Interviste SEO: Jacopo “scangilli” Gonzales

Oggi intervistiamo un illustre “SEO-blogger” italiano.
SEO perchè lavora in questo settore da oltre 6 anni (e non sono affatto pochi…), collaborando anche con noti e-commerce italiani.
Blogger perchè è autore e ideatore del più “trafficato” SEO/SEM blog italiano.

Jacopo Gonzales, alias scangilli… come e quando nasce questo nickname?
Questo nick nasce in California, nel lontano 1996, coniato da un mio cugino americano. Non ho mai voluto approfondire se effettivamente significhi qualcosa. Mi è sembrato un nickname buffo, e quindi ho iniziato ad usarlo.

Quando hai iniziato a fare il SEO? è stato “amore a prima vista”?
Ho iniziato agli inizi del 2001, per pura coincidenza. Mi occupavo di gestire un network di webmaster italiani e stranieri, affiliati al gruppo per il quale lavoravo illo tempore, che tra le varie cose, possedeva una serie consistente di domini internet. Cominciai a ‘smanettare’ con alcuni di questi, quando ancora bastavano pochi accorgimenti, seppure già l’epoca dello stuffing nel meta keywords (e non solo lì) era da evitare, per quelli che avevano un minimo di lungimiranza. Ad oggi questo problema non è ancora del tutto superato, ma, come si dice dalle parti della no-tax-view, ci stanno lavorando. 🙂
Comunque cominciai ad ottenere dei buoni piazzamenti, e per una persona curiosa come sono io, tentai di capirne i motivi. Analizzando, analizzando, e ancora analizzando. Per divertimento, più che altro, anche perché il mio lavoro era orientato alla gestione di webmaster, più che al piazzamento di siti nelle serp.
Il motivo per cui ancora oggi mi interessa la SEO, è unicamente che mi diverte l’interazione col navigatore, per quanto duri (ma nemmeno poi troppo) siano divenuti i tempi per certe tecniche.

SEO e Blog: scrivi su http://direct-marketing.blogspot.com, http://www.marketing-virale.com e (last but not least) http://www.marketingroutes.com. Parlaci un po’ di quest’ultimo blog, magari fornendoci un po’ di numeri interessanti…
Marketing Routes rappresenta un po’ l’evoluzione naturale delle cose. Su Blogspot già scrivevo da un anno se non ricordo male, ma con minore intensità rispetto a ciò che sarebbe stato. La piattaforma di Google in sè mi stava stretta, anche se per un test iniziale andò più che bene. Il progetto fu studiato a tavolino (anche se suona ‘brutto dirlo’ perché non vorrei venisse interpretato come mancanza di spontaneità), tralasciando ben poco al caso.
Analizzai i possibili competitor e cercai di ragionare sulle mancanze di questi, che avrebbero potuto divenire i nostri punti di forza. A seguito di intense sessioni di brainstorming e analisi SWOT con Andrea nacque la prima bozza di quello che sarebbe poi stato sul web Marketing Routes. Il progetto era quello di abbattere qualitativamente e quantitativamente la concorrenza in tempi rapidi.
Qualcosa in merito alla nostra esperienza l’abbiamo raccontata qui. A giudicare dai nostri numeri direi che ci siamo riusciti. Numeri da interpretarsi nel modo più estensivo possibile, coinvolgendo quindi anche i feedback via email, i commenti inseriti, oltre ai classici unici, visite, pagine viste e tempi di permanenza, lettori via feed etc…

Comunque ecco qualche numero su Marketing Routes:

  • Numero Post: 938
  • Numero Commenti: 3.368
  • Categorie: 46
  • Unici: circa 4200/4300 al giorno
  • Pagine Viste: 290.000 (Aprile 2007)

Parte di questo successo di lettori, comunque, deriva senza meno da schiere di membri del forum GT, che rappresentano il nostro zoccolo duro, come ebbi occasione di sottolineare tempo fa.

