Abbiamo bisogno di un nuovo Google

Cosa ci sarà dopo Google?

Una decina di anni fa ho provato Google per la prima volta. Come dissero tutti, fu qualcosa di magico – il risultato che volevo era proprio lì, in alto. Per qualcuno che aveva usato per anni Altavista, fu un’esperienza molto piacevole. Chiunque è stato su Internet prima dell’arrivo di Google sa esattamente di cosa sto parlando. Google funzionava davvero bene, aveva fatto il colpaccio.

Ma nel corso degli ultimi anni è cresciuta in me una sensazione, che mi fa sentire come se fossimo in una sorta di nuova era “pre-Google”. La search è divenuta una esperienza davvero brutta. Le ricerche in ambito viaggi, ad esempio, sono ridicole, e stanno spuntando startup (come Gogobot) per cercare di sistemare le cose. Quando cerco di trovare quello che potrebbe essere il miglior albergo per le mie esigenze, lascio perdere Google e mi butto su Tripadvisor (brivido…) e Gogobot.

Stessa cosa per le recensioni di certi gadget: GDGT, Amazon, e occasionamente Consumer Reports sembrano avere dati migliori, e quindi vado su quei siti direttamente bypassando Google. In realtà uso Google prevalentemente per la navigazione, non per la scoperta. Intendo dire che ci vado quando conosco il documento che sto cercando, e cerco di capire quale query può individuarlo. Ma per la pura scoperta? trovo solo strati di schifezze su strati di cose prodotte da SEO e fatte solo per acchiappare i miei click.

Ci sono prove effettive che Google sta fallendo nell’ambito search? probabilmente ci sono, ma certamente non dal punto di vista delle quote di mercato. Google mantiene una sana, quasi monopolistica leadership nella search, a dispetto di tutti gli enormi sforzi che fa Microsoft per competere. Ma anche Altavista aveva un tempo una enorme quota di mercato, che ora non ha più.

E quando guardo ai tentativi che fanno startup come Blekko per pensare alla search in modo differente, mi rendo conto che è troppo presto per capire se avranno successo.

Quindi, qual’è la prova che la search fa schifo? I fatti sono che il potente Google prende ogni occasione per dimostrare che la search è roba sua. Non hanno perso l’opportunità di accusare Microsoft di “furto di dati“. E queste cose sembrano portarlo verso una trappola.

Guarda il caso di JCPenney: per mesi questa azienda si è presa gioco di Google posizionandosi in testa ai risultati per parecchie parole chiave molto lucrative [grazie all’acquisto di un enorme numero di link]. Di recente Google ha scoperto il fatto, e ha posto fine all’inganno. Alla fine la storia è finita sul NY Times, quasi come una sorta di “giro della vittoria”.

Io credo invece sia un momento imbarazzante per Google, non qualcosa di cui festeggiare. E l’ho anche detto qui. Matt Cutts ha risposto tirando una frecciatina a Bing: @arrington è la nuova/più recente ondata di link degli ultimi 3-4 mesi; non più di anno. Per esempio, JCP è ancora presente per la chiave [dresses] su Bing.

Che è vero. E’ sempre divertente tirare una mazzata a Bing, suppongo.

Vanessa Fox, che quando era in Google combatteva lo spam, mi ha detto: @arrington – la lotta alla spam sarà sempre una battaglia continua per Google. Devono bilanciare l’aggressività dell’algoritmo con i danni collaterali.

Quando le aziende iniziano a traballare, fanno quasi sempre 2 cose: in primo luogo, gettano immondizia sui concorrenti. Successivamente, parlano di quanto sia difficile il problema e del fatto che la soluzione è a lungo termine.

Altavista ha fatto proprio questo negli anni novanta, appena prima che un certo competitor scendesse in campo e sistemasse la cosa in modo definitivo.

Si, la search è un campo molto difficile. Ma in Silicon Valley sono davvero bravi a risolvere i problemi difficili. Il vero problema, ora, è che c’è la percezione che Google sia intoccabile nella ricerca. Quando un venture capitalist assiste ad una presentazione di una nuova startup nel campo della search, tutto quello che gli viene in mente è il flop di Cuil. E dal momento che i venture capitalist sono le persone della Silicon Valley più avverse al rischio, non fan circolare soldi in questo settore.

Eppure tutto sembra suggerire che il momento sia quello buono. Demand Media vale 1,6 miliardi di dollari, e tutto il suo business si basa sullo spingere contenuti inutili dentro Google per ottenere un po’ di click. Se Google fosse migliore, Demand Media non esisterebbe. Bing non sarebbe in grado di erodergli quote di mercato. E JCPenney non sarebbe stata in grado di prendersi gioco di Google per diversi mesi, durante la stagione natalizia, per poi essere scoperta solo diverso tempo dopo.

Abbiamo bisogno di un vero competitor nei motori di ricerca. Se non altro perché costringerà Google ad essere migliore, rendendoci tutti più felici.

Liberamente tradotto da Search Still Sucks, di Michael Arrington.

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28 Comments

  1. U-Black 15 Febbraio 2011
  2. Davide Rigon 15 Febbraio 2011
  3. Mik 15 Febbraio 2011
  4. U-Black 15 Febbraio 2011
  5. Luca 15 Febbraio 2011
  6. stefan marton 15 Febbraio 2011
  7. Yuri 15 Febbraio 2011
  8. Giorgio25b 15 Febbraio 2011
  9. webgrafica 15 Febbraio 2011
  10. Maddy 15 Febbraio 2011
  11. Anna Bruno 15 Febbraio 2011
  12. Matteo Hsia 15 Febbraio 2011
  13. Mario 15 Febbraio 2011
  14. fabioinviaggio 15 Febbraio 2011
  15. Rudy Bandiera 15 Febbraio 2011
  16. Antonio 15 Febbraio 2011
  17. salvatore 15 Febbraio 2011
  18. Giulio 16 Febbraio 2011
  19. Brad.dd 17 Febbraio 2011
  20. Brad.dd 17 Febbraio 2011
  21. Antonio 17 Febbraio 2011
  22. Braddd 17 Febbraio 2011
  23. Mario 17 Febbraio 2011
  24. Braddd 17 Febbraio 2011
  25. Mario 17 Febbraio 2011
  26. 40secondi 17 Febbraio 2011
  27. Mario 17 Febbraio 2011
  28. sir vester 21 Febbraio 2011

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