Le Nuove Linee Guida per i Quality Rater di Google

Le guideline per i quality rater di Google

Il 31 Marzo 2014 Google ha pubblicato le nuove Quality Rating Guidelines, ovvero le linee guida utilizzate dal loro team di valutatori per analizzare la qualità dei siti web presenti nel motore di ricerca.

Si tratta di una versione – la 5.0 – completamente nuova, riscritta da zero, non di un aggiornamento della vecchia, con molti nuovi spunti utili e interessanti per chi si occupa e di SEO e più in generale per chi vuole comprendere meglio come Google vuole che siano i contenuti prodotti dai webmaster.

Jennifer Slegg ne ha fatto un lungo sunto sul suo blog; qui sotto trovate invece il suo post tradotto in italiano (dal sottoscritto).

E-A-T

Il nuovo acronimo enfatizzato nel manuale è E-A-T, ovvero:

  • expertise (competenza)
  • authoritativeness (autorevolezza)
  • trustworthiness (affidabilità)

Google dice che i siti o le pagine che non presentano questi 3 elementi dovrebbero avere un rating basso.

Per quanto riguarda i forum o i siti che permettono agli utenti di inviare articoli o informazioni [immagino si parli di siti di article marketing e comunicati stampa], Google consiglia cautela, perché questo genere di contenuti potrebbe non essere affidabile e quindi carente di una parte di E-A-T.

D’altro canto, ci sono forum molto verticali frequentati da utenti esperti, e quindi Google suggerisce ai suoi rater di cercare di comprendere il livello di competenza ed esperienza degli autori, per determinare se una pagina possa essere considerata più o meno affidabile.

Cosa Rende un Utente “Esperto”?

Secondo Google ci sono molti tipi di “esperti”, tutto dipende dalla tematica: per esempio è più facile stabilire se un medico è esperto, rispetto ad uno che ha un sito su qualche hobby o passatempo e si proclama tale.

I rater sono quindi tenuti a valutare e considerare i vari livelli di competenza, soprattutto in quei settori considerati “YMYL” (acronimo di Your Money or Your Life – in italiano “O la borsa o la vita” – ovvero contenuti che possono impattare sull’attuale o futuro benessere fisico o finanziario di chi li fruisce).

In particolare, un forum che tratta di malattie specifiche può essere una risorsa eccellente, dato che potrebbe essere commentato da coloro che sono affetti dalla malattia. Tali contributi potrebbero anche non essere prodotti da medici, ma invece da coloro che vivono tutti i giorni la malattia e condividono le loro esperienze con gli altri. Se però si parla di consulenza medica specifica, questa dovrebbe essere fatta solo da medici e professionisti della salute.

Diventa quindi fondamentale essere riconosciuti come “autorità”, come esperti del settore: l’obiettivo dovrebbe dunque essere quello di diventare un sito affidabile, agli occhi di Google ma soprattutto degli utenti.

Knowledge Graph

Una porzione significativa delle nuove linee guida parla di Knowledge Graph, mostrando che questo elemento sarà sempre più importante per il Google del futuro.

Le versioni precedenti del manuale parlavano di Title Link Result Blocks (TLRB) e No Title Link Result Blocks (NTRB), per indicare da un lato il titolo cliccabile nella parte superiore dell’area (TLRB), e dall’altro quello non cliccabile (NTRB).

Google chiede ai suoi valutatori di specificare un Vital Rating per i TLRB che forniscono tutte le informazioni necessarie per la query nella landing page di destinazione. Questo suggerisce che Google sta inserendo un sacco di risorse dentro il Knowledge Graph, e che il progetto non verrà accantonato (per la gioia degli utenti, un po’ meno per quella di webmaster e SEO).

Tanti Banner = Bassa Qualità

Anche se sappiamo che esiste una penalizzazione relativa all’eccesso di pubblicità in una pagina, le versioni precedenti della guida non avevano posto l’accento sui banner presenti in un sito web, a meno che non fossero ingannevoli o spam. Ora invece si dice di determinare se all’interno di una pagina c’è un eccesso di pubblicità.

Google parla proprio di layout con un sacco di banner above the fold, che richiedo uno scroll per mostrare i contenuti, e che fa addirittura pensare all’utente che nella pagina il contenuto non sia del tutto presente. E parla anche di pubblicità pensata per assomigliare ai link di navigazione, o ad altri contenuti.

L’indicazione è quella di dare un rating più basso alla pagina se si pensa che questa cerchi di spingere l’utente a cliccare su un banner, in modo ingannevole.

