Previsioni per i Mezzi d’Informazione nel 2011

Mezzi d'Informazione 2011

Il 2010 è stato l’anno del mobile per i mezzi d’informazione, soprattutto se si considera l’iPad come un dispositivo mobile. Molti organi di informazione come The Washington Post e CNN hanno incluso pesantemente i social media nelle loro applicazioni, consentendo ai dispositivi di aprirsi al di là del mero consumo di notizie.

Nel 2011, l’attenzione sul mobile continuerà a crescere (anche grazie al lancio di prodotti dedicati esclusivamente all’iPad), ma il vero focus per l’industria delle notizie nel 2011 sarà quello di ripensare l’approccio al social web. L’attenzione si sposterà dalla notizia “cercabile” a quella “condivisibile”, con il traffico da social media che colmerà il divario rispetto a quello dei motori di ricerca. Nel prossimo anno, l’attenzione andrà verso la personalizzazione del consumo delle notizie, e l’influenza dei social media sul giornalismo.

1. “Leaks” e Giornalismo: una nuova entità nel campo dei Media

Nel 2010, abbiamo visto l’ascesa di WikiLeaks attraverso le sue molte e controverse “fughe di notizie”. Attraverso ogni leak, le organizzazioni hanno imparato e hanno evoluto il loro processo di distribuzione di informazioni sensibili/riservate. Nel 2011, vedremo diversi governi perseguire il fondatore di WikiLeaks (Julian Assange) per il suo ruolo nella diffusione di documenti riservati, con successi alterni. Ma se anche WikiLeaks fosse chiuso, vedremo la nascita di un giornalismo “leakilista”, e soprattutto vedremo una serie nuove “entità” nel campo dei media, non solo siti mirror, che avranno come modello quello di “vuotare il sacco”. Nelle scorse settimane abbiamo già visto Openleaks, Brusselsleaks e Tradeleaks. E ne nasceranno altri, alcuni dei quali focalizzati su argomenti di nicchia.

Proprio come per gli altri media, ci sarà un nuovo mercato competitivo, dove alcuni si distingueranno ed emergeranno sugli altri. Ma come si potrà misurare il successo? Con l’entità del leak, la capacità di distribuirlo e la capacità (o incapacità) di collaborare con altri mezzi di comunicazione. Forse alcuni si distingueranno per la creazione di migliori piattaforme di distribuzione, concentrandosi sulla tecnologia e, ovviamente, sull’analisi dei leak. Dovranno ancora contare su partnership con media tradizionali per distribuire/analizzare l’informazione, ma certamente cambierà il rapporto che questi “informatori” hanno avuto con i media sino ad ora.

2. Aumento di Fusioni e Acquisizioni

A fine 2010, abbiamo visto l’acquisizione di TechCrunch da parte di AOL e la fusione fra Newsweek e The Daily Beast. Da un certo punto di vista, queste mosse hanno confermato il valore che le “new media company” e i blog hanno costruito a livello di audience e business.

Dato che le revenue dei tradizionali mezzi di informazioni sono in declino, mentre le nuove realtà online continuano a crescere, il 2011 porterà diverse altre fusioni e acquisizioni. La domanda non è quindi “se”, ma “chi”? Credo che, proprio come per il 2010, la maggior parte saranno sorprese.

3. Produzione di news esclusivamente per Tablet e Mobile

Nel 2010, il consumo di notizie ha iniziato a spostarsi verso i dispositivi mobili; abbiamo visto che chi produce news ha preso il mobile molto sul serio. Oltre al lancio di app dedicate per le varie piattaforme mobile, la cosa più notevole è probabilmente il prossimo lancio, da parte di News Corp, di The Daily, il giornale solo per iPad che arriverà a inizio 2011. Ogni singolo numero costerà $0,99, e su tale cifra Apple guadagnerà il 30%. Ma la cifra non è l’unico ostacolo, visto che la pubblicazione riguarderà esclusivamente i possessori di iPad. Nel 2010 sono stati venduti 15,7 milioni di tablet, e l’iPad rappresenta l’85% di questo numero. E tale numero è destinato a più che raddoppiare nel 2011. Nonostante sia un azzardo il progetto di The Daily si posiziona per crescere, grazie alla poca concorrenza e agli altri organi di informazione che ripropongono esclusivamente i loro contenuti web. Abbiamo anche assistito al lancio di una rivista solo per iPad (Virgin Project), e presto arriverà News.me (un’applicazione di social news per iPad prodotta da Betaworks).

