Klout, il misuratore dell’influenza

Klout

Klout, in breve tempo, è divenuto uno standard per la misurazione dell’influenza della gente. Una sorta di “PageRank for People”. I suoi algoritmi calcolano l’effettiva influenza che hanno le persone in base a ciò che condividono tramite i social. Klout cerca insomma di misurare la tua influenza osservando quanto, come e con chi interagisci sui vari social network. Visto che tutti lavoriamo per creare e gestire al meglio la nostra identità e il nostro profilo online, Klout aiuta a misurare il nostro reach e gli argomenti sui quali esercitiamo influenza.

In tutti i mass media, le misurazioni servono a fornire dati agli inserzionisti che sovvenzionano il media stesso. In TV e nelle radio, gli inserzioni investono miliardi in advertising esclusivamente basandosi su dati ricavati da un piccolo panel di utenti. Klout ha il vantaggio di essere in grado di misurare i dati reali, non quelli stimati: attualmente hanno più di 300 milioni di utenti, sui quali calcolano e ricalcolano il punteggio ogni giorno. L’algoritmo di Klout non è certamente perfetto, ma come Google modifica i suoi algoritmi centinaia di volte l’anno, anche Klout si evolve in base alle variazioni del social web, in modo da mostrare dati il più possibile accurati circa l’influenza degli utenti.

Klout ha la particolarità di essere una delle poche aziende, in questo ambito, con un piano per remunerare i suoi utenti. I brand possono individuare in Klout gli utenti più influenti in determinati settori, e offrire loro dei Perk nella speranza che vengano apprezzati e che quindi generino del buzz verso i propri contatti/follower. Klout lavora con più di 100 brand, come Starbucks, Audi, Spotify e Microsoft, e Joe Fernandez (CEO e Cofounder dell’azienda) sta già pensando di allargarsi al “mondo reale”. Fernandez immagina che i ristoranti possano conoscere il tuo Klout Score quando prenoti un tavolo, che le campagnie aree possano stampare il Klout Score sulla carta d’imbarco, e che i call center possano conoscere il tuo Klout Score quando telefoni per lamentarti di qualcosa. Ci sono già alcuni hotel che verificano il Klout Score al momento del check-in, per decidere se offrirti o meno un upgrade.

Klout potrebbe cambiare il concetto di relazione fra brand e consumatore. Il social web obbliga il brand a rispettare maggiormente il consumatore. Lo obbliga a guardare il suo punto di vista. Lo obbliga a trattarlo meglio. Nessun essere umano dovrebbe essere obbligato a star seduto su un aereo fermo per 7 ore su una pista, ma anche le aziende di luce, gas e telefono dovrebbero prendersi delle responsabilità quanto offrono servizi scadenti, e dovrebbero risarcirti se ti fanno perdere un giorno di lavoro senza che il tecnico si presenti a casa tua per la riparazione. Le banche dovrebbero essere chiamate nel cuore della notte quando impongono degli assurdi aumenti sui costi dei conti correnti. E infine chi ci governa dovrebbe sentire la nostra voce più spesso. In un’epoca dove l’influenza dei media tradizionali sta scemando, Klout potrebbe permettere ai singoli di essere più influenti con le istituzioni e con chi detiene il potere.

Per concludere, Klout sostiene che stiamo passando dall'”economia dell’attenzione”, all'”economia dei dati”. Negli ultimi 10 anni i media digitali sono stati costruiti sull’attenzione. Hanno lavorato per rubare la nostra attenzione distraendola dai media tradizionali, e creando grazie a ciò dei grossi business. Dapprima Yahoo! con la sua email. Poi Google, con la ricerca sul web. Infine Facebook, con la condivisione: i prossimi 10 anni saranno costruiti intorno ai dati, e in particolare ai “dati sociali”.

E ovviamente, anche il Tagliaerbe è su Klout 🙂

UPDATE: dopo alterne vicende, Klout ha chiuso i battenti il 25 Maggio 2018, proprio in concomitanza con l’entrata in vigore del GDPR… è solo un caso? 😉

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7 Comments

  1. Ferdinando 30 Gennaio 2012
  2. Fabio 30 Gennaio 2012
  3. siti internet 30 Gennaio 2012
  4. Paolo 30 Gennaio 2012
  5. Seogm 30 Gennaio 2012
  6. fcoraz 31 Gennaio 2012
  7. siti internet 1 Febbraio 2012

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