Sei un SEO più orientato alla programmazione o ai contenuti? Quanto sono importanti (in percentuale) questi 2 parametri nel completamento della figura di un SEO?
Direi che sono un SEO orientato all’utente. Quindi punto decisamente sui contenuti. Della programmazione so ben poco. Diciamo che so quando e per cosa è necessario ricorrere al programmatore e come è meglio che questo intervenga. Ma per fortuna ce ne sono diversi nella struttura in cui lavoro. Il fatto di dedicare così tanto tempo ed energie nella continua gestione di un blog, dovrebbe lasciar trasparire quella che è la mia visione del web.
Ovviamente non sono così illuso da pensare che bastino soltanto quelli, a differenza di quanto prova a predicare Google o i vari Matt-i-need-a-coffee-Cutts, che dai loro stessi algo vengono puntualmente smentiti.
In linea di massima credo che si possa essere dei bravi seo se ci si prova a liberare delle vesti del trucco o dello stratagemma a tutti i costi, atteggiamento questo che, a distanza di 6 anni e mezzo da quando tutto ebbe inizio, è tutt’altro che mutato in moltissimi che si occupano di posizionamento.
La SEO non è una sfida al motore di ricerca, che numericamente vincerà sempre.
La SEO è un’attività di tuning continuo sui desideri e la psicologia del navigatore internet. Quello che premia online è la visione di medio e (soprattutto) lungo periodo. Se hai visione d’insieme, se metti al centro di tutto l’utente e ciò a cui può essere mutevolmente interessato, sarai un cavallo che giunge al traguardo. Anche parlare di conversioni in termini generali e generici è assai dura, perchè è sempre questione di equilibrio di una massa variegata. Odio dare le percentuali perchè lasciano il tempo che trovano, ma per rispondere alla tua domanda, e cioè se sia prevalente l’aspetto contenutistico piuttosto che di programmer, beh direi senza meno la prima. Ma ripeto, in realtà non bastano nemmeno solo queste 2. La psicologia del navigatore è essenziale.
Provo profonda ammirazione per quanti oggi ottengono piccoli successi nella seo, senza nemmeno saperne il motivo, perchè mi ricordano tanto il modo in cui io iniziai (ma a dirla tutta, pur amando ciò che faccio, molte cose si sono talmente complicate che se dovessi approcciare oggi questo mondo, probabilmente farei altro).
Tornando all’importanza del contenuto, questo è uno dei motivi per cui ho puntato molto sulla sezione Search Engine Optimization di Marketing Routes, tentando insieme all’aiuto dei diversi co-autori, di essere sempre disponibili alle richieste dei nostri lettori. Sharing is the key! E per chi se lo stesse chiedendo, no, non credo che la condivisione tolga il pane di bocca a nessuno.

Come vedi evolvere il posizionamento?
La risposta è ardua. Non sono certamente tra quelli che preconizzano a breve termine una lenta morte della SEO a favore di una qualche nuova keyword da inventare o qualche pseudo strategia che si è sempre seguita dalla nascita del web e che oggi va rispolverata.
E devo dire che la nascita di certe terminologie come web 2.0, o anche Social Media Optimization mi fanno piuttosto sorridere, anche perché lo scoppio della bolla se lo ricordano in molti, e strascichi di quella sono ad oggi, nel nostro paese, ancora decisamente presenti sia come timori sia come approcci aziendali.
Quello che non vedo evolvere troppo nel posizionamento italiano è l’atteggiamento di chi si fa pagare a caro prezzo per servizi scadenti che andavano forse bene nel ’98. Penso a quante aziende oggi millantano esperienze a 360 gradi, e poi rimpinzano di doorpage, testo nascosto e il resto del corredo a seguire, i siti dei loro clienti.
Sicuramente stanno cambiando diversi fattori nel posizionamento, certamente per il modo in cui Google si sta strutturando, anche se piano piano, ciò che potrà portare radicali cambiamenti nel tweaking deriverà dalla capacità di elaborazione dei dati che Google quotidianamente raccoglie, ma che, per ora, solo in minima parte è in grado di sfruttare. Fino ad oggi probabilmente il web è andato dove volevano i motori di ricerca. Parzialmente qualcosa credo, comincerà ad andare dove vogliono gli utenti. Ecco quindi che ritengo sarà necessario che ad evolversi sia la figura del SEO (tra un po’ posizionare questo o quello servirà a ben poco) ed oggi in alcuni settori è già così. Competenze di web marketing saranno decisamente essenziali ed indispensabili.
Da un punto di vista aziendale, sia per chi offre servizi SEO/SEM, sia per chi intenda assumerne alcuni da inserire nel proprio organico, sarà il rischio di sovradimensionamento.

Ricordi con particolare piacere qualche tua intuizione o qualche particolare che hai poi usato nelle tue tecniche di posizionamento?
Non mi ritengo uno scopritore di segreti. La mia grossa soddisfazione fu capire, senza fare corsi o altro, come funzionavano alcuni motori di ricerca.

Parlaci dei tuoi obiettivi nel breve, medio e lungo termine.
Attualmente collaboro con uno dei principali network di e-commerce italiani che include, tra i vari, Cellulari.it, Dvd.it, Shop.it e molti altri.
Lavorare per un network di queste dimensioni è per me molto stimolante, così come quando verifico che la mia activity sia a livello seo che di web marketing, porta profitto dell’azienda. Difficile quindi pensare che attualmente possa aspirare a qualcosa di più. Il nostro team è molto affiatato a qualunque livello della gerarchia e si lavora insieme per l’obiettivo, che come usanza vuole, è sempre più d’uno e nello stesso momento. Lavorare per un e-commerce significa anche sapere che non si parla di orari, che il concetto di ferie è assai relativo, ma alla fine offre molte soddisfazioni.
Chiudo questa intervista ringraziandoti dello spazio che mi hai dedicato. 😉

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2 Comments

  1. vinarcid0810 17 Maggio 2007
  2. Andrea Pilotti 30 Giugno 2009

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