Ma non c’è solo l’approccio “iPad-only”, e alcuni sostengono che l’iPad non sia nemmeno un dispositivo mobile (si, uno di questi è Mark Zuckerberg). Nel 2011, vedremo altre startup adottare un approccio orientato al mobile come focus aziendale. L’idea sarà quella di essere competitivi distribuendo contenuti su una piattaforma completamente nuova, dove gli utenti sono più abituati a fare acquisti. Vedremo altre aziende che ribalteranno il modello nel quale prima viene il sito web e poi quello mobile.

4. Consumo di notizie basato sulla Localizzazione

Nel 2010 abbiamo visto l’ascesa di servizi come Foursquare, Gowalla e SCVNGR. Anche Facebook è sceso nell’arena della geolocalizzazione con Places e Google ha lanciato Hotpot, un recommendation engine che sta iniziando a testare a Portland. La realtà è che solo il 4% degli adulti online usa questo genere di servizi quando è in movimento. La mia ipotesi è che più gli utenti utilizzeranno questi servizi, più li troveranno utili e più queste piattaforme attireranno altri utenti.

Il pezzo mancante è quello di poter ottenere facilmente notizie e informazioni geolocalizzate in base alla propria posizione GPS. Nel 2011, con uno spostamento costante verso il consumo di news via mobile, vedremo che gli organi di informazione implementeranno funzionalità di news location-based nelle loro mobile app. E naturalmente, se non lo faranno, una startup entrerà in questo mercato e creerà una soluzione a questo problema, oppure aziende del calibro di Foursquare inizieranno a inviare agli utenti contenuti geolocalizzati in abbinamento ai check-in.

5. Social vs. Search

Nel 2010, abbiamo visto la crescita dell’uso dei social media a livello globale. Facebook da solo fa il 25% di tutte le pagine visualizzate negli Stati Uniti e circa il 10% delle visite su Internet. Invece di focalizzarsi sulla SEO (Search Engine Optimization), nel 2011 sarà la SMO (Social Media Optimization) ad essere la priorità per molte aziende, che continuano a vedere il divario di referral in arrivo dai social sui loro siti.

Ken Doctor, autore di Newsonomics e analista di Outsell, ha recentemente sottolineato che i social sono diventati la fonte di traffico che è cresciuta più velocemente per parecchi siti di notizie. Per molti, siti come Facebook e Twitter fanno da soli il 10-15% di tutti i referral, ma sono il numero uno a livello di crescita. Per le startup che si occupano di news, i social pesano ancora di più. E, naturalmente, la qualità di questi referral è spesso migliore dei lettori che arrivano dai motori di ricerca: generalmente visualizzano più pagine e si dimostrano lettori più fedeli di quelli che arrivano sul sito tramite Google.

6. La morte del “Corrispondente dall’Estero”

Quello che abbiamo imparato a conoscere come il ruolo del corrispondente estero, cesserà in gran parte di esistere nel 2011. Il risultato delle pressioni commerciali e del ruolo dei cittadini nell’uso della tecnologia digitale per condividere e distribuire contenuti, sarà quello di rendere meno centrale la figura del corrispondente estero (almeno secondo uno studio del Reuters Institute for the Study of Journalism). In questo quadro non proprio luminoso ci intravedono comunque opportunità in altre parti del mondo, come Asia e Africa, dove i media si stanno espandendo come risultato di “una economia e una politica stabile” (sempre secondo lo studio di Reuters). Nel 2011, vedremo più organi di informazione dipendere pesantemente da “informatori” e, in molti casi, dai contenuti sociali prodotti da cittadini.

7. La Syndication “standard” e il Curatore “definitivo”

Il modello della syndication subirà uno sconvolgimento nel 2011. Come Clay Shirky ha recentemente predetto, molte agenzie di stampa usciranno dal business di rilanciare la stessa news sul loro sito se questa appare altrove. L’approccio alla syndication varierà da agenzia a agenzia. Il mercato dei contenuti si è molto frammentato, e se il contento è Re, la nicchia è sicuramente la Regina. Nicchie dove una volta c’erano curatori di contenuti prodotti da altri, si focalizzeranno sulla produzione di contenuti originali. Mentre gli organi di informazione storici, sempre sotto pressione per produrre una enorme quantità di contenuti a dispetto di staff numericamente ridotti, diverranno i “curatori definitivi”. Ciò significa che avranno un ruolo nell’ambito dei contenuti, ma attraverso dei syndication partner.

