I fattori di posizionamento su Google, secondo Backlinko

I fattori di posizionamento su Google, secondo Backlinko

Ad Agosto del 2015 sono stati resi noti i consueti studi annuali/biennali sui fattori di posizionamento su Google, sia da parte di Searchmetrics che da parte di Moz.

Nei giorni scorsi è stato invece Brian Dean, personaggio conosciuto per aver ideato la tecnica di link building del grattacielo, a pubblicare un suo Search Engine Ranking Factors Study, partendo dall’analisi di 1 milione di risultati di Google.

Come sempre, voglio ricordarti che la correlazione NON implica la causalità: pertanto prendi i dati di questo e di altri studi simili sempre molto con le pinze.

Detto ciò, ecco cosa è emerso dalla ricerca di Backlinko.

Il numero dei domini che linkano ad un sito ha un’influenza molto forte sul ranking

Avrai certamente sentito dire che è meglio ricevere 10 link da 10 siti diversi, anziché 10 link dallo stesso dominio.

Anche in base all’analisi di Brian, la cosiddetta diversity sembra essere correlata ad un ranking migliore.

Number of referring domains

Google ama vedere che tanti siti diversi “approvano” la tua pagina. E più domini ti linkano, più “approvazioni” ottieni agli occhi di Google.

Il numero di domini unici che linkano ad un certa risorsa è stata la correlazione più forte emersa dallo studio di Dean.

I domini autorevoli tendono a posizionarsi meglio su Google

La link authority globale di un sito web, misurata utilizzando l’Ahrefs Domain Rating, è strettamente legata al ranking:

Domain link authority

L’autorevolezza complessiva di un sito web ha una correlazione più forte sul ranking, rispetto all’autorevolezza della singola pagina.

In altre parole, il dominio nel quale la tua pagina è inserita è più importante che la pagina stessa: pertanto, aumentare il numero di link verso il tuo sito web potrebbe migliorare il posizionamento di tutte le altre pagine del sito (anche quelle non linkate direttamente).

I contenuti esaurienti e approfonditi si posizionano meglio su Google

Anni fa, i motori di ricerca determinavano l’argomento di una pagina guardando alle parole chiave che la componevano: più volte compariva la parola chiave, più quella pagina era pertinente/rilevante.

Dall’avvento di Hummingbird in poi, Google ha iniziato a capire meglio il topic di ogni singola pagina, e ciò ha avuto un significativo impatto su come ottimizzare i contenuti per la SEO.

Google sembra preferire i contenuti che coprono un singolo argomento in modo approfondito, e la cosa è stata confermata anche da un’analisi di 10.000 URL effettuata da MarketMuse:

Content topic authority

I contenuti esaurienti hanno superato di gran lunga quelli superficiali.

I contenuti lunghi si posizionano meglio su Google rispetto a quelli corti

Dopo aver eliminato le pagine con meno di 51 e con più di 9.999 parole, dallo studio è emerso questo:

Content total word count

La media delle parole presenti nelle pagine posizionate fra i primi 10 risultati di Google, è di 1.890.

Diversi altri studi hanno dimostrato che i contenuti più lunghi rankano meglio e tendenzialmente ricevono più apprezzamenti e condivisioni sui social, oltre al fatto di riuscire a posizionarsi per molte più chiavi di long tail.

Infine, un contenuto lungo può anche far percepire l’autore come molto più competente sulla materia, rispetto a chi pubblica contenuti di poche righe.

L’HTTPS è moderatamente correlato ad un buon posizionamento

Nell’Agosto del 2014 Google dichiarò che l’HTTPS è un fattore di posizionamento.

Anche secondo lo studio di Backlinko c’è una certa correlazione fra HTTPS e ranking, seppur non esagerata:

Use of HTTPS

Se forse non è il caso di passare ad HTTPS per ottenere dei vantaggi lato SEO, potrebbe essere una buona idea se hai in mente di aprire un sito nuovo.

Non c’è correlazione fra il markup di Schema e il ranking

La teoria dice che “l’utilizzo del markup di Schema aiuta i motori di ricerca a comprendere meglio il significato del tuo contenuto, e questa comprensione li incoraggerà a mostrare il tuo sito web a più persone”.

