Non c’è nulla da festeggiare

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Oggi si celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. E io non lo festeggerò.

Non è per una questione di motivi politici – anche se qualcuno potrà pensarlo, essendo il sottoscritto residente nel “profondo nord”. E’ perché mi sento profondamente truffato da un paese che mi porta via in tasse la metà di ciò che onestamente guadagno, e non mi restituisce nulla, ma proprio nulla, in servizi. Un paese dove tutto è “approssimativo”, basato sulla fortuna e sull’impegno di pochi, che vengono tritati in una bolgia di approfittatori, furbetti, ladruncoli.

Ecco, semmai festeggio gli italiani di “buona volontà”, che ogni giorno sudano, sputano sangue e fanno i salti mortali per arrivare a fine mese. Che crescono i figli cercando di inculcargli valori che ormai esistono solo fra le 4 mura domestiche. Festeggio quei pochi italiani-locomotive, che tirano migliaia di inutili vagoni.

Ma questa Italia laida, marcia e corrotta, proprio non la festeggio. Perché sarebbe come se il condannato festeggiasse il suo aguzzino, come se l’oppresso festeggiasse il suo oppressore.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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98 Comments

  • @Tagliaerbe

    Condivido appieno quell’articolo … infatti non capisco.

    Io la chiamo sempre Politica, che è una cosa alta e nobile.

    Il fatto che la politica italiana, e quindi l’Italia, sia in mano a dei malandrini non ne infanga il nome.

    L’Italia è di quelli che la fanno ogni giorno.

    @Rudy

    Non intendevo dire qui sul Tagliablog, ma qui su un blog italiano.

    Se uno è contento della sua patria, non trovo un sano motivo per cui dovrebbe “sfottere” i cittadini di un’altra che in quel momento storico è meno fortunata.

    Già quando faccio (ormai facevo) una vacanza sulle dolomiti mi vedo guardare dall’alto verso il basso da persone che io contribuisco a mantenere con le mie tasse. Hanno servizi pubblici eccellenti, tantissimi dipendenti provinciali, e sovvenzioni per qualsiasi futilità grazie agli ingenti trasferimenti statali ed esenzioni che godono.

    Per fortuna gli addetti al turismo hanno capito che conviene essere gentili con gli italiani, senno tornano a fare i pastori e a sprofondare nella povertà in cui erano mezzo secolo fa.

    Se dipendesse da me direi “non siete cittadini italiani? via, fatevi la vostra patria, se invece lo siete pagate le tasse come tutti gli altri”.

    Ovviamente ci sono tante altre tipologie di privilegiati in Italia (notai, farmacisti, ecc. non basterebbe un libro per elencarle tutte), ho portato un esempio tanto per dimostrare che i carrozzoni da trascinare stanno pure al Nord.

    I problemi italiani li conosco benissimo, anche la rapina della patrimoniale, e non credo l’alternanza al governo basti a risolverli, anche se ritengo che dia una piccola disincrostata a poteri consolidati.

    Bisogna sbattere fuori i dittatori che presiedono i partiti (di qualsiasi colore) dalle stanze dei bottoni.

    Come non lo so ancora, intanto si può cominciare evitando le loro contaminazioni partitiche, pensando con la propria testa, e dentro i partiti pretendendo democrazia interna e trasparenza!

    Sono tante le piccole cose che si possono fare, anche qualora risultassero inutili io le ritengo doverose.

    Non reagisco bene se un italiano mi tifa contro, sto lavorando cercando di dare il mio meglio anche per lui.

    Reply
  • Mik wrote:

    > Se vivi all’estero cosa vieni a rompere qui, e a sperare che le cose
    > vadano ancora peggio.

    Io vivo anche qui (sono tornato anni fa per passare alcuni anni ad aiutare i miei a badare ad uno dei miei nonni malato di diabete mellito e quindi gli esami che dovevo dare nella mia uni li porto alla uni di milano).
    Primo: io non spero che le cose vadano peggio, quello che ho detto era riferito al fatto che se uno si aspetta che le cose cambino con un cambio ai vertici governativi (per esempio il centro-sinistra) puoi tranquillamente stare fresco, non possono che peggiorare (sicuramente su certi versanti, alcuni ampiamente dibattutti precedentemente). Poi, dato che ci siamo e visto che si tratta di due persone molto patriottiche e considerate serie, mi viene in mente di quale ladrata da vera galera ha fatto nel 1993 la coppia d’Amato/Ciampi, prelievo non autorizzato del 6 per mille da tutti i conti correnti bancari d’Italia e gli idioti ancora lì a salutarli, “geniale”!

    Secondo: se sono qua è perché mi trovo totalmente d’accordo con chi ha scritto l’articolo su questa pagina e quindi che non ci sia proprio niente da festeggiare (e in tantissimi luoghi del nord non ha festeggiato proprio nessuno, alcuni esagerati avevano la fascia nera sul braccio, lutto nazionale, altri festeggiavano S. Patrizio con i quattro gatti irlandesi che si trovano “in anticipo” sul lago di Garda), come dice il titolo, tutto qua.

    ciiiao

    Reply
  • @Tagliaerbe, bravo diglielo tu che qui la politica non era l’argomento principale. Riguardo al coordinamento ed all’essere uniti, io questo “problema” l’ho sempre attribuito alla scuola italiana, che allena invece alla competizione. Qui trovate un mio articolo in merito 🙂 La colpa va cercata nel modo in cui formiamo i giovani che saranno il tessuto sociale di domani…

    Reply
  • > io non voglio giustificare la Lega, anche perché ti ho già BEN spiegato (è normale che tu non ci voglia credere, lo capisco benissimo, ti senti frustrato)

    Se mi sentivo frustrato, non avrei difeso i miei concittadini, e non avrei cercato chirurgicamente cause e rimedi.

    > visto che per me il “belpaese” è tranquillamente spacciato, non vedo l’ora che

    Se vivi all’estero cosa vieni a rompere qui, e a sperare che le cose vadano ancora peggio.

    Ma vai a tifare e fare il menagramo in mezzo agli ultras dello stadio.

    Reply
  • Mik wrote:

    > Io di secoli a disposizione ne ho meno di uno, e non aspetto
    > così tanto per dire che ti sbagli.

    Che tu ci creda o no, non mi sbaglio, fidati. E’ sempre stato così, destra o sinistra che fossero, malcostume ed incapacità a 360 gradi. E’ proprio perché di secolo ne hai solo uno che sei già ampiamente in ritardo.

    > In Germania, Francia, Regno Unito ecc., insomma i paesi con i quali
    > eravamo soliti competere prima che questo governo incapace ci
    > portasse al livello dei PIIGS, la popolazione extracomunitaria è
    > percentualmente superiore a quella che c’è in Italia

    Parli di cose che non conosci, l’estero dovresti viverlo almeno per qualche anno, non guardarlo tramite la nostra informazione (la quale, di destra e di sinistra, vi inchiappetta ogni giorno; quante cose non sapete ancora o ritenete regolari, come una banalissima imposta sul consumo, IVA, calcolata illegalmente su altre tasse, robe da sbellicarsi…) e la mia non è un’opinione, è un dato oggettivo; infatti io ti ho mai parlato di percentuale extra-comunitaria superiore in Italia piuttosto che in altri paesi? No di certo. Certo che ci sono paesi anche oltre-Alpi che hanno percentuale extra-comunitaria superiore a quella italiana (spesso dovute a comunità storiche, come quella turca in Germania, sempre tenute con un certo ordine), ma nonostante questo là si avverte molto ma molto meno la presenza di extra-comunitari e sai perché? Elementare:
    1- come già detto in precedenza, là le leggi vengono fatte rispettare seriamente, non ci sono giudizi pazzi che in nome di una qualche coscienza ideologica lasciano uscire (o sconti assurdi, ma di questo ho già parlato) a man bassa, quindi l’extra-comunitario che sgarra ha pochissimi margini di manovra a differenza del “bel” Paese.
    2- Gli extra-comunitari che trovi là hanno culturalmente qualche chances in più per inserirsi in lavori che non siano malavita, rapine in ville, droga e chi più ne ha più ne metta.
    3- Là non sono accolti dalle braccia aperte, tentacolari e sfruttatrici della nostra enorme mafia da sottobestie.
    4- Là non hanno la Chiesa cattolica con i patti lateranensi, quindi la caritas e altre associazioni di volontariato (lo sai poi, vero, che le associazioni di volontariato più famose/ufficiali non vivono solo di volontariato, il nostro Governo, destra e sinistra, li foraggia sempre ogni anno con un certo quantitativo) là non esistono e se esistessero non potrebbero comportarsi illegalmente con le leggi vigenti (come invece accade in Italia dove danno rifugio e immettono sul territorio extra-comunitari nonostante abbiano già collezionato più fogli di espulsione, cosa più volte denunciata dalla Lega ma che più di tanto non può fare la voce grossa perché il suo maggior alleato, Mr. “Mi consenta”, vuole tenersi stretto Papa, preti e soci).
    5- Là non viene lasciato ALCUN spazio alla “distribuzione a getto continuo” di permessi di soggiorno falsi come invece capita in Italia.
    6- Tante, tantissime altre cose che ora non ho voglia di scrivere (altro che blog ci vorrebbe) ma che capti “dermaticamente” quando vivi là o si ha occasione di viverci abbastanza.

