Gli indicatori e gli oscillatori sono strumenti che permettono di esaminare il comportamento dei prezzi: in particolare, i primi non hanno un range di valori predefinito e si muovono, di solito, a cavallo di una linea di equilibrio che in genere corrisponde a 0 o a 100; i secondi, invece, hanno un range di valori predefinito, e vengono calcolati sulla base di una formula di normalizzazione per la quale è necessario stabilire il valore minimo e il valore massimo che possono essere toccati.

In sostanza, se per gli indicatori non ci sono limiti dal punto di vista dei valori che possono essere raggiunti, gli oscillatori si mantengono sempre dentro una fascia ben precisa: nel momento in cui vengono toccate delle zone estreme, sono messe in evidenza condizioni di forza rispetto all’andamento dei prezzi.

Tali zone estreme prendono il nome di ipervenduto o di ipercomprato. Se si arriva da una zona di ipervenduto, l’ingresso e la fuoriuscita successiva dell’oscillatore dentro e fuori una zona estrema corrispondono al segnale di acquisto; se si arriva da una zona di ipercomprato, invece, corrispondono al segnale di vendita.

Gli oscillatori sono, in un certo senso, le basi che permettono di dare vita alle strategie di trading: volendo, possono essere integrati senza problemi con altri strumenti e rappresentare il filtro di strategie di altro genere.

Le medie mobili

Le medie mobili sono indicatori costituiti da linee che seguono i prezzi: la media dei prezzi in un certo arco di tempo permette di riassumere il movimento dei prezzi stessi.

A seconda dei casi, si parla di medie mobili esponenziali e di medie mobili semplici: le prime danno maggior valore ai prezzi più recenti, mentre le seconde assegnano lo stesso valore a tutti i prezzi, a prescindere dalla loro distanza nel tempo. Per le medie semplici si parla anche di SMA, acronimo di Simple Moving Average, mentre per le medie esponenziali si parla anche di EMA, acronimo di Exponential Moving Average.

Forex, Media Mobile Semplice ed Esponenziale

Per il calcolo delle medie si fa riferimento ai periodi, che corrispondono ai prezzi calcolati e rappresentati a questo scopo: una media mobile è tanto più veloce quanto minore è il numero di periodi che vengono impiegati, visto che si muove rapidamente e resta nei pressi del prezzo; di conseguenza, una media mobile è tanto più lenta quanto maggiore è il numero di periodi che vengono impiegati, visto che è poco reattiva rispetto al prezzo e ne resta lontana per quasi tutto il tempo.

Le medie mobili possono essere usate da sole o in coppia. Nel primo caso nel grafico finisce una media mobile sola e si verifica quando il prezzo la supera o comunque le si avvicina: il trend cambia nel momento in cui incrocia al ribasso o al rialzo. Più la media mobile è lenta, e quindi più alto è il numero dei periodi, più gli incroci (o crossover) sono rari. Se si sceglie di adoperare una coppia di medie mobili, invece, il cambio di tendenza viene indicato nel momento in cui la media veloce e la media lenta si incrociano in una direzione.

Forex, Incrocio fra Medie Mobili

Tra le due medie mobili si viene a creare uno spazio che prende il nome diarea di resistenza dinamica: in sostanza, quando il prezzo giunge nei pressi di quest’area viene respinto e dà origine a delle candele con delle ombre nella parte superiore; in alternativa, può succedere che i prezzi si comprimano, e in questo caso le candele formate dal prezzo saranno molto schiacciate, con ombre sia sotto che sopra.

Le bande di Bollinger

Anche le bande di Bollinger sono indicatori che vengono impiegati nel forex: la loro funzione è quella di misurare la direzione e la volatilità dei mercati. Si tratta di indicatori di analisi tecnica molto popolari: non servono a prevedere in quale direzione andranno i mercati, ma solo a individuare periodi di alta volatilità o periodi di bassa volatilità.

Il loro nome deriva da quello del loro creatore, John A. Bollinger, che le ha inventate negli anni Ottanta prendendo spunto dall’intuizione che nei mercati la volatilità non è statica, come si era ritenuto fino a quel momento, ma dinamica. Le bande di Bollinger si basano, in sostanza, su tre curve, che vengono disegnate in funzione dell’andamento dei prezzi. I trend di medio termine vengono misurati dalla Media Mobile Lineare, che corrisponde alla banda centrale; ci sono, poi, la banda superiore, per calcolare la quale è necessario sommare due volte la deviazione standard alla Media Mobile Lineare, e la banda inferiore, per calcolare la quale è necessario sottrarre due volte la deviazione standard alla Media Mobile Lineare.

