Il Crowdhacking

Premetto che questo post potrebbe risultare stimolante per chi si interessa di tecniche SEO grey o black, e lasciare un pò di amaro in bocca ai white hat SEO.
Lo spunto me lo ha dato questo articolo di Wired, nel quale si parla di crowdhacking, ovvero della tecnica che consiste nel manipolare in modo fraudolento il rating di una notizia (postata, per esempio, su Digg) o la reputazione di un utente (per esempio, di eBay).
Tralasciando il caso dei siti di aste (gravissimo, ma off-topic), mi concentrei sulle manipolazioni del rate di siti di editoria sociale, come il famosissimo Digg o il nostrano OkNOtizie.
Proprio su quest’ultimo sito, è comparso pochi giorni fa un post infuocato, nel quale si accusano alcuni utenti di OkNOtizie di aver assunto dei “gruppi di sostegno”, per portare a galla i propri post e quindi ottenere ondate di traffico gratuito per il proprio sito.
La tecnica illustrata è molto semplice:

  1. assumete dei collaboratori o più semplicemente createvi 7 o 8 utenti OK.
  2. scrivete un post, possibilmente che parli della yespica o di calcio e aggregatelo a ok.
  3. sconnettetevi e riconnettetevi a internet per cambiare ip e votate il vostro post con i vostri sherpa o grazie al vostro gruppo di sostegno.
  4. commentatevi i post da soli in modo da apparire nella sidebar dei commenti.
  5. arrivate in prima pagina. il resto è automatico.
  6. fate i 2000 accessi previsti.

Settimo punto (aggiungo io), guadagnate con i banner che inevitabilmente qualcuno dei 2000 utenti cliccherà prima di abbandonare il vostro sito.
Se pensate che la cosa sia scandalosa o immorale, leggetevi I Bought Votes on Digg, nel quale è illustrato, con dovizia di particolari, come acquistare voti per finire nella prima pagina di Digg.
Si, perchè esiste da tempo un sito (User/Submitter) che permette agli user di guadagnare 50 centesimi di dollaro per ogni 3 storie “diggate”, e ai submitter di comprare voti per fare emergere il proprio articolo in DiggForse è possibile arginare questo tipo di hack modificando gli algoritmi in modo da conteggiare gli utenti con più voti positivi, negativi e il rapporto fra i 2, nonchè la “distanza” fra un voto e l’altro, o inserendovi l’obbligo di aprire le notizie prima di votarle.
Oppure, come riportato in un reply del post di OkNOtizie, rassegnarsi all’idea che certe cose possono esistere, e che nessun algoritmo, per quanto complicato, le può evitare.
P.S.: sull’argomento ha appena detto la sua anche kerouac3001 🙂

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2 Comments

  1. kerouac3001 27 Marzo 2007
  2. Senza Identità 28 Marzo 2007

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