    Ora, io non voglio giustificare la Lega, anche perché ti ho già BEN spiegato (è normale che tu non ci voglia credere, lo capisco benissimo, ti senti frustrato) il perché non è in grado di fare in alcun modo quello che vorrebbe fare: ci sono troppi parassiti che vogliono che tutto in Italia non cambi, ci sono troppi interessi sporchi, ehi, non solo da noi, ma anche da quelle cariatidi straniere di Bruxelles che tentano in ogni modo di difendere il proprio orticello. Una dimostrazione stra-OGGETTIVA? Ti accontento: hai notato che da quando Maroni ha tentato una qualsiasi politica di respingimento attivo nei confronti degli irregolari, OGNI volta sono arrivate delle bacchettate da Bruxelles con giustificazioni tipo “bisogna rispettare i loro diritti”, “bisogna essere meno bruschi, più umanitari”, ecc., ecc.? E tutto questo quando quelle FLEBILI iniziative del Marun non avevano nemmeno 1/10 della forza di anti extra-comunitari messa in campo da paesi quali GB, Belgio, Francia, Svizzera (dove se ti accampi con il tuo camper abusivamente in un loro parco puoi anche sentire pallottole che volano da parte degli autoctoni, come successo qualche anno fa in Ticino, senza poi che la polizia cantonese si desse molto da fare per trovare/punire i propri connazionali) per non parlare di quelle incredibili misure spagnole della sinistra di Zapatero, ecc..
    Hai veramente bisogno che ti spieghi io il perché? Elementare anche qua, tutta l’Europa vuole assolutamente che l’Italia diventi lo stato cuscinetto, quello che assorbe tutta l’immigrazione africana ed est.
    Credici se ti dico che l’Europa vede l’Italia solo in questo modo e l’appello giustissimo di Maroni a Bruxelles è stato per responsabilizzare anche loro, per far capir loro che l’Italia non può da sola farsi carico di tutto l’enorme flusso.
    La lega ha fatto tante cazzate, ma enormemente meno di quelle affibbiate dai suoi detrattori (se conosci la lega, è un dato oggettivo che le sia stato impedito, con voti alla mano in parlamento dai suoi stessi alleati, spesso meridionali, di fare quello che vorrebbe veramente fare, ovvero interventi bruschi, ALMENO quanto quelli a livello di Paesi di frontiera quale quello spagnolo).

    Ora, visto che per me il “belpaese” è tranquillamente spacciato, non vedo l’ora che alle prossime elezioni italiane vada su il centro-sinistra, ti assicuro che Bruxelles ne sarà contentissima visto che tutto il centro-sinistra ha sempre giudicato perfino razziste/inumane/e bla bla bla, quelle flebili iniziative leghiste (moooooolto più flebili di quelle attuate da altre sinistre governative europee, come già accennato più volte) di contrasto agli extra-comunitari. Cazzo se Bruxelles sarà contenta, via libera a 360 gradi a chiunque voglia entrare, tanto, nei casi di controlli di sinistra più accurati basta dire “chiedo asilo politico”, senza poi ovviamente controllare niente.
    Cmq se a molti italiani questo va bene, a me va bene ancora di più, gli effetti non li subirò mai sulla mia pelle e su quelli della mia eventuale futura prole.

    Reply
  • L’argomento trattato fin dall’inizio non riguarda la SEO, il marketing, lo sport, il glamour, la musica … ma la politica! Ben arrivato.

    Puntare il dito contro tutti gli italiani, o invitarli ad una emigrazione di massa, invece cambia le cose … certamente 🙁

    Reply
  • Mi ero stupito che finora la politica non era stata tirata in ballo 🙂 Alla fine è sempre facile dare la colpa agli altri. Ma ognuno di noi (o meglio VOI, visto che io non abito in Italia) dovrebbe dare il buon esempio nel suo piccolo, se vuole provare a cambiare qualcosa. Puntare dita a destra e sinistra non serve, in quel caso ha semplicemente ragione il tenutario del blog!

    Reply
  • @Tagliaerbe

    Riguardo al tuo aneddoto me n’è venuto in mente un altro.

    In una gita ho trovato un cellulare costoso, nella rubrica c’erano solo nomi stranieri, chiedo nei bus di turisti stranieri presenti nel parcheggio ma invano.

    Aspetto che qualcuno mi telefoni però si scarica prima.

    La mattina dopo vado a consegnarlo nella caserma dei carabinieri, e l’appuntato lo mette in cassetto, quindi gli chiedo “ma non mi lascia una ricevuta”, “no a posto così, ci pensiamo noi”.

    Poi mi sono informato su Internet e invece le cose non stanno così, e per me se l’è tenuto.

    Secondo te la prossima volta che trovo un cellulare io che dovrei fare?

    L’illegalità e la mancanza di senso civico sono malattie che si trasmettono.

    A forza di prendere fregature poi viene voglia di passare il cerino.

    Il risanamento si fa partendo dal vertice.

    Anche per le aziende si fa così (con il solito distinguo per l’Italia).

    Se una azienda va male a causa della scarsa produttività degli operai, non si cambiano mica tutti gli operai, si cambia il manager.

    Se è in gamba ci pensa lui a dare il buon esempio, e a mettere in riga gli operai premiandoli e castigandoli quando serve.

    E anche qui purtroppo siamo limitati dalle leggi italiane che tutelano pure i lavativi, leggi fatte dai nostri “manager”.

    Reply
  • @Tagliaerbe

    Non avevo ancora letto il tuo messaggio, ma l’#87 un po’ ti risponde lo stesso.

    Inoltre quando dall’alto ti arrivano i peggiori esempi, e quando non c’è un sistema di leggi che colpisce giustamente i malfattori, e una magistratura tenuta senza risorse, questi sono i risultati.

    @Rudy

    Io di secoli a disposizione ne ho meno di uno, e non aspetto così tanto per dire che ti sbagli.

    In Germania, Francia, Regno Unito ecc., insomma i paesi con i quali eravamo soliti competere prima che questo governo incapace ci portasse al livello dei PIIGS, la popolazione extracomunitaria è percentualmente superiore a quella che c’è in Italia.

    Non riescono nemmeno a risolvere una crisi temporanea da 4.000 immigrati … senza elemosinare l’aiuto dell’Unione Europea, figurati.

    Così come per il terremotino del 6° grado de L’Aquila … Obama portato a girare per le macerie sperando che si impietosisca … qui è una tragedia non perché ci sono italiani, perché degli incapaci hanno costruito male protetti da amici politici, e dalle loro leggi.

    Reply
  • Mik wrote:

    > I tedeschi che tanto adori mandavano nei lager gli ebrei e quelli
    > che avevano opinioni differenti da quella dominante.

    Tu hai detto che Hitler non era lo specchio dei tedeschi, io ti ho risposto che in un certo momento storico lo è oggettivamente stato (e io sul tema sono convinto di saperne più di te visto che conosco bene anche la loro cultura, avendo anche una madre laureata in germanistica; sappi comunque che sono critico pure verso di loro e il mio personale monolocale non sta a Monaco ma ad Edimburgo), punto!
    Il resto di non mi interessa, mi hai messo in bocca alcune parole che io non ho mai detto.
    Ti dico solo con certezza che ci vorrà qualche secolo perché l’Italia possa arrivare ad un certo livello di civiltà mediamente già raggiunto da altri popoli oltre Alpi ed è una questione secolare di ambiente/tradizioni/mentalità e dico questo soprattutto perché negli anni a venire l’Italia, e tutto ciò che di sotto-culturale sta importando, è destinata a scendere ancora visto che dovrà traghettare alla civiltà contemporanea milioni di extra-comunitari rimasti indietro non di decenni ma di qualche secolo.
    Lo so che non sei d’accordo, ma fidati che ho ragione da vendere, vedrai quanto il tempo mi darà ragione… 🙂

    Reply
  • I tedeschi che tanto adori mandavano nei lager gli ebrei e quelli che avevano opinioni differenti da quella dominante.