La volatilità è tanto più elevata quanto maggiore si rivela l’ampiezza delle bande; da ciò si deduce che la volatilità è in diminuzione nel momento in cui si ha a che fare con bande convergenti. Si ricorre alle bande di Bollinger, di solito, per definire i livelli massimi e i livelli minimi di un cross: in pratica, quando il valore del cross raggiunge la banda inferiore si decide di comprare, mentre quando arriva alla banda superiore si decide di vendere.

Forex, le Bande di Bollinger

Se le bande sono ampie, i prezzi sono volatili e variabili, dunque; è probabile, invece, che si verifichi un improvviso cambiamento del prezzo se le bande si assottigliano. Una flessione dei prezzi è prevedibile quando i prezzi toccano la banda superiore, in quanto è ipotizzabile un rimbalzo interno alla banda: tanto più la banda superiore è forzata dai prezzi, quanto più realistico diventa il segnale di ribasso. Il suggerimento, in casi come questi, è quello di chiudere le posizioni aperte e di non aprirne di nuove. Una crescita dei prezzi, invece, è prevedibile in presenza di un andamento in senso opposto delle curve, con i prezzi stessi che toccano la banda inferiore.

Fibonacci

I ritracciamenti di Fibonacci possono essere annoverati tra gli indicatori più utilizzati: molto diffusi nell’ambito dell’analisi tecnica, sono sfruttati allo scopo di ipotizzare l’andamento dei prezzi.

Va detto che qualsiasi piattaforma consente di individuare i livelli di rintracciamento in modo automatico, il che semplifica molto il lavoro di un trader: diventa, così, facile identificare i prezzi target che probabilmente saranno raggiunti. I ritracciamenti di Fibonacci fanno riferimento alla successione di numeri che il matematico omonimo ha scoperto nel Duecento: si tratta di una catena che comincia con una coppia di 1 e che prosegue con numeri in sequenza in cui ognuno corrisponde alla somma dei due numeri da cui è preceduto. Quindi, 1 – 1 – 2 (perché 1 + 1 fa 2) – 3 (perché 2 + 1 fa 3) – 5 (perché 3 + 2 fa 5) – 8 (perché 5 + 3 fa 8) e così via.

Nel forex, i ritracciamenti di Fibonacci corrispondono a valori percentuali che provengono dal rapporto tra abbinamenti specifici dei numeri che compongono la successione: valori percentuali che – è stato comprovato – rappresentano dei riferimenti per ciò che riguarda i trend dei prezzi nei mercati finanziari. Va detto che anche i trader più bravi non sanno spiegare perché i numeri di Fibonacci possano essere associati ai livelli di prezzo delle coppie di valute: quello che conta è saperli usare.

I ritracciamenti sono valori ben precisi: 23.6, 38.2, 50, 61.8, 76.4 e 100. Sarebbero dei valori percentuali, anche se il simbolo della percentuale di solito non viene messo per comodità. Il livello di 76.4, a dir la verità, nella maggior parte dei casi non viene preso in considerazione, perché è ritenuto di poca importanza. I ritracciamenti vengono disegnati tenendo come riferimento un trend dominante, che contraddistingue l’andamento della quotazione sia dal punto di vista dell’intervallo di tempo preso in considerazione che dal punto di vista del range di prezzi.

Una volta che è stato definito il picco oltre cui il prezzo ha iniziato a scendere, si possono disegnare i ritracciamenti. Come detto, nelle piattaforme su cui si trada il tracciamento è automatico, e bisogna unicamente specificare il massimo e il minimo del trend dominante. A seconda che derivino da un trend dominante ribassista o rialzista, i ritracciamenti di Fibonacci possono avere un andamento decrescente o crescente. Dopo che sono stati individuati i ritracciamenti di Fibonacci, frutto della definizione del trend dominante, per ogni rintracciamento si hanno a disposizione i livelli di prezzo associati, che rappresentano le resistenze e i supporti in vista dell’andamento futuro.

Ogni livello di Fibonacci corrisponde a un obiettivo definito. Il rintracciamento 23.6 viene raggiunto da quasi tutti i ritracciamenti: nel momento in cui viene attraversato, si ha a che fare con un contro-trend in forte crescita. Il rintracciamento 38.2 rappresenta il superamento del 23.6, e viene considerato molto importante ai fini della continuazione del contro-trend. Il rintracciamento a 50, in realtà, non fa riferimento a Fibonacci, ma viene comunque ritenuto significativo dal mercato. Il rintracciamento 61.8, infine, viene raggiunto unicamente dai contro-trend che possono contare sul sostegno del mercato.

Forex, i Ritracciamenti di Fibonacci

Con i rintracciamenti di Fibonacci si ha l’opportunità di ipotizzare il futuro andamento dei prezzi e tradare sulla base dei livelli di rintracciamento che ci si aspetta: si attende, in sostanza, il raggiungimento di un certo livello target in conseguenza della caduta del precedente, il che vuol dire che si aprono le posizioni negli intervalli tra un rintracciamento e l’altro.