Hai già visto questa cosa su CNN.com o NYTimes.com: le aree tech di questi siti mostrano headline e contenuti sindacati da pubblicazioni tecnologiche di nicchia. In questo caso, non è solo la domanda del lettore nei confronti del contenuto originale a spingere siti di nicchia a produrre più contenuti originali, ma anche le relazioni con organi di informazione storici che si sforzano di mantenere alta la qualità dei contenuti e la credibilità del brand. I contenuti originali verranno premiati, e i siti di nicchia/specializzati dovrebbero trarre i maggiori benefici da questo cambiamento.

8. Lo Storytelling “Sociale” diverrà realtà

Nel 2010, abbiamo visto il contenuto sociale intrecciarsi allo storytelling; in alcuni casi per raccontare l’intera storia, in altri casi per contestualizzare eventi di cronaca con curation tool come Storify. Abbiamo anche visto la nascita di social news reader, come Flipboard e Pulse.

Nel 2011, non vedremo solo la social curation come parte dello storytelling, ma vedremo agenzie social e aziende tecnologiche coinvolte nella creazione dei contenuti e nella cura del business, cercare di estrarre il segnale dal rumore presente nelle informazioni.

Sappiamo che YouTube è in trattativa per acquistare una società di produzione video, ma non sarebbe una sorpresa se Twitter e Facebook svolgessero un ruolo più centrale nello sfruttare i proprio dati per presentare news e contenuti rilevanti ai propri utenti. Cosa succederebbe se Facebook mostrasse sulle sue pagine delle news correlate agli argomenti dei quali stanno discudendo gli utenti? O se Twitter filtrasse i suoi contenuti per mostrare quelli più rilevanti e riguardanti eventi di cronaca?

9. Gli organi di informazione diverranno più “smart” grazie ai Social Media

Nel 2010, gli organi di informazione hanno iniziato a considerare i social media più seriamente, e abbiamo visto che hanno assunto editori per supervisionare i social media. USA Today ha recentemente nominato un social media editor, mentre il New York Times ha eliminato questa qualifica, allargandola all’intero team di Aron Pilhofer.

La mossa del New York Times di modificare la sua strategia sui social media, passando da un modello centralizzato a uno decentrato nelle mani di più editori e produttori di contenuti, ci mostra che gli organi di informazione hanno un approccio più sofisticato e strategico nell’integrare i social nel processo giornalistico. Nel 2011, vedremo altri organi di informazione decentralizzare la loro social media strategy da una persona a più editori e giornalisti, che creeranno un approccio più integrato e snello. Non sarà solo un editor ad aggiornare o gestire il processo di organizzazione delle news, ma all’interno dell’azienda si andrà verso un modello nel quale ogni giornalista è anche un community manager.

10. L’ascesa della TV Interattiva

Nel 2010, molte persone hanno visto l’Internet TV per la prima volta, e il buzz intorno a Google TV, iTV(blog.tagliaerbe.com/2010/08/apple-itv-google-tv.html), Boxee Box e altri device ha rimbalzato per tutto il web. Nel 2011, l’Internet TV trasformerà la televisione che conosciamo non solo sul lato dei contenuti, ma sconvolgerà il predominio che la TV tradizionale ha avuto per anni nel catturare gli investimenti pubblicitari.

Gli americani ora spendono più tempo su Internet che guardando la TV, e la realtà è che la metà di questi guarda entrambi i media nello stesso momento. Il problema di allacciare una conversazione con altri su un programma TV che si sta guardando in quel momento, è stato risolto dagli utenti creando conversazioni informali su Facebook o appositi hashtag su Twitter. Aziende come Twitter stanno cercando modi per rendere più interattiva l’esperienza televisiva.

Non è solo questione di interazione, ma anche di come si “consuma” il contenuto. L’Internet TV creerà anche una transizione per chi è abituato a guadare contenuti video sulla TV e li porterà sul web. Non significa che i flat screen spariranno; piuttosto saranno interconnessi al web e offriranno contenuti diversi.

Liberamente tradotto da: 10 Predictions for the News Media in 2011, di Vadim Lavrusik.

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2 Comments

  1. elena 31 Dicembre 2010
  2. web marketing blog 2 Gennaio 2011

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