    Quindi siccome io e te la pensiamo diversamente, applicando la stessa logica, tu mi potresti mandare al lager, o io a te, a seconda di chi comanda.

    Però io non do la colpa a tutti i tedeschi per l’olocausto. La do a Hitler.

    E anche a quelli che frustrati per mille ragioni, fra le quali quella che dici, stupidamente, senza provare a ragionarci sopra, hanno dato inizio a quella guerra santa.

    Poi con la propaganda, la disinformazione, il saltar sul carro del vincitore, la paura ecc. anche tanti altri lo hanno seguito.

    Però siccome io non sono razzista, nemmeno contro il mio popolo, non credo che ci siano razze superiori nè inferiori.

    Casomai ci sono culture inferiori. Fra cui quella nazista, l’estremismo islamico, ecc.

    A cambiare cultura i tedeschi ci hanno messo pochissimi anni, e ora anch’io adoro il senso civico che hanno, e li prendo come modello.

    Se in italia non c’è ancora, è naturale, come in tutti i paesi dove a comandare è la feccia.

    Reply
  • Mik wrote:

    > Hitler non lo era dei tedeschi

    In un certo periodo storico lo era eccome, cazzo se lo era e comprensibilmente aggiungo: si parla degli inizi, dove il terreno fertile per il nazismo era stato gettato dall’ottusa politica delle nazioni vincitrici della prima guerra mondiale (altrimenti Hitler non avrebbe mai avuto spazio) che, non capendo il profondo orgoglio tedesco, hanno calcato enormemente e con menefreghismo la mano sul suo popolo, soprattutto economicamente e depredandoli dei loro sforzi quotidiani (emblematiche le fotografie di carriole piene di marchi per andare al panificio).

    Reply
  • Mik wrote:

    > La politica italiana non è lo specchio degli italiani,

    Differenza di opinioni, per me lo è eccome e questo Paese è ridotto così proprio per la mentalità dilaniata da un malcostume secolare (quello che già c’era nello storico e famoso “brigantaggio”); quanta gente che ho visto, anche stimati professionisti, entrare in politica con la scusa “voglio dare il mio contributo” quando l’obiettivo erano solo soldi e privilegi (di tutti i tipi, inclusi assurdi contributi pensionistici inclusi anche per solo pochissimo tempo in parlamento).
    La politica italiana è espressione prevalentemente dell’italiano stesso.

    Reply
  • @Tagliaerbe

    La politica italiana non è lo specchio degli italiani, così come Gheddafi non è lo specchio dei libici, Hitler non lo era dei tedeschi, Putin non lo è dei russi eccetera.

    Reply
    • @Mik: la politica non è solo quella al governo, è il “sistema” intero – opposizioni incluse, rissose e divise come non mai – che fa acqua da tutte le parti. Parla con qualche “idealista” che ha provato ad entrare in politica, e vedrai che ti racconterà perché ne è uscito 🙂

      Ma voglio piuttosto farti un piccolissimo esempio sul discorso dell’italiano furbetto-ladruncolo. Nelle ultime settimane mi è capitato in un paio di casi di ricevere un resto sbagliato (a mio favore) in un supermercato e una pizzeria al trancio. In entrambi i casi ho osservato:
      1) la faccia sconvolta della commessa: sembrava incredula all’idea che qualcuno potesse tornare indietro a ridargli dei soldi
      2) la faccia di “compatimento” dei presenti: sembravano dire “povero asino, che cavolo sei tornato indietro a fare???”

      E infatti, guardacaso, sui giornali fa notizia la persona che trova il portafoglio pieno di soldi e lo riporta ai vigili/polizia/carabinieri… ma è normale che faccia notizia una cosa del genere???

      Reply
  • Tagliaerbe wrote:

    > Ragazzi, la politica (destra, centro o sinistra che sia) è lo specchio del
    > paese. Un paese (come scrivevo nel post) di furbetti e ladruncoli, nel
    > piccolo come nel grosso, di persone svogliate e che “tiran sera”, di
    > italiani-vagoni trainati dalle poche locomotive di buona volontà.

    Ehhh già, riassunto decisamente reale.

    Reply
  • Il problema è il potere dei partiti, tutto qui, che si infiltrano ovunque, anche con la disinformazione. Leggendoti mi sembrava di sentire un politico della Lega, per questo l’ho tirata in mezzo.

    Appena la Lega ha capito come funziona in Italia, invece che combattere questo sistema, l’ha adottato fino in fondo.

    Com’è che le poltrone le riesce ad ottenere e il federalismo no?

    Lo poteva far cadere quando voleva il governo, o mi dai il federalismo o voto la sfiducia e lo faccio con l’opposizione, e invece non ha ancora ottenuto nulla in tutto questo tempo con il suo cavallo di battaglia.

    Il federalismo fiscale (se e quando ci sarà) è una barzelletta, da una parte farà aumentare le tanto odiate tasse, dall’altra trasferisce patrimonio dello stato alle regioni che a questo punto … sapendo come vanno le cose in Italia … i governatori potranno svenderlo ai loro amici.

    Il paradosso è che tutto, non solo la politica ma buona parte dell’economia, passa attraverso i partiti,
    che sono associazioni non tenute a presentare bilanci, ad essere democratiche, a fare congressi, ad eleggere i loro leader dal basso ….

    Anzi è chi sta in alto che nomina chi sta più in basso.

    Non può essere pienamente democratico un paese dove la democrazia passa attraverso partiti dittatoriali.

    Reply
  • @Mik: tengo a precisare che della Lega me ne frega poco niente ma comunque nel mio piccolo, quando ci sono elezioni, scelgo quello che considero il meno peggio, non è che una flebile speranza (per me non ce n’è alcuna, infatti spingo gli amici e parenti a studiare il più possibile, imparare benissimo alcune lingue e sfruttare a fondo il programma universitario erasmus per poi lasciare le tende) per alcuni (al nord in crescita anche tra i meridionali, alle ultime elezioni ha preso circa il 12% a livello nazionale, rispetto ai precedenti dello zoccolo duro che si aggiravano sul 6/7% nazionale; anche nei sondaggi di oggi sta circa sul 11/12% nonostante sia componente del governo).ù

    Ricordo inoltre che la lega purtroppo, allo stato attuale, è castrata da Berlusconi e dal suo voler tener buoni gli altri alleati (soprattutto meridionali); è stata ampiamente castrata da Fini quando è stata varata la Bossi-Fini, visto che Fini l’ha voluta brutalmente limitare (ho ancora le registrazioni analogiche in tal senso dalla diretta parlamento trasmessa da radio radicale). Aggiungiamo pure che pure la Porcellum, definita dallo stesso autore (Calderoli) una cagata, è stata (e questo a beneficio di tanti ignoranti che ancora non sanno la verità, nonostante trasmessa a suo tempo dai tg) definita tale unicamente perché Calderlo è stato costretto a modificare le sue intenzioni originarie dopo l’intervento di Napolitano che diceva non andava bene, bisognava correggerla in alcuni punti (ed è così che è nata la legge Porcellum).

    Mik: noi dalle nostre parti sappiamo tutto e perché la lega stia prendendo certe decisioni (non la sto difendendo, per me per il paese non c’è più speranza, dico solo che sono molto informato, anche su un irc protetto, del perché e per come di tante scelte), il male globale si chiama Chiesa cattolica (i cui patti lateranensi sono micidiali per l’intero paese) meridione (che vuole assolutamente tenere le cose come stanno, nemmeno il minimo federalismo, si cagano addosso anche solo a pensarlo, nonostante l’Italia da sembre sarebbe dovuta nascere come stato federale, ben di più di realtà quali Belgio, Germania, ecc.) e una sinistra fuori dalla realtà mondiale (dammi zapatero o i laburisti inglesi che a me va bene, ma non darmi gli straccioni e falliti nostrani).

    La lega sta resistendo il più possibile (altrimenti avrebbe mandato a cagare Berlusconi come nel 1994) per partorire un topolino e sinceramente mi dispiace molto.

    Ricordo infine che allo stato attuale c’è un problema Berlusconi che paralizza le cose importanti del Paese è esclusivamente colpa degli ipocriti della sinistra e centro-sinistra.
    Dal 1994/1995 (governo Berlusconi fatto cadere dalla Lega) al 2001 hanno avuto ben 6 anni di tempo per varare una legge che impedisse ad un soggetto privato titolare di mass media di scendere in politica, non hanno fatto oggettivamente un cazzo, segno che in definitiva si tratta poco di partiti, ma delle teste marce italiche che vi sono dentro.

