Exit Intent Popup: cosa sono e come usarli

Exit Intent Popup

Immagina che il tuo sito possa capire quando un visitatore sta per andarsene. Cosa potresti fare in quel momento? Cercheresti di fermarlo? Gli chiederesti perché se ne sta andando via?

Oggi abbiamo la tecnologia necessaria per poterlo capire. Quando un utente sposta la freccia del mouse al di fuori della nostra pagina, per cliccare sulla freccina “indietro” del browser, per chiudere la linguetta o per aprire un altro sito, possiamo presentargli un popup che cerca di catturarne l’attenzione.

Queste finestre vengono chiamate Exit Intent Popup, e – anche se possono essere considerate un po’ fastidiose ed invasive – sono un ottimo metodo per aumentare le conversioni.

A differenza dei vecchi popup in uso un quindicina d’anni fa, non possono essere bloccati dai classici popup blocker. Si presentano in questo modo:

Esempio di Exit Intent Popup

Perché usare gli Exit Intent Popup?

Perché sono uno strumento in grado di offrirti una “seconda possibilità” di comunicare qualcosa di importante al lettore, prima che possa abbandonare il tuo sito. Alcune statistiche dicono infatti che è possibile recuperare dal 10% al 15% di visitatori usando questi popup.

Gli Exit Intent Popup non interrompono l’utente durante la normale navigazione, ma compaiono solo quando se ne sta per andare.

Csaba Zajdo, fondatore di OptiMonk e grande esperto in conversioni, ci offre 7 consigli relativi agli Exit Intent Popup. Vediamoli assieme.

1. Cattura gli Indirizzi Email

Uno degli usi più efficaci di questo strumento è quello di fare list building, ovvero aumentare gli iscritti alla propria mailing list.

Exit Intent Popup per fare list building

Secondo i dati di Optimonk, un semplice popup come quello qui sopra converte fra il 3% e il 5% su un ecommerce o un sito di contenuti. Creare un popup del genere non richiede alcun sviluppo tecnico o creativo, e puoi installarlo su qualsiasi pagina del suo sito/blog.

E’ possibile aumentare l’efficacia del popup offrendo un piccolo regalo di valore, ovvero un Lead Magnet (come insegna il punto 3 della Customer Value Optimization): in tal caso, il tasso di conversione sale fino del 9,7%!

Un lead magnet offerto tramite Exit Intent Popup

2. Recupera i Carrelli Abbandonati

Chi ha un ecommerce dovrebbe sempre utilizzare gli Exit Intent Popup, con lo scopo di recuperare i carrelli abbandonati (ovvero gli acquisti lasciati a metà). I carrelli abbandonati sono circa il 70% del totale, e mostrare a chi sta lasciando la pagina un popup con uno sconto o le spese di spedizione gratuite, può essere un forte incentivo a completare l’ordine.

Un Exit Intent Popup utilizzato per recuperare un carrello abbandonato

Questo genere di popup ha un tasso di conversione attorno al 10%, che può salire fino al 15% se viene eliminato il campo email (che puoi chiedere in un passaggio successivo).

3. Reindirizza il Traffico verso Altri Contenuti

Un utilizzo molto comune degli Exit Intent Popup è quello di reindirizzare l’utente verso un altro contenuto presente sul tuo sito. La cosa risponde implicitamente al tentativo del visitatore di lasciare la pagina: “Trovi questo contenuto noioso o irrilevante? Nessun problema! Prova questo, invece.”

Puoi utilizzare il popup anche sulle landing page, per riuscire a ripescare l’utente che le abbandonano (e che quindi non sta convertendo).

Un Exit Intent Popup utilizzato per reindirizzare l'utente verso un'altra pagina

Nell’esempio qui sopra, il lettore che sta lasciando il sito viene invitato a visitare una pagina con un’offerta gratuita e di grande valore.

Un popup del genere, che punta ad un contenuto molto rilevante, può avere un tasso di conversione superiore al 25%.

4. Semplifica

La regola più importante è quella di creare Exit Intent Popup semplici. Non infilarci dentro troppa roba. Meno ne metti, meglio è. Chi abbandona il tuo sito, spesso è già stato sommerso dai tuoi contenuti. O potrebbe anche non essere in grado di capire messaggi troppo complessi.

Un grande slogan, un sottotitolo e un “rinforzo visivo” all’offerta, sono sufficienti nel 99% dei casi.

5. La Velocità è Importante

Quando dicevo che l’Exit Intent Popup deve comparire nel momento in cui l’utente muove il mouse fuori dalla finestra del browser, intendevo pochi millisecondi dopo: hai meno di 200 millisecondi per mostrare il tuo popup, altrimenti l’utente chiuderà la linguetta del browser. A dire il vero, il top sarebbe mostrarlo entro 50 millisecondi.

Per fare ciò, è bene precaricare il contenuto del popup: i migliori software di gestione di Exit Intent Popup lo fanno.

Infine, attenzione agli effetti speciali: utilizzarli rende i popup più belli da vedere, ma il rischio è quello di aumentare la quantità di tempo necessaria per mostrarli, con tutte le conseguenze del caso.

6. Fai Sempre A/B Test

Per gli Exit Intent Popup valgono le stesse regole delle landing page, o delle squeeze page: metti tutto sotto split test!

Per esempio, in questo popup è stato sufficiente cambiare la tagline per ottenere un aumento delle conversioni del 47%.

A/B test di un Exit Intent Popup

7. Inizia Ora!

Ogni minuto senza un Exit Intent Popup sul tuo sito, ti fa perdere opportunità, prospect, clienti.

L’ultimo consiglio è quindi quello di iniziare ORA: non aspettare!

Per i miei progetti di lead generation, quando si tratta di Exit Intent Popup uso OptinMonster, che reputo fra i migliori nel suo genere (oltre ad essere estremamente semplice da utilizzare, è davvero completo e ricco di opzioni): fra le opzioni i MonsterLink (ovvero link che quando vengono cliccati aprono automaticamente un modulo di contatto), le floating bar (barre orizzontali “galleggianti”, utili a raccogliere indirizzi email) e gli slide-in (popup che emergono dall’angolo in basso a destra della pagina, quando scorri verso il basso).

7 Comments

  1. Giuseppe 20 ottobre 2015
  2. Tagliaerbe 20 ottobre 2015
  3. Riccardo 20 ottobre 2015
  4. ivo 21 ottobre 2015
  5. Sandro 18 novembre 2015
  6. Tagliaerbe 18 novembre 2015
  7. Massimo Villa 25 novembre 2015

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