Lo stesso John Mueller ha lasciato intendere che i dati strutturati potrebbero essere un segnale di ranking nel prossimo futuro.

Attualmente, però, le cose stanno in questi termini (almeno secondo lo studio):

Presence of Schema Markup

In altre parole: usa pure i dati strutturati sui tuoi siti, ma non credere di ottenere un posizionamento migliore su Google (almeno non oggi).

URL brevi tendono a posizionarsi meglio di URL lunghi

Nel lontano 2008 avevo pubblicato un estratto da uno studio di Marketing Sherpa, dal quale era emerso che gli URL lunghi nelle SERP fungono da deterrente e bloccano l’utente da ciò che è abitualmente chiamato a fare (ovvero cliccarci sopra).

Sempre nello stesso anno, Matt Cutts disse in una intervista di utilizzare 4-5 parole negli URL, anche perché gli algoritmi di Google danno tipicamente peso solo a quel numero di parole, e quindi non conviene utilizzarne di più.

Anche i dati emersi dallo studio di Dean propendono per l’utilizzo di URL corti:

URL length

Se utilizzi WordPress, puoi farlo in modo molto semplice impostando il permalink su “Nome articolo”, e modificando l’URL dei titoli dei post includendo solo poche parole chiave significative.

I contenuti con una immagine si posizionano meglio di quelli senza immagini

…ma aggiungere ulteriori immagini non fa differenza.

Vari studi hanno mostrato che le pagine ricche di immagini tendono e generare più visualizzazioni e condivisioni sui social. Di conseguenza potrebbero anche ottenere più link, e quindi posizionarsi meglio sui motori.

La ricerca di Backlinko ha effettivamente dimostrato che le pagine con almeno una immagine rankano meglio su Google rispetto a quelle senza immagini.

Content contains at least 1 image

Tuttavia non sono emerse correlazioni fra il numero totale di immagini e il ranking: ciò fa pensare che l’utilizzo di almeno una immagine sia importante, ma metterne di più non impatta sul posizionamento.

L’utilizzo dell’esatta parola chiave nel tag title ha una piccola correlazione con il ranking

Da sempre si dice che il tag title è un elemento molto importante per la SEO on page: dice infatti agli utenti e ai motori qual è l’argomento della tua pagina.

Brian Dean ha però notato che la correlazione fra keyword nel title e posizionamento è oggi molto più bassa di un tempo:

Keyword appears in title tag

Il motivo, a suo parere, è dato dallo spostamento di Google verso la semantic search: oggi il motore non ha più bisogno di guardare al tag title per capire l’argomento della pagina, al punto che puoi fare una ricerca su Google per una certa parola chiave e trovare ben posizionati dei risultati che NON hanno quella keyword nel titolo.

Le pagine che si caricano velocemente si posizionano significativamente meglio di quelle più lente

Anche la velocità del sito è uno dei fattori di posizionamento su Google, dal lontano 2010.

Backlinko ha utilizzato nel suo studio la velocità media di caricamento di Alexa per misurare 1 milione di domini, e vedere se c’era una correlazione fra velocità del sito e ranking su Google:

Average page load speed

Ovviamente potrebbe essere che chi ottimizza il suo sito lato velocità, lo ottimizza anche lato SEO… ciò nonostante la correlazione è risultata forte, e migliorare la velocità di un sito web è estremamente utile anche dal punto di vista della user experience e delle conversioni.

Tanti link = miglior posizionamento

Si discute tanto circa il fatto che i backlink non sono più importanti come una volta.

Backlinko ha utilizzato le API di Ahrefs per conteggiare il numero totale di link che puntavano ad ogni pagina del loro set di dati, scoprendo che le pagine con più backlink sono quelle che tendono a posizionarsi meglio.

Total external backlinks

Oltre la diversity, sembra quindi che anche il numero totale di backlink abbia ancora un certo peso negli algoritmi di Google.