    Reply
    • Ragazzi, la politica (destra, centro o sinistra che sia) è lo specchio del paese. Un paese (come scrivevo nel post) di furbetti e ladruncoli, nel piccolo come nel grosso, di persone svogliate e che “tiran sera”, di italiani-vagoni trainati dalle poche locomotive di buona volontà.

      Non ho mai creduto al concetto di “ci vorrebbe un’altra guerra”, ma forse ci sarebbe da rifletterci su.

      Reply
  • @Rudy

    Ti faccio notare che al governo, da ormai 10 anni, e interrotti solo da una breve parentesi, c’è la Lega, non il PD.

    Reply
  • In aggiunta a quello detto da camu, aggiungo l’incredibile paradosso italiano: l’Italia ha il minor (mi sembra che sia al livello di Portogallo e Grecia) reddito pro-capite nella UE occidentale ma ha il costo della vita tra i più alti di tutta la UE (molto materiale informatico lo acquisto perfino dalla “cara” Germania, dove comunque il popolo tedesco ha un reddito pro-capite ben superiore), senza tralasciare il fatto reale che molte aziende italiane che operano in altri Paesi della UE, in questi applicano prezzi molto più bassi (altrimenti non potrebbero essere competitivi) dei medesimi prodotti/servizi venduti in Italia (e questo è dovuto alle connivenze politiche di TUTTI i partiti italiani, al malcostume ormai cementato da decenni e decenni, alla mentalità stracciona/incapace di sempre più italiani), un esempio erano le offerte adsl proposte da Telecom Italia su suolo francese (anche 8 euro ivati mensili per una 12mbit+voce inclusa, il tutto senza canone e 10 euro di attivazione).

    Reply
  • Dato che ci sono e parlando di immigrazione, mi sono dimenticato di chiarire alcuni punti che spesso molti italiani non sanno perché non informati (soprattutto da organi di sinistra nostrani i quali, oggettivamente arretrati quali sono, vedrebbero come fasciste alcune soluzioni di governi di sinistra o centro-sinitra, tipo quelle di Zapatero e laburisti inglesi):

    l’Italia se si provasse ad importare un sistema di salvaguardia del proprio territorio come quello vigente negli altri paesi della UE occidentali la nostra sinistra e la chiesa parlerebbero subito di razzismo. In Germania (dove sono nato, a Monaco di Baviera) per esempio un immigrato clandestino non passa attraverso la magistratura, le forze dell’ordine hanno il pieno controllo, cioe’ se beccano uno non regolare, lo sbattono subito fuori e gli extracomunitari regolari (e gli irregolari quando non beccati) li’ non si sognano nemmeno di fare quello che fanno qua (mamma mia cosa vedo nei tg locali italiani, altro che Africa, lì almeno in alcuni stati c’è più giustizia) perche’ in Germania la legge viene fatta applicare severamente, li’ non hanno il rito abbreviato (subito uno sconto di 1/3 della pena), non hanno l’indulto (che, se avete notato dai Tg, e’ post-attivo, nel senso che anche molti condannati di oggi beneficiano dell’indulto), le “Attenuanti” e le misure alternative alla detenzione semplicemente non esistono.
    Mi piacerebbe parlare con il PD e chieder loro (quando erano al governo): che ne dite di adottare leggi come quelle emanate dalla sinistra di Zapatero (nel 2007 ha fatto rimpatriare 370.000 irregolari, pure con incidenti feriti causati dai proiettili di gomma sparati dalla polizia, oltre ad aver ampliato di un bel po’ il cosiddetto muro elettronico, detto SIVE, cioe’ “Sistema Integrado de Vigilancia Exterior”, attivo dal 2001, il piu’ evoluto al mondo: impiega telecamere ad alta definizione, obiettivi ad infrarossi, sensori e radar capaci di intercettare una barca di legno a 20 chilometri di distanza, un gommone a 34 e una nave da trasporto a 130) o come i laburisti (centro-sinistra) inglesi (le impronte dei piedi per i casi di un certo tipo le prendevano ancor prima dell’attentato terroristico di qualche anno fa, oltre al fatto che li’ sono ancora piu’ severi degli altri paesi e soprattutto la polizia picchia abbestia)?
    Strano che la nostra sinistra (che, lasciatemelo dire, trovo la piu’ ottusa di tutti i paesi occidentali) non parli mai del SIVE quando parla di Zapatero, e non dira’ certo poi che il SIVE e’ stato integrato dal satellite Spainsat, un progetto, avviato apparentemente per “motivi di telecomunicazione”, ma che ha l’esplicito obiettivo di pattugliare le coste spagnole a caccia di imbarcazioni di immigrati clandestini. Il lancio del satellite anti-clandestini rappresenta il fiore all’occhiello del sistema d’intelligence che il Cni, i servizi segreti spagnoli, hanno messo in campo per continuare quella linea dura voluta da Teresa Fernandez de la Vega.
    Lo “Spainsat” allarma tutte le forze di terra e di mare attraverso le due basi operative, una a Las Palmas e una a Madrid, della partenza di una nave di clandestini. In questo modo viene segnalata alla Guardia Civìl prima ancora di arrivare sulla costa spagnola.
    Quindi, dalla centrale di Las Palmas filtrano le informazioni del satellite che sono trasmesse a Madrid. Qui sono raccolte dagli agenti del Cni e, soprattutto, analizzate dal Sive (in Svezia-Danimarca-Norvegia non sono cosi’ attrezzati, ma sono estremamente severi anche a livello di singola persona autoctona, cioe’ la nostra sinistra-chiesa definirebbe gli autoctoni di quei Paesi dei razzisti dal piu’ profondo dell’anima, visto i severi controlli, piu’ severi di quelli USA con la green-card, che fanno ai coniugi misti per scoprire se ci si e’ sposati appositamente per agevolare la regolazione dell’immigrato).

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  • Non è un mistero che, oltre Alpi, la vita/il quotidiano del singolo cittadino siano enormemente più vivibili (nonostante abbiano anche loro dei problemi, ma nemmeno paragonabili a quelli di uno dei peggiori Paesi latini, “latrini”/bizantini, dove burocrazia, malcostume, ignoranza, inciviltà non hanno eguali: non sono sicuro, ma sono certissimo che negli anni a venire il tutto peggiorerà perché l’enorme infornata di extra-comunitari, i quali a differenza degli italiani fanno figli come conigli, plasmerà completamente quel poco che rimane di Italia in un vero e certificato paese africano perché, se fossero extra-comunitari con qualcosa da dire/da fare, soprattutto culturalmente parlando, allora il paese potrebbe avere speranza di crescere intellettualmente/civilmente, ma abbiamo tutti noi visto che gli extra-comunitari che arrivano sono brutalmente allo stato brado, di decenni e decenni più arretrati anche di quegli italiani culturalmente “basici” e, SOPRATTUTTO, non gliene frega niente di integrarsi e della cultura/storia del Paese che li sta ospitando, quindi è oggettivamente un Paese, con tutte le sue tradizioni/passato/conquiste mentali-sociali, ecc. destinato a scomparire per sempre; io questi extra-comunitari li sbatterei fuori dalle balle per sempre e venderei un bel po’ di terra ai giapponesi; ci sarà un motivo se perfino la grecia li respinge continuamente e l’Australia perfino spara quando tentano di attraccare illegalmente).

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  • @michele, si vede che non hai mai vissuto in Germania 🙂 E concordo con quanto dice Tagliaerbe, i Paesi del Nord sono molto meglio. Ci vive un mio amico, e dagli asili nido gratis per tutti alle tasse ridicole rispetto a quanto pagate in Italia, è tutto dire.

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  • @Tagliaerbe
    Scusa, partendo dal fatto che mi spiace molto per te che sei “costretto” a vivere in un paese che non ti piace e soprattutto che non senti tuo, solo per essere illuminato, mi fai qualche nome di nazioni che secondo te, per ragioni che spero vorrai spiegarmi, sono meglio dell’Italia? Grazie

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    • @Michele: per il mio modo di essere – che, sia beninteso, non pretendo sia la norma – piuttosto freddo, razionale, poco avvezzo alla vita all’aria aperta ed amante dei servizi che funzionano, ci sono molti paesi del Nord Europa che credo farebbero al caso mio (inclusi quelli scandinavi).

