Google e le modifiche agli algoritmi di ricerca



Google modifica i suoi algoritmi di ricerca più di 500 volte l’anno. La stragrande maggioranza di queste modifiche sono molto piccole, veri e propri “ritocchi” che passano perlopiù inosservati.

Alcuni di questi update – elencati in modo preciso su Google Algorithm Change History – sono invece più radicali e possono rimescolare le SERP in modo drammatico: fra i più recenti ricordiamo May Day, Caffeine e ovviamente Panda, arrivato il 12 Agosto anche in Italia.

Google ha pubblicato di recente il video qui sopra, per mostrare una sorta di “dietro le quinte” di come nascono ed evolvono le varie modifiche/miglioramenti dei suoi algoritmi di ricerca: solitamente si parte da una idea creativa, ma poi il tutto deve sottostare ad un rigoroso processo scientifico.

Nelle interviste ai vari ingegneri, riportate anche su WebProNews, emergono alcune interessanti chicche.

“Quasi sempre ci sono dei gruppi di “motivating searches” che non performano così bene come vorremmo” dice Scott Huffman, che in Google riveste il ruolo di Engineering Director. “Gli ingegneri che si occupano del ranking elaborano delle ipotesi in basi a questi segnali, e di conseguenza possiamo integrare questi dati nel nostro algoritmo”.

Circa i rater, Mark Paskin si esprime invece così: “Sono persone esterne che si sono specializzate nel valutare se una posizione è rilevante rispetto ad un altra”.

“Mostriamo a questi rater 2 elenchi di query affiancate: da un lato quelle attuali e dall’altro quelle derivate dagli esperimenti dei nostri ingegneri” spiega Rajan Patel, Search Scientist. “Possiamo anche testare questi cambiamenti con esperimenti live, su utenti reali”.

“Facciamo queste cose in quella che chiamiamo sandbox. Inviamo una porzione molto piccola di traffico alla sandbox. Calcoliamo un sacco di metriche differenti”, dice Paskin.

“Nel 2010 abbiamo lanciato oltre 20.000 esperimenti diversi. Tutti i dati derivanti dalle valutazioni umane e dagli esperimenti live vengono poi analizzati da un search analyst“, spiega Huffman.

Sangeeta Das, quantitative analyst, racconta che “per ogni singolo progetto viene abitualmente assegnato un analista per interfacciarsi con gli ingegneri, onde cercare di analizzare le modifiche”.

“Segue poi un decision meeting dove il direttivo del team di ricerca analizza i dati e prende una decisione”, spiega Huffman.

“In definitiva, l’obiettivo del team di ricerca è quello di prendere decisioni in base ai dati raccolti, e presentare una visione obiettiva dei fatti”, dice Das.

“Se i nostri test scientifici dicono che è una buona idea per i nostri utenti, allora viene lanciata su Google”, conclude Amit Singhal.

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6 Comments

  1. Daniele B. 1 Settembre 2011
  2. Tagliaerbe 1 Settembre 2011
  3. Lorenzo 1 Settembre 2011
  4. Emanuele Secco 1 Settembre 2011
  5. primopremio.net 2 Settembre 2011
  6. Gregorio 2 Settembre 2011

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