Forex, Coppie di Valute

Poiché, come abbiamo visto, il forex non è altro che l’acquisto di una valuta in contemporanea con la vendita di un’altra valuta, un concetto con cui è opportuno prendere dimestichezza se ci si vuole avvicinare a questo settore è quello delle coppie di valute.

In sostanza, nel momento in cui si compra una valuta, è come se la si acquistasse contro un’altra valuta: per fare un esempio concreto, volendo pagare in euro l’acquisto di dollari, per sapere a quanti dollari si ha diritto in cambio di un euro si deve fare riferimento al cambio EUR/USD. D’altro canto, l’informazione inversa deriva dal cambio USD/EUR, che permette di scoprire quanti euro ci vogliono per avere un dollaro.

La coppia di valute è proprio il rapporto tra le due valute: tale rapporto può essere definito Major, Cross o Esotico. Un rapporto Major include una delle valute principali insieme con il dollaro statunitense; un rapporto Cross non include il dollaro statunitense; un rapporto Esotico include una valuta secondaria (che viene definita esotica, appunto), cioè scambiata di rado.

La valuta base e la valuta quotata

Forex, Valuta Base e Valuta Quotata

In una coppia di valute, si distingue tra valuta base e valuta quotata: la valuta base è la prima, cioè quella che precede la barra /, mentre la valuta quotata è la seconda.

Per esempio, nella coppia EUR/USD, EUR è la valuta base, mentre USD è la valuta quotata. La valuta base ha sempre un valore pari a 1: nel momento in cui si acquista EUR/USD, vuol dire che si sta comprando la valuta di base, in euro, e si sta vendendo la valuta quotata, in dollari statunitensi.

La correlazione tra valute

Le valute sono correlate tra loro: significa che, nel momento in cui una coppia di valute scende, un’altra può salire. Quando si parla di correlazione tra valute si fa riferimento al movimento di due coppie di valute, che può essere uguale, contrario o casuale, considerato in un certo arco di tempo. Poiché le monete vengono sempre scambiate in coppia, non è possibile che una valuta si muova da sola.

Conoscere le correlazioni tra coppie di valute è indispensabile nel forex, a meno che non si opti per una strategia in funzione della quale si debba investire unicamente su una coppia alla volta. La correlazione viene espressa tramite un coefficiente specifico, che prende appunto il nome di coefficiente di correlazione, che può essere compreso in un intervallo tra -1 e +1. In particolare, il coefficiente di correlazione è -1 quando si ha una correlazione negativa perfetta; quando, cioè, due coppie di valute si muovono in direzione l’una contraria all’altra il 100% delle volte. Il coefficiente di correlazione è +1 quando si ha una correlazione positiva perfetta; quando, cioè, due coppie di valute si muovono nella stessa direzione il 100% delle volte. Il coefficiente di correlazione è 0, infine, quando si ha una correlazione neutra; quando, ciò, le coppie sono completamente indipendenti e il loro movimento non segue alcun tipo di correlazione.

Si parla di correlazione positiva guarda le 2 coppie di valute prese in esame si muovono nella stessa direzione, e di correlazione negativa quando le 2 coppie di muovono in direzioni contrapposte.

Forex e Correlazioni

Come si può facilmente intuire, è raro che si abbia una coefficiente di correlazione +1 o -1; più di frequente, il coefficiente ha un valore a due numeri decimali, poiché la correlazione perfetta tra due coppie costituisce un evento sporadico. Per conoscere la correlazione tra coppie di valute si fa riferimento a delle tabelle specifiche.

Le principali coppie di valute

Le coppie di valute principali sono: euro/dollaro USA (cioè EUR/USD); dollaro USA/yen giapponese (cioè USD/JPY); sterlina britannica/dollaro USA (cioè GBP/USD); dollaro USA/franco svizzero (cioè USD/CHF).

Vi sono, poi, le coppie di valuta Commodity, che rappresentano valute associate a beni di prima necessità: ai prodotti aurei sono associate le coppia dollaro neozelandese/dollaro USA (NZD/USD) e dollaro australiano/dollaro USA (AUD/USD), mentre ai prodotti petroliferi è associata la coppia dollaro USA/dollaro canadese (USD/CAD).

Come si può notare, tutte le coppie di valute principali comprendono il dollaro americano; abbiamo già detto che in assenza di USD si ha un rapporto Cross. I principali Cross comprendono la sterlina britannica, lo yen e l’euro: ecco, quindi, la coppia euro/franco svizzero (nota come Euro Swissy), la coppia euro/sterlina britannica (nota come Euro Pound); la coppia euro/dollaro canadese (nota come Euro Loonie); la coppia euro/dollaro australiano (nota come Euro Aussie); e la coppia euro/dollaro neozelandese (nota come Euro Kiwi).

Questo per ciò che riguarda le coppie che comprendono l’euro; ci sono, poi, quelle che includono lo yen (euro/yen, sterlina/yen, franco svizzero/yen, dollaro canadese/yen, dollaro australiano/yen, dollaro neozelandese/yen), quelle che includono la sterlina (sterlina/franco svizzero, sterlina/dollaro australiano, sterlina/dollaro canadese, sterlina/dollaro neozelandese) e altre coppie che non comprendono né l’euro, né gli yen né la sterlina (dollaro australiano/franco svizzero, dollaro australiano/dollaro canadese, dollaro australiano/dollaro neozelandese, dollaro canadese/franco svizzero, dollaro neozelandese/franco svizzero, dollaro neozelandese/dollaro canadese).