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  • @ Tagliaerbe
    Io sono padre e per mio figlio voglio solo il meglio, e sono certo che tu provi gli stessi sentimenti per i tuoi figli, detto questo se pensassi che l’Italia non fosse un bel posto dove crescerlo non ci penserei due volte a trasferirmi ovunque lui possa avere un futuro migliore, ma per fortuna non lo penso.
    Guardatevi attorno, guardate negli occhi delle persone che rischiano la vita per raggiungere il nostro Paese navigando su delle zattere e vi renderete conto di quello che avete.
    Dici che paghi il 50% di quello che guadagni in tasse … sei una persona fortunata, ti garantisco che ci sono milioni di persone che vorrebbero prendere il tuo posto su questo mondo.
    Prima di fare certe affermazioni fermati a PENSARE un minuto in più.
    W l’Italia.

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    • @Michele: passare la vita a guardare solo chi sta peggio non è il mio “modus vivendi”.

      Certo, non è nemmeno corretto guardare sempre e solo chi sta meglio di noi, però permettemi di dire che è normale che un poveraccio in zattera che scappa da una guerra veda nel Bel Paese il paradiso, come dovrebbe essere normale che lo veda un italiano che guarda verso qualche altro paese 🙂

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  • Non c’è nulla da festeggiare, già!
    Ma almeno ricordare, quello si può. Fino ad oggi sembra sia un tabù. La scuola, purtroppo, lasciamo stare. Il cinema, ha fatto tanti bei film e ci ha fatto conoscere la storia degli inglesi, tedeschi, austriaci, anche gli americani. Ma gli italiani?Dal 1850 al 1900 cosa è successo? Sembra che l’unità d’Italia sia stata fatta contro un nemico, senza nome, brutto e cattivo. Eppure ce ne sarebbero di storie da film in quel periodo…eccone una
    ——————-
    Il 14 agosto 1861 per vendicare i loro quaranta morti i soldati sabaudi uccisero 400 inermi. Un eccidio come quello delle Fosse Ardeatine. Il sindaco oggi si batte perché alla città sia riconosciuto lo status di “martire”. E promette: se l’esercito chiede scusa, invitiamo la loro fanfara a suonare come atto di riconciliazione

    http://goo.gl/gxVhq

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  • A meritare di essere celebrata è l’ Italia che è stata che ci serve da stimolo per l’ Italia che vorremmo.
    Il problema sono come dice Tagliaerbe gli italiani, la classe che dirige è una logica conseguenza, festeggiare l’ Unità resta pur sempre una cosa buona per quelle persone che hanno bisogno che qualcuno ricordi da dove veniamo e la fortuna che abbiamo avuto grazie a chi è venuto prima di noi, pura demagogia magari ma c’è a chi serve e in un momento dove in molti fanno difficoltà ad individuare i valori, magari una giornata come quella di ieri può aiutare
    Poi l’Italia va festeggiata ogni giorno, nel senso di impegno per una società migliore, non è nazionalismo nella quale non credo.
    Siamo noi a dare un senso all’ essere italiano che altro non dovrebbe significare che essere un buon cittadino ovunqeu ci si trovi.

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  • Mi sa che il sugo della storia – come diceva il Manzoni – è che l’esperto di SEO e SEM che fa la sua filippica da antitaliano ci ha visto giusto. In termini di esperto di SEO e SEM e blogger, intendo… 🙂

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  • Si festeggiava l’unità, e non l’Italia. L’unità, per quello che rappresenta va festeggiata eccome, mentre quello che è il frutto, quello che è diventata, è un altro discorso.

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  • Io me ne sto in Baviera a lavorare nel settore per il quale ho studiato e di tanto in tanto collaboro con le aziende venete della mia terra (mi sento molto più vicino ai 1000 anni della Serenissima Repubblica che ad un’unità falsa e con un palese inganno).

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  • @Monica, sfortunatamente non sei la prima da cui sento storie simili di rimpatriati trattati peggio degli extracomunitari. E poi mi dicono della fuga dei cervelli. Io me ne sto bene in America, e mi sento più Americano che Italiano.
    @Gregorio, è vero, gli emigrati hanno una visione diversa dell’Italia…

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  • Va be ok sono d’accordo su tutto quello che dici. Ma allora spiegami perché sopporti tutto questo.

    Perché non te ne vai? Perché non molli tutto e te ne vai? Se vivi da barbone non dovresti rinunciare a molto.

    Perché di fronte a queste occasioni, che possono essere il momento in cui seminare delle idee, condividere degli ideali, svelare nuove prospettive, perché in queste occasioni bisogna sempre star qui a sparare a zero senza proporre nulla.

    Io ho festaggiato. E non perché sono ricco. Sono uno di quei “giovani” – ho trent’anni – che guadagnano mille euri. Però ho voluto festeggiare, per specchiarmi nei amici, nei miei concittadini e scambiare con loro gioia e speranza. Per rubare spazio alla politica, alla retorica, per riprendermi un po’ di società.

    Perché non è vero ciò che sottende al tuo discorso. Tutto può davvero cambiare solo se crediamo che sia possibile. Se ci dividiamo abbiamo già perso.

    Io rimango in Italia a lottare per questo. E tu?

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    • @Boazano, la mia risposta è nel commento n° 32 (e in parte anche nel n° 36 😉 ).

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  • Io porto la coccarda anche oggi, mi piace.
    Sono stato emigrante, e l’Italia per me significa qualcosa in piu di chi all’estero è andato solo in vacanza.

    Oggi, purtroppo, gli italiani sono peggiori dell’Italia.

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  • Io festeggio l’Italia Unita che è costata il prezzo di milioni di meridionali dimenticati dalla storia. Festeggio l’Italia Unita che è costata il prezzo del saccheggio del meridione e delle sue casse. 150 anni fa il meridione ha ceduto con il sangue le sue terra all’Unità d’Italia che passava attraverso i piemontesi, veri invasori. Ora c’è chi vuole dividere l’Italia. Il sud ha già pagato dazio, che pagassero gli altri. (cit. “Terroni”, Pino Aprile; “Briganti se more”, Eugenio Bennato). Viva l’Italia, Unita.

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  • Grazie Italia..
    che non mi hai mai considerato.
    Figlia di emigrati italiani rientriamo in patria nel 1989, desiderosi di iniziare una nuova vita in mezzo alla nostra gente.
    Tante promesse e tante bugie che mi hanno costretto a cercarmi lavoro all’estero mentre vedevo che nel mio paese venivano aiutati piu’ gli extra comunitari e le puttane brasiliane!
    Non mi sento italiana…sono europea. Ma l’Italia non sa’ neanche cosa vuole dire Europa.
    Grazie Italia

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  • Caro Davide,
    I tuoi post sono sempre di spessore, ma oggi parlando di un tema di attualita’ mi dai l’occasione di un intervento.

    Sono orgoglioso di essere italiano. Ma ho appena suggerito caldamente a mio fratello di sfruttare l’occasione che ha di andare a lavorare all’estero.

    Pago un botto di tasse e vedo che troppo spesso la concorrenza ti fotte grazie al nero con cui puo’ abbassare i prezzi.
    Ma non mollo una virgola, mi concimo la pancia per farmi crescere il pelo sullo stomaco e quando saro’ alle strette non mi faro’ scrupoli a fare cose che di mio non farei.

    Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno per indole, e la cosa che mi disturba di piu’ e’ il pensiero che un domani dovro’ usare il pelo sullo stomaco: e’ quella la vera violenza, essere portati a fare cose che non avresti fatto. Per ora sono riuscito a farne a meno, ma anche io ho una figlia e con l’eta’ si comincia ad essere piu’ clementi con i propri sbagli.

    Spero che il sistema fallisca prima di contaminarmi, anche perche’ il fallimento e’ la naturale evoluzione di uno stato (noi cittadini compresi) che non amministra o fa di peggio.

    Per concludere, ti direi:
    ottima lezione di web marketing 😉

    Un saluto a tutti gli Itagliani!!!

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  • Fino ad oggi avevo apprezzato i tuoi commenti, oggi mi ritrovo deluso e arrabbiato per il tuo post. Condivido in pieno quanto detto da Gabriele Granato, altro che farti i complimenti! L’Italia bisogna cambiarla, e lo può fare solo la gente che la ama, ama il profumo della sua terra, ama la gente che giorno per giorno cerca di andare avanti nonostante tutto e farebbe di tutto difenderla…ma che italiano sei? Uno dei tanti che si lamenta di come vanno le cose e poi è pronto a tirarsi indietro se si cerca qualcuno per cambiarle? Come si fa a non rispettare (amare sarà forse troppo, per te) quanti hanno lottato e sputato sangue (oltre alla gente che conosci tu) per unire l’Italia? Probabilmente il tuo post era provocatorio, ma hai passato di molto la misura. Politici, tasse alte, tutti viviamo gli stessi problemi, ma è troppo comodo stare alla finestra e sparare nel mucchio, compresa la brava gente di cui parli, che dici di voler festeggiare (dici…)…non è forse la loro festa, prima di tutto? Allora, W l’Itali e viva gli italiani…quelli VERI!!!

