ASO (App Store Optimization): la SEO per App Mobile

Applicazione per SEO

Due giorni fa Apple ha annunciato ufficialmente di aver superato il traguardo delle 500.000 app, scaricate complessivamente più di 18 miliardi (!) di volte con un trend che attualmente è di circa 1 miliardo di download al mese.

Per Android si parla invece di quasi 350.000 applicazioni, per Windows Phone di oltre 40.000.

E’ un mercato grasso, in forte crescita, e quindi estremamente competitivo: come è possibile far emergere la propria applicazione in questo mare, ottenere parecchi download e di conseguenza anche un bel po’ di soldini?

Beh, ovviamente con la SEO applicata al mondo delle app, ovvero la ASO: App Store Optimization 🙂

Intendo dire che la tua applicazione deve trovare il modo di farsi strada non solo fra le SERP dei tradizionali motori di ricerca, ma anche (e soprattutto) all’interno dello store dove verrà scaricata dall’utilizzatore finale.

Ecco dunque un breve elenco di tip and tricks specifici per l’App Store – ma estendibili anche agli altri store di applicazioni – offerti da Cindy Krum di Mobile Moxie.

Ottimizza il Nome e l’URL della tua App

Il nome dell’applicazione impatta lato SEO sia in Google che nelle ricerche effettuate all’interno dell’App Store. Le parole chiave che utilizzi per il nome della tua app sono inserite nelle keyword all’interno del tag keyword. Ciò significa che non è necessario ripetere le parole chiave che si trovano nel titolo dell’applicazione all’interno del tag keyword (e viceversa), e significa anche che la brevità può non essere la miglior strategia quando si sceglie il nome dell’app. Se hai un brand forte potresti usarlo nel nome, ma è meglio includere anche delle keyword descrittive dell’applicazione: in tal modo l’app potrà essere trovata nel caso di ricerche generiche, e inoltre avrai a disposizione più caratteri nel tag keyword. Per esempio, l’applicazione dell’Amazon Kindle si chiama semplicemente “Kindle”, ma probabilmente potrebbe performare meglio se il nome fosse “Kindle: Free Amazon eReader”.

Come nella SEO tradizionale, l’URL dell’applicazione ha un ruolo chiave nel posizionamento. Il nome dell’app verrà automaticamente utilizzato come nome del file nell’URL dell’applicazione. Per questo motivo, assicurati che non contenga caratteri speciali, come i simboli del trademark o del copyright, perché ciò potrebbe causare un errore nel sistema che crea gli URL che quindi genererà un URL con un ID esclusivamente numerico.

La designazione delle Parole Chiave nell’App Store

Il ranking nell’App Store e generato dalle recensioni e dai download, ma estremamente importanti sono anche il nome e i 100 caratteri delle keyword con cui l’app viene presentata. E’ bene capire che tutti questi 100 caratteri hanno un peso, e quindi andrebbero tutti ottimizzati. E’ possibile separare le parole chiave con una virgola, senza metterci dopo un spazio; ad esempio: keyword1,keyword2,keyword3,keyword4.

L’App Store interpreta le keyword singolarmente – e non in frasi – e non ha alcuna comprensione contestuale o semantica. Significa che se ci sono plurali, errori di ortografia o sinonimi l’algoritmo non è in grado di capire che la tua applicazione dovrebbe posizionarsi per quei termini, che quindi vanno inclusi nel tag keyword. In pratica se la top keyword della tua app è “cane”, è bene includere sia “cane” che “cani” se vuoi posizionarti in entrambe le ricerche.

Spammare il tag keyword con parole chiave non correlate o con il nome del tuo competitor rischia di far bocciare l’applicazione; assicurati quindi che i termini siano in relazione con la tua app. Pensa alle persone che non conoscono la tua app, e a cosa cercherebbero se volessero scaricarla. Ciò significa che potresti includere frasi generiche come “app per le mamme” o “giochi per bambini”.

