Come creare un’impresa su Internet da zero: la storia di project inVictus

Project inVictus

Mi chiamo Andrea Biasci e sono un blogger, no forse sarebbe meglio dire che sono uno scrittore, anzi molti mi definirebbero (anche fiscalmente) un imprenditore.

Quella che sto per raccontarvi è la storia del project inVictus, un sito nato per passione 4 anni fa e che oggi (fine 2017) contribuisce a far vivere dignitosamente 10 persone (e le stime per il 2018 sono di raddoppiarle).

In questo periodo di crisi e di disoccupazione, molti si chiedono se Internet può essere uno strumento per poter trovare una nuova fonte di reddito. A questo interrogativo la risposta è semplicemente NO.

Perché di base il presupposto è sbagliato: se avete o creerete un progetto online, dovrete partire dalla voglia di aver qualcosa da dire agli altri, dalla voglia di condividere la vostra passione.

Ecco tutti i progetti di successo che ho visto, nel mio breve percorso, avevano questo presupposto. Perché la strada per emergere è lunga e difficile, è costellata d’insuccessi, preoccupazioni ed incazzature. Ruba energie, sogni e spazi del tuo tempo che avresti dedicato ad altro.

Se sarete spinti a superare tutti questi scogli e nello stesso tempo avrete veramente qualcosa d’interessante da dire, le stelle vi sorrideranno. Altrimenti creerete l’ennesimo sito, senza personalità e colore.

Il web ha bisogno di qualità, tutti ne parlano, ma in realtà quasi nessuno la possiede.

Spero con questo breve racconto di lasciarvi alcuni punti di riflessione che ho maturato e che mi sarebbero serviti quando ho iniziato il mio percorso.

Il viaggio ha inizio

Era ormai da diversi anni che frequentavo i forum, italiani e stranieri, e rimanevo sempre stupito di come la qualità che usciva spesso dalle discussioni, non solo era superiore a quanto professavano i guru del mio settore, ma anche della stessa università.

Mi balzò così in mente l’idea d’aprire un sito dove raggruppare tutti gli utenti, che allora gratuitamente diffondevano, per passione, le loro conoscenze.

Andai dalle maggiori organizzazioni del mio settore, con cui avevo già contatti e gli proposi l’idea. Nessuno si rivelò veramente interessato: così, per fortuna, partii da solo.

Non sapevo cosa avrebbe portato il sito, con cosa avrei guadagnato, forse con la pubblicità? Ben presto mi accorsi che i numeri che facevo erano risibili per pensare ad un reddito dai banner pubblicitari.

Amen, io ed i miei compagni d’avventura avevamo qualcosa da dire, ci piaceva farlo e così andammo avanti, senza pretese.

Nei primi due anni, il sito si impose tra i professionisti del settore (fitness ed alimentazione), le visite erano “buone” per un blog amatoriale, tuttavia spendevo 20 ore alla settimana senza guadagnare un soldo (anzi il sito mi costava). Scrivevo al mattino presto prima d’andare a lavoro, o la sera quando finivo. Il weekend era spesso dedicato a creare i video per il canale YouTube.

Anche se eravamo un punto di riferimento del settore, nessuna azienda si dimostrò interessata al progetto. Di base partivamo dall’idea che non avremmo mai messo una pubblicità di un prodotto che noi stessi non avremmo comprato (e nel nostro settore sono veramente pochi i prodotti validi), ma in ogni caso alle nostre mail, mai nessuno rispose con interesse. Amen.

Nel 2014 iniziai a scrivere un libro sull’alimentazione che creasse un ponte tra i testi universitari e quelli divulgativi. Qualcosa di nuovo che si discostasse tra le migliaia di libri già esistenti sull’argomento.

Fine 2015 finalmente i libro era pronto e qui avvenne la grande sorpresa. Pensavo di venderne poche copie, per pochi appassionati, anche perché il costo del libro è di 36,90+5 euro di spedizione e così ne feci stampare 1.000 copie. Furono vendute tutte in poche ore. Oggi l’obiettivo è arrivare a 100.000 copie.

Decido così nel 2016 di trasformare il sito in qualcosa da amatoriale a professionale. Fino ad allora non avevo mai scritto in ottica SEO e neanche sapevo cos’era.

Compro una ventina di libri ma quello che per me è la svolta è il video-corso di Marco Ronco: non immaginatevi nessuna scorciatoia o segreto, se non come far emergere ancora di più i propri contenuti di valore (che è la cosa più importante).