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  • Il popolo italiano secondo me deve smetterla di essere succube dei partiti, pure nei pensieri.

    Non mi dite che ci sarebbero queste polemiche sui festeggiamenti se la Lega non avesse preso posizione in tal senso.

    Non ci credo! Perché nessuno mai ha messo in discussione la festa della repubblica, ferragosto, natale ecc.

    E non è un caso che se un capo di un partito cambia idea su fatti storici, nei sondaggi sia seguito come pecore dal suo elettorato, e che l’Italia abbia la più alta partecipazione alle urne, e il più basso senso della patria.

    E’ difficile pensare con la propria testa in un paese dove il potere dei partiti si è infiltrato ovunque, e vuole dividerci per imperare, ma ce la possiamo fare.

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  • @fcoraz, che i sindacalisti siano la fonte della mancata ripresa economica in italia lo sanno tutti 🙂

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  • Un sito che è un monumento al web marketing oggi si è trasformato nel luogo virtuale che ospita la fiera dei luoghi comuni e del qualunquismo, manca soltanto che qualcuno dia la colpa degli italici problemi a comunisti, sindacalisti e cappelloni e il campionario di castronate sarebbe completo.

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  • Cassso, sai che novità che segue, lo sapevano ben prima di un’unità fatta con lo sputo e con l’imbroglio (come detto in uno dei suoi libri dallo stesso Montanelli, basti pensare alla doppia fila in pubblico, una con quelli che votava “no” e quella degli altri, mwuahahahah):

    ————————————————————-
    da “Carteggio Cavour-Salmour”, a cura della Commissione Reale Editrice dei Carteggi Cavouriani, Editore Zanichelli, Bologna, 1936:

    Roma, 20 luglio 1858. Dal Duca Gramont di Salmour al Conte Camillo Benso di Cavour:

    “Del resto siate sicuro che se non sarete in guerra con gli altri Stati dell’Italia Meridionale, non sarete mai amici e neanche alleati sinceri. E ciò non è affatto a causa della differenza radicale dei costumi, del carattere, della mentalità, delle consuetudini, di tutto: in una parola.
    Questa differenza, tutta a Vostro vantaggio, è certamente una delle più notevoli che esistano in Europa, e la Razza sia degli Stati Romani che di Napoli è più lontana dal tipo Piemontese di quanto non siate Voi dallo Svedese, dall’Inglese e perfino dal Lappone. Chiamiamo le cose col loro nome: non c’è razza umana più imbastardita nel morale, più avvilita, più depravata di questa.
    E’ letteralmente incapace di alcunché di buono se non di mentire su se stessa ed usare il suo notevole intelletto naturale a mascherare la realtà del suo carattere. Nulla potrebbe accadere di più infausto al Piemonte che di aprire agli Italiani del Mezzogiorno le porte del suo Parlamento e della sua Amministrazione, poiché con loro entrerebbero immancabilmente la venalità, la codardia, l’impostura e la concussione. Tutto ciò che è insito nel sangue di tutte le classi è la causa di ogni male. Nessuno osserva la legge, qualunque sia: dura o clemente. Il despotismo è la regola per tutti.
    Non accusatene il Governo, sarebbe ingiusto, poiché non potrebbe agire altrimenti senza contravvenire alle usanze. D’altronde non gli si obbedisce e non obbedisce, e poi coloro che governano sono dello stesso sangue dei governanti e tutti si capiscono.
    Alcuni oppositori dicono che fuori di Roma nelle legazioni è un’altra razza. Vi ho creduto dapprima, ma mi sono profondamente ricreduto. Sono altrettanto vili, incapaci, un po’ più corrotti, ecco tutto.
    Questa razza, ricordate ciò che Vi dico, sarà il flagello d’Italia e chiunque sogni per il Nord delle province italiane un avvenire nazionale deve ricacciare col piede questi ateniesi servili, artisti mancati, avvocati ciarlieri, strilloni da caffè, soldati di pane pepato che non meritano di essere raffrontati agli ardimentosi Piemontesi. Non perdete più tempo ad occuparvi di loro, credetemi, essi hanno la cancrena che si propaga. Solo il tempo, con l’industria, potrà cambiare questa natura bastarda e trascinarli al seguito degli altri Popoli, al seguito del Piemonte forse, e allora il loro governo che è carne della loro carne e ossa delle loro ossa muterà con loro.
    Più lo osservo e più ne sono certo.
    Ma ho detto abbastanza su questo Popolo: io lo disprezzo.”.
    ————————————————————-

    A parte alcuni passaggi incredibilmente profetici, non è niente rispetto al resto che ho scovato (documenti storici, molti dei quali sempre editi da grossi editori italiani) e che per amore di completezza potranno leggere tutti (e verificarne tranquillamente l’autenticità, se si vuole).

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  • Il mio primo commento ieri sera quando hanno detto che avrebbero iniziato 100 ore di diretta per festeggiare 150 anni di Unita’ d’Italia e’ stato – mia moglie presente – ma che caxxo di unita’ di italia parliamo con un Bossi che spinge per la Padania libera e un profondo sud che sembra dimenticato da tutti?

    Al che, ho cambiato canale, anche per non pensare a Vespa e al lauto stipendio che andra’ a prendere per presentare un futile programma. Non so’ quanto e’ costato il solo Vespa, ma se tanto mi da tanto e Morandi per 3gg e’ costato quasi 1 milione, il vespone non sara’ da meno.

    Con tutti quei soldi ci avrebbero sicuramente sfamato 10 famiglie per 1 anno.

    E infatti non avrei festeggiato alcunche’ … ma vista la tua iniziativa, beh a questa mi associo calorosamente.

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  • Quando il sistema Italia salterà in aria (e succederà) chi ora traina i pesi morti e si sbatte perlomeno riuscirà a sopravvivere. Chi vive di mezzucci, truffe e del lavoro degli altri si ritroverà sulla strada con la maggior parte della popolazione, che ora galleggia. Forse a quel punto capiremo come deve essere portato avanti un paese.

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  • condivido in pieno lo spirito.
    Il problema di questo paese non sono i politici ma gli italiani stessi, troppi parassiti e ipocriti.

    Si lamentano dei politici ma poi cosa fanno veramente loro per il paese?
    Un paese tirato da tanti piccoli imprenditori e operai, qualche impiegato e poco altro a dispetto di caste di mantenuti e assistiti. Che poi sventolano il tricolore e ti fanno pure la morale.

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  • Qualcuno disse che “l’antifascismo è il più bieco sottoprodotto del fascismo”.

    Questa logica può essere applicata quasi ad ogni concetto.

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  • Quando si guida un mezzo come per esempio: un’auto, un aereo, una nave, laddove vi è una tempesta, bisogna conoscere le condizioni del tempo prima di sorridere al viaggio.
    Allo stesso modo quando si festeggia una ricorrenza, bisogna conoscere anche tutti gli annessi e connessi.
    Fare come lo struzzo, nascondere la testa sotto la sabbia e dire che non ci importa nulla di ciò che accade, potrebbe essere considerato un fatto personale proprio di persone troppo superficiali, troppo distratte o che vivono in una loro dimensione fatta di un mondo che poi presenta un conto da pagare assai più oneroso .
    Per vivere con i piedi ben piantati sulla terra, senza trastullare la mente tra le nuvole, per quanto è umanamente possibile, è indispensabile cercare tutti insieme di governare e contenere la tempesta. Qui non si tratta di polemiche, ma di attenzione.

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  • Per quanto riguarda il tuo sfogo sull’insoddisfazione dell’Italia sono piemamente d’accordo. Anch’io vivo con disgusto tutto quello che ci sta attorno. Hai ragione oltre alla classe dirigente, c’è anche la maggior parte degli italiani che è disonesta. E chi vuol restare onesto nonostante tutto soffre da tutti i lati. Io sono del sud e vivo al sud e se avessi anch’io la macchina del tempo per tornare indietro andrei via senza pensarci e senza rimpianti.

    Ma io al contrario di te l’Unità d’Italia la festeggio perché questo anniversario non è il marciume che ci sta attorno.

