Google Quality Rater: Tutte le Novità delle Nuove Linee Guida

Le linee guida per i quality rater di Google

Il 19 Novembre 2015 Google ha rilasciato la versione aggiornata delle sue Search Quality Rating Guidelines, ovvero le linee guida per i quality rater di Google (qui trovi un mio lungo post riguardante la versione precedente).

In passato c’è sempre stato un fortissimo interesse nei confronti di questo documento, che girava fra i SEO in forma un po’ “piratesca”, non proprio ufficiale.

Questa volta, invece, il PDF di 160 pagine è stato pubblicato direttamente sul Webmaster Central Blog, anche se Google ha subito precisato che “questa non è la versione finale delle nostre linee guida dei quality rater”: un po’ come dire che “ti stiamo svelando delle cose un po’ superate. Ora ce ne sono di nuove che non possiamo rivelarti”. 😉

In ogni caso trovo sempre molto interessante lo studio di questo documento, che ci aiuta a capire meglio come i “valutatori umani” di Google giudicano il nostro sito, e quindi come il motore di ricerca vuole che siano i contenuti che pubblichiamo sul web.

Qui sotto trovi il sunto (tradotto da me) che Jennifer Slegg ha prodotto per Moz, nel quale sono evidenziati i 30+ Important Takeaways from Google’s Search Quality Rater’s Guidelines.

Pagine YMYL (“Your Money or Your Life”, ovvero “O la borsa o la vita”)

Per Google sono pagine che devono avere standard molto alti, perché possono influire notevolmente sulla vita delle persone.

Per esempio, chiunque può scrivere una pagina che offre consigli medici, o su cose come la pianificazione della pensione o il mantenimento dei figli. Google vuole assicurarsi che questi tipi di pagine, che hanno un forte impatto economico o sulla salute di chi le legge, siano della più alta qualità possibile.

In altre parole, le pagine di scarsa qualità che in questi ambiti potrebbero “avere potenzialmente un impatto negativo sulla felicità, la salute o la ricchezza degli utenti”, rischiano di non posizionarsi bene su Google.

Se hai un sito o delle pagine che si occupano di queste cose, devi fare in modo che abbiano standard molto più alti di siti o pagine che hai (ad esempio) sui fan di una squadra di hockey o sulle ricette del risotto.

E’ anche interessante notare che Google considera qualsiasi sito web con una componente commerciale, come un negozio online, come un sito che rientra nell’ambito YMYL.

Pertanto fai in modo che tutto il processo di ordine del prodotto/servizio o dell’invio di informazioni personali sia perfetto, se non vuoi rischiare che venga giudicato male dai quality rater di Google (oltre che dai potenziali clienti del sito, ovviamente).

Le 5 aree di YMYL

Secondo Google, ci sono 5 aree che rientrano nella categoria YMYL. Se il tuo sito o le tue pagine rientrano in una di queste, fai in modo che contengano riferimenti, pareri di esperti e contenuti supplementari/aggiuntivi che siano d’aiuto al lettore.

  1. Shopping o pagine sulle quali avvengono transazioni finanziarie
    Non include solo siti dove puoi pagare le bollette, fare online banking o trasferire denaro. Ogni negozio che accetta ordini e informazioni di pagamento rientra sotto questa categoria.
  2. Pagine di informazioni finanziarie
    Ci sono un sacco di siti di questo tipo su Internet, che sono di bassa (o bassissima) qualità. Per Google, rientrano in quest’area pagine che trattano di “investimenti, tasse, previdenza, acquisto di immobili, pagamento di tasse scolastiche, acquisto di assicurazioni, etc.”.
  3. Pagine di informazioni mediche
    Nella categoria non ci sono solo pagine sui temi della medicina o della farmaceutica, ma anche ambiti come la nutrizione e nicchie molto specifiche che trattano (ad esempio) di particolari malattie o sindromi, siti che spesso sono creati delle stesse persone che soffrono di questo genere di disturbi.
  4. Pagine di informazioni legali
    Google mette sotto questo cappello non solo le pagine di “informazioni giuridiche”, ma anche quelle riguardanti l’immigrazione, la custodia dei figli o il divorzio.
  5. Pagine che parlano di “altro”
    Infine ci sono un sacco di pagine e siti che rientrano in YMYL, e non sono presenti nelle 4 categorie qui sopra; ad esempio argomenti come l’adozione di bambini o informazioni sulla sicurezza delle automobili.

