Crisi Economica (anche su Internet): come superarla

Crisi

Leggendo varie definizioni del termine crisi sul vocabolario, sembrerebbe si tratti di qualcosa a termine, come una malattia che si risolve – nel bene o nel male – in tempi brevi: o guarigione o morte, insomma.

E invece sono anni e anni che i media (e i politici) ci parlano quotidianamente di crisi, solitamente abbinata alla parola economica, rimandandone l'”uscita” al prossimo anno. La crisi, da situazione temporanea, si è trasformata in qualcosa “a tempo indeterminato”.

Crisi = Opportunità?

In qualche discorso motivazionale avrai certamente letto che nella coppia di caratteri cinesi che identificano la parola “crisi”, uno significa “pericolo” e l’altro “opportunità”.

Nonostante questa interpretazione non sia del tutto corretta, e anche a causa di un famoso discorso di John F. Kennedy del lontano 1959, ad alcuni di noi occidentali piace vederla così: dentro il pericolo della crisi, c’è sempre una opportunità.

Ed in effetti, se ripercorriamo la storia, in tutti i periodi più drammatici c’è sempre stato chi è riuscito a cavarsela egregiamente. Durante guerre, carestie e pestilenze, quando la maggior parte della popolazione non aveva di che vivere, ci sono stati personaggi che hanno accumulato enormi ricchezze.

C’è Crisi su Internet?

Pare di sì, il web non sembra essere immune dalla crisi.

Sento e leggo di un sacco di persone che lavorano su Internet da qualche tempo, e che ultimamente non battono chiodo. Altri che chiudono, o che pensano di cambiare totalmente settore.

Se sei in questa situazione, o se pensi di aprire una attività online nel breve futuro, ho 4 piccole “ricette anti-crisi” per te:

1. Non arrivare né troppo in anticipo, né troppo in ritardo

Se sei troppo precoce, rischi solo di fare l’apripista per altri (io ci sono passato, e so benissimo cosa vuol dire). Se arrivi troppo in ritardo, rischi invece di trovare la tua nicchia affollata da competitor anziani e ben carrozzati (e dovrai fare a pugni per le briciole che cadono dal tavolo dei big).

L’ideale sarebbe arrivare proprio un attimo primo del boom, con tutto il know-how, l’esperienza e la visibilità necessarie per cogliere i frutti migliori.

2. Non copiare, prendi spunto

In pochi ricordano che il primo tablet, targato Microsoft, fu presentato da Bill Gates in persona nel lontano 2000, ben 10 anni prima dell’iPad.

Ma fu un flop: troppo in anticipo rispetto ai tempi (vedi punto 1), considerato inutile e/o troppo costoso, riuscì a vendere qualcosa solo in settori di nicchia (come quello sanitario).

Steve Jobs copiò l’idea (come sembra abbia detto, “i grandi artisti non copiano, rubano”), la migliorò, azzeccò i tempi di commercializzazione (grazie anche all’onda di euforia generata da iPhone – che sembrava il “fratello piccolo” di iPad – nei 3 anni precedenti), e sfondò.

Non sei convinto? Leggi la storia dei 3 fratelli Samwer: tedeschi, semisconosciuti ai più, han praticamente clonato – e poi rivenduto – tutte le più note startup (solitamente americane) esistenti, impiantandole in un contesto diverso da quello originale, e guadagnando milioni e milioni di euro.

3. Differenziati

Avrai quasi sicuramente letto “La Mucca Viola di Seth Godin“, ma se così non fosse te ne cito un passaggio:

Alcuni anni fa sono stato in Francia con la famiglia. Ricordo che, viaggiando in autostrada, eravamo rimasti incantati nel vedere le centinaia di mucche che pascolavano nella campagna dolcemente ondulata, in uno scenario che pareva uscito da un libro di fiabe. Per decine di chilometri continuammo a guardare meravigliati dai finestrini la bellezza del paesaggio che ci circondava.

Dopo una ventina di minuti iniziammo tuttavia a ignorare le mucche. Quelle che ci si paravano davanti erano uguali a quelle che avevamo appena visto, e ciò che inizialmente ci aveva stupiti ormai era diventato del tutto normale, anzi, peggio ancora, banale.

Le mucche, una volta osservate per un certo tempo, diventano banali. Possono essere perfette, di belle forme, magari dodate di grande personalità, illuminate da una luce incantevole, ma sono sempre banali.

Una Mucca Viola. Quella sì che susciterebbe interesse (almeno per un po’).

Godin ci dice che, se vogliamo farci notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone, dobbiamo essere straordinari.

In altre parole dobbiamo essere diversi dalla massa, dobbiamo evitare di “far numero”, e puntare invece a farci ricordare per qualche caratteristica o specializzazione particolare.

E dobbiamo anche continuare ad aggiornarci e migliorare, o torneremo ad essere una mucca marrone in brevissimo tempo.

4. Sviluppa l’intuito

L’ultimo consiglio è una vera e propria chicca.

Se segui da qualche tempo la scena SEO italiana, ti ricorderai quasi certamente di agoago, un SEO molto misterioso che bazzicava i forum alcuni anni fa: riuscii ad intervistarlo nel lontano 2007, senza mai avere la sua email, ma solo tramite uno scambio di messaggi privati attraverso uno di questi forum che frequentava.

Qualche settimana fa, su un gruppo di Facebook che ogni tanto frequento (Fatti di SEO), uno dei membri ha postato questa fantastica risposta di agoago alla domanda “come ti sei avvicinato all’attività seo?”

