I dubbi nati dal Working Capital

Badge e maglietta del Working Capital

Due giorni fa son stato al Working Capital di Milano.

Ne ho approfittato per prendere la maglietta, scroccare il buffet (a parziale copertura di quando pagavo a TI una cifra impossibile per una CDN a 64K e 16 linee telefoniche…), e anche per conoscere un pò meglio questa idea di Telecom Italia che si pone l’obiettivo di sostenere l’innovazione / i giovani innovatori e le nuove iniziative imprenditoriali sul web.

Ho capito alcuni meccanismi (grazie anche ad alcuni ottimi interventi; fra questi mi hanno impressionato quelli di Giulio Cesareo (con un keynote dal titolo “L’importanza del lavoro di gruppo, come si costruisce un team di successo” e del “folletto” Gianluca Dettori), ma mi sono rimasti un paio di dubbi:

Elevator Pitch: in 3 minuti devi riuscire a presentare il tuo progetto al pubblico e (soprattutto) ai potenziali investitori, i quali porranno domande per altri 3 minuti.

Buona l’idea, che rende veloci e divertenti le presentazioni, peccato che nessuno riesca a stare nei tempi: forse per l’emozione di trovarsi davanti a tanta gente, forse perchè ben pochi, nella loro vita, han fatto altri speech in pubblico, forse (anzi, soprattutto) perchè la bontà della maggior parte dei progetti non può essere spiegata in 180 secondi, sta di fatto che quasi nessuno ce la fa.

Finita la presentazione, si passa al gioco del “tiro al bersaglio” 🙂 : i potenziali investitori iniziano con domande atte a “smontare” la bontà del progetto, cercando di mettere in seria difficoltà lo speaker… e spesso ci riescono. Il giovane anchorman se ne scende dal palco un po’ rintronato e con le pive nel sacco.

Il mio dubbio: posso concordare con l’idea dell’importanza del no, che dovrebbe spronare a far meglio, a tornare con nuove idee, meglio sviluppate, e nuovi progetti, più strutturati e (almeno sulla carta) profittevoli. Ma non posso credere che la bontà di certi modelli possa essere esposta, e soprattutto compresa, da chi ci deve mettere dei soldi, in soli 3 minuti.

Immaginiamo, ad esempio, che Twitter non esista. Viene illustrato in un elevator pitch di 180 secondi: “Ehm, è un sistema per mandare dei messaggini via web, ma più corti degli SMS… solo 140 caratteri. Posso renderli pubblici (tutti possono leggerli) o privati.”

Mi vedo provenire dal finanziatore di turno domande del tipo: “Ma quanti utenti pensate di fare?” Risposta: “Mah, 50 milioni in un 2-3 anni”. Altra domanda: “Qual’è il modello di business, come monetizza?”. Risposta: “Beh, in realtà non ci abbiamo pensato, probabilmente banner e servizi premium…”

Puoi immaginare che “impallinata” avrebbe preso Twitter in una occasione del genere 🙂 : e invece ha raccolto 5 milioni di dollari nel 2007, e altri 150 nei successivi 2 anni.

Vecchi vs. Giovani: Working Capital è un progetto rivolto ai giovani. Sul sito leggo che vuole aiutare “la crescita di una nuova, giovane, generazione di imprenditori italiani”, e anche che si rivolge “in particolare a studenti, ricercatori, giovani imprenditori, early adopters”. E in effetti di under 25 ne ho visti parecchi.

Il mio dubbio: peccato che questa logica si scontri con quella dell’elevato know-how e del team competente e presentabile, del quale parlano spesso i vari venture capitalist. Non voglio dire che il giovane è per forza ignorante/incompetente, ma credo (e qui mi aspetto qualche insulto 😀 ) sia assai improbabile che un 20-25enne studente o neolaurato italiano possa tirar fuori la nuova Facebook o la nuova tecnologia disruptive che tanto cercano gli investitori. Non perchè non creda nelle potenzialità dei giovani d’oggi (ci mancherebbe), ma perchè, essendoci passato, mi rendo conto che certe cose, certe vision, possono venire fuori solo con anni e anni di lavoro e confronto, stando quotidianamente sul pezzo. Quando partii a 26 anni con la mia startup (un nodo Internet) non ci capivo francamente una mazza, e solo sbattendo il muso su certi problemi e certe realtà ho compreso (dopo qualche anno) come girava il fumo, e come certe fantastiche idee non sono poi così fantastiche agli occhi del cliente o del mercato.

Se qualcuno vuole fugare i miei dubbi, si accomodi pure nei commenti 🙂

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35 Comments

  1. Alessandro Sportelli 18 Dicembre 2009
  2. GpsNews.it 18 Dicembre 2009
  3. Gae79 18 Dicembre 2009
  4. Mik 18 Dicembre 2009
  5. Stefano 18 Dicembre 2009
  6. Sergio 18 Dicembre 2009
  7. Alessandro Sportelli 18 Dicembre 2009
  8. Alessandro Sportelli 18 Dicembre 2009
  9. Marco Vittigni 18 Dicembre 2009
  10. Alessandro Sportelli 18 Dicembre 2009
  11. Sandro Bozzolan 18 Dicembre 2009
  12. Nicola 18 Dicembre 2009
  13. Daniele 18 Dicembre 2009
  14. Nico Guzzi 18 Dicembre 2009
  15. Nico Guzzi 18 Dicembre 2009
  16. Nico Guzzi 18 Dicembre 2009
  17. Francesco Federico 18 Dicembre 2009
  18. Nicola 18 Dicembre 2009
  19. Alessio Di Domizio 18 Dicembre 2009
  20. Alessio Di Domizio 18 Dicembre 2009
  21. Leonardo Antonicelli 18 Dicembre 2009
  22. Jimmy 18 Dicembre 2009
  23. Adriano Cotella 18 Dicembre 2009
  24. Nico Guzzi 18 Dicembre 2009
  25. Nico Guzzi 18 Dicembre 2009
  26. Piernicola 18 Dicembre 2009
  27. Davide Dattoli 18 Dicembre 2009
  28. Nicola 18 Dicembre 2009
  29. GiuseppeLabanca 18 Dicembre 2009
  30. Fabio Malamocco 19 Dicembre 2009
  31. Fabio Busatto 20 Dicembre 2009
  32. Tagliaerbe 20 Dicembre 2009
  33. Fabio Busatto 20 Dicembre 2009
  34. spachez 21 Dicembre 2009
  35. Francesco Lentini 23 Aprile 2010

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