Considera che Google fa spesso riferimento alle pagine YMYL all’interno delle linee guida, e più volte sottolinea l’importanza che abbiano un livello superiore alle altre pagine.

E-A-T ovvero Expertise (competenza) – Authoritativeness (autorevolezza) – Trustworthiness (affidabilità)

Hai un sito o delle pagine carenti di competenza, autorevolezza, affidabilità? Queste 3 cose sono richieste dai rater quando valutano la qualità complessiva di un sito o di una pagina, in particolar modo per quanto riguarda siti/pagine YMYL.

In generale è anche una delle buone regole della SEO. La “competenza” deriva da te, o dai collaboratori che scrivono per il tuo sito. Se hai competenze, se hai delle qualifiche che possono dimostrarle, mostrale sul sito.

L'”autorevolezza” è simile, ma dal punto di vista del sito. Google ama i siti che sono autorevoli su certi temi. L’autorevolezza può derivare dalla qualità di chi scrive, o anche da quella della community (ad esempio, nel caso di certi forum).

Se parliamo invece di “affidabilità”, Google vuole che siano i quality rater a decidere, in base a queste domande: “E’ un sito che ritieni affidabile? O è un po’ approssimativo e avresti difficoltà a credere ciò che cerca di comunicarti?”

Perché E-A-T è importante

Il concetto di E-A-T dovrebbe andare al di là del fatto che il tuo sito potrebbe essere valutato da un quality rater di Google.

Dovresti puntare ad avere un “valore E-A-T” il più alto possibile, e cercare comunque di aumentarlo. Magari assumendo ottimi collaboratori, oppure semplicemente aggiornando le biografie degli autori, o la pagina Chi sono. Pensando insomma non ai quality rater, ma a come ti possono giudicare i visitatori del tuo sito.

Se hai un forum, potresti fare in modo che i migliori utenti possano avere un profilo pubblico che mostri le loro qualifiche e competenze, in modo da guadagnare autorevolezza nei confronti degli altri lettori.

Torniamo al concetto più ampio di qualità dei contenuti: quando un utente atterra sulla tua pagina e può facilmente dire che è stata creata da qualcuno con un “livello E-A-T” molto alto, questo non solo gli dice che il contenuto è ottimo, ma rende l’utente anche più propenso a raccomandarlo o a condividerlo con altri. Gli dà la sicurezza di condividere informazioni attendibili e affidabili con i suoi contatti.

Per fortuna, Google non misura l’autorevolezza con i titoli di studio. Pubblicare un sacco di ottimi articoli, guide, recensioni è una cosa che Google considera per valutarti come “autorevole”, molto più che una laurea.

Contenuti supplementari

Il contenuto supplementare (o aggiuntivo) deve essere qualcosa di utile rispetto al contenuto principale.

Immagini, articoli correlati, contenuti inseriti nella sidebar o qualsiasi cosa di utile per chi visita la pagina. L’importante è che sia utile, che sia insomma in grado di completare e arricchire il contenuto principale.

Design della pagina

Google vuole che i quality rater prendano in considerazione il focus della pagina. Idealmente, il contenuto principale dovrebbe essere “front and center” (davanti e al centro), ben evidenziato sulla pagina.

L’utente non dovrebbe scrollare verso il basso per vederlo. Non dovresti avere un sacco di banner above the fold che spingono in basso il contenuto. E non dovresti confondere troppo i banner con i contenuti (tutte cose che, fra l’altro, potrebbero essere penalizzate dal Top Heavy Update).

In ogni caso, non sempre brutto significa negativo: Google ha inserito nelle linee guide alcuni esempi di siti non proprio belli da vedere, ma comunque di facile utilizzo e che soddisfano le esigenze degli utenti.

Pubblicità & E-A-T

Google non osserva solo i banner posizionati above the fold e in una posizione dove dovrebbe invece esserci il contenuto. Esamina anche altri aspetti che possono impattare sulla user experience.

Se stai cercando di confondere troppo la pubblicità con i contenuti, potrebbe essere un problema. Secondo Google, gli annunci pubblicitari possono essere presentati agli utenti che vogliono interagirci. Ma l’utente dovrebbe anche poterli ignorare se non è interessato.

Insomma, Google vuole che ci sia una netta separazione fra pubblicità e contenuto. Ciò non significa mettere sopra i banner una etichetta gigante con scritto “PUBBLICITA'”, ma che siano distinti dal contenuto principale dalla pagina. Molti siti lo fanno, ma molti cercano di mescolare banner e contenuto in modo da beccare qualche click accidentale da parte degli utenti, e questo non va bene.

