Quali nicchie fanno guadagnare di più online?

Le nicchie del guadagnare online

Un lettore del TagliaBlog, dopo avere letto il post sulle parole chiave più costose (del quale anche Ivano Di Biasi ha pubblicato la sua versione), mi ha chiesto:

Ma quindi, se voglio davvero fare soldi con un sito o con un blog, mi basta creare un progetto dentro una di quelle nicchie? E’ davvero così semplice?

La risposta è da dividere in 2, ed è fondamentalmente questa:

  • , quei settori sono certamente fra i più remunerativi del web.
  • No, non è così facile come sembra.

Dove girano più soldi?

Per capire in quali aree ci sono più soldi parto facendo un passo indietro, mostrandoti la famosa piramide dei bisogni di Maslow.

La Piramide dei Bisogni di Maslow

Come avevo già accennato in questo mio vecchio post sull’etica e la psicologia del guadagno online, una volta soddisfatti i bisogni primari l’uomo passa a quelli secondari.

Passando dalla base al vertice della piramide, l’essere umano attraversa queste 4 aree, che sono anche quelle più interessanti e remunerative sul web:

  1. Fare soldi (siti e tecniche di trading, forex, opzioni binarie, scommesse, gioco d’azzardo).
  2. Stare bene/meglio (prodotti di dimagrimento, programmi di alimentazione corretta e nutrizione, aumento della massa muscolare, prodotti di bellezza).
  3. Giocare/divertirsi (videogiochi e applicazioni mobile).
  4. Conoscere qualcuno dell’altro sesso (siti di incontri di ogni genere e specie).

Vuoi essere un po’ più sicuro circa la resa economica di queste aree? Eccoti alcune tecniche semplicissime per testare i singoli settori:

  • Vai su Google Trends e guarda quante sono le ricerche effettuate per la parola chiave in questione. Guarda se le ricerche sono stabili, in calo o in crescita. Confronta anche la keyword con altri termini molto popolari, sia dello stesso settore che in settori limitrofi.

    Confronto fra keyword su Google Trends

  • Vai in Google (motore) e fai una ricerca con la keyword in questione. Guarda quanti annunci sponsorizzati escono, andando anche oltre la prima pagina: se vedi 4 annunci in testa e 3 annunci in coda, su diverse pagine, è un segnale di enorme interesse da parte degli inserzionisti pubblicitari.

    Annunci nelle SERP di Google

  • Attenzione: Google e Facebook hanno forti limitazioni o addirittura NON accettano annunci pubblicitari in settori molto lucrosi. Pertanto potresti pensare che se, per certe parole chiave, non escono banner, in quell’ambito non girano soldi. E invece non è così (anzi, spesso è proprio l’opposto).
  • Nella maggior parte dei settori in questione, si guadagna con le affiliazioni. Se vuoi capire quanto ti pagano i singoli programmi di affiliazione, ti consiglio di dare una occhiata alla directory di alVerde.net, che ne censisce diverse decine. Se invece pensi di creare un progetto rivolto all’estero, magari in lingua inglese, il posto giusto per trovare un programma o un network di affiliazione è oDigger.

    PPL/PPS di un programma di affiliazione

    Ricorda: più il PPL (Pay Per Lead) / PPS (Pay Per Sale) offerto è alto, più il settore è lucruso. E più è difficile.

Quali sono le difficoltà?

Fino ad ora ti saranno sembrate tutte rose e fiori, ma c’è anche il rovescio della medaglia. Ed è giusto parlarne per non creare facili illusioni.

  1. Più un settore è competitivo, più è difficile entrarci. Ci vuole un sacco di tempo e denaro per posizionarsi. Parecchi soldi per acquistare banner via Google AdWords o Facebook Ads. Parecchio tempo per emergere come “nome noto” nella nicchia. Hai davvero tutto il tempo, il denaro e le capacità per competere con certi siti o personaggi? Esamina con estrema cura almeno la top 10 delle SERP di tuo interesse, e cerca di capire quanto lavoro c’è dietro ai siti così ben posizionati. Magari scoprirai che alcuni sono lì da anni, che ci lavora uno staff di parecchie persone, o che han ricevuto un finanziamento importante…
  2. In alcuni ambiti, gira gente “pericolosa”. Mai sentito parlare di negative SEO? Se hai la capacità (o la fortuna 🙂 ) di piazzarti ai primi posti in certe SERP, è praticamente certo che darai fastidio a qualcuno. E in certi casi, quel qualcuno potrebbe far puntare valanghe di link spazzatura verso il tuo sito, o cercare di buttarlo giù con qualche attacco DDoS. Sei disposto ad accettare il rischio?
  3. Non sempre quello che sembra economicamente interessante, lo è davvero. Investire in un progetto che va a scontrarsi con i “big”, per poi trovarsi fisso in seconda pagina nelle SERP di Google, per mesi o per anni, non è affatto bello. Ma ancor peggio è spendere tempo e denaro, posizionarsi bene… e poi scoprire che quella keyword non porta tutto il traffico che ti immaginavi. O, peggio, porta traffico che non converte. Se lo scopo è quello di monetizzare, prima di buttarti nel lancio di un nuovo sito o blog fai uno studio accurato del settore e soprattutto informati sulla reale redditività di competitor. Non fare cose ad istinto, o per pura passione, perché il rischio è quello di rimanere con un pugno di mosche in mano.

8 Comments

  1. Andrea Torti 9 agosto 2016
  2. Alessia Martalò 11 agosto 2016
  3. Tagliaerbe 11 agosto 2016
  4. Michele 12 agosto 2016
  5. Tagliaerbe 12 agosto 2016
  6. Arturo 13 settembre 2016
  7. Paolo Baratta 7 febbraio 2017
  8. Tagliaerbe 7 febbraio 2017

Leave a Reply