Buzz Marketing e Web 2.0: il “fenomeno” pay per post

Buzz Marketing e Post a Pagamento

Non mi era mai capitato, fino all’altro giorno, di ricevere proposte economiche per la pubblicazione di post.

Neanche a farlo apposta la mattina un amico mi aveva chiesto la mia posizione rispetto ai contenuti di cui scrivo su kawakumi.com

In parole semplici mi chiedeva se:

  • mi lascio coinvolgere in tali iniziative o sono “agnostico”;
  • mi faccio pagare (se si quanto?);
  • ho qualche esclusiva con la società per cui lavoro o con altri;
  • scelgo di cosa scrivere sulla base di qualche parametro particolare;

La mia risposta “in trasparenza ed onestà” (anche perchè non ho nulla da nascondere :-P) era stata:

  • mai fatto pay-per-post (e come tipologia di “adv”, come dirò di seguito, non la gradisco affatto). Diverso il discorso per eventuali test di prodotti/libri/servizi che ho fatto in passato e che faccio volentieri (a patto che non mi si dica se, quanto e come devo scrivere);
  • nessuna esclusiva con nessuno. kawakumi.com è il mio blog personale e ci scrivo se/quando/come voglio;
  • scelgo di cosa scrivere in base ad un unico parametro: quanto mi interessa la “notizia” e quanto credo possa “far bene” al mio blog e alla mia reputazione.

Torno a casa e nella posta in arrivo mi ritrovo una mail di una grossa agenzia di buzz marketing che mi propone di scrivere un post per una grossa multinazionale offrendomi in cambio dei soldi (nè pochi nè molti, ma non è quella la questione). Tra le regole da accettare per prendere parte alla campagna c’era quella di dichiarare il carattere pubblicitario dell’iniziativa all’interno del post stesso, quindi nessun caso di infiltration marketing o simili.

Dopo aver scartato l’ipotesi di uno scherzo del mio amico, è subito partita la mia riflessione su Buzz Marketing, Web 2.0, sul “fenomeno” pay per post e sulla sua utilità per le due parti in causa: azienda e blogger.

Ho contattato il Tagliaerbe su Skype per avere un confronto sul tema (ma chi me l’ha fatto fare??? :-)) e lui mi ha subito incastrato “invitandomi” a scriverne un guest post (che poi è quello che state leggendo).

Premessa doverosa: non sono il classico “blogger puritano” che disprezza ogni possibile forma di monetizzazione e che dice di “bloggare per la gloria”. Il mio blog mi ha già portato piccole soddisfazioni (anche indirettamente monetarie) e non me ne vergogno.

Faccio parte del network “pubblicitario” Metafora e insieme agli altri siti associati stiamo cercando una soluzione per la gestione della pubblicità sui nostri siti che contribuisca a sostenere i costi dei progetti online in modo etico e soddisfacente per chi scrive, per chi investe e per chi legge.

Proprio per questa mia forma mentis, sono portato a credere che il pay per post (che cerca di inserire pubblicità nei contenuti in maniera più o meno “velata”) non sia utile/soddisfacente nè per chi scrive, nè per chi investe, nè per chi legge.

Personalmente, però, sono molto meno “netto” del Tagliaerbe sulla questione. Non credo (come lui) che il Buzz Marketing stia uccidendo l’economia del web, credo piuttosto che alcuni player del mercato stiano uccidendo (sul nascere) il Buzz Marketing e il Word Of Mouth Marketing in Italia.

La penso esattamente come Maurizio Petrone (che così commentava il 2 marzo su questo blog):

Credo che bisognerebbe fare una distinzione tra ciò che è fatto bene e ciò che è fatto “tanto per”.

Su un forum ad esempio di auto, con sotto-forum dedicati specificamente a Fiat, Lancia, Ford ecc, ce lo vedresti proprio male un AMBASSADOR che si facesse carico di rispondere agli utenti quando questi pongono delle questioni che riguardano direttamente il Brand, e che dal Brand si aspetterebbero una risposta ufficiale?