Pagine che è meglio avere sul sito web

Ci sono ancora un sacco di siti che mancano di informazioni basilari. Hai una pagina “Chi siamo”? O una “Contattaci”? Se vendi prodotti o servizi, hai una pagina dedicata al customer service?

Se il tuo sito rientra nella categoria YMYL, Google considera questa cose come necessarie. Se invece non hai un sito YMYL, secondo Google è bene comunque avere l’indirizzo email in vista, o comunque un modulo di contatto.

Reputazione

Google chiede anche ai suoi quality rater di considerare la reputazione del sito o dell’autore, e di fare ricerche riguardo a tale reputazione.

Suggerisce di utilizzare Wikipedia e “altre fonti di informazione” come punti di partenza per fare ricerche sulla reputazione quando si tratta di argomenti formali. Se quindi offri consigli medici o consulenza finanziaria, assicurati che ci siano luoghi online dove è possibile leggere cose sulla tua (buona) reputazione. Se non hai una pagina su Wikipedia, punta almeno ad averla su siti come quello della tua associazione professionale o di categoria.

Google sa che ci sono alcuni argomenti per i quali non è possibile ottenere informazioni sulla reputazione. In questi casi, suggerisce di guardare a cose come la “popolarità, l’engagement e le recensioni degli utenti” per scoprire la (buona) reputazione all’interno di una community o di un determinato settore: per esempio un sito molto popolare, che riceve un sacco di citazioni e ha un sacco di commenti.

Cosa si intende per pagina di bassa qualità?

Per Google ci sono 5 indizi principali:

  1. Bassa qualità del contenuto principale
    Può essere contenuto “spinnato” o semplicemente scritto male. Se invece è contenuto inutile, c’è poco da discutere.
  2. Quantità insoddisfacente di contenuto principale
    Non significa che un contenuto “corto” non possa essere di ottima qualità. Ma se fai un articolo di 3 frasette quando sarebbero necessari diversi altri paragrafi per spiegare meglio quello che prometti nel titolo, allora dovresti ripensare il contenuto ed espanderlo. Altrimenti è thin content, con tutte le conseguenza del caso (vedi Google Panda).
  3. L’autore del sito/della pagina non è abbastanza competente su quel tema, e/o il sito non è abbastanza attendibile e autorevole su quel tema. In pratica, il sito/la pagina è carente di E-A-T
    Anche in questo caso, Google vuole capire quanto è autorevole l’autore del pezzo su quel tema. Se il sito non mostra le caratteristiche dell’E-A-T, può essere considerato di bassa qualità.
  4. Il sito ha una reputazione negativa
    Coltiva una buona reputazione online, sia personale che riguardo al tuo sito web. Se hai qualche recensione negativa non è un problema, ma se hai quasi solo recensioni negative rischi grosso, nel caso in cui un quality rater debba valutare la qualità del tuo sito.
  5. Il contenuto supplementare distrae o non è utile allo scopo della pagina
    Non colpire i visitatori del tuo sito con cose distraenti rispetto al contenuto principale della pagina, per esempio con banner fastidiosi o video in autoplay. Google vuole che il lettore possa ignorare gli annunci pubblicitari, se non ne ha bisogno. E non vuole che confondi i banner col contenuto.

Reindirizzamenti ingannevoli

Se hai link verso programmi di affiliazione, potrebbero essere considerati dalle linee guida dei quality rater di Google come “sneaky redirect“. Anche se i link affiliati non sono necessariamente qualcosa di negativo, esagerare nel numero all’interno di una pagina può influire sulla qualità percepita.

I quality rater valutano (negativamente) anche altri tipi di reindirizzamenti ingannevoli, come le doorway page (verso le quali alcuni webmaster indirizzano l’utente prima di mandarlo sulla pagina di destinazione finale: in pratica la pagina in questione non ha nulla a che fare con il link sul quale è stato fatto il click, e tale pratica viene valutata negativamente).

Contenuto principale spammoso

Google chiede ai quality rater di osservare la qualità del contenuto principale presente sulla pagina. Se lo spam è sicuramente considerato cosa di pessima qualità, lo è anche il contenuto generato automaticamente o quello privo di senso.

Keyword stuffing

Google considera keyword stuffing un uso eccessivo di parole chiave nel contenuto, al punto di renderlo “un po’ fastidioso”. Attenzione quindi a non eccedere con la ripetizione della stessa keyword all’interno del testo.

