Meetic: dalle stelle alle stalle… alle stelle

Marc Simoncini di Meetic

Gli amanti selvaggi e appassionati sono molto ammirati in Francia. Gli imprenditori selvaggi e appassionati, un po’ meno. Marc Simoncini, fondatore di Meetic (il più grande sito di incontri europeo) può dunque considerarsi un outsider. La sua carriera ha visto più alti e bassi di tutti i flirt che aiuta a far nascere. “Sono stato povero, molto ricco, fallito e ora ancora molto ricco, almeno sulla carta”, dice.

Il nonno di Simoncini era un povero contadino. Il padre lavorava in France Telecom. Lui ha abbandonato l’università dopo aver fatto uno stage presso un’azienda che lavorava con i Minitel, nell’era “pre-internet”. Nel 1986 il padre gli prestò 3.000 dollari per avviare una attività in proprio. E simoncini fondò Opsion, una società di servizi IT.

Ci mise 14 anni a ripagare il debito che aveva nei confronti del padre. Esausto e deluso, stava per mollare tutto quando, nel 1998, scrisse il sofware che lo rese ricco per la prima volta. In pochi mesi creò iFrance, un portale Internet che divenne in breve tempo molto popolare. Erano i tempi della bolla: nel 2000, Vivendi acquistò iFrance per 165 milioni di dollari.

Simoncini ebbe l’idea di Meetic durante una cena con 3 amici, tutti divorziati o separati. Tutti si lamentavano della loro situazione sentimentale. E Marc decise di aiutarli, e di aiutare altri come loro.

Quando perse la sua fortuna, Meetic divenne il suo lavoro a tempo pieno. Vivendi lo aveva pagato, parzialmente, in azioni. Simoncini non era capace di fare il giovane ricco e inattivo: si era fatto prestare dei soldi offrendo le sue azioni Vivendi come garanzia, e ne aveva anche spesi un sacco quando era annoiato e depresso. Nel 2003 le azioni Vivendi passarono da 116 euro a 12 euro, e Simoncini si ritrovò con debiti per milioni. Meetic divenne la sua scialuppa di salvataggio. Perdere tutto fu “la miglior cosa che mi sia mai successa”, dice, “perché altrimenti non avrei mai lavorato così duramente su Meetic.”

Per entrare in Meetic bisogna pagare un canone mensile, che consente agli utenti di accedere “al più grande nightclub del mondo”, come lo chiama Simoncini. Nel 2008 ha lanciato Meetic Affinity, un servizio di matchmaking più costoso, che consente agli abbonati di trovare l’anima gemella fra la massa di tutti i subscriber; a chi si iscrive viene presentata una selezione delle migliori “corrispondenze” in base ad un questionario di circa 1.000 domande.

La formula sembra funzionare. Simoncini ha reso Meetic il leader del mercato europeo, acquisendo altri siti simili (come Neu in Germania e DatingDirect in Gran Bretagna), e lanciando il marchio Meetic in altri paesi. Lo scorso anno ha acquistato le attività europee di Match.com, il più grande sito USA di incontri. E nei prossimi giorni lancerà la versione mobile di Meetic in tutta Europa.

Simoncini dice che ha fatto tutto ciò che ha potuto per Meetic, e sta cercando di vendere la sua quota del 23% (valutata in circa 100 milioni di euro) entro la fine dell’anno. Se tutto andrà secondo i piani, Simoncini potrà convertire i suoi titoli in denaro contante, e trascorrere il resto dei suoi giorni su una sedia a sdraio in qualche bella località vicino a Marsiglia.

Tuttavia, non ha intenzione di fermarsi. Oltre a Meetic, ha investito diversi milioni di euro in Winamax, un sito di poker. Lo scorso anno ha creato Jaina Capital, un fondo attraverso il quale prevede di investire 100 milioni di euro in 5 o 6 startup francesi, nel corso dei prossimi 2 anni. Già ora lavora come angel investor per diverse giovani aziende. E ha recentemente lanciato un programma televisivo nel quale giornalmente presenta un imprenditore, in pochi minuti.

A seguito della fase che lo ha riportato “dalle stalle alle stelle”, Simoncini si sente attratto dalla filantropia. Il prossimo autunno lancerà una scuola privata a Parigi. Il suo scopo è quello di creare un ecosistema per gli aspiranti imprenditori online, insegnando loro i trucchi del mestiere e, forse, aiutandoli a reperire capitali.

Simoncini crede che il successo imprenditoriale non sia visto di buon occhio in Francia. Ma ammette che è servito per creare un business. Ci sono meno ostacoli burocratici rispetto a prima, e lo scoppio della bolla ha ridotto la connotazione negativa del fallimento, rendendolo quasi un “luogo comune”. Le recenti riforme hanno dato nuova energia alla cultura imprenditoriale francese, afferma Frédéric Iselin di HEC (una business school francese), anch’egli un imprenditore online. Eppure, Timothy Bovard di INSEAD (altra business school vicina a Parigi) insiste sul fatto che il pensiero anti-capitalista è ancora dilagante. Simoncini non ha dimenticato gli alti e bassi della sua carriera. Scrolla le spalle e dice: “Se domani la Francia votasse una legge che proibisce gli incontri su Internet, sarò nuovamente povero.”

Liberamente tradotto da: Face value: Marc Simoncini – Lucky in love.

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7 Comments

  1. Valerio Novelli 21 Dicembre 2010
  2. Ilaria Cardani 21 Dicembre 2010
  3. Alessandro Sportelli 21 Dicembre 2010
  4. Giuseppe 21 Dicembre 2010
  5. Silas Flannery 21 Dicembre 2010
  6. --- >>> Francesco Martino 22 Dicembre 2010
  7. comeno 29 Dicembre 2010

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