Sopravvivere senza Google

Master New Media, uno dei più importanti siti del network di Robin Good (come, non sapete chi è Robin Good? allora guardatevi la mia videointervista), ha subito nei giorni scorsi una forte penalizzazione da parte di Google, che l’ha escluso dai propri risultati (forse per uso/abuso di link testuali o per commenti spammosi postati in alcuni articoli?).
Stiamo parlando di un sito importante (PageRank 7, nei primi 10.000 di Alexa, nella Top 350 di Technorati) con oltre 17.000 pagine di contenuti originali, che prima della debacle faceva una media di circa 15.000 visitatori al giorno.
Eppure Google ha deciso di spazzarlo via dai suoi indici per alcuni giorni, causando a Robin un danno (soprattutto economico) davvero rilevante: Master New Media si regge infatti quasi esclusivamente sulla pubblicità contestuale di Google AdSense… niente visite = niente click sugli annunci pubblicitari = nienti soldi!
Indipendentemente dai motivi che hanno causato la penalizzazione (ora fortunatamente risoltasi nel migliore dei modi), mi son posto una domanda.

Può un sito sopravvivere (non solo economicamente) senza il traffico di Google?

La risposta è scontata: (probabilmente) no.
La maggior parte del traffico di qualsiasi sito web viene veicolato dai motori di ricerca, ed in particolare da Google.
Eccovi lo spaccato del traffico del TagliaBlog:nel quale si nota che oltre il 57% arriva dai motori (e di questa percentuale, oltre il 95% è appannaggio di Google).

Quindi senza il traffico dei motori di ricerca perderei inevitabilmente tutti gli accessi al mio sito?

Non è detto.
Come potete vedere nell’immagine qui sopra, son riuscito ad ottenere una notevole quantità di visite stabili (oltre il 42% del totale) senza l’ausilio dei motori.
Ci sono almeno 3 tecniche che consentono di evitare la completa emorragia del traffico, rendendovi in un certo senso “indipendenti” da Google & Co.

Feed: invogliate i vostri visitatori ad iscriversi al feed RSS. Sempre più utenti utilizzano il proprio feed reader per aggregare contenuti provenienti da più fonti, e per leggerli comodamente da una sola interfaccia (a proposito: anche il TagliaBlog ha un feed!).

Bookmark: strumento un pò anzianotto (e parzialmente soppiantato dai feed), ha però ancora la sua valenza. Essere presenti nei “preferiti” degli utenti pare inoltre che abbia una certa considerazione agli occhi di Google.

Social site: essere segnalati da siti come OkNOtizie o Digg, può portare notevoli picchi di traffico (soprattutto se si parla di post che finiscono in prima pagina su questi importanti siti di news rating). Ovviamente, per ottenere voti e scalare in home page, dovrete produrre contenuti esclusivi e di buona qualità.

Quindi meglio puntare sui motori o sulle visite dirette?

Se l’obiettivo è esclusivamente un ritorno economico tramite pubblicità contestuale (come Google AdSense), meglio che puntiate ad aumentare la percentuale di traffico in arrivo dai motori.
Il motivo è molto semplice:

  • il lettore affezionato è poco “cliccoso” (ormai conosce le posizioni dei vostri banner a menadito) e attento quasi esclusivamente ai contenuti che producete;
  • il lettore che non vi conosce, invece, arrivando sul vostro sito a seguito di una ricerca sui motori, è più propenso ad esplorare tutta la pagina sulla quale atterra, banner pubblicitari inclusi (specialmente se questi son ben integrati e contestualizzati).

Un esempio estremo è quello degli spam engine: ricevono praticamente il 100% di traffico dai motori, con il solo obiettivo di ottenere click da utenti mordi e fuggi.

Sul TagliaBlog, non avendo grossi interessi economici, ho invece preferito puntare sulla (piccola) community di lettori che quotidianamente mi seguono, magari preferibilmente via feed reader.
E’ vero, dalla mia attività di blogger non ci guadagno nulla (o quasi), ma la soddisfazione di condividere le mie idee e scoperte con gli altri è sicuramente superiore ai 4 soldini guadagnati (con i quali mi ripago il dominio e l’hosting di tagliaerbe.com, nel quale, a breve, confluirà anche il TagliaBlog).
Alla fine, mi sento molto vicino al concetto della foresta di Sharewood (scritto con la lettera A), un mondo perfetto dove le persone condividono informazioni e conoscenza… “il desiderio di essere buono, di aiutare gli altri, di aiutare i più deboli a mostrare agli individui che essi sono la chiave per il cambiamento sociale”… come disse una volta uno dei più famosi editori online ed esperti di comunicazione italiani. Ah, si chiamava Robin Good.

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2 Comments

  1. Daniela Trifone 22 Agosto 2007
  2. Marco 27 Agosto 2007

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