AdSense diventa espandibile e interattivo (e quindi più intrusivo?)

Meglio un banner grosso?

“Più grande è, meglio è”: da più di 4 mesi questo sembra essere il motto preferito da Google AdSense, motto che esce più volte in un articoletto denominato Optimisation Essentials (Part I).

Oltre a “Bigger is better”, nel post si leggono frasi come “we’re recommending you think big – big ad units”, insieme al consiglio di utilizzare preferibilmente i formati 300×250 (medium rectangle), 728×90 (leaderboard) e 160×600 (skyscraper).

Ma la cosa ha avuto nei giorni scorsi una ulteriore evoluzione.

Gli “annunci espandibili”

Esempio di un Expandable AdSense

Il 4 Marzo sono stati annunciati gli Expandable Ads (per un spiegone completo, leggiti questa guida).

In pratica, si tratta di banner che si espandono quando un utente ci clicca sopra (attenzione, NON solo al passaggio del mouse!), e che possono includere qualcosa di interattivo (come, ad esempio, un video).

Il modello di prezzo può essere sia CPM che CPC: in quest’ultimo caso, affinchè l’editore possa guadagnare è necessario che l’utente clicchi sul contenuto dell’annuncio una volta che questo è già “espanso”. In pratica, sono necessari 2 click sul banner per guadagnare qualche centesimo di euro 🙂

Gli “annunci interattivi”

Esempio di un Interactive AdSense

Lo stesso giorno, Amit Agarwal ha avvistato su alcuni blog indiani i primi Interactive AdSense Ad.

In pratica, all’interno di un unico banner convivono parecchi link e pure un box di ricerca. Tutti gli elementi puntano alle SERP di Google, cosa che è stata definita da qualcuno come un reverse arbitrage: quando un utente clicca su un link e atterra in una SERP, si troverà infatti davanti a dei risultati affiancati da nuovi annunci AdSense, che probabilmente saranno maggiormente targhettizzati (e quindi con un valore maggiore) rispetto a quelli esposti in una SERP più generica.

…e Yahoo! non sta a guardare…

Esempio di un Yahoo! Rich Ad

Anche Yahoo!, storico competitor di Google, ha rivoluzionato poche settimane fa i suoi search ads testuali: in alcune SERP si possono infatti già visualizzare i nuovi Rich Ads, che includono (oltre al testo) immagini e, soprattutto, video.

Conclusione

Dopo una lunga fase storica nella quale i sobri annunci (con)testuali avevano preso il sopravvento, ecco che la tendenza per il 2009 sembra essere quella dei banner colorati, rumorosi, e (probabilmente, per alcuni) un pò intrusivi e fastidiosi.

Leggo la cosa come una conseguenza della recessione: Yahoo! dice infatti che i nuovi formati hanno beneficiato di un aumento del CTR del 25%, con un miglioramento anche a livello di brand exposure e di conversioni. Concetto che ritorna pure nel video che Google ha sfornato una settimana fa, per spiegare come e perchè investire in advertising durante la crisi.

Il tormentone è questo: l’advertising online è misurabile, bisogna puntare alla qualità (unitamente al prezzo contenuto) e ad ottimizzare le campagne su temi chiari e ben focalizzati, con landing page rilevanti.

Ma a queste belle parole avrebbero forse dovuto aggiungere tre consigli:

  1. Inserzionisti: dimenticate gli annunci testuali. Mettetevi subito a produrre banner con dentro immagini, audio e video.
  2. Editori: preparatevi ad accettare di tutto. Se non inserirete nei vostri siti/blog i nuovi “superbanner”, guadagnerete sempre meno.
  3. Utenti: iniziate ad abituarvi a banner enormi, espandibili e anche un pò rompi@@: questo sarà il web che vi aspetta.

P.S.: ovviamente avevo previsto tutto, mannaggiammè 😀

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5 Comments

  1. Alessandro Sportelli 11 Marzo 2009
  2. Tagliaerbe 11 Marzo 2009
  3. Tagliaerbe 11 Marzo 2009
  4. --------------- >>>>>>>>> Francesco Martino 11 Marzo 2009
  5. Ottantotto 11 Marzo 2009

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