Il ranking su Google è strettamente legato alla link authority complessiva di una pagina

Molti SEO concordano nel dire che la qualità dei link è importante come la quantità, se non di più. In altre parole, spesso è meglio ottenere un solo link da una pagina autorevole, anziché 100 link da pagine di bassa qualità.

In base all’Ahrefs URL Rating, le pagine con una authority più alta superano di gran lunga le altre:

Webpage link authority

Considera comunque che tale correlazione non è forte come quella del numero globale dei referring domain.

Il testo di ancoraggio a corrispondenza esatta è significativamente correlato al ranking

Dal rilascio di Penguin nel 2012, molti SEO hanno sconsigliato l’utilizzo di anchor text con all’interno le esatte parole chiave per le quali ci si vuole posizionare.

Eppure questa tecnica sembra funzionare ancora: Backlinko ha osservato che il testo di ancoraggio esatto è ancora molto efficace, e strettamente correlato ad un buon posizionamento.

Ciò nonostante non mi sento di consigliare l’utilizzo di tale tattica per spingere in alto i propri siti web, anche perché a giorni è atteso l’avvento di un nuovo Penguin…

Un bassa frequenza di rimbalzo è fortemente correlata ad un buon posizionamento su Google

Molti SEO ipotizzano che Google utilizza vari segnali legati alla user experience come fattori di ranking.

Backlinko ha preso 100.000 siti dal suo set di dati e li ha analizzati con SimilarWeb, osservando frequenza di rimbalzo, tempo di permanenza sul sito e CTR sulle SERP, e scoprendo che un bounce rate basso è fortemente correlato ad un buon ranking.

Bounce rate

Una bassa frequenza di rimbalzo potrebbe essere il risultato di un contenuto coinvolgente, di alta qualità, e quindi viene premiato da Google.

Sintetizzando il tutto, ecco gli 11 punti emersi dalla ricerca di Backlinko:

  1. I backlink rimangono un fattore di ranking estremamente importante per Google. Secondo lo studio di Dean, il fattore con la correlazione più alta è stato infatti il numero di domini che linka una pagina web.
  2. La link authority globale di un sito (misurata con l’Ahrefs Domain Rating) è strettamente correlata ad un buon posizionamento.
  3. I contenuti considerati topically relevant (secondo MarketMuse) superano in modo significativo i contenuti che non sviscerano un tema in profondità.
  4. I contenuti lunghi tendono a posizionarsi meglio su Google: le pagine al primo posto delle SERP hanno una media di 1.890 parole.
  5. L’HTTPS ha una buona correlazione con i posizionamenti in prima pagina su Google.
  6. Nonostante si parli molto di Schema, lo studio non ha trovato una correlazione fra l’uso dei markup e il posizionamento su Google.
  7. I contenuti con almeno una immagine si sono posizionati mediamente molto meglio di quelli senza immagini. Tuttavia, sembra che aggiungere ulteriori immagini (dopo la prima) non abbia influenza.
  8. Si è notata una piccolissima correlazione fra l’uso di un buon tag title e il posizionamento. Tale correlazione è risultata molto più piccola del previsto, cosa che potrebbe riflettere lo spostamento di Google verso la semantic search.
  9. La velocità del sito è importante. In base ai dati di Alexa, le pagine dei siti più veloci si posizionano nettamente meglio di quelli più lenti a caricare.
  10. Nonostanti i vari Penguin, il testo di ancoraggio preciso sembra avere ancora una forte influenza sul posizionamento.
  11. In base ai dati di SimilarWeb, pare che una frequenza di rimbalzo bassa sia associata ad un miglior ranking su Google.
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11 Comments

  1. Alessandro Raimondo 26 gennaio 2016
  2. Roberto Di Molfetta 26 gennaio 2016
  3. Giulio Cinelli 26 gennaio 2016
  4. Lillo 26 gennaio 2016
  5. Samuele Valerio 26 gennaio 2016
  6. delizard 26 gennaio 2016
  7. Enzo 26 gennaio 2016
  8. alessandro gnola 26 gennaio 2016
  9. Angelo 27 gennaio 2016
  10. Luca 2 febbraio 2016
  11. Pasquale 5 febbraio 2016

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