Ansia da… Conversione

L'imbuto della Conversione

La cosa bella di scrivere su un blog come quello dell’amico Davide è un certo senso di libertà nel comunicare ciò che pensi senza necessariamente farti le seghe mentali di chi è delle volte obbligato ad uno stile formale. Ciò che ho appena scritto è il classico esempio di Off Topic, cioè una cosa che non ha assolutamente nulla a che fare con ciò che sto per scrivere ed è l’esempio lampante dell’informalità di cui parlavo. E’ per questo che ringrazio Tagliaerbe 🙂

E’ vero! Il Web Marketing è bello ed utile perché funziona ed è ancora più bello ed utile perché è possibile misurare (quasi) tutto. La misurazione ti permette di capire ciò che funziona e ciò che non funziona (a breve termine) in tempi record e spostare di conseguenza il tiro (ottimizzando gli investimenti).

Lo confesso… sono il primo che non parla di altro ormai da mesi con amici, clienti, colleghi, papà, mamma e nonna. Parlo di conversioni anche da solo mentre vado in ufficio.

Sono diventato così monotono parlando sempre di conversioni che comincio a pensare che in questo discorso c’è qualcosa che non quadra.

Sembra tutto così preciso … metti un banner dal Taglia, fai una campagna AdWords, metti un link li e su ed una spruzzatina di articoli qui e la … ah dimenticavo la pagina su Facebook. Alla fine dai tutto in pasto al tuo sistema di Analytics et voila hai tutti i dati li belli pronti che ti raccontano da dove, come quando e perché sono arrivati i visitatori sul tuo sito che hanno effettuato quella fatidica azione: la conversione.

Ok il sistema è davvero fantastico e funziona alla grande se non fosse per un dettaglio… ne ho parlato già una volta sul forum ma ti dico sinceramente che ancora non mi sono fatto un’idea chiara (e chissà se mai l’avrò).

Il quesito che mi toglie il sonno è: Se l’1% o il 5% o il 20% dei visitatori del sito effettuano quella benedetta conversione la restante parte che fine fa? Cosa pensa? Torna?

Perché non fa nulla? Non si fida? Non gli piace il sito? Il prezzo è alto? Non trova il bottone “acquista”?… insomma perché diavolo non fa quello che a te piacerebbe facesse?

Quindi è bello tracciare le conversioni e conoscere quante più informazioni di chi ha effettuato una azione … ma al contrario ti sei mai chiesto chi sono gli altri?

Pensa anche a quelle landing page in cui non vendi nulla… anzi regali qualcosa di bello. Anche in quelle c’è sempre una certa percentuale di gente che pensa l’esatto contrario di ciò che tu pensi.

Ieri ho intervistato Giacomo Bruno (Bruno Editore) e la chiacchierata mi ha fatto riflettere nuovamente su questo punto. Il sito di Giacomo un tempo (per come lo ricordo) era composto da landing page in perfetto stile americano… per intenderci di quelle strutturate al fine di spremere il visitatore… per intenderci ancor meglio quelle che noi sappiamo bene che funzionano (se ci sai fare). Fin qui tutto ok, le landing ormai non sono nulla di nuovo.

Poi Giacomo ha rifatto più volte il sito ed ha sostituito le vecchie e lunghissime landing page spremi utente in qualcosa che somiglia più a delle schede prodotto. La cosa bella è che a suo dire sembra che oggi il sito converta meglio.

Dove voglio arrivare? Sembra che il sito converta meglio perché può contare su qualcosa che tempo fa non aveva, qualcosa di impercettibile e soprattutto di NON MISURABILE: parlo del Brand o se vuoi della Fiducia, Autorevolezza, etc… In qualunque modo tu voglia chiamarla ci troviamo di fronte a qualcosa che Google Analytics non può misurare.

Ed ora come la mettiamo con il tracciamento delle conversioni?

Altro esempio è Madri. Enrico Madrigrano per me è un maestro e sono felice di averlo seguito con entusiasmo per anni. Se il web marketing ti piace è davvero difficile tu non abbia mai sentito parlare di lui (brand, autorevolezza, fiducia…).

Enrico è uno che traccia davvero tutto e nell’ottimizzazione delle conversioni è un vero mostro. Ho imparato da lui il significato di split test. Quando Enrico organizza un corso fa il pienone.

Ecco… perdonami se non ho nessun elemento scientifico che giustifichi quello che sto per dire ma credo che oggi, a differenza di 10 anni fa, Enrico potrebbe scrivere anche le sua landing page in cinese ottenendo comunque un ottimo risultato (forse non lo stesso ma comunque ottimo).

Quindi continuo a chiedermi e chiedo anche a te: come facciamo a sapere quanto davvero può incidere la reputazione, la popolarità, il brand se non esiste il modo di misurarne (se non attraverso “stime”) gli effetti?

Quanto davvero è necessario il nostro concentrarci sempre e solo nel tracciare le conversioni split testando la headline di turno? Forse potremmo chiedere a chi va via perché sta andando via? Forse potremmo chiedere a chi compra il motivo vero per cui ha acquistato e scoprire che non è perché abbiamo cambiato l’immagine ed aggiunti il sottotitolo… quello è solo un mezzo.

Oppure dobbiamo rassegnarci o non poter misurare quello che non resta impresso in un file di log?

Autore: Alessandro Sportelli (di Web Marketing University e Web Marketing Forum) per il TagliaBlog.

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27 Comments

  1. Andrea Moro 4 Dicembre 2009
  2. Francesco Caruccio 4 Dicembre 2009
  3. Mik 4 Dicembre 2009
  4. fradefra - consulente web marketing 4 Dicembre 2009
  5. beniamino buonocore 4 Dicembre 2009
  6. Alessandro Sportelli 4 Dicembre 2009
  7. daniele 4 Dicembre 2009
  8. Sergio 4 Dicembre 2009
  9. Andrea Moro 4 Dicembre 2009
  10. Sergio 4 Dicembre 2009
  11. Andrea Moro 4 Dicembre 2009
  12. beniamino buonocore 5 Dicembre 2009
  13. Pietro - Community blogger 6 Dicembre 2009
  14. Mark Cannelli 6 Dicembre 2009
  15. Alessandro Sportelli 7 Dicembre 2009
  16. Alessandro Cosimetti 8 Dicembre 2009
  17. Andrea 10 Dicembre 2009
  18. Alessandro Sportelli 10 Dicembre 2009
  19. Mik 10 Dicembre 2009
  20. Alessandro Sportelli 11 Dicembre 2009
  21. fradefra - consulente web marketing 11 Dicembre 2009
  22. Mik 11 Dicembre 2009
  23. Alessandro Sportelli 11 Dicembre 2009
  24. Enrico 15 Dicembre 2009
  25. Alessandro Sportelli 15 Dicembre 2009
  26. Alessandro Sportelli 15 Dicembre 2009
  27. Alessandro Cosimetti 15 Dicembre 2009

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