Google lancia DoubleClick Ad Exchange: cosa ci aspetta?



E’ certo che se uno compra un servizio per 3,1 miliardi di dollari, prima o poi debba farci qualcosa.

Quando Google acquistò DoubleClick (circa 2 anni e mezzo fa), ipotizzai che l’azienda acquisita “inserendosi nel contesto AdWords/AdSense di Google avrebbe potuto moltiplicarne le potenzialità”: e con DoubleClick Ad Exchange sembra che questo scenario si avvererà a breve.

3 obiettivi

Questi i 3 principi con i quali Google ha deciso di approcciare la display advertising:

1. Semplificare il sistema di compra-vendita di pubblicità display: il sistema di DoubleClick si pone l’obiettivo di aiutare inserzionisti ed editori nella gestione di campagne e formati pubblicitari su migliaia di siti web provenienti da migliaia di inserzionisti.

2. Fornire migliori performance che inserzionisti e agenzie possono misurare: Google sta implementando una serie di nuove funzionalità per aiutare gli inserzionisti a far girare campagne display all’interno del Google Content Network (che comprende centinaia di migliaia di siti che già utilizzano AdSense) e su YouTube, e sta inoltre sviluppando una tecnologia per migliorare misurazioni e reportistica.

3. Rendere aperto l’ecosistema: Obiettivo di Google è quello di “democratizzare” l’accesso alla display advertising rendendolo accessibile e aperto, come la search advertising. Di recente è stato lanciato Display Ad Builder, con l’intento di semplificare impostazione e gestione della campagne display. L’80% degli inserzionisti che utilizzano tale prodotto non aveva mai programmato una campagna display prima di allora.

In altre parole…

DoubleClick Ad Exchange si configura come un marketplace, dove in tempo reale è possibile non solo comprare ma anche vendere display advertising (ovvero banner e tutto ciò che ci gira intorno): in poche parole, una vera e propria “borsa dei banner”.

Schema del funzionamento di DoubleClick Ad Exchange

Vedo 3 “piccoli”… problemini:

  1. Gli editori di una certa dimensione, che fino ad ora non hanno utilizzato Google AdSense (magari anche per via di un ban più o meno ingiusto), potrebbero vedere assottiliarsi le campagne display che abitualmente ricevevano direttamente o via concessionarie e centri media… e quindi saranno “costretti” ad utilizzare la nuova piattaforma di Google se vogliono continuare a monetizzare;
  2. A proposito di concessionarie e centri media: non è che rischiano di essere scavalcati, nella loro funzione di “intermediari”, da un sistema che collega direttamente l’inserzionista con l’editore?
  3. I piccoli marketplace indipendenti rischiano di ricevere una grossa mazzata. Personalmente continuerò a fare il tifo per le piccole realtà (come l’ADV Store di alVerde.net) dove siti e blog verticali, di modeste dimensioni, possono incontrare inserzionisti disposti ad investire e in un certo senso “scommettere” su realtà emergenti, che magari non fanno grossi numeri ma che raggiungo un’audience molto targhettizzata. DoubleClick Ad Exchange rischia però di far sparire anche questi marketplace alternativi (un pò come AdSense che ha monopolizzato l’intera scena della pubblicità contestuale).

Come dice il titolo del video incluso in questo post, cresce la torta della display advertising: il grosso problema è che quello che si mangia la fetta più grossa è sempre la stessa azienda che ben conosciamo.

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7 Comments

  1. Luca Bove 22 Settembre 2009
  2. cibbuzz 22 Settembre 2009
  3. Tagliaerbe 22 Settembre 2009
  4. Luca Bove 22 Settembre 2009
  5. andres 22 Settembre 2009
  6. flapane 21 Marzo 2010
  7. artingallery 1 Maggio 2010

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