Contenuto copiato

Google chiede ai quality rater di esaminare in modo specifico se il contenuto aggiunge valore oppure no. E spiega loro anche come trovare contenuti “rubati” tramite le ricerche su Google o la Wayback Machine.

Siti abbandonati

Ad esempio, ci sono forum pieni di spam, senza moderazione, o che sono stati “bucati” da malintenzionati. Anche se una parte dei contenuti è decente, vengono etichettati come luoghi inaffidabili, “pericolosi”. Se il webmaster non si cura dei contenuti presenti sul suo sito, perché dovrebbe essere giudicato di qualità da un lettore?

Siti truffaldini

Pagine di scam o phishing, ma anche siti che provano a chiedere un sacco di informazioni personali, sono considerati di bassa qualità. Ne fanno parte anche pagine con link sospetti verso download di file: se stai offrendo un servizio di questo genere, assicurati pertanto di renderlo affidabile e di altissima qualità.

Mobile-friendly

Se non hai seguito gli innumerevoli appelli di Google a rendere il tuo sito mobile-friendly, sappi che questo potrebbe influenzarne negativamente la qualità percepita. Google dice infatti ai quality rater di dare alle pagine “non mobile-friendly” (ovvero quelle inutilizzabili su dispositivi mobili) una valutazione più bassa.

In quest’ultima versione delle linee guida, tutte le valutazioni sono orientate ai dispositivi mobili. Google continua a ribadire la direzione che sta prendendo il mobile, dove in molti paesi genera più traffico che la navigazione da desktop: se il tuo sito non è ancora mobile-friendly, credo sia arrivato il momento di pensarci seriamente (io l’ho fatto più di un anno fa 😉 ).

Se invece disponi di un’app, sappi che i quality rater valutano anche cose come la facilità di installazione e gli in-app content nei risultati di ricerca.

Know Query & Know Simple Query

Google ha aggiunto un paio di nuovi concetti a queste linee guida dei quality rater:

Know Simple Query

Sono le tipologie di ricerche alle quali è possibile dare risposta in una o due frasi, o con un breve elenco. Queste risposte possono essere incluse in un featured snippet, sufficiente a contenere la maggior parte delle informazioni necessarie.

Queste query sono anche quelle per le quali un singolo punto di vista è accettato dalla maggior parte delle persone. Non sono insomma questioni controverse o dove ci sono 2 pareri radicalmente contrapposti: ad esempio, cose come “quanto è alto” o “quanti anni ha” un determinato personaggio.

Ne fanno parte anche le “query implicite”, ovvero ricerche che anche se non sono sotto forma di domanda, intendono chiaramente chiedere qualcosa: ad esempio, se qualcuno cerca “altezza Daniel Radcliffe”, è chiaro che si sta domandando “quanto è alto Daniel Radcliffe?”

Know Query

Sono tutte le altre tipologie di ricerche che necessitano di risposte molto complesse, o che hanno tante possibili risposte diverse: ad esempio, consigli sul mercato azionario o query non troppo facili da interpretare. Se cerco “età di barack obama” è una Know Simple Query, mentre se cerco solo “barack obama” è una Know Query.

Molti argomenti controversi sono delle Know Query, perché opinioni molto diverse è difficile che possano trovare risposta in 1-2 frasette.

Need Met

Anche questa è una nuova sezione delle linee guida. La logica è quella di esaminare quanto il risultato della ricerca incontra la query dell’utente: e qui cadono tutti quei siti che hanno contenuti che non rispondono a quello che gli utenti del motore stanno cercando.

Le valutazioni vanno da “Fully Meets” (risponde pienamente alla query) a “Fails to Meet” (non riesce a soddisfare la query).

E’ importante sapere che qualsiasi sito non-mobile-friendly otterrà un “Fails to Meet”: ecco perché è prioritario che il tuo sito sia mobile-friendly (se non hai già provveduto).

Come ottenere “Highly Meets”

In buona sostanza, la tua pagina deve essere in grado di rispondere pienamente alla query dell’utente. Ciò significa che l’utente deve trovare sulla pagina tutte le informazioni necessarie, senza dover visitare altre pagine o siti per ottenere una risposta esaustiva. Ecco perché è molto importante che titolo e parole chiave siano allineati col contenuto della pagina.

Pagine prodotto

Se hai una pagina prodotto di alta qualità e che risponde esaustivamente ad una query di ricerca, potrà ottenere un “Highly Meets”. Può farlo sia per query di carattere generale (per esempio una pagina del sito aziendale che elenca tutti i prodotti di una certa tipologia), che per un singolo prodotto specifico.

