Il Blog sarà anche morto, ma Pulse e Medium NON sono la soluzione

Blog morto

Ciclicamente emergono nuove piattaforme sulle quali blogger, influencer e scribacchini del web si buttano a pesce: Facebook è stata senza dubbio la prima e la più nota, mentre negli ultimi tempi, all’interno di una certa cerchia di “guru di Internet”, van molto di moda Pulse (LinkedIn) e Medium.

Sembra ci siano persone che non vedono l’ora di mollare il loro (vecchio, e magari un po’ abbandonato e maltrattato) blog, pensando che pubblicare contenuti in altri luoghi possa portare chissà quali vantaggi o chissà quali benefici.

Ebbene, non è così. O almeno, non è sempre così.

Pubblica dove c’è pubblico…

Questa è la regola aurea, valida anche in ambito advertising.

Il contenuto, o la pubblicità, vanno piazzati dove ci sono occhi in grado di vederlo e fruirlo.

Ecco perché nelle grandi città ci sono ancora tante “affissioni”, ovvero cartelloni pubblicitari di ogni genere e specie, appesi un po’ ovunque nelle zone dove è presente un alto traffico veicolare o pedonale.

Se da un lato c’è chi ritiene morta questa forma di promozione, dall’altro ci sarà sempre chi potrà dire/dimostrare che se piazzi un cartellone da 6×3 in metropolitana a Milano, verrà (più o meno) visto da ennemila persone al giorno.

Sulla base di questa logica, ha perfettamente senso pubblicare i propri contenuti fuori dal proprio perimetro.

Se sai che nel tal forum o nel tal gruppo si radunano abitualmente persone interessate ai tuoi prodotti/servizi, e/o a ciò che tratti abitualmente sul tuo sito/blog, è bene essere presente in quel luogo virtuale.

E se sai che Pulse o Medium sono frequentati da un pubblico interessante, o sono comunque in grado di amplificare la tua voce, sfruttali più che puoi.

…ma porta il cliente dentro le tue mura

Il punto è proprio questo: devi usare queste piattaforme come cassa di risonanza per quello che fai, e NON come totali sostitute del tuo sito o del tuo blog.

Il motivo principale, è che tutte queste piattaforme NON offrono alcuna garanzia sul lungo periodo:

  • possono chiudere da un giorno all’altro
  • possono cancellarti l’account senza alcun preavviso
  • non ti permettono di fare il backup dei tuoi contenuti

Insomma, possibilità di controllo prossime allo zero.

Secondariamente, NON ti danno una riconoscibilità a livello di brand: se scrivi “tagliaerbe” o “tagliablog” su Google, trovi PRIMA il mio sito e il mio blog, e POI i social dove sono presente.

Non credo sia una bella cosa che se mi cerchi su un motore trovi la mia presenza sparpagliata ovunque, senza un “cappello” (=nome a dominio + sito/blog) che raggruppa e mette in ordine ciò che sono e ciò che faccio.

Non è bello che se mi cerchi trovi i miei contenuti sparsi qua e là, dentro contenitori di vario tipo, senza un filo logico che li unisce.

E se poi volessi sapere di preciso chi sono, cosa ho fatto, e cosa faccio? Non è forse il caso di avere, dentro ad un MIO sito, una paginetta “about me“, e una che spiega i servizi che offro?

Fai pure l’ape impollinatrice, ma il miele producilo e conservalo dentro al TUO alveare.

18 Comments

  1. Andrea 14 aprile 2015
  2. Nicola Boschetti 14 aprile 2015
  3. mattial 14 aprile 2015
  4. Tagliaerbe 14 aprile 2015
  5. Alessio Valsecchi 14 aprile 2015
  6. Gianluca 14 aprile 2015
  7. RobDesideri 14 aprile 2015
  8. Antonio Gallo 14 aprile 2015
  9. Mauro Ronci 15 aprile 2015
  10. ivo 15 aprile 2015
  11. alessandro gnola 15 aprile 2015
  12. Giovanni 16 aprile 2015
  13. William 20 aprile 2015
  14. Martin Benes 27 aprile 2015
  15. Giovanni Bertagna 19 settembre 2015
  16. livio 28 settembre 2015
  17. matteo 28 settembre 2015
  18. Giovanni Atalmi 26 marzo 2016

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