I fattori di posizionamento su Google del 2015, secondo Searchmetrics

Searchmetrics Ranking Factors 2015

Dopo le edizioni del 2012, 2013 e 2014, torna un grande classico che accompagna da qualche anno a questa parte le estati di SEO e webmaster: sto parlando dello studio di Searchmetrics sui fattori di posizionamento su Google, i Search Ranking Factors, giunto all’edizione 2015.

Dallo studio, basato su Google U.S. ed effettuato su 10.000 parole chiave e 300.000 URL, è stata ricavata un bella infografica e un corposo PDF di 72 pagine, che può essere scaricato gratuitamente compilando il form presente sul sito di Searchmetrics.

Ancora una volta, mi preme sottolineare che si tratta di una ricerca sulla correlazione che hanno alcuni elementi, interni o esterni al sito, con il posizionamento su Google. Ma la ricerca NON può dimostrare che sono proprio quei fattori ad essere la causa del buon posizionamento della risorsa sul motore di ricerca. Correlazione, insomma, non implica causalità.

Detto questo, qui sotto trovi un sunto degli elementi rilevanti emersi dallo studio, diviso per le 5 macro-aree prese in esame.

1. Tecnica

  • I fattori tecnici continuano ad essere un importante prerequisito per il raggiungimento di un buon posizionamento (con buoni contenuti), e la cosa non sembra destinata a cambiare.
  • Il valore del “fattore keyword” continua a diminuire fortemente nella maggior parte dei settori analizzati.
  • Aumenta il numero di pagine altamente ottimizzate, che includono cose come la meta description e componenti come i tag Header. Ciò significa – oltre ad un miglioramento della scansione da parte dei bot dei motori di ricerca – anche una user experience migliorata.
  • Anche se le pagine tendono ad essere sempre più grandi/grosse, il tempo medio di caricamento (delle prime 30 meglio posizionate) è in calo.
  • I domini con un’alta visibilità lato SEO, godono anche di un miglior posizionamento dei loro URL.

2. User Experience

  • Il numero delle immagini utilizzate sui siti web è cresciuto (rispetto allo scorso anno), mentre il numero dei video integrati è sceso.
  • Il calo delle integrazioni dei video è dovuto (probabilmente) alla decisione di Google, presa a Luglio 2014, di mostrare solo piccole miniature dei video nelle SERP per i grossi portali di video.
  • La percentuale di siti che integrano Google AdSense, posizionati nei primi 30 posti, è scesa rispetto al 2014.
  • I contenuti delle pagine meglio posizionate sono meglio strutturati, contengono più elementi interattivi e sono quindi più “comprensibili” e “interpretabili” per gli utenti e per i bot.
  • I vertici delle SERP sono dominati da siti responsive, e da quelli che NON utilizzano Flash.
  • Gli user signal sono essenziali per i tuoi contenuti e per il posizionamento. Il comportamento degli utenti sui motori di ricerca fornisce al motore stesso un feedback diretto su come i tuoi contenuti soddisfano (o meno) i lettori.

3. Contenuti

  • Il contenuto delle 30 pagine meglio posizionate è diventato ancora più lungo rispetto all’anno precedente. La lunghezza media del testo è cresciuta di circa il 25% rispetto al 2014.
  • Allo stesso tempo, il contenuto è diventato più “olistico”. La popolarità dei proof term (=termini strettamente correlati alla parola chiave principale) è rimasta invariata (ad un livello elevato), ma la percentuale di siti che utilizzano altri termini rilevanti/pertinenti è cresciuta.
  • La complessità dei contenuti è diminuita: secondo l’indice di leggibilità di Flesch, i testi sono leggermente più semplici da leggere.
  • L’importanza delle parole chiave nei link (interni ed esterni) è diminuita.
  • Le pagine con i contenuti più rilevanti per una determinata query di ricerca, tendono a posizionarsi meglio.
  • Le parole chiave sono una parte naturale del contenuto, ma non sono significative senza un contenuto rilevante all’interno di un contesto logico.
  • Rilevanza/pertinenza e lunghezza del testo vanno spesso di pari passo. Una buona tecnica è quella di scrivere testi più lunghi, menzionando temi correlati che siano rilevanti.

4. Segnali Sociali

  • La correlazione fra segnali sociali e buon posizionamento, rimane alta.
  • I segnali medi per URL e posizione sono aumentati in modo molto importante.
  • Ciò nonostante, rimane l’interrogativo sul reale impatto dei segnali sociali sul ranking: molto probabilmente, sono solo uno dei tanti segnali utili a mostrare ai motori di ricerca nuovi contenuti rilevanti.

5. Link

  • A livello statistico, i backlink sono ancora un prerequisito per ottenere un buon posizionamento. Le correlazioni fra link e rispettivi fattori di posizionamento sono infatti elevati.
  • In base all’analisi di Searchmetrics, l’importanza dei link diminuirà in futuro a favore di altri fattori. I link dovrebbero essere considerati nel contesto dei segnali sociali, ovvero come segnali di ranking ma anche come conseguenza di un buon posizionamento, e non come causa.
  • Nel testo ancorato dei backlink, aumenta la presenza del nome a dominio rispetto alla parola chiave. Allo stesso tempo, un minor numero di backlink ha la home page del sito come destinazione dei link, mentre aumentano i link verso risorse interne.
  • Questo cambio di rotta potrebbe essere correlato ai tentativi fatti da Google per combattere i link innaturali (vedi le penalizzazioni di network di link e di blog, e il rilascio di nuove versioni del Penguin).
  • La percentuale di backlink con attributo rel=”nofollow” è aumentata in modo considerevole rispetto al 2014.

Conclusione

Per concludere, ecco in estrema sintesi i consigli di Searchmetrics:

  • Crea contenuti pertinenti/rilevanti in base all’intento di ricerca e alla tipologia dell’utente:
    1. Tipo di query: transazionale, informativa, etc.
    2. Dispositivo di destinazione: desktop, mobile.
  • Smetti di pensare alle parole chiave. Le ricerche effettuate dagli utenti sono di vario tipo, anche se possono avere intenti simili.
  • Struttura gli argomenti in cluster di termini strettamente correlati, e collega i topic dello stesso tema alla stessa landing page, o a nuove pagine di destinazione create ad hoc (a seconda dei casi). Non lavorare con le liste, ma usa le mappe mentali.
  • Offri i tuoi contenuti agli utenti nella miglior forma possibile, fornendo loro la miglior esperienza possibile. I tuoi contenuti dovrebbero essere ottimizzati per la leggibilità, di facile interpretazione e all’interno di una struttura ed un design atti ad offrire una user experience ottimale.
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11 Comments

  1. Samuele Valerio 6 agosto 2015
  2. Sergio Menichini 6 agosto 2015
  3. Matteo De Angelis 6 agosto 2015
  4. Andrea Pilotti 6 agosto 2015
  5. Tagliaerbe 6 agosto 2015
  6. Adriano 7 agosto 2015
  7. Tagliaerbe 7 agosto 2015
  8. Studioplace 11 agosto 2015
  9. Gabriele 12 agosto 2015
  10. Alex 22 agosto 2015
  11. Luca 16 giugno 2016

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