Forex e Money Management

Il money management è l’insieme di strategie che devono essere adottate nell’ambito del forex per la gestione dei capitali: per guadagnare, cioè, riducendo i rischi al minimo. Al di là dell’analisi fondamentale e dell’analisi tecnica, che permettono di individuare le coppie di valute su cui vale la pena di puntare, la gestione del denaro è un aspetto diverso e complementare, che riguarda l’ottimizzazione del denaro sul conto e chiama in causa il valore di ogni operazione.

Che cos’è il money management

Partendo dal presupposto che i profitti diventano tanto più alti quanto più elevato è il capitale che viene investito, attraverso il money management ci si pone lo scopo di far rendere al massimo il capitale per arrivare a profitti consistenti.

Certo, ci sono altri obiettivi collaterali da prendere in considerazione: per esempio, quello di proteggere il capitale stesso a fronte di operazioni che non hanno un buon esito. Una strategia di money management adeguata, quindi, deve suggerire a un trader la quantità di denaro che va investita per ogni operazione singola e in che misura possono essere prelevati i profitti. Ma, prima di tutto, deve segnalare quale cifra depositare sul conto inizialmente.

Come iniziare

La base per una strategia di successo è proprio il primo versamento: bisogna ricordare che nel momento in cui sul conto viene caricato il denaro, questo resta comunque di proprietà del trader. In altri termini, si può disporre di quel capitale come si vuole, tenendo presente che i profitti sono il frutto del capitale a disposizione e che in genere le piattaforme di forex erogano un bonus omaggio, concesso al momento della registrazione, che dipende dall’importo del primo deposito.

In effetti, non è detto che tutti i broker siano uguali: è importante saper scegliere quello giusto in funzione dei propri interessi e delle proprie esigenze. Si immagini, per esempio, di trovarsi a dover decidere tra un broker che impone un deposito minimo di 100 euro e concede la possibilità di aprire una posizione con appena 10 euro e un broker che impone un deposito minimo di 200 euro e concede la possibilità di aprire una posizione con appena 5 euro.

Qual è il più conveniente? Il primo, in effetti, presuppone un deposito minimo più basso, il che può risultare attraente per chi è alle prime armi e, di conseguenza, non ha a disposizione un capitale troppo elevato da investire. In realtà, per un principiante è il secondo il broker che deve essere preso in considerazione: facendo un rapido calcolo, infatti, si può notare che il primo permetterà di eseguire al massimo 10 operazioni, mentre con il secondo le operazioni che potranno essere effettuate saranno ben 40 (ovviamente, ipotizzando che tutte finiscano in perdita): insomma, nel secondo caso ci sono molte più opportunità. Da ciò si deduce che un money management eccessivamente aggressivo è sconsigliabile, perché può portare a un fallimento: insomma, meglio investire una quota contenuta ogni volta, piuttosto che rischiare tanto.

La cautela non è mai troppa. Certo è che il forex costituisce un investimento ad alto potenziale che si caratterizza per un certo rischio: per questo vanno investiti importi di cui, anche in caso di perdita, si può fare a meno. Il che equivale a dire che nel forex va investita solo una quota del capitale disponibile.

Come guadagnare

Se si vuole avere la certezza di guadagnare seriamente in questo mercato, è indispensabile stabilire una strategia sistematica in anticipo, tale da permettere di ottimizzare e tenere sotto controllo tutti i parametri in gioco. È bene, quindi, decidere a priori la cifra massima che si può investire per ciascuna operazione, chiaramente facendo riferimento al lotto minimo negoziabile fissato dal broker.

Se è vero che nel momento in cui un trader immette un’operazione è convinto che quella operazione sia vincente e dunque destinata a produrre un guadagno, è altrettanto vero che è opportuno non lasciarsi prendere dall’entusiasmo ed evitare di investire troppo denaro.

Come minimizzare i rischi

La soluzione migliore per minimizzare i rischi è quella di diversificare, “giocando su più tavoli” e stabilendo un limite da non superare per il capitale che può essere investito per ogni operazione. Una sorta di tetto, pertanto, che può rappresentare una percentuale del capitale o avere un valore sempre uguale.