    L’unità del nostro paese è uno spirito ideale che ci rappresenta, è un valore. Io mi commuovo ogni volta nel pensare che quando l’Italia non c’era ancora, un intera classe di giovani come noi, trovavano l’ardore di morire perché quell’essere divisi in tanti statarelli molti dei quali sotto dominio straniero, quel vivere senza libertà era inacettabile.

    Mi commuovo nel pensare che migliaia di giovani come noi hanno porto il petto gridando “viva l’Italia” prima di morire.

    La stessa Italia alla quale noi, ed anch’io, sputiamo era un desiderio grande che va al di là di quello che viviamo e crediamo.

    Quello che hanno fatto 150 anni fa, lo hanno fatto per noi e per quelli che verranno.

    Sfido chiunque a pensare che il Piemonte, staccato dal Lombardo Veneto austriaco, che la Toscana o tutto il sud in questi 150 anni sarebbero stati meglio di così, se fossero rimasti divisi. Chissà, forse sarebbe stato meglio avere a capo del Lazio ancora un Papa.

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  • Leggo spesso il tuo blog è ha sempre post di elevato livello, ma stavolta mi trovi in completo disaccordo, anzi potrei anche essere daccordo, ma non mi piace per niente l’intervento.
    Oggi è una festa… sono stufo vedere le solite polemiche, accuse o presunte osservazioni che fanno molto “italiano”! Il 90% dei commenti e articoli che vedo tendono ad avere una tendenza politica. Oggi è la festa d’Italia! Italiano impara a “festeggiare”. La “lamentela” e la “protesta” sono già il tuo forte per tutto il resto dell’anno!

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  • 🙂
    Aggiungo solo che l’Italia non è la vigna ma il padre.
    Il secondo figlio va a lavorare perché ama il padre. Magari non parla con il padre (forse non festeggia il compleanno del padre :-)) ma lo ama, come ogni figlio dovrebbe amare il proprio padre.

    Forse non ti ho convinto solo perchè alla fine la pensiamo allo stesso modo, ma lo stato d’animo differente ci fa sembrare diversi 🙂
    anche io cambierei tanto, tantissimo, arrivo ad odiare alcune cose.

    Ma alla fine sto qua, maledico e lavoro, lavoro e mi arrabbio, e voglio che le cose migliorino.

    forse siamo uguali ma non lo sappiamo 🙂

    ad maiora e ripeto ancora una volta
    W l’Italia, l’Italia che verrà, l’Italia dei nostri figli

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  • Ottima strategia di marketing! 😉
    Quel tanto di provocatorio che basta!

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  • Perdonami l’intrusione nel privato non voglio mancare di rispetto nessuno, ma tu hai detto che l’8 dicembre festeggi l’anniversario del tuo matrimonio.. eppure i matrimoni non sono sempre perfetti, ci sono alti e bassi, momenti difficili e momenti stupendi, ma il matrimonio finchè si sta insieme lo si festeggia.
    Si festeggia l’unione.
    Il giorno in cui non si festeggia più è perché ci si è divisi, non ci si sente più parte di un senso comune e si va via.
    Tu dici che andresti via volentieri ma non puoi… va bene, avrai la tue buone motivazioni, ma se sei qui sei sposato ad un popolo, ad una cultura, sei italiano, quindi l’unica cosa buona che puoi fare e tentare di migliorare le cose.
    Se stai qui a criticare, odiare, rinnegare, dividere, sei una cellula (ottima direi 🙂 ) che si ribella al proprio organismo, che uccide il proprio organismo e così facendo uccide se stessa e le future generazioni.
    Il corpo umano – e così una società – funziona solo se tutte le parti funzionano allo stesso modo e, unite, mandano via le cellule cancerogene.
    Nel momento in cui il sistema immunitario si indebolisce e le cellule bianche (noi brave persone) rinnegano la propria appartenenza all’organismo, il corpo è un corpo morto.
    Pensa a quello che fai, stai contribuendo (con tutte le buone ragioni che puoi portare a supporto dei tuoi ragionamenti) ad uccidere l’organismo in cui cresceranno le future generazioni, i nostri figli.

    W l’Italia, l’Italia che verrà

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    • Grande Gabriele, ma non sei riuscito a convincermi.

      Rispondo alla tua “parabola” con un’altra (evangelica), quella dei 2 figli e della vigna.

      “Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: “Figlio, và oggi a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Sì, signore”; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò”.

      Ecco, io mi sento un po’ come il secondo figlio, che sbuffa e maledice tutto e tutti, ma poi tira il carretto. Mentre di figli come il primo, questa povera Italia, ne ha un po’ troppi.

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  • Non entro nel merito delle questioni politiche e amministrative e nemmeno del fatto che mi pare proprio si stia facendo una gran confusione tra il concetto di “stato” e quello di “nazione”.
    Mi limito a osservare il linguaggio e l’atteggiamento psicologico.
    Entrambi molto negativi. Il termine “laido” è molto pesante, al limite dell’inquietante.

    Se sei davvero convinto di quello che scrivi, Taglia, ti suggerisco con tutto il cuore di porvi rimedio: i paesi veramente democratici su questo pianeta sono pochi, pochissimi, una piccolissima minoranza. Ho avuto modo di visitare paesi che di democrazia non sanno nulla, tra i quali la Libia e l’Egitto. O, anche e soprattutto, la Birmania.

    Pensare che l’Italia sia il tuo oppressore e il tuo aguzzino è tecnicamente ed emotivamente sbagliato: i paesi oppressori ti impediscono di muoverti, di spostarti. Ti tengono davvero e letteralmente prigioniero (si pensi a quello che è stato il blocco sovietico).

    Dall’Italia te ne puoi andare anche oggi pomeriggio: puoi andare in Svizzera (che, da quel che mi pare di capire, ti è anche vicina) o in tanti altri paesi civili (secondo me, eh, magari tu li ritieni “laidi, marci e corrotti”) che fanno parte della comunità europea. C’è il Regno Unito, tutta la Scandinavia, la Germania, la Spagna, la Francia… O anche il Portogallo o…
    C’è scelta, indubbiamente.
    Macinare tanta rabbia non fa bene a te e non fa bene a chi ti sta intorno.
    E’ una rabbia accecante, che ti impedisce di vedere, temo, le cose con obiettività… 🙂

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    • @Ilaria: quando stavo per andarmene ho titubato, poi mi sono sposato, poi sono arrivate 3 figlie, vari problemi di salute di parenti, e quindi il fatto di andarmene è diventato parecchio difficile.

      Fossi single e avessi la “macchina del tempo” non avrei dubbi, ma ora come ora devo fare il “buon padre di famiglia” ed evitare di fare passi che si posson fare solo quando puoi sei giovane, senza vincoli e con la mammina che ti aspetta a casa a mò di “figliol prodigo” 😉

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  • Il 150° dell’Unità d’Italia non è, a mio giudizio, la data in cui collocare frustrazioni piccolo-borghesi di questo tipo: peraltro non credere di essere tanto “stiloso” a constatare pubblicamente che non è bello pagare le tasse oppure ad affermare che lavorare è faticoso; certo uno può scrivere quello che vuole, ma se il 17 marzo ti scatena queste considerazioni politico-sociologiche, che cosa scriverai l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione?

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    • @fcoraz: l’8 dicembre festeggio, è il mio anniversario di matrimonio 😀

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  • Bah, non sono molto d’accordo con questo post. Hai generalizzato al massimo, hai sputato su tutto e non hai salvato niente.

    Secondo me per prima cosa riconoscere un’Unità, un sentimento comune e di solidarietà con gli italiani è il primo passo per sentirsi bene, per sentirsi veramente uno stato.

    Si, è strano, credere nell’Italia, festeggiare l’Italia, o addirittura l’anniversario della sua unione quando questa viene sempre più vista come un contenitore di cose differenti che non hanno legame uno con l’altro. Non c’è più il sentimento di essere Italiani perchè, cavolo, in Italia ci siamo nati. In Italia ci vivremo e dovremo fare NOI ogni giorno in modo che sia sempre migliore.

    Ehi, paghi le tasse. Che sballo. Peccato sia un dovere che dovrebbe essere scontato. Lo so che non è così, lo so, però non puoi portarlo a tuo favore dai. Non è fare veramente del bene all’Italia.

    IMHO, ovviamente.

    Alla prossima

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  • Anch’io quoto Gabriele in toto.
    Provo sincera tristezza nel leggere post del genere, leggere anche di persone amiche che oggi dicono di non festeggiare perché non credono nell’Italia, altri che durante l’inno fischiano o si alzano e vanno via (vedi quelli della lega). Diversi sono i motivi, ma credo che remare contro e continuare a far prevalere la rabbia perché le cose non vanno come si vogliono o dovrebbero, sia poco utile a mio avviso.

