Perché i bravi SEO lasciano le aziende e diventano freelance?

Il bello di essere un SEO freelance :-)

Stavolta il tema della chattata con Davide/Taglia era il lavoro come esterni. Pare che sempre più spesso SEO professionisti lascino la propria azienda e smettendo di fare il dipendente, inizino a lavorare come freelance.

Davide mi chiede un parere ed eccomi qui (a proposito, avrete capito che sono Francesco de Francesco, aka fradefra). Per farla ancora più completa, ho pensato di contattare alcuni amici, che nella Top Ten dei SEO in Italia, metto sicuramente nelle primissime posizioni. Enrico Altavilla / Low, Piersante Paneghel, Maurizio Petrone e Giacomo Pelagatti. Ovviamente aggiungo anche la mia risposta e poi quella di Alessio Turriziani, ex collega in SEMS di Enrico, Giacomo e Maurizio, freelance anche lui ora SEO dalle parti del bresciano.

Ad ognuno di loro ho fatto la stessa domanda: “Perché ad un certo punto della tua vita hai deciso di iniziare a fare il consulente?”

Eccovi le risposte, in ordine alfabetico.

Alessio Turriziani“Credo che sicuramente, l’aver avuto la opportunità, di interazione con una agenzia SEO di alto certo livello sia servita a maturare naturalmente le mie potenzialità, liberando quelle capacità organizzative decisionali che sicuramente ti portano anche a questo tipo di svolte.
Ho deciso di diventare Freelance non appena mi sono sentito abbastanza maturo da affrontare una nuova sfida professionale per testare il mio limite.
Ho fatto tesoro di tutto quello che ho imparato in azienda, non solo di SEO, per gettare le basi della mia nuova esperienza professionale.
Nel momento in cui, per motivi strettamente familiari, non riuscivo più a soddisfare i miei bisogni con il lavoro in azienda, ho capito che l’alternativa era quella di un’attività da Freelance.
Ad oggi, dopo alcuni mesi di rodaggio posso dire di aver raggiunto alcuni obiettivi che mi hanno spinto a fare questo passo, avere più tempo per studiare SEO, poter scegliere i progetti sui quali lavorare e soprattutto poter coltivare la mia vita familiare.”

Enrico Altavilla“Nel mio caso la domanda si potrebbe forse estendere a “Perché ad un certo punto della tua vita hai deciso di tornare a fare il consulente?”, ma la ragione principale per la quale tempo addietro ho smesso di fare il freelance per andare a lavorare in un’agenzia SEM è la stessa per al quale adesso ho deciso di uscire da un’agenzia (Sems) e riprendere la strada della consulenza freelance: migliorare ancora.
In agenzia ho portato conoscenze SEO tecniche e dall’ambiente di agenzia ho avuto modo di osservare le logiche dietro la gestione di grandi progetti e brand e di testare le mie capacità di organizzazione e relazionali. Non sarei riuscito ad acquisire questa cultura e questa pratica se non avessi lavorato in un team dal profilo così alto.
Dopo più di tre anni di lavoro in azienda, le prospettive erano quella di rimanere in ambito aziendale con un ruolo legato ad attività di coordinamento/gestione e quella di tornare a fare da sé, magari con una formula che prevedesse la collaborazione con altri freelance SEM.
Ho scelto la seconda strada e la discriminante principale è stata proprio la possibilità di riprendere a gestire progetti nella loro interezza collaborando con professionisti che ritengo tra i più validi in Italia.
Esistono molte altre ragioni per intraprendere in questo momento in Italia la strada del freelance SEO/SEM, specie se si ha avuto esperienza in agenzia. Nel mio caso personale, la possibilità di poter selezionare (ed essere selezionato da) le persone con le quali sarei andato a collaborare ha rappresentato per me una garanzia di qualità del lavoro e di risultati troppo allettante per volervi rinunciare.”

Giacomo Pelagatti“La molla che ha fatto scattare la mia decisione di fare il freelance è stata la possibilità di dare vita a un nuovo progetto professionale insieme a persone che conosco e stimo, trattandosi in parte di miei ex-colleghi: l’opportunità di lavorare in team con alcuni dei migliori specialisti in Italia fu la motivazione principale che mi spinse ad accettare un’offerta di assunzione tre anni fa; allo stesso modo, poter continuare a collaborare in maniera indipendente con persone con le quali condivido una visione del search marketing e del ruolo di consulente è ciò che mi muove oggi.
Esiste poi una serie di considerazioni di carattere più materiale, ma non per questo meno sentite: sopra tutte, direi l’esigenza di avere maggiore controllo sui progetti, più autonomia nella gestione della relazione col cliente e nella valorizzazione del mio tempo (chiunque abbia lavorato almeno un paio d’anni in agenzia credo capisca cosa intendo), oltre naturalmente alla prospettiva/auspicio di una maggiore gratificazione non solo economica.
Per il 2010 sono decisamente ottimista: credo sarà un anno importante per il nostro settore, e a mio avviso non è una coincidenza che ultimamente siano in tanti, anche ai piani alti di realtà consolidate, ad aver intrapreso la strada del freelancing.”

Maurizio Petrone“Ho deciso l’anno scorso di fare il consulente freelance, perché questo mi permette di lavorare come, quando e con chi voglio.
Come consulente, ho la possibilità di scegliere personalmente i clienti ed i partner con cui lavorare, impostando i progetti come piace a me fin dal primo approccio di offerta commerciale. Questo aspetto è importantissimo perché mi permette di assumermi la responsabilità delle mie scelte, e delle indicazioni che fornisco ai clienti, con estrema serenità.
Dal punto di vista logistico poi, il fatto di svolgere praticamente tutte le attività da casa grazie ad internet ed un telefono, mi permette di evitare i tempi morti come gli spostamenti, e soprattutto di modellare i tempi di lavoro, sia quelli quotidiani che quelli a lungo termine, in base alle mie attitudini: lavoro meglio, per me stesso e per i clienti che seguo.”

Piersante Paneghel“Per avere una buona vita: scelta dei clienti, stress a livelli bassi e comunque controllabili, entrate migliori.”

Ed ora tocca a me, fradefra“Io ho lavorato come S.a.s., come dipendente, come Direttore e alla fine, credo che il rapporto come freelance (anche se in realtà ai clienti fattura YoYo – Formazione rotolante) sia la forma che mi consente di fare delle scelte che come dipendente non potrei mai fare.
So che così non diventerò ricco (ma comunque guadagno di più di un dipendente), però ho il grande vantaggio di potermi scegliere solo progetti che mi piacciano, che è sempre stato il criterio di selezione di tutte le mie attività, da quando ero giovane.
Pochi progetti, piacevoli, con possibilità reali da parte mia di dare un contributo e di vederne il risultato a breve, quasi sempre come incremento immediato di fatturato.
Inoltre viaggio, ho tempo di scrivere, partecipare ad eventi, decidere della mia formazione e pianificare ciò che mi sta attorno e mi piace.”

A voi la palla 🙂

Autore: Francesco de Francesco di YoYo – Formazione rotolante, Docente Web Marketing e consulente (per il TagliaBlog).

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