La Google SandBox… esiste ancora?

La Sandbox di Google

E’ da quando mi interesso di posizionamento che sento parlare di Google Sandbox.

Questa sorta di “quarantena” tende a colpire principalmente i siti molto giovani, soprattutto se questi:

  • cercano di posizionarsi per parole chiave molto competitive
  • ricevono da subito troppi inbound link
  • sono sovraottimizzati

Sono però in molti a dubitare del fatto che la Sandbox di Google esista realmente… se sei fra quelli, ti invito a leggere questo interessante case study.

Le 7 caratteristiche di una Google SandBox

Secondo randfish di SEOmoz, questi sono i tipici segnali:

  1. Il dominio è relativamente nuovo (di solito meno di 1 anno di età, ma a volte fino a 2).
  2. Le pagine del sito non sono in grado di posizionarsi nemmeno per il titolo esatto.
  3. Altri siti o altre pagine lo superano nelle query di ricerca relativi agli stessi navigational intent.
  4. Il sito inizialmente si posiziona bene per query rilevanti, ma poi scende improvvisamente di 30 o fino a 500 e più posizioni.
  5. Altri parametri assegnati da Google al sito sono positivi (come, ad esempio, il PageRank visualizzato sulla toolbar o i sitelink).
  6. Il sito è ben posizionato in Yahoo! e MSN/Live.
  7. Non sono state utilizzate tecniche di spam o altre manipolazioni che potrebbero causare problemi di posizionamento.

Grader.com dentro la SandBox

Proprio a conferma del punto 6, ecco i posizionamenti per alcune chiavi di Grader.com, giovane sito che contiene 4 tool, ognuno dei quali in un sottodominio diverso (Website.Grader.com, PressRelease.Grader.com, Twitter.Grader.com e Facebook.Grader.com):

  • Twitter Grader: #55 in Google (ma #1 in Yahoo! e #2 in MSN/Live)
  • Twitter Grader | Get Your Twitter Rankings: #74 in Google ( ma #1 in Yahoo! e in MSN/Live)
  • Twitter Elite | The Most Powerful Twitter Users: #78 in Google (ma #1 at Yahoo! e in MSN/Live)
  • Websitegrader Website Marketing SEO Tool: fuori dalle prime 200 posizioni in Google (ma #1 in Yahoo! e in MSN/Live)

Notiamo inoltre che Grader.com ha un PageRank pari a 5, ed è linkato da circa 450 domini differenti: ciò nonostante il dominio (e relativi terzi livelli) non si posiziona in Google nemmeno per il titolo esatto, mentre negli altri motori si trova costantemente ai vertici.

Come uscirne?

La situazione è in effetti frustrante: il sito, dopo una buona fase iniziale, ha perso praticamente tutto il traffico proveniente da Google, trovandosi ora costantemente oltre la 50° posizione (anche per ricerche con corrispondenza esatta dei termini).

Anche se non sembra esistere alcun metodo infallibile per uscire dalla Sandbox, nel corso del tempo in SEOmoz sono state raccolte 4 esperienze significative:

  1. Sembra che in Google si scatenino una serie di eventi che permettono ad un insieme di siti che soffrono di questo problema di uscirne lo stesso identico giorno.
  2. Il modo migliore per emergere dalla Sandbox sembra quello di raccogliere link di alta qualità, da siti con ottimo trust (come, ad esempio, C|Net, MSDN, Mashable o ReadWriteWeb).
  3. Raccogliere link di bassa qualità (come quelli da directory create esclusivamente con fini SEO, article marketing, link reciproci, commenti in blog con attivo il dofollow e firme nei forum) può invece aumentare la permamenza nella Sandbox.
  4. In rarissimi casi, la cosa si è risolta facendo una richiesta di riconsiderazione attraverso Google Webmaster Tools (ma non è possibile esserne certi, visto che il sistema non fornisce feedback).

Conclusione

Personalmente non ho mai creduto all’esistenza di una Sandbox, intesa come una quarantena dove inevitabilmente si entra e dopo un tempo prestabilito si esce.

Penso semplicemente che Google abbia bisogno di mettere a fuoco le caratteristiche di un nuovo sito che si affaccia sul web, sia dal punto di vista dell’argomento che da quello del trust. E non potendo verificare “a mano” tutti i nuovi arrivati, deve inevitabilmente utilizzare lo strumento dei link per capire se il nuovo arrivato è degno di nota.

Ecco perchè, soprattutto nella primissima fase di vita, è bene prestare la massima attenzione sia alla qualità che alla quantità di link che il nostro sito si appresta a ricevere: iscriversi a tutte le directory possibili ed immaginabili, spammare nei “siti dofollow” e scambiare link in modo esagerato può portare più problemi che benefici, che possono ripercuotersi in modo pesante anche sul futuro della nostra creatura.

Fonte: Google’s Sandbox Still Exists: Exemplified by Grader.com

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18 Comments

  1. --------------- >>>>>>>>> Francesco Martino 10 Marzo 2009
  2. Stefano Piotto 10 Marzo 2009
  3. --------------- >>>>>>>>> Francesco Martino 10 Marzo 2009
  4. Alessio Valsecchi 10 Marzo 2009
  5. Angelbit 10 Marzo 2009
  6. Martino 10 Marzo 2009
  7. camu 10 Marzo 2009
  8. --------------- >>>>>>>>> Francesco Martino 10 Marzo 2009
  9. bizbiz 10 Marzo 2009
  10. giacomo 10 Marzo 2009
  11. diego 11 Marzo 2009
  12. Laura 11 Marzo 2009
  13. giacomo 11 Marzo 2009
  14. giacomo 11 Marzo 2009
  15. Laura 12 Marzo 2009
  16. Martino 12 Marzo 2009
  17. Pepsinclar 15 Marzo 2009
  18. Cris 13 Novembre 2015

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