I 10 miti della SEO, secondo Bing

I miti SEO di Bing

Curiosamente, qualche giorno dopo il video di Matt Cutts sui miti della SEO, sul Webmaster Blog di Bing è comparso un articolo dal titolo 10 SEO Myths Reviewed, firmato da Duane Forrester (Senior Product Manager del motore di ricerca di Microsoft), che passa in rassegna 10 miti che aleggiano nel campo del posizionamento (Cutts ne ha elencati solo 2 :-) ).

Eccoteli tradotti dal sottoscritto (ti anticipo che quello sui “link a sorpresa” è il mio preferito ;-) ):

1. Devo posizionarmi al primo posto

Sì, è bello stare in vetta, ma si sa che le posizioni fluttuano su base giornaliera. Il primo posto ottiene più click e conversioni del secondo, o del terzo? A volte dipende dal tipo di ricerca, dalle parole chiave. E se cerchi di passare dalla seconda alla prima pagina delle SERP, fai attenzione: spesso il CTR (percentuale di click) dei primi posti della seconda pagina, è di gran lunga migliore rispetto a quello degli ultimi posti della prima pagina. Se sei posizionato in alto alla seconda pagina, pensaci quindi bene se pianificare l’assalto alla prima. A meno di non esser certo di ottenere un posizionamento above the fold (ovvero “sopra la piega”), potrebbe essere meglio rimanere in vetta alla seconda pagina. Tutti questi consigli, naturalmente, variano da sito a sito, da pagina a pagina, o persino dal tipo di ricerca e dalle parole chiave inserite.

2. Il title tag mi salverà

E’ importante, ma anche il title tag migliore non può bastare a sollevare tutto il resto. Molti blogger si lamentano anche del fatto che alcune delle piattaforme più comuni non consentono di gestire semplicemente i meta tag: la cosa si può facilmente ovviare con alcuni plugin, che permettono di lavorare su cose dove i SEO amano giocherellare. Spendi un po’ di tempo per scegliere un titolo giusto, ma da solo non salverà la nave che affonda.

3. I social sono tutto ciò di cui ho bisogno

“Sui social bisogna lavorare un sacco di tempo, non riesco ad occuparmi anche di SEO, quindi mi concentro solo sui social.” C’è stato un tempo in cui il posizionamento di un sito web era gestito come un consommé: si voleva ottenere una sola cosa, il brodo. In quel periodo, potevi concentrarti su un’unica tattica e miglioravi le tue posizioni. Oggi è più come cercare di fare la migliore zuppa di pesce del mondo. Il successo dipende da un complesso mix di ingredienti, dalla freschezza e dalla tempistica. Un solo ingrediente non ti porterà al successo, e tuttavia senza quell’ingrediente non potrai fare la zuppa.

4. I video sono tutto ciò di cui ho bisogno

Alle persone piace consumare contenuti in formato video, e oggi è piuttosto facile produrre video di alta qualità. Ma includere un video nelle tue pagine potrebbe anche rallentare i tempi di caricamento, frustrando i visitatori. E un video da solo non migliorerà il tuo posizionamento. Devi fornire ai motori di ricerca qualcosa che possano comprendere, visto che non possono “guardare” 4 minuti di tuoi vaneggiamenti. Le trascrizioni testuali sono un ottimo sistema per aggirare questo problema. I video possono costituire una bella fetta dei tuoi contenuti, ma non sono l’ingrediente magico, nonostante alcune pubblicità che girano su Facebook vorrebbero far credere.

5. Comprare pubblicità mi farà posizionare meglio

No: nessun acquisto di annunci pubblicitari permetterà di posizionarti meglio. Nell’istante in cui un motore di ricerca inizia a determinare la classifica delle pagine web in base alla pubblicità acquistata, inizia a perdere credibilità.

6. Faccio contenuti fantastici

Un ottimo contenuto è quello che è considerato tale dai visitatori del tuo sito. Nessuna regola ti aiuterà se a nessuno piace il tuo stile di scrittura, la tua voce o il tuo messaggio. Il tuo stile di scrittura aiuta i lettori a percepirti in un certo modo, quindi influenza l’engagement e di conseguenza il posizionamento. Ma non illuderti nel pensare che ciò che hai prodotto è eccellente solo perché utilizzi questa leva. Guarda piuttosto quanto e come interagiscono i visitatori con i contenuti, e prendi spunto da questo.

7. I link sono tutto ciò di cui ho bisogno

Anche se sono come un “voto di fiducia” rispetto al contenuto a cui puntano, i link sono un’area talmente sottoposta a spam che è davvero difficile capire come vanno trattati. Ovviamente vanno evitati i link innaturali, in tutte le forme: incoraggiare, incentivare o comprare link, è la stessa cosa. Cerca invece di ottenere link che ti… sorprendano. Non dovresti mai sapere in anticipo che un link sta arrivando, e da dove. Se lo fai, è sbagliato. I motori di ricerca vogliono link naturali: se li vedono crescere naturalmente, ti ricompenseranno, se li vedono crescere innaturalmente, ti penalizzeranno.

8. L’implementazione di schema.org mi farà posizionare meglio

No. Aiuterà il motore a comprendere meglio i tuoi contenuti, e permetterà di mostrarli meglio nelle SERP, ma inserire un codice di quel tipo non migliorerà il tuo posizionamento.

9. L’usabilità è diversa dalla SEO

Anche se sono discipline diverse, più passa il tempo e più le persone le iniziano a vedere come simili. Entrambe si concentrano sul migliorare un sito web per gli utenti. Investire in SEO e non investire in usabilità, è come andare a correre con una scarpa allacciata e una no: non sarebbe meglio allacciare entrambe?

10. La SEO è tutto ciò di cui ho bisogno

Vuoi un brodino o una zuppa di pesce? La SEO è fondamentale, è importante, e può aiutare il tuo sito a crescere. Come Soylent (=un beverone che contiene tutte le sostanze per sfamarti in modo rapido), ti fa andare avanti. O forse preferisci gustare tutto il buffet?

Una Risposta

  1. Andrea Bosoni 20 maggio 2014

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