Contenuti supplementari

Se la precedente guida era incentrata sul contenuto principale della pagina, con solo dei brevi accenni al contenuto supplementare, ora non solo si parla di quest’ultimo genere di contenuti, ma anche delle diverse tipologie di contenuti supplementari.

Se in molti pensano che il contenuto secondario sia solo quello dei menu di navigazione o del piè di pagina, Google consiglia invece ai suoi rater di guardare ad altri tipi di contenuto secondario, con una particolare enfasi sui contenuti che suggeriscono contenuti correlati all’interno del sito.

La qualità di questi contenuti è molto più importante oggigiorno. In precedenza, Google aveva citato solo 2 casi di contenuti supplementari: video addizionali suggeriti sulla pagina di un episodio di Saturday Night Live, e quelli che in molti considerano come contenuti importanti per un sito di ricette (ovvero recensioni o informazioni nutrizionali).

Ora Google vuole vedere un grande varietà di contenuti supplementari all’interno della pagina, e sta mettendo una maggior enfasi sulla loro importanza e sul fatto che debbano essere parte integrante della pagina, se si vuole ottenere un rating alto o molto alto.

La “regola del pollice” per determinare cosa è un contenuto secondario è la seguente: tutto ciò che è presente sulla pagina, e non è contenuto principale o pubblicità. Google ritiene importante tale contenuto per la user experience globale dell’utente.

Non tutte le pagine web che non hanno un contenuto secondario sono di bassa qualità: vengono citate community, siti locali, PDF, immagini.

In altre parole, se il tuo sito non ha contenuti secondari, il suggerimento è quello di inserirli nel più breve tempo possibile, perché questa è la direzione imboccata da Google.

Attenzione però: come detto sopra, il contenuto aggiuntivo NON è la pubblicità. Nello specifico, è riportato un esempio dove si dice che un banner inserito appena al di sotto di una intestazione come “Top Posts” viola le linee guida di AdSense, anche se viene ancora utilizzato da molti e su molti siti web.

In buona sostanza, se il contenuto secondario è inutile o distraente, viene considerato di bassa qualità.

Banner & Contenuti

Google parla delle tante cose che tipicamente fanno i webmaster per fare più soldi possibili con una pagina web, come l’utilizzo di popup, di tantissimi banner rispetto alla quantità del contenuto, e di link testuali all’interno della navigazione.

Google chiama in causa anche una tecnica utilizzata da molti siti editoriali, che è quella di inserire 2 o più annunci pubblicitari all’interno del contenuto principale, di fatto “interrompendolo” (contenuto – banner – contenuto – banner – contenuto).

Se hai inserito più banner all’interno del contenuto principale, è probabilmente arrivato il momento di limitarli ad uno solo.

Shopping

Google aveva in precedenza un lungo elenco di caratteristiche per i suoi quality rater, atto a determinare se un sito era davvero un merchant o no, ma questa parte è stata rimossa dalla nuova guida.

Google chiede ora ai tuoi valutatori di verificare solamente la presenza di cose come le informazioni di contatto, o quelle riguardanti il reso e il cambio del prodotto. Questo alleggerisce di molto il carico dei piccoli ecommerce, con basso budget o basso know-how.

Forum e Q&A

Google chiede ai suoi rater non solo di valutare l’esperienza complessiva del forum stesso, ma anche le singole discussioni. Per esempio, quando compare una nuova discussione, quante persone vi partecipano? E quanto sono “profonde” le conversazioni?

Anche se ci sono parecchi siti di domande e risposte (Q&A) di pessima qualità con contenuti scadenti, Google suggerisce di valutarli attentamente, perché alcuni di questi sono davvero notevoli.

Nella versione precedente della guida era riportato che un sito di Q&A che ha la domanda pubblica ma la risposta invisibile a causa di un paywall, è da considerare di bassa qualità.

Nella nuova versione questa parte è stata rimossa: ora si dice solamente che alle risposte inutili va assegnato un voto basso.

Pubblicità Tramite Link Testuali

La cosiddetta in-text advertising o inline advertising, ovvero quei piccoli popup pubblicitari che compaiono quando poni il mouse su certi link presenti nel testo una pagina web, potrebbe avere i giorni contati.

Google infatti la considera ora come distraente, rende difficile la lettura del contenuto, e quindi portatrice di una cattiva user experience.