“Slightly Meets” e “Fails to Meet”

Google vuole che i suoi rater guardino anche se il contenuto è obsoleto, se è troppo generico rispetto all’argomento della pagina e se viene creato senza alcun tipo di competenza: tutti questi segnali lo rendono di bassa qualità e non affidabile.

Contenuti datati e contenuti aggiornati

Da un po’ di tempo a questa parte c’è la tendenza a far apparire un contenuto più recente di quanto non sia in realtà, per esempio modificandone la data senza cambiare nulla di significativo sulla pagina. Altri webmaster aggiornano invece i loro vecchi contenuti, senza però modificare la data originale di pubblicazione. Google ne tiene ora conto, e chiede ai quality rater di verificare tramite la Wayback Machine se e come sono state effettuate queste modifiche.

Monetizzazione “pesante”

Spesso i siti YMYL puntano a monetizzare pesantemente. Google chiede ai suoi rater di valutare se ciò distrae l’utente dal contenuto principale. Se hai siti di questo tipo, cerca dunque di bilanciare la monetizzazione con l’usabilità (se non vuoi rischiare).

Riassumendo e concludendo

1. In primo luogo, le linee guida suggeriscono di rendere il tuo sito mobile-friendly (se non lo è già). Se non lo è, rischia già ora di posizionarsi peggio nelle query effettuate via smartphone. E sembra anche che Google consideri il mobile-friendly come un “segno di qualità”: magari hai un ottimo sito, con contenuti di qualità, ma se non è mobile-friendly Google potrebbe non gradirlo troppo.

2. Gary Illyes ha affermato che devi fare in modo di rispondere alla domanda dell’utente, se vuoi ottenere i featured snippet. Ma a parte ciò, ti ricordo che è da Hummingbird in poi che il tuo sito e le tue pagine dovrebbero rispondere in modo esaustivo all’intento dell’utente.

3. Pensa a come i tuoi contenuti supplementari si integrano con quelli principali. Aggiungere i correlati e linkare altri articoli presenti sul tuo sito è un modo semplice per fornire valore aggiunto al visitatore (e per trattenerlo più a lungo sul sito). Pensa sempre cosa può essere utile ai tuoi lettori.

4. Quando lavori sul contenuto supplementare assicurati di non esagerare con la pubblicità, specialmente sui siti YMYL. Può essere difficile trovare un equilibrio fra monetizzazione e user experience, ma valuta se vale davvero la pena infastidire in modo pesante i tuoi visitatori per fare solo qualche euro in più al mese con un banner.

5. Assicurati di offrire a chi visita il tuo sito (utente o quality rater) le informazioni sufficienti a capire l’autorevolezza del sito stesso e di chi ci scrive, e il perché dovrebbe essere considerato affidabile. Ricorda che il sito dovrebbe trasmettere E-A-T, ovvero Expertise (competenza), Authoritativeness (autorevolezza) e Trustworthiness (affidabilità).

Per concludere: assicurati di presentare contenuti della miglior qualità possibile, da fonti altamente affidabili. Più alto è il valore percepito del tuo sito, più alto è il punteggio di qualità che otterrà. E se un punteggio alto non ti porta automaticamente ad un miglior posizionamento, se crei degli ottimi contenuti seguendo quanto riportato nelle linee guida creerai qualcosa che sicuramente piace a Google, e che potenzialmente può posizionarsi molto bene sul motore di ricerca.

20 Comments

  1. Roberto 1 dicembre 2015
  2. Enzo 1 dicembre 2015
  3. PianoWeb 1 dicembre 2015
  4. Tagliaerbe 1 dicembre 2015
  5. PianoWeb 1 dicembre 2015
  6. Simone 1 dicembre 2015
  7. Nicola Mansi 1 dicembre 2015
  8. Federica Picchio 2 dicembre 2015
  9. Marco Panichi 2 dicembre 2015
  10. Mario 2 dicembre 2015
  11. Trovalost.it 3 dicembre 2015
  12. Marco 3 dicembre 2015
  13. Simone 9 dicembre 2015
  14. Tagliaerbe 10 dicembre 2015
  15. giu 11 dicembre 2015
  16. Rod 20 gennaio 2016
  17. Tagliaerbe 20 gennaio 2016
  18. Berlinale 18 marzo 2016
  19. Tagliaerbe 18 marzo 2016
  20. costruzionesitiweb.it 19 luglio 2017

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