La parabola dell’inserzionista oculato

“Chi semina bene i suoi banner, raccoglie buoni frutti”

Per spiegare quanto è importante, per un inserzionista, acquistare banner su siti/blog in target, mi avvarrò oggi della famosa Parabola del Seminatore.

“E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c’era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un’altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.”

I parallelismi con l’advertising sono alquanto azzardati, me ne rendo conto, ma ci provo:

Il seme che cade sulla strada equivale al banner inserito su di un sito assolutamente fuori target: soldi buttati, non produce alcun frutto.

Il seme che cade sui sassi (o fra le spine), è l’annuncio posizionato su siti quasi completamente fuori tema: può portare qualche minimo risultato, ma spesso l’investimento è sproporzionato rispetto alle poche conversioni ottenute.

Il seme che cade sulla buona terra corrisponde alla campagna pubblicitaria perfettamente targhettizzata: a dipendenza delle dimensioni del sito e dell’importo investito per la campagna, produce un ROI dove del cento, dove del sessanta, dove del trenta.

Questa regola, per quanto sia maggiormente rivolta agli inserzionisti, è utile anche agli editori; mi spiego meglio con due esempi.
Ultimamente mi han proposto di inserire nel blog

  1. banner “borderline”
  2. programmi di affiliazione che nulla hanno a che vedere con i miei utenti

Ovviamente ho rifiutato.

Il motivo? nel primo caso ne va della buona reputazione del blog: anni di lavoro non si possono distruggere per un orrendo quadratino lampeggiante (e una manciata di euro).
Nel secondo caso, ritengo sia perfettamente inutile riservare uno spazio pubblicitario ad un programma che non produce utili/click/conversioni nè per me, nè per l’inserzionista.

Al contrario, la soddisfazione maggiore arriva quando un advertiser ti contatta per dirti che la campagna ha funzionato alla grande; ecco, ad esempio, cosa mi han detto qualche giorno fa: “sai che hai portato circa il 3% di tutte le aziende iscritte al convegno e sei stato la 5° fonte di visite?”. E anche: “proprio ieri abbiamo incontrato il cliente che è molto soddisfatto dei risultati dell’attività… talmente tanto che si prendono gennaio e febbraio per scremare tutti i contatti che sono arrivati”.

La morale? nella parabola in questione, Dio sparge la sua parola su ogni terreno: in base alla conformazione, il grano può attecchire o meno, ma la semina non viene mai a mancare.
Nel campo dell’advertising, soprattutto in un periodo di crisi, bisogna invece seminare solo dove si è certi che il grano attecchisca e si moltiplichi: l’advertiser dovrebbe evitare i vecchi media e i siti generalisti, concentrandosi solo su quelli di nicchia.
Il publisher dovrebbe invece puntare su contenuti unici e originali, ben delimitati in un ristretto ambito, e quindi a fidelizzare un buon numero di utenti targhettizzati. Utilizzando questa strategia, l’editore potrà essere certo di raccogliere pubblicità ben pagata e di soddisfare l’inserzionista (che troverà sul sito/blog in questione un terreno fertile per i suoi annunci).

Ma forse queste cose succedono solo in un altro mondo 🙂

Prova GRATIS SEMrush, il miglior tool per fare SEO/SEM!

8 Comments

  1. Guadagnare soldi nel web 29 Dicembre 2008
  2. ilmioguadagno 29 Dicembre 2008
  3. Giulio 29 Dicembre 2008
  4. Giulio Gaudiano 29 Dicembre 2008
  5. Rino 29 Dicembre 2008
  6. Alessandro Sportelli 29 Dicembre 2008
  7. Stefano 30 Dicembre 2008
  8. Nikola 6 Gennaio 2009

Leave a Reply