In linea di massima, però, è meglio basarsi sulle percentuali: un conto è agire con un limite massimo di 100 euro quando si ha a disposizione un capitale di 1000 euro, e un conto è agire con un limite massimo di 100 euro quando si ha a disposizione un capitale di 100.000 euro. Ecco perché il ricorso alla percentuale variabile è più indicato, in quanto proporzionale alla cifra sul conto: un metodo che si caratterizza per la sua flessibilità e che è in grado di adattarsi in modo ottimale alle circostanze più diverse.

Sempre a proposito di percentuali, una buona norma è quella di non rischiare mai una percentuale superiore al 30% in un giorno solo: una serie di investimenti negativa, infatti, sarebbe difficile da gestire, oltre che dal punto di vista del portafoglio, anche sul piano psicologico.

È, questo, un aspetto da non sottovalutare: il trader di successo non è un rigido calcolatore privo di sentimenti, ma fa della propria emotività e della propria convinzione due punti di forza da cui non può prescindere. In più, basarsi sulle percentuali vuol dire poter contare su profitti ottimizzati quando le cose vanno bene (se il capitale cresce perché si sta guadagnando, l’investimento per ciascuna operazione aumenta) e avere perdite più basse quando le cose vanno male.

Per minimizzare i rischi, d’altro canto, è utile anche ricorrere a stop loss protettivi tali da contenere le perdite potenziali per ciascuna operazione: chiaramente non si può esagerare, perché in ogni caso lo stop loss deve assicurare un certo margine di manovra. In medio stat virtus: da evitare sia gli stop loss troppo ampi che quelli troppo stressi. Per capire qual è quello giusto, però, c’è bisogno di esperienza.

La gestione del capitale

Uno dei segreti della gestione del capitale quando si fa forex prevede di non cambiare mai la propria strategia in corsa. Un po’ come quelli che, in coda in autostrada, passano da una corsia a un’altra perché vedono che sull’altra le macchine scorrono più veloci, per poi tornare in quella di prima, per poi spostarsi ancora, e così via. Alla fine, ci si ritrova sempre tra le auto di prima.

Nel forex è lo stesso: non si può pensare di saltare da una strategia a un’altra non appena le cose vanno diversamente da come ci si aspetta, poiché la perseveranza e la disciplina sono destinate a premiare.

Un altro aspetto che va valutato con attenzione è la gestione dei prelievi. Nel caso in cui i profitti dovessero accumularsi e i guadagni dovessero salire in modo consistente, il denaro dovrebbe essere prelevato subito o investito di nuovo? La parola d’ordine è, sempre e comunque, disciplina.

Inoltre, c’è bisogno di programmazione: per questo può essere utile realizzare un foglio di lavoro su Excel su cui segnare il livello del capitale settimana dopo settimana, in modo tale da avere il pieno controllo sulla propria attività di trading e sul suo andamento. Così, visualizzando la differenza tra il capitale iniziale e il capitale finale considerata in un certo arco di tempo (una settimana, un mese, e così via), si può capire quali profitti possono essere prelevati.

Il consiglio è di massimizzare i profitti: per farlo, deve essere massimizzato anche il capitale a disposizione. Un’idea potrebbe essere quella di prelevare una parte dei guadagni una volta al mese, quasi come se si avesse a che fare con la busta paga di uno stipendio, ma molto dipende anche dagli obiettivi che ci si pone. È chiaro che, dopo aver prelevato una parte dei profitti, il processo di accumulo del capitale conosce un rallentamento che si traduce in una riduzione dei guadagni sul lungo periodo.

Gli esperti raccomandano di prelevare, una volta al mese, una quota compresa tra il 30 e il 70% dei profitti ottenuti nelle quattro settimane precedenti. Attenzione: si sta parlando, ovviamente, di una quota dei profitti netti, e cioè dei guadagni ottenuti rispetto al capitale iniziale. Vietato, insomma, riferire la quota al capitale complessivo. Il trading, in conclusione, è tutt’altro che un gioco: deve essere considerato come un lavoro, e in quanto tale esige un trading plan specifico, che si basi su analisi di dati, studi e ricerche.

Il tempo, infine, è un alleato e non un nemico: vietato avere fretta, perché è sul lungo termine che si vedono i risultati.

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