MACD

Anche il MACD è uno degli indicatori che vengono impiegati nel forex: si tratta dell’acronimo di Moving Average Convergence Divergence e segnala la convergenza e la divergenza di una coppia di medie mobili, allo scopo di produrre segnali di vendita o di acquisto. Se le linee delle due medie mobili si avvicinano progressivamente e finiscono per incrociarsi, si parla di convergenza; se, invece, le linee si allontanano l’una dall’altra, si parla di divergenza.

Il MACD è costituito da un istogramma (nell’immagine qui sotto, le lineette in verticale verso l’alto o verso il basso rispetto alla linea centrale), che prende il nome di Central Line, mentre la convergenza o la divergenza sono determinate dalla Signal Line.

Forex MACD

Va detto che il MACD non può essere utilizzato per stabilire i livelli di ipervenduto o di ipercomprato, ma può essere usato in modo efficace allo scopo di capire in che modo una posizione può essere aperta, facendo riferimento alla Signal Line (o linea di segnale, a seconda di come la si voglia chiamare). Se la Fast Line attraversa la linea dal basso verso l’alto, si è in presenza di un segnale di acquisto; se, invece, la attraversa dall’alto verso il basso, si è in presenza di un segnale di vendita.

RSI

Un altro degli indicatori utili nell’ambito del forex è l’RSI, acronimo di Relative Strength Index: vi si ricorre allo scopo di misurare il cambiamento di un prezzo e, quindi, per capire se il cross è in una situazione di ipervenduto o di ipercomprato. In Italia viene anche definito come indice di forza relativa: simile all’oscillatore stocastico, di cui parleremo tra poco, si basa su un periodo standard di 14, ma può essere impostato anche secondo altri parametri; nel momento in cui si aumenta il numero di periodi, si hanno curve meno evidenti e un indicatore meno reattivo. È sconsigliato, comunque, fare riferimento e periodi troppo bassi o troppo alti, perché in circostanze del genere c’è il rischio che salga il numero di falsi positivi. Sul grafico, l’RSI non è altro che una linea che oscilla tra 0 e 100.

Forex RSI

Devono essere prese in considerazione, in particolare, l’area al di sopra del valore 70 e l’area al di sotto del valore 30: la prima indica la condizione di ipercomprato, mentre la seconda indica la condizione di ipervenduto. È in queste due zone che è più probabile un’inversione del prezzo. La linea centrale a 50, d’altro canto, è comunque importante perché consente di capire qual è la direzione prevalente del cross, in base all’oscillazione della linea dall’alto verso il basso o dal basso verso l’alto.

Ovviamente, non è detto che una situazione di ipercomprato (overbought) o di ipervenduto (oversell) corrispondano sempre a una futura inversione: può accadere, per esempio, che situazioni del genere si protraggano per giorni o addirittura per settimane. Ecco perché le piattaforme permettono di inserire l’RSI con una media mobile, così da avere a disposizione due strumenti e non solo uno.

L’oscillatore stocastico

L’oscillatore stocastico è, per l’appunto, un oscillatore che definisce i minimi e i massimi del mercato: vi si ricorre allo scopo di identificare le situazioni di ipervenduto e di ipercomprato. Il valore dell’oscillatore stocastico, di solito, è compreso tra 0 e 100: la situazione è di ipervenduto quando le linee sono sotto il 20, mentre è di ipercomprato quando le linee sono sopra l’80. Ciò non toglie che, in casi specifici, tali parametri possano essere leggermente variati per adattarsi alle circostanze.

Forex Stocastico

L’oscillatore stocastico è formato da due curve, la fast stochastic e la slow stochastic. La formula per calcolare la fast stochastic è % K = 100 * [(CHIUSURA – MINn) / (MAXn – MINn)]. CHIUSURA è il prezzo di chiusura del giorno preso in considerazione, MINn è il minimo degli ultimi n giorni e MAXn è il massimo degli ultimi n giorni. Si ha, quindi, un confronto tra il prezzo minimo di un certo arco di tempo e il prezzo di chiusura più recente. La formula per calcolare la slow stochastic, invece, è % D line = media mobile (% K).

Si tratta, infatti, semplicemente di una media mobile, il cui fine è quello di filtrare i movimenti e le variazioni della fast stochastic, per generare un effetto di crossover. La fast stochastic, in pratica, è la percentuale del prezzo di chiusura. Se lo stocastico si trova nel range 0-20, la situazione è di ipervenduto: la posizione, tuttavia, potrebbe cambiare presto, e quindi si potrebbe avere a che fare con una inversione rialzista. Se lo stocastico si trova nel range 20-80, la situazione è di oscillazione: si può parlare di una fascia neutra, e spetta al trader valutare come potrebbe continuare il trend. Infine, se lo stocastico si trova nel range 80-100, i prezzi sfiorano i massimi, ed è normale attendersi un’inversione ribassista.

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