Interviste SEO: Stefano “must” Gorgoni

Stefano Gorgoni è probabilmente uno dei SEO specialist più poliedrici che conosca. Oltre ad occuparsi di SEO/SEM, ha un background tecnico in ambito hosting e housing, e gestisce un e-commerce online (e uno offline :-)).

Partiamo con una curiosità : da cosa deriva il nickname “must”?
Il nick must ha una lunga evoluzione. Se consideri che tutto è partito dal mio nome, Stefano, capisci perchè must è il mio nick 5.0 🙂

Parlaci della tua attività, fra SEO ed e-commerce…
Senza l’idea di aprire l’ecommerce, forse non avrei mai iniziato ad occuparmi di SEO. Tutto nasce da Inari, infatti: un progetto nato quasi spontaneamente, dall’unione di due grandi passioni, il cibo e Internet. Con pochi capitali a disposizione, ma tanta voglia di fare ed imparare, è stato poi abbastanza naturale iniziare a studiare il posizionamento sui motori di ricerca. Il tempo è denaro, senza dubbio. Ma all’epoca avevamo più tempo che denaro, e quindi decidemmo che i motori di ricerca sarebbero stati il nostro modo di essere visibili su Internet. E a quanto sento dire in giro, l’idea non è stata poi tanto assurda 😉

Quindi non è stato un vero e proprio “amore a prima vista” col SEO… ora invece? ti sei davvero appassionato?
In realtà, tutto è si nato dalla necessità di promuovere l’e-commerce, ma ho trovato da subito la materia molto intrigante. Poi ovviamente i risultati che ottenevo hanno accresciuto l’amore. In fondo è la stessa cosa che succede con una donna di cui ti innamori: se non corrisponde, dopo un pò ti passa. Ora sono ancora appassionato, però vivo il SEO vero e proprio con più distacco. Preferisco, piuttosto, guardare alla strategia nel suo complesso. In fondo, il posizionamento è solo un mezzo: il fine è il business. Preferisco di gran lunga raggiungere questo obiettivo, e se per farlo devo “rinunciare” a qualche posizione su Google, ben venga.

Certo, alla fine sono importanti le cosiddette “conversioni”… Sei un SEO più orientato alla programmazione o ai contenuti? Quanto sono importanti (in percentuale) questi 2 parametri nel completamento della figura di un SEO?
Premesso che non sono un programmatore, io credo che un SEO debba sapere sia come strutturare il sito a livello di codice sia come disporre il contenuto. Diciamo che sono un SEO (ammesso e non concesso che questa figura professionale esista ancora) orientato all’usabilità: per gli utenti e per i motori di ricerca. Programmazione e contenuto sono un’unica cosa, forse. E più che assegnare una percentuale a programmazione e contenuto, preferisco assegnare il 100% al buon senso.

Vivi e lavori a Lecce. Pensi di essere in qualche modo svantaggiato rispetto ad altri SEO che operano (per esempio) a Milano o Roma?
Lasciando da parte discorsi (che pure sono molto importanti) sulle differenze culturali, politiche ed economiche tra nord e sud, penso che l’unico vero svantaggio è la difficoltà di poter partecipare a tutta quella serie di occasioni di incontro che si tengono praticamente sempre al nord (e se anche sono a Roma, sono comunque 600 km da qui).
Ovviamente differenze pratiche ce ne sono parecchie: dalla dimensione dei clienti potenziali al settore in cui essi operano. Per esempio, pur essendo Web Rising nata da poco, già rischiamo di avere troppi clienti nel settore turistico rispetto allo spazio disponibile nelle serp. Insomma, si rischia di cannibalizzarsi. Al nord c’è sicuramente maggior varietà in questo senso, e quindi una SEM agency può permettersi di prendere un numero limitato di clienti per un determinato settore.

Come vedi evolvere il posizionamento?
Per il prossimo futuro, penso che Google Universal Search sia la giusta via: il web si evolve e con esso i motori di ricerca. Via libera, quindi, ai video, alle foto, ai podcast, etc nelle SERP, insieme alle pagine web. Questa è forse la novità più rilevante degli ultimi tempi, ma proprio per questo potrebbe richiedere parecchio tempo per avere SERP ben fatte. Pensa ad esempio a come il Trustrank (ammesso che sia davvero usato) possa influenzare le SERP, dato che ci si ritrova a competere con siti come Youtube, che di “trust” ne hanno da buttare. Il lato positivo è che possiamo fare SEO posizionando Youtube 😉 Inoltre, dobbiamo ricordare quanti dati Google è in grado di raccogliere, oggi, tra toolbar, analytics e chissà che altro. Quindi l’analisi del comportamento degli utenti potrà essere un complemento dell’algoritmo. Il problema, caso mai, sarà riuscire ad elaborare questi dati dandogli un senso; e l’operazione non è certo banale. Poi, andare troppo in là con le previsioni è pressochè impossibile.

Ricordi con particolare piacere qualche tua intuizione o qualche particolare che hai poi usato nelle tue tecniche di posizionamento?
Ricordo di aver avuto parecchie intuizioni e ricordo che molte di queste si sono rivelate corrette. Solo che ora non mi ricordo più quali siano state queste intuizioni, banalmente perchè sono entrate a far parte del mio bagaglio di conoscenze. Io sono quello che dice che il SEO è facile, e ne sono intimamente convinto; ma spesso mi dimentico di quante nozioni e di quante intuizioni ho accumulato negli anni (anche – se non soprattutto – prima di occuparmi di motori di ricerca). C’è però un collante di tutta la conoscenza accumulata: il buon senso. Senza quello, credo che non basterebbero tutte le nozioni del mondo per fare posizionamento con successo. Con un po’ di buon senso, invece, si può ottenere molto. Soprattutto perchè sapere tutto è impossibile. E sapere la metà di tutto pure.

Parlaci dei tuoi obiettivi futuri: SEO, e-commerce o cos’altro?
Premesso che ho imparato a non fare progetti a scadenza troppo lunga, azzarderei un “qualsiasi cosa, purchè sia su Internet” 🙂 Comunque, non credo di divagare oltre, nei prossimi anni. Personalmente già ora io sono molto più impegnato con Web Rising che con Inari. Ma io non sono Inari e Web Rising, sono solo una parte (anche se magari quella più visibile). Inari ha accumulato due anni di esperienza, nei quali abbiamo imparato molto, fatto qualche errore, ma soprattutto ottenuto un feedback positivo da chi ha acquistato sul nostro sito. Abbiamo alcuni progetti in corso ed alcuni di questi saranno visibili tra non molto tempo. Ovvio però che, a prescindere da tutte le idee ed i progetti che possiamo avere, la cosa più importante di tutte è il prodotto venduto. Quindi i nostri sforzi maggiori sono sulla ricerca di prodotti veramente buoni. Sai, io credo che la qualità paghi, anche se a volte richiede molto più tempo e pazienza. E quindi puntiamo forte lì, sulla qualità.
Per quanto riguarda Web Rising, invece, l’attività ha pochi mesi di vita e quindi siamo ancora in una fase di affinamento dei nostri processi interni (perchè c’è sempre molto più di quel che si vede). Nonostante questo, abbiamo già clienti (di cui molti nel turismo, guarda un pò) soddisfatti perchè vedono i risultati (forse anche superiori alle loro aspettative). Si torna al concetto di qualità.

E per chi volesse vedere ed ascoltare Stefano in video, consiglio la visione di questi 2 suoi interventi presso il BarCampMatera 2007, nei quali il buon must ci illustra in dettaglio il Google PageRank:






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