SEO e Conversioni: il mio intervento al SEO Camp 2015

SEO e Conversioni

Su questo blog ho parlato un sacco di volte di conversioni.

Ho pubblicato articoli sul funnel, sul rapporto fra copywriting e conversioni, sul fare siti che possano convertire, e sui tanti modi per aumentare le conversioni (anche per i moduli di contatto).

Mi sono pure inventato il termine “conversionatore“, 4 anni fa. 🙂

Martedì scorso, Ivano Di Biasi e Giuseppe Liguori mi hanno invitato a fare un breve speech al SEO Camp 2015: ne ho approfittato parlando proprio del rapporto fra SEO e conversioni, che (purtroppo) non è ancora così scontato come dovrebbe essere. Ecco qui il mio intervento:



A mio parere, esistono infatti oggi 3 figure di SEO, e una sola di queste è fortemente orientata alle conversioni.

1. Il SEO “Ponzio Pilato”

Per fortuna questi soggetti stanno diminuendo, anche se purtroppo sono ancora ben presenti sul territorio nazionale.

Si tratta di personaggi poco propositivi, che posizionano esclusivamente le parole chiave richieste dal cliente, anche se queste sono totalmente inutili ai fini del traffico e delle conversioni.

Anzi, sperano proprio che il cliente proponga parole chiave facili e poco competitive, in modo da semplificare loro il lavoro.

Il risultato è ovvio: le keyword posizionate non porteranno alcun aumento di traffico, il cliente non otterrà alcun risultato economicamente rilevante, e si convincerà che la SEO non serve a nulla.

Se fai parte di questa categoria di SEO, vedi di evolvere in fretta. Altrimenti mi auguro che tu sparisca dal mercato in tempo zero. 🙂

2. Il SEO “Appena Sufficiente”

Questa è la categoria di SEO più numerosa.

Si tratta di professionisti che magari san consigliare il cliente nella scelta delle keyword, che sono in grado di portargli traffico qualificato, che sono in grado di lavorare molto bene sia on-site che con la link building… ma che non fanno nulla di più.

In poche parole, se una pagina del cliente (prima dell’intervento) faceva 100 accessi al giorno e 1 conversione, dopo farà 200 accessi al giorno e 2 conversioni.

Il raddoppio è matematico, la crescita e lineare, il cliente è contento… ma (a mio parere) manca qualcosa di fondamentale. Qualcosa che il “SEO del futuro” deve essere in grado di fare.

3. Il SEO “a 360°”

Tornando all’esempio di cui sopra, se 100 accessi su una pagina portano a 1 conversione, è normale che 200 accessi ne portino 2.

Ma spesso si può fare molto di più, dal punto di vista dell’aumento delle conversioni. Addirittura senza nemmeno toccare il traffico in ingresso. In che modo?

Semplice: andando oltre la “pura” SEO. Concentrandosi a tutto tondo sul termine Optimization (e un po’ meno su Search Engine).

Oggi non basta più lavorare bene con la SEO on-page e off-page, e in futuro basterà sempre meno.

E’ necessario pensare ad una ottimizzazione a 360 gradi, pensando sempre più all’utente (e sempre meno al motore di ricerca).

Un buon SEO dovrebbe oggi avere competenze (o lavorare a stretto contatto con chi ha competenze) in:

  • Copywriting Persuasivo. Devi imparare a scrivere per convertire, per portare l’utente a compiere una determinata azione. Devi sapere scrivere call to action per i lettori, non solo title, headline e H1 per i motori. Persino l’uso di certi numeri può cambiare in meglio le vendite di un prodotto/servizio sul web.
  • Web Design Persuasivo. Non solo è importante il contenuto scritto, ma anche i colori, le immagini e più in generale tutti gli elementi disposti su una pagina possono fare la differenza. Persino ottimizzare il logo può essere utile.
  • Landing Page & Squeeze Page. Pensa ad ogni singola pagina del tuo sito come fosse una landing o una squeeze. Ogni pagina dovrebbe spingere l’utente ad eseguire un’azione, grossa o piccola che sia. Potrebbe anche non essere una vendita o la compilazione di un form. Potrebbe essere una “piccola conversione mentale”: man mano che legge i tuoi ottimi contenuti, il lettore potrebbe convincersi che sei un punto di riferimento del tuo settore, col risultato che si rivolgerà a te se e quando ne avrà bisogno.
  • User Experience. A mio modesto parere, sarà sempre più importante (e NON solo lato mobile). Se sappiamo che oggi avere un sito mobile-friendly è un fattore di posizionamento, credo che dovresti concentrarti a fondo sull’esperienza d’uso complessiva dell’utente sulle pagine del tuo sito, in base al dispositivo che sta utilizzando. Studia i percorsi di navigazione del lettore, dove guarda, come muove il mouse. Se pensi che non ci siano strumenti in grado di fare queste cose, non hai mai provato Clicktale o Crazy Egg.

Se riesci ad impadronirti di queste tecniche, è assai probabile che i 200 accessi non porteranno solo 2 conversioni al tuo cliente, ma 10 o 20. Questa è la vera ottimizzazione orientata alle conversioni.

E tu, che tipo di SEO sei? 🙂

15 Comments

  1. delizard 17 settembre 2015
  2. Jacopo 17 settembre 2015
  3. Andrea 17 settembre 2015
  4. Luca Raldiri 17 settembre 2015
  5. Marco 17 settembre 2015
  6. Tagliaerbe 17 settembre 2015
  7. Fabiola 17 settembre 2015
  8. FRANCESCA 17 settembre 2015
  9. Giacomo 17 settembre 2015
  10. Mink 18 settembre 2015
  11. Luca 21 settembre 2015
  12. Tagliaerbe 21 settembre 2015
  13. Orazio Tassone 21 settembre 2015
  14. Tagliaerbe 21 settembre 2015
  15. Luca Orlandini 4 ottobre 2015

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