Trusted Domain: esistono domini privilegiati da Google?

I domini .edu e .gov, godono di maggior Trust?

Leggendo il post Google Says EDU Links Are Not Better Links, su Search Engine Roundtable, ho deciso approfondire l’argomento dei Trust TLD; se ne parla tanto e, a mio parere, in molti casi c’è molta disinformazione.
Innanzitutto cosa significa per un dominio essere considerato Trust? Da chi si viene considerati Trust Domain? Ci sono vantaggi nell’esserlo? Attualmente quali sono i domini di primo livello che godono di tale reputazione?

Rispondo velocemente a queste domande prima entrare nel vivo dell’argomento.

Si definisce Trust un TLD che per diversi motivi è considerato affidabile; sono i motori, in particolare Google con il suo Trust Rank, che fanno questo tipo di valutazione. I vantaggi di cui si gode nell’essere un dominio attendibile sono ovvi: miglior indicizzazione e posizionamento da tutti i punti di vista. Attualmente i domini di primo livello che godono teoricamente di buona reputazione, sono i domini .edu ed i domini .gov; ho scritto teoricamente perché in effetti non c’è alcuna prova certa di quanto io abbia scritto, mi baso su deduzioni.

I due domini menzionati sono in pratica domini americani (la percentuale di utilizzo dei TLD .edu fuori dagli Stati Uniti rasenta lo 0%) amministrati rispettivamente da EduCause e DotGov. Il primo è riservato a scuole, università ed altri organismi che si occupano di educazione, mentre il secondo è riservato alle istituzioni governative americane.

Questa breve introduzione potrebbe sembrare sufficiente a spiegare il motivo per cui siano considerati privilegiati agli occhi dei Search Engine, ma c’è dell’altro; lascio da parte la questione dei domini .gov (per chi volesse andare a fondo: dotgov.gov) per approfondire il discorso relativo al TLD amministrato da educause.edu.

La regolamentazione dei domini .edu è molto ferrea; nel corso degli ultimi 5 anni la qualità di tali domini è stata ulteriormente blindata. Tra i vari emendamenti troviamo:

  • è vietato qualsiasi tipo di trasferimento dal registrant a qualsiasi altro soggetto; per trasferimento si intende vendita, affitto e qualsiasi altro tipo di cessione;
  • il nome a domnio deve rappresentare in modo molto chiaro la paternità del register, non possono avere nomi generici
  • una qualunque violazione al regolamento non corretta entro 45 giorni dalla comunicazioni comportala rimozione coatta del nome a dominio
  • i registrant dei domini .edu sono stati suddivisi in 2 categorie: Accredited Institutions e System/District Offices; l’appartenenza all’una o all’altra categoria segue una specifica commissione governativa

Spesso i SEO si fossilizzano nell’eseguire decine di test senza badare minimamente alla teoria di quello stanno analizzando, senza pensare che a volte, per capire qualcosa degli algoritmi dei motori di ricerca, basterebbe dare un’occhiata ai brevetti depositati. Grazie a qualche spiegazione di Edward Lewis, provo ad analizzare uno dei brevetti di Google che si occupa della qualità nei risultati, calcolata con le informazioni storiche delle pagine analizzate; se non erro è il brevetto 20050071741 (anche noto come Google Patent 20050071741, Information Retrieval Based on Historical Data).

Il brevetto tratta il calcolo del punteggio di un documento basato sui dati storici del documento stesso; i punti salienti sono i seguenti:

  • affidabilità dei link in ingresso (trust)
  • legittima associazione dominio/contenuti
  • link in entrata/uscita verso domini di pari livello
  • alta longevità del dominio.
  • ciclo di vita del dominio, sufficientemente lungo

Ora, basandosi anche su quanto detto a proposito della regolamentazione dei domini .edu, è facile capire come questi rispondano appieno alle specifiche del brevetto 20050071741. Tali domini hanno sicuramente link in ingresso da altri siti Trust, l’associazione domini/contenuti è regolamentata, presentano link tra siti dello stesso livello, è difficile trovare domini .edu in scadenza o con brevi cicli di vita.

A questo punto sembrerebbe tutto molto scontato, se non fosse che nei Gruppi di Google, JohnMu abbia pubblicamente smentito questa teoria. A dar man forte a John c’è una dichiarazione di Matt Cutts, il quale in un’intervista di Stephan Spencer’s afferma: “Alcune persone mi chiedono se i link da DMOZ o da domini .edu e .gov danno qualche impulso particolare al valore del sito; la mia secca risposta è NO: i TLD .edu tendono ad avere PageRank più elevato, perché ricevono a loro volta molti inbound links”. Poi continua: “In nessun punto dell’algoritmo c’è scritto che in caso di domini.edu deve essere assegnato un maggior peso”. Conclude il discorso legato al Trust dei TLD dicendo: “Non serve a nulla andare alla ricerca di link da domini .edu: si può avere un pessimo link da TLD .edu come si può avere un ottimo link da dominio .com”.

In questo modo però non chiarisce se a parità di PageRank (non quello della barretta verde) sia preferibile un link da TLD .edu o .com.

Ora non so più cosa pensare: da una parte tutto il discorso della regolamentazione dei TLD .edu mi fa pensare che siano effettivamente più Trust, mentre dall’altra facendo ricerche mirate su Yahoo! e Google, ho trovato dozzine di siti .edu spammati all’inverosimile. Credo che ad esempio www.stanford.edu o www.harvard.edu siano domini Trust a priori, mentre la miriade di forum, guestbook e bacheche dei vari organismi d’istruzione americani siano solamente un ritrovo per spammer con una carriera ormai al tramonto.

Senza contare che molti istituti scolastici con siti dal TLD .edu, mettono a disposizione degli studenti spazi all’interno del sito web; molti studenti sono ignari del potenziale messo a loro disposizione, ma sono certo che buona parte di loro sa bene come trarre profitto da una TLD Trust e con Elevato PR.

Autore: Francesco “DAG” D’Aguanno (per TagliaBlog).

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7 Comments

  1. Fabrizio Ventre 4 Febbraio 2008
  2. DAG 4 Febbraio 2008
  3. Fabrizio Ventre 4 Febbraio 2008
  4. DAG 4 Febbraio 2008
  5. Fabrizio Ventre 4 Febbraio 2008
  6. DAG 4 Febbraio 2008
  7. backorder dominio 22 Giugno 2010

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