Non ce la faremo mai

Disperazione politica

Non sono uno di quelli – e sono tanti – che pensa che se il politico non sa usare a menadito i Social Media, allora non vale nulla.

Io penso che il politico debba saper fare (molto) bene il suo mestiere, debba operare onestamente ed eticamente – e nel caso anche guadagnare parecchio – ma con l’obiettivo ultimo di fare il bene del cittadino e del paese.

In questo processo, la tecnologia ha oggi – e avrà sempre più – il suo bel peso. Internet, infatti, può oliare una marea di ingranaggi, snellire la nostra orrenda macchina burocratica, diminuire gli enormi e preoccupanti costi che un sistema basato sulla ridondanza delle persone, delle procedure e dalla carta ha creato nel corso degli anni.

Pertanto il politico – anche se non capisce una mazza di tecnologia – DEVE avvalersi del tecnico. Il tecnico analizza il problema, e tecnicamente – e NON politamente – lo risolve. Con mezzi e strumenti tecnici, NON politici.

E invece…

…succede che ieri sera un amico mi passa questa foto, tratta dal settimanale Oggi:

La foto ritrae “alcuni dei 10 funzionari addetti allo scrutinamento delle email inviate dai cittadini con i consigli per tagliare gli sprechi”.

Riguardala bene. Sul tavolo ci sono delle pigne di carta, e le persone sono addette a smistare e dividere dei fogli fra i vari mucchietti. E guarda anche questa seconda foto,

che a fianco riporta la didascalia “le mail arrivate sono impilate in faldoni alti mezzo metro che svettano sulle scrivanie della situation room”.

Ebbene sì, hai capito bene.

La politica prova ad usare un mezzo tecnologico (l’email), ma ci innesta sopra un meccanismo medievale. Anziché progettare a priori un sistema in grado di raccogliere, analizzare e smistare i consigli inviati via Internet cittadini, viene messa in piedi una sezione del sito del Governo chiamata “Dialogo con il Cittadino” dove per dialogare è necessario utilizzare un form.

Il link verso tale form porta alla sezione Contatti del sito del Governo, e pertanto non è un form dedicato, ma generico.

Oltre ad inserire i propri dati personali, nel modulo va messa la “domanda” da fare al Governo: Oggetto e Testo. Non c’è un menu a tendina, non c’è un sistema che possa guidare l’utente verso un menu finito di scelte, e pertanto non mi aspetto che dall’altra parte ci sia un sistema in grado di gestire in modo intelligente le missive in arrivo.

E infatti non c’è: solo sulla spending review il Governo ammette di aver ricevuto in pochi giorni oltre 95.000 email, “una media di 1 messaggio ogni 2 secondi” nei momenti di punta.

E ammette anche che “per fronteggiare il flusso di segnalazioni, dare rapida lettura a tutti i messaggi pervenuti e archiviarli in categorie è stato costituito un gruppo di lavoro all’interno dell’Ufficio stampa e del Portavoce di Palazzo Chigi. I dieci funzionari che ne fanno parte finora hanno esaminato e catalogato il 20% del totale delle segnalazioni.”

Quindi c’è un tentativo di fare i “moderni” usando un pizzico di tecnologia (=un form mail), ma quello che c’è a valle è la solita vecchia e cara burocrazia (=10 persone che stampano, smistano e archiviano).

Non ce la faremo mai.

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24 Comments

  1. @serenatudisco 8 Giugno 2012
  2. massimo 8 Giugno 2012
  3. Riccardo Friede 8 Giugno 2012
  4. Pierpaolo 8 Giugno 2012
  5. Benedetto Motisi 8 Giugno 2012
  6. Luca 8 Giugno 2012
  7. Alfio T. 8 Giugno 2012
  8. Lorenzo 8 Giugno 2012
  9. Antonio 8 Giugno 2012
  10. Lorebon 8 Giugno 2012
  11. anx 8 Giugno 2012
  12. Ilaria Cardani 8 Giugno 2012
  13. delizard 8 Giugno 2012
  14. Ilaria Cardani 8 Giugno 2012
  15. Roberto Carraro 8 Giugno 2012
  16. Mattia 8 Giugno 2012
  17. Kékrika 8 Giugno 2012
  18. FiNeX 8 Giugno 2012
  19. Matteo 8 Giugno 2012
  20. M. Fioretti 9 Giugno 2012
  21. Lauryn 9 Giugno 2012
  22. davide 10 Giugno 2012
  23. xprenotare 10 Giugno 2012
  24. Sir 28 Giugno 2012

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