    Orgoglioso di essere figlio di questa nazione (non dell’intera classe politica)!
    Viva l’Italia!

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  • Ciao Davide,
    i miei più sentiti complimenti..

    Il tuo articolo ritrae perfettamente la situazione dell’Italia che, a mio parere, è condannata a rimanere corrotta…

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  • Domani avrei dovuto recarmi da un ente privato per risolvere una pratica ma mi hanno comunicato che saranno chiusi per….ponte dell’unità d’Italia. C’è da aggiungere altro…?

    Lo stato è corrotto e corruttore ma quanti italiani ci mettono del loro per rendere peggiore questo Paese! Un pensiero positivo, un’azione corretta, un comportamento virtuoso certamente sarebbe più utile a festeggiare in maniera degna la nazione, piuttosto che l’esposizione di mille bandierine.

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  • Cmq l’Italia “stato” la facciamo noi, o meglio, altri noi (i politici) che purtroppo se ne approfittano. Dobbiamo buttarli fuori tutti e ricostruire!

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  • Condivido pienamente quello lei scrive è vergognoso festeggiare l’italia così-com’è! Si possono festeggiare gli Italiani che hanno reso possibile l’ Unità.

    Credo, però, che adesso non possano far altro che “rivoltarsi nella tomba” per colpa dell’italia attuale.

    Le racconto quello oggi è stato imposto ai commercianti della mia città (Bari): E’ stata imposta la chiusura con una sanzione per “i trasgressori” come se si volesse imporre un festeggiamento non voluto.

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  • La scienza che conta di più è quella che ha un oggetto più nobile e perfetto, ma per avere tale classificazione essa deve puntare al raggiungimento comune.
    Il modello di politica che abbiamo oggi si può francamente ritenere parte di una scienza necessaria, feconda e duratura?
    Dov’è finito oggi lo spirito aggregativo umano che determina il rafforzamento e miglioramento dell’organizzazione del lavoro, della famiglia, del paese, della città, della nazione?
    Oggi abbiamo una politica colma di megalomanie, arrivismi, veleni, arroganze, baldanze, sarebbe questo il modello della moderna unità d’Italia da festeggiare insieme allo storico e nobile 150°anno dell’Unità d’Italia?
    Un saluto Giacomo

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  • La scienza che conta di più è quella che ha un oggetto più nobile e perfetto, ma per avere tale classificazione essa deve puntare al raggiungimento comune.
    Il modello di politica che abbiamo oggi si può francamente ritenere parte di una scienza necessaria, feconda e duratura?
    Dov’è finito oggi lo spirito aggregativo umano che determina il rafforzamento e miglioramento dell’organizzazione del lavoro, della famiglia, del paese, della città, della nazione?
    Oggi abbiamo una politica stracolma di megalomanie, denigrazioni, arrivismi, veleni, arroganze, baldanze, sarebbe questo il modello della moderna unità d’Italia da dover festeggiare assieme allo storico e nobile centocinquantesimo anno dell’Unità d’Italia? Un saluto. Giacomo

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  • Il qualunquismo è la via più facile ed è facile caderci.

    Non è l’Italia che ti succhia il sangue in quanto paese. Ma sono gli amministratori che la mal governano che noi continuiamo a votare.

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    • @Luca: si e no. Ci sono amministratori che mal amministrano, ma anche tante, tantissime persone comuni che appena possono rubano e truffano fregandosene della collettività, come se non ci fosse un domani: è per quello che io dico di festeggiare gli italiani di “buona volontà”.

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  • Peccato leggere post di questo genere, mi aspettavo un analisi critica delle ragioni per cui non festeggiare ed invece leggo solo inutili frasi qualunquiste.
    Dici che sei del profondo nord, cosa ha portato in termini di miglioramento la lega, si è subito adeguata a dividersi le poltrone, vedi gli incarichi del trota. Salvo poi dire al territorio che loro sono contro Roma ladrona….

    Mi sembra sempre fin troppo facile generalizzare contro tutta la poilitca, salvo poi utilizzarla a proprio vantaggio, vedi le multe per le quote latte ecc….

    Saluti Marco.

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  • Ciao Davide,
    guarda hai fatto un discorso come se vivessi in Burkina Faso.

    Onestamente parlando io di nazioni del MONDO che stanno meglio dell’Italia… ne ho viste pochissime, anzi se devo dirti la verità… non ne ho vista neanche una.

    Ci sono problemi di tutti i tipi è vero (specialmente nel Sud) però se mi guardo intorno quello che vedo sono persone in giro con macchine nuove, Iphone, case da sballo, vestiti firmati, profumi, cibo di qualità etc etc.
    Ripeto… problemi ce ne sono tantissimi… però c’e’ anche uno STILE di VITA che molte nazioni si sognano.
    E vai tranquillo che se non ti prendono il 50% di tasse… quei soldi te li prendono da un’altra parte… vedi Assistenza Sanitaria (in Italia una delle migliori al MONDO) etc etc.

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    • Perdonatemi se non rispondo in dettaglio a tutti, ma (guardacaso) sto lavorando pure oggi 🙂 :

      @gif-sughero: fra i miei valori non c’è “l’italianità” falsa e pelosa di tanti, che si uniscono solo quando gioca l’Italia e il giorno dopo si sputano in faccia. Credo nella famiglia, nel lavoro, anche in Dio, ma non nell’Italia, mi spiace.

      @Egidio: son qui non a succhiare ma semmai a pagare tasse, con le quali questo paese va avanti. Non faccio ferie da 10 anni, mi vesto poveramente e ho un auto da super-proletario. Ma qualche valore lo ho. Può bastare?

      @ Roberto Schembri: uno dei problemi italiani sono proprio quelle persone che vivono con uno stile di vita ben superiore a quello concesso dal loro stipendio, e poi non pagano tasse, ticket sanitari, buoni mensa dell’asilo e robe del genere. Mentre io giro come un barbone ma pago tutto. Mi fermo qui, meglio.

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  • Perchè sei ancora qua allora? Anche tu a succhiare da questa povera Italia? L’Italia la migliori con i tuoi post?

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  • mha … trovo il tuo ragionamento alquanto qualunquista … tu cosa fai par cambiare lo “status quo”?
    inoltre sei sicuro che “rinnegare” (o non affermare con forza) la tua “italianità” ti porti dei vantaggi?

    Quoto Nicola che mi ha tolto le parole di bocca. 🙂

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  • Lavoro pure io, ma perché lavoro in CH.
    Cmq Amen e sotto a chi tocca

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  • mmmm vado un po’ controcorrente: non sono d’accordo, il problema non è l’Italia ne la sua unità, il problema è una classe politica miope e una classe imprenditoriale che di imprenditoria fa poco o nulla, ma per un italiano disonesto ne conosco almeno uno onesto e in gamba.

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  • Peccato che i tansissimi degni di essere italiani non si sappiano riconoscere, e pensino spesso di essere pochi, costretti a difendersi sparando nel mucchio, e talvolta divenendo loro stessi oppressori.

    Il problema dell’italia sta nella sua classe politica inetta, corrotta e mafiosa, non nel restante 95% della popolazione, che purtroppo si adatta perché inconsapevole della sua forza.

    L’italia è nostra, riprendiamocela!
    W l’Italia!

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  • Assolutamente d’accordo con te Davide, non vedo come si possa festeggiare un Paese ridotto in queste condizioni!

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  • L’Italia sei tu, non “gli altri”. l’Italia é una cultura, un popolo, una nazione. l’Italia siamo noi, con i pregi e i difetti.
    Dici che non é una questione politica e poi parli di tasse, classe dirigente marcia e così via. Tutto vero. Ma l’Italia si migliora amandola, sentendosi partecipi, rimanendo uniti.
    Chi non lo fa, fa male a se stesso. Mi dispiace per te, per me e per le nuove generazioni che vivranno in un paese debole, diviso, dominato da chi si approfitta di questa disgregazione. Divide et impera.
    Peccato, peccato davvero andare a letto dopo aver letto le tue parole. Spero ci ripenserai. W l’Italia

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  • Pienamente d’accordo!! E poi Roma 150 anni fa non faceva parte dell’Italia… essendo romano non festeggio!!! 😉

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  • questo discorso può avere un grande valore o un nullo valore proprio però in chiave politica considerando alcuni cinghiali che vivono nel profondo nord che la pensano uguale..poi si vanno a prendere il caffè nella buvette, pagati dalla repubblica ma sdegnando il suo nome..

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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