Affiliazioni

Curiosamente, la definizione di “thin affiliate” è stata rimossa dalla nuova guida. In precedenza Google aveva messo in guardia i webmaster circa la creazione di siti affiliati di scarsa qualità, e aveva spiegato ai rater come determinarli.

Forse l’eliminazione di questo capitolo è una naturale conseguenza del Panda, che nel corso del tempo ha fatto strage dei siti peggiori in questo settore, salvando quelli di qualità più elevata.

Reputazione

Anche sul tema della reputazione del sito web è stata messa maggior enfasi nelle nuove linee guida.

Google accenna al fatto che alcune PMI e organizzazioni no profit potrebbero non avere una reputazione online per il fatto di avere un presenza sul web troppo piccola, ma si aspetta invece di trovare informazioni sulla reputazione di qualsiasi grande azienda o brand.

Google sottolinea il fatto che ad una pagina web non può essere dato un punteggio alto se il sito ha una reputazione negativa: ai valutatori viene richiesto infatti di assegnare un rating basso a qualsiasi pagina in cui vi siano prove sufficienti di comportamenti fraudolenti o dannosi.

Questa maggior enfasi sulla reputazione potrebbe forse significare che l’essere una fonte autorevole è un parametro che ora fa parte dell’algoritmo? O che è in arrivo una penalizzazione per i siti con reputazione negativa?

Dove è Finito lo Spam? E il Cloaking?

Ogni riferimento allo spam è stato rimosso dalle nuove linee guida. In precedenza c’erano delle sezioni che descrivevano lo spam e come scovarlo, mentre oggi l’unico riferimento rimasto riguarda i siti e i forum con un enorme numero di commenti spammosi.

Stesso dicasi per il cloaking, presente nella vecchia guida, e sparito da questa.

Contenuti Fuorvianti

Un altro elemento rimosso dagli esempi dei contenuti di bassa qualità è il riferimento agli “altri contenuti che distraggono”. Si suppone che la ragione di questa rimozione sia legata al fatto che Google include questi contenuti sotto il cappello dei secondari, e quindi li considera di bassa qualità (se, per esempio, hanno a che fare con la pubblicità ingannevole).

La Fine delle Pagine di Bassa Qualità

Nella precedente guida si diceva che “le pagine di bassa qualità possono considerarsi accettabili solo se per gli utenti non ci sono altre pagine di qualità superiore”. Ora questa frase è stata rimossa. Forse Google pensa che ci sia sempre una pagina di qualità superiore per ogni pagina di bassa qualità?

Più probabilmente, Google non vuole che vengano valutate positivamente cose mediocri, solo per il fatto che non ci siano valide alternative.

Mancanza di Scopo

Google dice ora di valutare tutte le pagine senza senso e generate automaticamente come pagine che “mancano di scopo”, e quindi vanno sempre valutate negativamente.

Testo Nascosto

In precedenza Google aveva chiesto ai suoi rater di indagare sugli “spazi bianchi” sulla destra o in fondo alle pagine web, per capire per quale motivo fossero lì. Suggeriva anche di usare il Ctrl-A, disabilitare i CSS e i JavaScript, e cercare la presenza di testo nascosto.

Ora Google non lo chiede più: forse i suoi algoritmi sono in grado di identificare senza problemi il testo nascosto, senza l’aiuto di esseri umani?

Chi Siamo e Contattaci

In precedenza Google aveva sottolineato che i contenuti riguardanti il settore YMYL necessitavano di una pagina “Chi Siamo” (About Us), di una con informazioni di contatto o relativa al servizio clienti, e di una riguardante il responsabile tecnico e di quello dei contenuti del sito.

Ora Google chiede ai suoi rater di cercare almeno una di queste informazioni su tutti i siti web.

Se hai un sito che è strettamente informativo e non hai pubblicato tutte queste pagine, forse sarebbe il caso di farlo ora. Viene detto che alcune pagine non YMYL possono ottenere ancora un punteggio alto o molto alto semplicemente se è presente l’indirizzo email, quindi cerca di inserire almeno questo dato sul tuo sito web.

Download

Le 160 pagine della Quality Rating Guideline 5.0 sono scaricabili, in lingua inglese, da Scribd!

10 Commenti

  1. enrico 15 luglio 2014
  2. andrea 15 luglio 2014
  3. Tagliaerbe 15 luglio 2014
  4. enrico 15 luglio 2014
  5. enrico 15 luglio 2014
  6. Seowebmaster 17 luglio 2014
  7. saibal 19 luglio 2014
  8. mary 8 agosto 2014
  9. Tagliaerbe 8 agosto 2014

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