberg ha scritto l’intero IPO filing document sullo smartphone mi è caduta la mandibola), ma non credo di essere il solo a preferire uno schermo grosso per lavorare, e uno piccolo per cose molto, molto più superficiali.

Il tablet NON è mobile

Le statistiche del traffico proveniente da mobile sono quasi sempre gonfiate dai tablet… che però mobile non sono.

Ancora non mi capacito del perché Google Analytics metta iPad & Co. sotto la voce “Mobile”, ma sta di fatto che le percentuali a 2 cifre che registrano tutti i principali siti web sono fortemente drogati dagli accessi dei tablet, che a spanne fanno almeno la metà degli accessi degli smartphone.

Ma che con gli smartphone non hanno nulla da spartire: il tablet, soprattutto se sopra i 9 pollici, è da divano/dopocena (=uso prolungato e rilassato); il telefono, soprattutto se sotto i 5 pollici, da “fuori casa/fuori ufficio” (=uso rapido, nei ritagli di tempo).

Il mobile NON è per tutti gli editori

O almeno non è per certi editori online di tipo “tradizionale”.

Se avessi un sito di oroscopi o di previsioni meteo avrei investito secoli fa su m-site e app (chi è in questi settori e non l’ha ancora fatto, è un pazzo!), ma un editore vecchio stampo, che magari produce long reads (=contenuti corposi, di approfondimento), non so che appeal potrebbe avere per il frenetico utilizzatore di smartphone, nei 2 minuti di attesa del tram.

Android NON è iOS

Occhio infine a non fare di tutta l’erba un fascio: l’ecosistema mobile, oltre ad essere frammentato fra vari sistemi operativi, pare essere diverso fra sistema e sistema.

Mi spiego meglio: gli utenti iOS (=Apple) NON sono uguali a quelli Android (=Google).

Intendo dire che si comportano molto diversamente per quanto riguarda il traffico che sviluppano (e quindi il tempo che consumano online utilizzando il dispositivo) e la propensione all’acquisto di prodotti o servizi.

Ma se un editore ha l’obiettivo di raggiungere il massimo numero di utenti possibile, dovrebbe produrre app per tutti gli SO più in voga… accollandosi tutti i costi del caso (e senza garanzie sul ROI).

Concludendo

Come suggerisce Henry Blodget su Business Insider, non facciamoci ingannare dalle sirene del “Mobile Only”, che ci dicono di dimenticare grossi schermi, tastiere e mouse in favore del solo mobile.

E nemmeno da quelle “Mobile First”, che ci consigliano di pensare tutto in modo “smartphone-centrico”, mettendo in secondo piano i desktop.

E’ vero, ci sono diverse nuove aziende che hanno costruito la loro fortuna esclusivamente sul mobile, ma per moltissimi editori che hanno una base consolidata di lettori via desktop e laptop la strategia da pianificare è semmai quella multi-screen.

“Mobile Too” è dunque il motto del 2013: seguire l’utente su qualsiasi schermo (desktop, tablet, smartphone ed eventualmente anche “Smart TV”), con qualsiasi strumento (browser, m-site, app), con un layout “liquido” (Responsive Web Design è la parola d’ordine) e con l’obiettivo finale di fornirgli la miglior esperienza d’uso possibile da qualsiasi device e in qualsiasi situazione.

Il tuo sito è già pronto per il 2013? 🙂

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9 Comments

  1. Jacopo 27 Dicembre 2012
  2. Gianpaolo 27 Dicembre 2012
  3. andres 27 Dicembre 2012
  4. Fabio 27 Dicembre 2012
  5. Andrea 27 Dicembre 2012
  6. delizard 27 Dicembre 2012
  7. Web Siena 27 Dicembre 2012
  8. Simone 2 Gennaio 2013
  9. Roberta 7 Gennaio 2013

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