E su un blog che normalmente parla di prodotti (non certo il tuo o il mio quindi), se il blogger è libero di parlare di ciò che l’agenzia propone, perché non dovrebbe farlo?

Certo, ci sono anche esempi molto più negativi, ma non è oggi che cose di questo tipo sono nate.
E’ oggi invece che, attirati da non so bene cosa, “ci provano tutti” e la qualità media si abbassa parecchio, fornendo esempi anche antipatici, da non imitare.

C’è bisogno di “darsi una regolata”, insomma. Aziende, agenzie e blogger.

Le aziende dovrebbero capire che “forzare” le opinioni dei blogger sui propri prodotti non serve a molto e non vuol dire essere social e fare Buzz Marketing. Certo, esiste il compromesso del “pay per post trasparente”, ma quanto è utile? Mi risulta un po’ come il “messaggio promozionale” inserito sotto agli spot pubblicitari in TV.

Le agenzie dovrebbero aiutare le aziende a muoversi nella maniera più corretta, evitando di proporre tecniche e/o azioni borderline che abbiano come fine ultimo quello di “ingannare” i consumatori. Dovrebbero sostenerle in quello che è un cammino molto complicato che comporta il mettersi in gioco completamente con la propria faccia e con la faccia delle persone dell’azienda stessa.

I blogger dovrebbero smetterla di “(s)vendersi” al miglior offerente a volte non tanto per un prodotto, quanto solo per vantarsi di aver provato un prodotto in anteprima (che a volte poi spesso ti fanno restituire alla fine del test). Dovrebbero piuttosto trovare la loro giusta collocazione tra azienda e consumatore e aiutare l’una e gli altri a conversare. Dovrebbero vestirsi da “arbitri imparziali” in questa “partita sociale”. Dovrebbero aiutare le aziende a guadagnarsi la fiducia dei consumatori (guadagnandosela prima da sè).

Per riscuotere successo, il marketing del passaparola deve guadagnarsi la fiducia dei consumatori, tutelando il loro diritto a una comunicazione onesta e trasparente.

L’essenza del Codice Womma, a cui quello del Wommi aderisce, è riconducibile all’onestà in tre ambiti diversi, sintetizzabili con l’acronimo ROI:

* Onestà di Relazione: rivelare sempre per conto di chi si sta parlando;
* Onestà di Opinione: dire esattamente ciò che si pensa;
* Onestà d’Identità: mai occultare la propria identità.

Questo è quanto dichiara la nascente Wommi (la prima associazione italiana di professionisti del Word Of Mouth Marketing).

Lodevole iniziativa.

Sempre che non restino word ON mouth. 😀

Autore: Davide “kawakumi” Basile (per il TagliaBlog).

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26 Comments

  1. Alessandro Giagnoli 22 Ottobre 2009
  2. kawakumi 22 Ottobre 2009
  3. soloparolesparse 22 Ottobre 2009
  4. yuri 22 Ottobre 2009
  5. fcoraz 22 Ottobre 2009
  6. kawakumi 22 Ottobre 2009
  7. Andrea 22 Ottobre 2009
  8. Tommaso 22 Ottobre 2009
  9. kawakumi 22 Ottobre 2009
  10. Tommaso 22 Ottobre 2009
  11. Tagliaerbe 22 Ottobre 2009
  12. kawakumi 22 Ottobre 2009
  13. Tommaso 22 Ottobre 2009
  14. YouON 22 Ottobre 2009
  15. kawakumi 22 Ottobre 2009
  16. Stefano Piotto 23 Ottobre 2009
  17. Tagliaerbe 23 Ottobre 2009
  18. kawakumi 23 Ottobre 2009
  19. Stefano Piotto 23 Ottobre 2009
  20. kawakumi 23 Ottobre 2009
  21. Stefano Piotto 23 Ottobre 2009
  22. kawakumi 23 Ottobre 2009
  23. Stefano Piotto 23 Ottobre 2009
  24. alex 24 Ottobre 2009
  25. kawakumi 25 Ottobre 2009
  26. kawakumi 26 Ottobre 2009

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