La pubblicità su Facebook NON funziona?

Pubblicità su Facebook

Tempo di IPO per Facebook, ma anche tempo di problemi: abbiamo visto ieri che il Re dei Social non riesce a monetizzare adeguatamente gli accessi via mobile, e ora scopriamo anche che un noto inserzionista ha deciso di bloccare gli investimenti pubblicitari su Facebook – parliamo di 10 milioni di dollari l’anno – a causa delle basse performance.

Ma facciamo prima un passo indietro. Da mesi – anzi, direi ormai anni – si dibatte sul fatto che sui social la gente non ha la forma mentis, l’atteggiamento giusto per essere bersagliata dalla pubblicità.

I sostenitori di questa teoria affermano che mentre sui motori di ricerca si compiono spesso azioni volte a cercare un prodotto o un servizio – e quindi un annuncio pubblicitario rilevante può essere complementare se non addirittura di grande aiuto all’utente – nei social si va per discutere e “cazzeggiare” – e quindi la pubblicità, almeno nelle sue forme online più tradizionali, viene vista come fastidiosa e interruttiva.

Sull’altro fronte, c’è invece chi sostiene che la pubblicità su Facebook permetta di scendere ad un livello di dettaglio molto più profondo di quello di Google, e quindi è da preferire soprattutto quando si punta ad un target più preciso e ristretto. Se Google fa ancora la parte del leone nel territorio della raccolta pubblicitaria, qualche illustre nome ha già iniziato a spostare un po’ di budget pubblicitario verso il social network blu.

Ma c’è anche chi da Facebook fugge perché non ottiene risultati apprezzabili. E’ il caso di GM, che pare abbia stoppato gli investimenti pubblicitari su Facebook perché “gli annunci pubblicitari non funzionavano”; questo il tweet del giornalista Dennis K. Berman del WSJ che annuncia il fattaccio,

Il tweet di Dennis K. Berman del WSJ

meglio spiegato in un articolone dove però emergono altri interessanti dettagli che aiutano ad inquadrare un po’ meglio la cosa.

Partiamo della cifra: 10 milioni di dollari è la somma complessiva spesa da GM in pubblicità su Facebook nel corso del 2011. La cifra può sembrare enorme, ma è ridicola sia per GM (che spende in pubblicità 1,8 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti) che per Facebook (che lo scorso anno ha registrato 3,7 miliardi di revenue).

In altre parole, la cifra non impatta significativamente sui budget di nessuna delle 2 aziende, ma colpisce l’immaginario di risparmiatori e piccoli azionisti, che magari stavano pensando di comprare le azioni di Facebook fra qualche giorno – e ora sono un po’ più dubbiosi sul futuro della compagnia.

Eppure pare che il caso di GM non sia isolato: Nate Elliott scrive che “una grossa azienda di beni di largo consumo ci ha detto recentemente che Facebook stava peggiorando – anziché migliorare – nell’aiutare i marketer ad avere successo. E aziende che operano in diversi settori, dall’elettronica di consumo ai servizi finanziari, ci dicono che non sono più certi che Facebook sia il miglior posto a cui destinare i budget dedicati al social marketing”.

Stessi dubbi quelli di Kia Motors Corp., che non ha ben chiara la relazione fra gli annunci pubblicitari su Facebook e l’aumento delle vendite di automobili. Ciò nonostante, la casa automobilistica sudcoreana ha in programma di aumentare gli investimenti pubblicitari su Facebook per il 2012, così come Subaru – che ha dichiarato di investire più di 5 milioni di dollari quest’anno e aumentare la cifra nel 2013 in caso di ROI positivo: “Metà della popolazione USA è su Facebook, si deve lavorare per imparare” ha affermato Dean Evans, CMO di Subaru of America.

Già, la chiave è proprio quella di capire come ottenere un positivo ritorno sugli investimenti da uno strumento difficile da manipolare come Facebook. La risposta – assai sarcastica – potrebbe essere quella racchiusa in questo tweet di Ford, rivolto ai concorrenti di GM:

Il tweet di Ford

“E’ solo una questione di esecuzione. I nostri annunci pubblicitari su Facebook sono efficaci quando vengono strategicamente combinati a contenuti coinvolgenti e all’innovazione”.

Come dire: la pubblicità su Facebook può funzionare solo se non rimane fine a stessa, ma viene abbinata alla conversazione, al contenuto, a qualcosa di non “già visto, già sentito”. Cari marketer, è giunto il momento di farsi la punta al cervello.

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11 Comments

  1. Simone Vannucci 17 Maggio 2012
  2. Alfio T. 17 Maggio 2012
  3. Seogm 17 Maggio 2012
  4. Jacopo 17 Maggio 2012
  5. kékrika 17 Maggio 2012
  6. Salvatore Covelli 17 Maggio 2012
  7. web design 17 Maggio 2012
  8. Davide Costantini 17 Maggio 2012
  9. Z.Andreas 17 Maggio 2012
  10. Luca 18 Maggio 2012
  11. Mattia 21 Maggio 2012

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