Previsioni SEO per il 2012

La SEO nel 2012

Fra le previsioni di varia natura lette in questi ultimi giorni, non potevano mancare quelle sulla SEO.

Ecco dunque le 8 Predictions for SEO in 2012, secondo l’autorevole Rand Fishkin di SEOmoz.

1. Bing crescerà lievemente negli USA, ma rimarrà sotto il 20% mentre Google salirà a più dell’80%

Secondo comScore, Bing + Yahoo! costituiscono circa il 30% del mercato nordamericano, contro il 65% circa di Google. Personalmente penso che questi numeri non siano reali, e mi fido di più di quelli di Statcounter (che prende i dati di traffico dai siti web e non da un campione). Secondo Statcounter Google è circa all’82% mentre Bing + Yahoo! sono circa al 16%. E penso che questi numeri saranno molto simili fra un anno.

La ragione principale, a mio parere, non sta nella sola fedeltà al brand e all’inerzia nei confronti di Google, ma nelle sue performance superiori sulle query da coda lunga.

2. La SEO senza Social Media diverrà un ricordo del passato

SEO e social media marketing sono già intrinsecamente intracciati, ma credo che nel 2012 il confine si sfumerà ancor di più, così come successe fra SEO e link building nel 1999-2000. Non è solo che i fattori sociali si stanno facendo strada negli algoritmi di ranking (in modo diretto e indiretto), ma anche che il social sta diventando il metodo dominante di condivisione e scoperta degli utenti del web. Il link graph resterà utile per gli anni a venire, ma lo share graph sta intaccando la sua capacità di mostrare cose nuove, interessanti, utili, rilevanti e di alta qualità.

Questa tendenza potrebbe indebolire il concetto di SEO (anche se credo che certe pratiche/tattiche rimarranno forti), e porterà quelli di noi che hanno usato il nome “SEO” per descrivere la nostra professione per oltre un decennio a migrare verso qualcosa di più ampio.

3. Google intraprenderà finalmente forti azioni nei confronti di chi manipola i link ai fini di spam

Uno dei principali punti deboli di Google (e anche di Bing) è quello di affidarsi eccessivamente ai link per determinare il posizionamento di un contenuto all’interno delle SERP. Proprio di recente, ho accettato la proposta di un amico di dargli alcuni link da siti che Google dovrebbe chiaramente identificare come pessimi. Abbiamo visto risultati incredibili in meno di 24 ore – posizionamento entro i primi 5 risultati, mantenuto per diverse settimane. Queste cose non dovrebbero accadere.

Credo che nel 2012 il team di ricerca di Google lancerà dei cambiamenti algoritmici, atti a svalutare i link di bassa qualità. Il linkspam ha creato diversi imbarazzi, e indebolito la fiducia che molti ripongono nei confronti di Google. Esattamente come le content farm sono state colpite nel 2011, credo che gli spam link lo saranno nel 2012.

4. Pinterest sfonderà

Gli ultimi 4 anni hanno visto Facebook, Twitter, LinkedIn, Foursquare e Tumblr superare i 10 milioni di utenti. Nel 2012, penso che Pinterest farà lo stesso. Pinterest è anche il primo social network dove le donne sono favorite (il che, a mio parere, è una gran cosa).

Non stupirti dunque se ne prossimi mesi vedrai un sacco di post, scritti da marketer, su come sfruttare Pinterest per condividere contenuti e trovare potenziali clienti.

5. L’uso di annunci pubblicitari troppo aggressivi rischierà di essere un boomerang per Google

Nel campo della search advertising stanno succedendo cose folli. Ad esempio:

Sul mio portatile (che ha una risoluzione abbastanza impressionante) vedo un solo risultato organico, mentre risultati sponsorizzati, stelline, recensioni, prezzi e foto dominano la pagina.

I comparison ad di Google nei settori del credito/finanza spingono i risultati organici ancora più in basso, visto che sono previste in alto fino a 3 posizioni pubblicitarie supplementari:

Ma forse il banner di Google più aggressivo è quello che inserisce automaticamente l’indirizzo email della persona (se loggata) all’interno dell’annuncio:

sono ancora casi rari, ma non sarei sorpreso se aumentassero nei prossimi mesi.

La mia previsione per il 2012 è l’inizio di una paid search blindness: i risultati organici raccolgono ancora l’80% di tutti i click, ma questa percentuale è calata man mano che Google ha introdotto pubblicità più aggressive per soddisfare le sempre più alte aspettative di guadagno.

6. La keyword “(not provided)” supererà il 25% delle ricerche sul web

Nonostante le dichiarazioni di Google, penso che gli accessi da “(not provided)” rimarranno in doppia cifra, e per la fine del 2012 1/4 di tutte le ricerche sarà effettuata da utenti loggati (che quindi figureranno con keyword anonime). Google sta lavorando duramente per spingere Android, Google+, Google Apps e Gmail, il che aumenterà nel tempo questa percentuale.

Possiamo solo sperare che Google accantoni questo progetto, o che comunque lo renda un po’ meno “evil”. Ma probabilmente non sarà così.

7. Assisteremo alla nascita di un serio programma di certificazione

La search e l’inbound marketing hanno bisogno di un programma che aiuti i giovani talenti a diventare professionisti maturi. Oggi SEMPO, Market Motive, Inbound Marketing University, Search Engine College e diversi altri forniscono questo genere di servizio, ma nessuno di loro è uno standard nel settore.

Prevedo che entro la fine dell’anno almeno uno di questi soggetti riuscirà ad avere più di 5.000 persone certificate su LinkedIn (attualmente Market Motive guida il gruppo, con circa 1.700).

8. Google renderà molto difficile fare SEO per chi non utilizza Google+

Google ha da poco inserito nelle SERP le “pagine brand” di Google+, nonché le Cerchie e i +1. E ha introdotto il rel=”author” per permettere di identificare l’autore di un contenuto. Penso che nel 2012 gli sforzi di Google vadano nella direzione di legare i risultati organici ai suoi sistemi di login/verifica. Questo non solo per incoraggiare/forzare l’utilizzo del suo social network, ma per legare insieme i segnali sociali, di ranking e di visibilità (e probabilmente per combattere meglio spam e manipolazioni).

Di positivo per i marketer c’è una più stretta integrazione con la piattaforma social, che premierà coloro che sapranno gestire con successo SEO e social media marketing. E anche (si spera) sarà un vantaggio per chi usa tecniche white hat atte a costruire un brand, riducendo l’efficacia di cose come i domini a corrispondenza esatta o i link spammosi. Di negativo c’è che in questo modo Google riuscirà ad ottenere dati su TUTTO ciò che facciamo online, rendendolo ancora più forte di quanto non lo sia già oggi. Dobbiamo solo sperare che diventi anche più buono, anche se di solito non succede quando si ha più potere.

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