Mi metto d’impegno ma ho centinaia di articoli in 50esima pagina su Google, così nella seconda metà del 2016 affido all’agenzia Metaline (dove lavora Marco) il mio sito e di rivedere TUTTI gli articoli.

Allego qui sotto quello che è successo prendendo le schermate dal programma SEOZoom.

Crescita del traffico organico di project inVictus, secondo SEOZoom

Previsione di crescita del traffico di project inVictus, secondo SEOZoom

Dopo l’uscita del mio libro sono diventato un editore. Un editore un po’ particolare perché al posto di pubblicare i libri che altri mi mandano, sono io che contatto l’autore per chiedergli di farmi il libro.

Al posto di dare l’8-12% (% standard) a chi scrive il libro, do il 30%. Questo mi permette d’avere solo autori d’altissimo livello e questo permette a chi scrive, vendendo minimo 10-20.000 copie a 36,90 euro, di guadagnare bene dalla sua creazione. Ma la cosa più importante è che la qualità soddisfa sempre le aspettative di chi compra e questo è il valore più grande.

Abbiamo creato così una sinergia tra contenuti di qualità, vetrina e distribuzione. Non vendiamo dalle librerie ma solo dai nostri canali.

Attualmente stiamo lavorando a videocorsi rivoluzionari nel nostro settore che vedranno la luce tra 16 mesi (se va bene). A settembre assumeremo il primo informatico, perché inizieremo anche a creare prodotti tecnologici che si integrino con quelli esistenti e futuri.

Stiamo prendendo accordi con le università italiane per finanziare e partecipare alla ricerca nel nostro settore, con l’ottica d’acquistare autorevolezza prima di lanciarci anche sui mercati esteri.

Insomma il 2013 sembra bello lontano, quando ho iniziato, spinto dalla voglia di condividere quello che sapevo. Magari il progetto negli anni subirà preoccupanti cali, magari invece il bello deve ancora venire. Vedremo; per ora sento che abbiamo ancora molte cose da dire.

Per concludere, cosa possiamo portarci a casa da tutto questo?

  1. Per emergere devi avere contenuti d’altissimo livello.
  2. La SEO è fondamentale per fare il salto di qualità, ma anche senza puoi farti apprezzare dalla tua nicchia.
  3. Se sei di qualità devi farti pagare, i nostri libri sono i più cari e rimarranno i più cari.
  4. Se hai un contenuto di qualità anche il contenitore dev’esserlo. Stiamo lavorando sulla grafica per fare un ulteriore salto, soprattutto coi video.
  5. Stringi i denti e vai avanti perché ci vogliono anni e migliaia di ore (spesso ricavate dai buchi che lavoro e famiglia ti consentono).
  6. Il singolo oggi, per quanto geniale, non conta più niente. Noi siamo una squadra, la mia preoccupazione non è essere contento, ma è che la mia squadra lo sia. La qualità delle persone con cui collabori è la chiave che determina il successo.
  7. Non fare le cose per te stesso ma per gli altri. Chi crea contenuti è spesso preso dal trasmettere quanto è bravo e figo. Questo rende pesante l’esperienza dell’utente. Il lettore vuole risparmiare energie, più ne consumerai te, meno dovrà impiegarne lui.
  8. Se dai ricevi. Tutti i miei collaboratori sono partiti col darmi qualcosa e grazie a questo io gli ho, nel tempo, contraccambiati. Pure io faccio così, anche in questo momento dove non mi preoccupo se un “concorrente” sta leggendo.
  9. Sii te stesso e sii sincero. Mi sono preso parecchie denunce per miei commenti e per quello che ho scritto. Amen, era quello che pensavo. Le persone mi apprezzano, o odiano, perché io sono così, i miei rivali mi temono perché sono trasparente. La sincerità è un’arma.
  10. Divertiti. Ho passato un’intera vacanza in Grecia a svegliarmi alle 05:00 per scrivere il libro, perché poi la famiglia pretendeva durante il giorno, giustamente, la mia presenza ed attenzione. Ma non mi è mai realmente pesato, perché in fondo stavo facendo quello che avevo scelto di fare e che realmente mi piaceva.

Ecco la mia/nostra storia, in breve, è più o meno tutta qui. Spero per chi è arrivato alla fine della lettura d’essere stato utile e concludo con una frase a cui sono molto legato e che rappresenta il Project.

Ricordati che solo chi conosce sceglie, altrimenti crede di scegliere!

Autore: Andrea Biasci di project inVictus, per il TagliaBlog.

3 Comments

  1. Giuseppe Frattura 6 settembre 2017
  2. Gennaro 7 settembre 2017
  3. Andrea Biasci 7 settembre 2017

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