La volatilità delle coppie di valute

Le coppie di valute sono tutte, in misura minore o maggiore, volatili. La volatilità può essere intesa come una variazione in un certo periodo di tempo: non è detto che tale caratteristica sia per forza negativa, nel senso che per capirlo è necessario tenere in considerazione il fine del trading.

In sostanza, la volatilità corrisponde all’oscillazione del tasso di cambio di una valuta specifica: si tratta di un valore che è molto importante per il monitoraggio sul medio e sul lungo periodo di una certa tendenza; analizzandolo, si può capire se valga la pena di investire oppure no. Tanto maggiore è la volatilità, tanto più il valore del tasso di cambio può aumentare o diminuire. In una condizione di volatilità elevata, in un arco di tempo relativamente ridotto il prezzo della moneta può variare, anche in modo significativo, sia in una direzione che nell’altra.

D’altro canto, a una volatilità bassa corrisponde un tasso di conversione con una oscillazione modesta, che si concretizza in una variazione costante nel periodo di tempo considerato. Si parla di volatilità anche per identificare e quantificare il rischio, in un periodo di tempo, della coppia di valute: la volatilità può essere espressa attraverso un numero assoluto o sotto forma di percentuale rispetto a un valore iniziale, e ha un riferimento annuale. Insomma, parlare di volatilità vuol dire avere a che fare con il rischio che il forex comporta.

La liquidità delle valute

Un altro tema importante è quello della liquidità: nel forex la liquidità è l’importo del volume di acquisto e di vendita considerato in un momento specifico.

A differenza degli scambi finanziari e commerciali tradizionali, che rappresentano l’intero volume trattato, nello scambio di moneta un ruolo molto importante è svolto dalla speculazione: è proprio per questo che si parla di liquidità speculativa. La maggior parte del volume di trading nel forex deriva da trader che acquistano e vendono tenendo conto delle oscillazioni di prezzo considerate nella giornata.

Dall’alto livello di liquidità del forex deriva una notevole facilità per l’acquisto e la vendita di valute da parte di chiunque. Un mercato liquido, quale è appunto il forex, fa in modo che volumi di scambio alquanto consistenti abbiano sulle oscillazioni di prezzo un effetto contenuto.

Per un investitore, come è evidente, questo è un vantaggio che non può essere sottovalutato, visto che influisce sulla facilità con la quale può variare il prezzo in un certo arco di tempo. Il forex, in sintesi, si caratterizza per un turnover medio giornaliero e per volumi di scambio che non possono minimamente essere paragonati a quelli degli altri mercati finanziari: ecco perché questo mercato valutario ha una liquidità eccezionale, tale da catturare l’attenzione dei trader che hanno intenzione di speculare sulle oscillazioni dei tassi di cambio delle monete attirati dalla possibilità di trovare senza difficoltà una controparte interessata allo scambio.

I volumi di scambio

I volumi di scambio in valuta permettono di capire e conoscere più da vicino il mercato: nel momento in cui, in un determinato periodo di tempo, si porta a termine un numero significativo di scambi, significa che molti compratori e venditori hanno puntato su un certo prezzo. I trader più bravi sono quelli che riescono a identificare i periodi di calma, quando vi è il consolidamento, perché sono caratterizzati da un volume più ridotto.

L’indicatore dei volumi, molto semplicemente, comunica quanto una determinata valuta viene scambiata nell’arco di tempo considerato, che può essere un giorno intero o un’ora specifica. In genere, l’indicatore del volume è utile quando si adottano dei time frame alti, e cioè quando si operano delle analisi long term, sul lungo periodo. Riducendo i time frame, invece, è più probabile che dall’indicatore derivino falsi segnali.

I pips

Forex Pip

Operando con una coppia di valute, si ha a che fare con il pip, di cui abbiamo già parlato nel primo capitolo della guida: con questo termine si fa riferimento proprio al movimento di una coppia di valute. Per dire, una coppia NZD/YSD a 1,2467 con un movimento a 1,2469 si caratterizza per un movimento di 2 pip.

Un altro esempio può essere utile per capire il meccanismo. Si prenda la coppia di valute EUR/NZD a 1,1353/1,1355: il trader acquista 10.000 euro con una spesa di 1.355 dollari neozelandesi. Per calcolare il valore del pip, è necessario moltiplicare 0,0001 x 10.000: in questo caso è di 1 dollaro. Ovviamente, i trader non devono impegnarsi in calcoli complicati, perché tutto avviene in automatico grazie ai software delle piattaforme su cui si opera. Ciò non toglie, ovviamente, che familiarizzare con i pip e sapere come vengono calcolati sia molto importante per prendere le migliori decisioni possibili.

Lo spread

Forex Spread

Lo stesso vale per lo spread, che corrisponde alla differenza tra il prezzo Bid e il prezzo Ask. Ricordiamo che il prezzo Bid non è altro che il prezzo a cui si può vendere, mentre il prezzo Ask è quello a cui si può comprare.

In genere, la ridotta liquidità dei mercati provoca uno spread alto: vuol dire che i broker non sono molto disponibili a effettuare operazioni. La tipologia di spread cambia, nel forex, in base al broker per cui si opta: ce ne sono alcuni, per esempio, che mettono a disposizione degli spread fissi, in modo tale che i trader sappiano in anticipo con quale spread hanno a che fare.

Nel caso di spread variabile, invece, si ha una fluttuazione che è provocata dalle condizioni di mercato: lo spread è basso con una buona liquidità mentre sale quando la liquidità cala.

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