Quale Pubblico per Guadagnare Online?

Pubblico per guadagnare online

La scelta del pubblico giusto è fondamentale se vuoi monetizzare la tua presenza online.

L’errore più grande, che purtroppo molti commettono, è quello di attrarre un pubblico sbagliato, scroccone, saccente.

La fortuna – anzi l’abilità – più grande è invece quella di calamitare persone con un profilo solitamente più basso, ma ben disposte a pagare per ottenere le tue consulenze, cliccare sui tuoi banner, assistere ai tuoi corsi, attendere con ansia l’uscita della tua newsletter.

Il Pubblico Giusto (e Quello Sbagliato)

Facciamo qualche esempio.

Se hai un blog sulla tecnologia e vuoi monetizzare con la pubblicità, devi rivolgerti a lettori:

  • disposti a cliccare sui banner
  • che non abbiano installato AdBlock (o sistemi simili, che impediscono la visualizzazione di banner) sul PC

Se parli di cose tecnologiche usando un tono elevato, rivolgendoti ad un pubblico mediamente evoluto, che utilizza Internet da parecchi anni, è quasi certo che attrarrai il peggior utente possibile: gente affetta da banner blindness, che non solo non vede e non clicca sui tuoi annunci pubblicitari, ma probabilmente installa software ed estensioni di vario genere per evitare che i banner li infastidiscano o che rallentino lo scaricamento della pagina (questa la classica scusa).

Esattamente quello che succede con tanti siti di temi informatici, che in alcuni casi arrivano ad avere il 40% di utenti con AdBlock installato (ovvero il 40% di revenue potenziali in meno): se mastichi un po’ di inglese, leggi l’appello che Ars Technica rivolse qualche anno fa a questo genere di utenti (appello che generò più di 2.000 commenti, ma che cadde nel vuoto).

Prendiamo invece il sito di Salvatore Aranzulla: non solo i suoi contenuti si rivolgono ad una utenza molto numerosa, ma lo stile di scrittura è estremamente semplice. Il target NON è il lettore evoluto, ma quello un po’ impacciato con la tecnologia, che apre Google e digita “come fare a…”.

Questi utenti sono riconoscenti a Salvatore, perché con le sue guide risolve loro dei problemi che vedono come insormontabili. E grazie a questi utenti Aranzulla sfiora i 100.000 euro di fatturato pubblicitario al mese, fatto in massima parte grazie a persone che cliccano sui suoi banner di Google AdSense.

In estrema sintesi:

  • utente evoluto: pochi click sui banner, tendenza al trolling e alla spocchia = pochi soldi
  • utente meno evoluto: tanti click sui banner, tendenza alla fidelizzazione e a seguire i tuoi consigli = tanti soldi

Altro esempio, questa volta relativo al mondo della SEO italiana.

Se operi nel settore da qualche anno, conosci sicuramente il blog di LowLevel (meglio conosciuto come Enrico Altavilla). I suoi lunghissimi (e rarissimi) post sono vere e proprie perle, ma – mi permetto di dire – per pochissimi. Ci vuole un certo livello di conoscenza/competenza per digerire i suoi contenuti. Se noti, i commentatori sono quasi esclusivamente i “top SEO” italiani.

E’ più un club privato, che un blog. E probabilmente, l’obiettivo di Enrico è proprio quello di rivolgersi ad un ristretto numero di persone, di confrontarsi con professionisti del suo calibro, più che di monetizzare direttamente dal blog.

E’ vero, tiene anche dei corsi, ma non punta alla massa, al “corso base”. Punta all’élite.

La lezione da apprendere, in questo caso, è che più alzi l’asticella, meno pubblico attrai.

E ancora un volta, attenzione: in molti casi, il pubblico da “asticella alta” è anche quello un po’ altezzoso e borioso. Quello pronto a mettere i puntini sulle i. Quello che esige sempre di più.

E spesso anche quello che “scrocca” il contenuto, e se ne va senza nemmeno un click su un bottoncino social.

Conclusione

La morale della favola, è che devi:

  1. Identificare a priori le personas alle quali ti rivolgi, ovvero il tuo lettore ideale. E quindi devi agire per calamitare principalmente quel pubblico, non altro.
  2. Attrarre utenti che non vedono l’ora di ottenere quello che tu hai da offrire loro, persone che pendono dalle tue labbra. Come teorizzò nel 2008 Kevin Kelly, ti bastano 1.000 veri fan per campare.
  3. “Educare” queste persone a spendere. Dona loro un sacco di valore, ma guidale su un percorso dove alla fine c’è un prodotto/servizio da acquistare.
  4. Evitare di “regalare l’argenteria”. Devi sapere quando fermarti prima di non avere più nulla di valore da poter vendere.

Se sbagli pubblico, o esageri nel dare gratuitamente troppo valore, regalerai solo perle ai porci. Che notoriamente non pagano il cibo di cui si nutrono. 🙂

6 Comments

  1. Domenico Addotta 30 luglio 2015
  2. Salvatore 2 agosto 2015
  3. Fabrizio 7 agosto 2015
  4. Nicola Boschetti 11 agosto 2015
  5. Tagliaerbe 11 agosto 2015
  6. Alex 23 agosto 2015

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