Non dimenticare che le 2 parole chiave più cercate nell’App Store sono “cheap” e “free”, e quindi cerca di includerle nel title o fra le keyword. L’App Store ha anche un filtro per mostrare solo le app gratuite, eliminando dalla vista quelle a pagamento: se la tua app è a pagamento, una buona idea potrebbe essere quella di offrire una versione “lite” – e quindi gratuita – dell’applicazione, incoraggiando poi l’utente a scaricare quella paid (esattamente come fa Angry Birds).

Ottimizza la Descrizione della tua App

La descrizione dell’applicazione non migliora il ranking dell’App Store, ma è invece importante per quello di Google. Le keyword che scegli di mostrare quando invii l’app all’App Store non possono essere viste da Google, e pertanto per posizionare bene l’app in Google è necessario ottimizzarne il nome e la descrizione. Il bello è che Google è un motore di ricerca molto più sofisticato di quello presente nell’App Store, e quindi è in grado di interpretare plurali, errori di ortografia e sinonimi.

La descrizione che inserisci sarà quella mostrata nella pagina HTML che Apple crea sul web per la tua applicazione. Quando pensi alla descrizione, presta attenzione a dove le interruzioni di linea compariranno quando l’app verrà visualizzata su un telefono. Nell’App Store ogni “linea” è di 120 caratteri, e automaticamente viene messo un ritorno a capo. Presta attenzione al numero dei caratteri e potrai capire come viene formattato il testo all’interno dell’app. Hai a disposizione solo 3 righe above the fold (prima che sia necessario cliccare su “more” nell’App Store), e quindi il massimo numero di caratteri a tua disposizione, spazi inclusi, è di 360. Se per sbaglio inserisci troppi caratteri, e quindi viene aggiunto un ritorno a capo, rischi di perdere una intera riga di descrizione (ovvero 120 caratteri).

Quando prepari la tua descrizione, pensa al potenziale utente che sta per scaricare l’applicazione: molti non leggono la descrizione dell’app, specialmente se questa è gratuita, quindi le informazioni vitali devono essere incluse nelle immagini che illustrano il funzionamento dell’applicazione, e anche evidenziate in un elenco puntato. E’ importante notare che i contenuti degli elenchi puntati vanno a capo dopo soli 45 caratteri.

La lunghezza massima della description è di 4.000 caratteri, spazi inclusi. Nella descrizione possono essere inseriti simboli Unicode e volendo anche una tua recensione personale dell’app. Anche se non influisce sul posizionamento nell’App Store, è una buona idea includere qualche piccola recensione nella descrizione: ciò è particolarmente vero se stai lanciando una nuova app, che quindi parte con zero recensioni nello store. Tali review possono provenire da beta tester ufficiali o da siti, e in quanto genuine possono essere molto utili, incoraggiando altri utenti a scaricare l’app. Inoltre queste recensioni, includendo con buona probabilità parecchie parole chiave diverse fra loro, potrebbero fornire a Google buoni contenuti quando esegue la scansione della pagina.

Scegli accuratamente la Categoria

Potresti non rendertene conto, ma la categoria che scegli per inserire la tua app è strategica. In molti casi l’applicazione potrebbe rientrare in più categorie, e quindi il tuo lavoro di marketer sarà quello di bilanciare la necessità di raggiungere il pubblico giusto con quella di scegliere la categoria meno competitiva in termini di applicazioni simili alla tua e di posizionamento delle parole chiave.

Linka la tua App

Ovviamente, per scalare Google con la pagina relativa all’app, è sempre valida la regola di ricevere ottimi link esterni, da siti correlati al tema dell’applicazione e/o con forte trust. Un buon suggerimento potrebbe essere quello di far recensire l’app dai tanti siti e blog che parlano di smartphone e applicazioni, e riceverne quindi in cambio un link.

Altri suggerimenti qui sotto, a partire dalla slide n.10:

App Store SEO

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5 Comments

  1. Dario Ciracì - Web In Fermento 14 Dicembre 2011
  2. Adriano De Arcangelis 14 Dicembre 2011
  3. Egidio Imbrogno 14 Dicembre 2011
  4. Marco 16 Dicembre 2011
  5. Web Bizio 31 Dicembre 2011

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