Un colpo di culo incredibile. Ogni tanto davanti al camino lo racconto, ma sembra più una favola che una cosa vera.

Mi piaceva un’attrice, erika eleniac, mi sembra che si chiamasse così, faceva baywatch, quel telefilm dove poi arrivò anche pamela anderson.

Allora era il 96 e stavo partendo per le mie solita vacanze in spagna, ci vado un mese da 20 anni. Era luglio ed avevo un mio siterello dove sperimentavo un pò di html e javascript, facevo di mestiere il provider, il primo della mia provincia. Decisi di mettere sul mio sito la foto di quella tipa, guidava un’imbarcazione a culo nudo, una figa pazzesca. 2 settimane prima di partire mi arriva una lettera (non un’email, una lettera) da un ragazzino svizzero. Mi inviava 10 franchi dicendo che se trovavo e mettevo altre foto della eleniak sul mio sito mi avrebbe inviato altri 10 franchi. Cercai tutta notte, me trovai altre 2 e le postai. Poi partii per le vacanze. Al ritorno nella buca c’era un’altra sua lettera che mi ringraziava ed allegato 20 franchi e la preghiera di mettere altre foto di celebrità.

Ricordo che non dormii per quella notte perché iniziò a balenarmi l’idea che se uno era disposto a pagare per 2 foto di celebrità senza che manco glielo chiedessi allora chissà quanti avrebbero pagato per entrare nella zona members di un sito. Detto fatto, a fine 96 avevo un sito con migliaia di foto, uno dei primi contratti in europa con una società che gestiva le carte di credito, possibilità di pagare con assegni ecc ecc.

A dicembre di quell’anno avevo incassato i miei primi 10 milioni di lire. A fine 97 ero sui 10 milioni al mese. A fine novantotto assunsi il mio primo dipendente. Nel 2004 ad agosto mi ritiravo avendo fatturato da allora credo una decina di miliardi di lire.

Da allora dopo le celebrità ho praticamente inventato tutto l’inventabile, sistemi per cellulari, i famosi dialer, sistemi di videoconferenza, criptaggio per sistemi bancari, sistemi wap multilingua, multipiattaforma e per ogni tipo di cellulare e tante altre cose che manco mi vengono più in mente, come un nuovo motore di ricerca (ora è chiuso, era ottima l’idea ma non la redditività), teoria e pratica degli spamengine ed ho ancora tre o 4 cose sviluppate che manderò sul mercato man mano che lo riterrò opportuno.

Fare i soldi in internet è facilissimo se conosci il mercato e cosa vuole la gente.

Ma ero diventato troppo grosso e davo fastidio a troppa gente importante, allora mi hanno messo in galera con la prima scusa qualsiasi e poi rilasciato dopo qualche settimana con tante scuse che si erano sbagliati e con l’invito di dedicarmi ad altro, a buon intenditore poche parole, così ho sbaraccato, alle piume ci tengo e vivo in un posto di 20 metri quadrati senza luce ne telefono e quando scendo a valle scrivo qua e là tanto per rimanere nell’ambiente, nulla di più.

Per tornare al discorso mi sono occupato della scalata alle serp quando dovevo pubblicizzare le “mie” celebrità. Sono sempre stato primo con tantissime key (quasi tutte in prima pagina) tanto che nel 2001 toccai il mio record di 120 mila unici al giorno solo per il mercato celeb, non male credimi, c’era meno concorrenza ma equivalerebbe ad un mezzo milione di adesso in rapporto al mercato.

Ma ora sono solo ricordi, non faccio più siti e se vendo le idee prendendo delle % sui guadagni.

Probabilmente la storia è un (bel) po’ romanzata, forse non è del tutto vera, chissà.

Sta di fatto che agoago suggerisce una grande verità: “fare i soldi in internet è facilissimo se conosci il mercato e cosa vuole la gente”.

Per fare questo dobbiamo essere costantemente “sul pezzo”, restare sempre aggiornati e informati, confrontarci con gli altri, farci “la punta al cervello” tutti i santi i giorni.

Conclusione

Ferrero è una multinazionale italiana specializzata in prodotti dolciari. Non ha praticamente mai visto la crisi, è uno dei marchi più affidabili e con la migliore reputazione al mondo, ed ha visto dipendenti e fatturato crescere costantemente nel corso degli anni.

Questo è il segreto del successo di Michele Ferrero, il “papà della Nutella” (deceduto un mese fa):

Ecco cosa significa “fare diverso” da tutti gli altri. Tutti facevano il cioccolato solido e io l’ho fatto cremoso ed è nata la Nutella; tutti facevano le scatole di cioccolatini e noi cominciammo a venderli uno per uno, ma incartati da festa; tutti pensavano che noi italiani non potessimo pensare di andare in Germania a vendere cioccolato e oggi quello è il nostro primo mercato; tutti facevano l’uovo per Pasqua e io ho pensato che si potesse fare l’ovetto piccolo ma tutti i giorni; tutti volevano il cioccolato scuro e io ho detto che c’era più latte e meno cacao; tutti pensavano che il tè potesse essere solo quello con la bustina e caldo e io l’ho fatto freddo e senza bustina.

Il mio segreto? Fare sempre diverso dagli altri, avere fede, tenere duro e mettere ogni giorno al centro il cliente.

Buona uscita dalla crisi. 🙂

4 Comments

  1. Miry 12 marzo 2015
  2. Luca Vasirani 13 marzo 2015
  3. Alessandro Gnola 14 marzo 2015
  4. Stefano Manzotti 18 marzo 2015

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