Perché varia la mia posizione in Google?

E’ un classico: aggiungi una nuova pagina al tuo sito web, o pubblichi un post sul tuo blog, e in pochi minuti/ore te lo ritrovi in una buona posizione su Google.

Ma qualche giorno dopo la posizione cambia, solitamente in peggio: come mai?

Questa domanda è stata posta proprio qualche giorno fa a Matt Cutts:

“Quanto creiamo una nuova pagina con contenuti di qualità, Google la posiziona fra i primi 30-50 risultati per le parole chiave che abbiamo definito. Ma perché poi la posizione scende nelle successive 2-3 settimane? Se la pagina non è di qualità, perché si è posizionata bene nei primi giorni?”


Ed ecco la risposta (tradotta dal sottoscritto in italiano):

“Fondamentalmente, il motore cerca di restituire il miglior risultato di qualità, ma potrebbe anche avere delle informazioni limitate. Per esempio, un minuto dopo un terremoto, ci possono essere diverse persone che dicono tutte cose differenti. Dieci minuti dopo, si hanno altre informazioni. Un’ora dopo, si hanno ancora più informazioni.

Quando un evento ha le caratteristiche della breaking news, è una cosa difficile da gestire, ci sono molte persone che ne parlano, e una di queste potrebbe essere l’autore originale: può essere difficile capire da dove è nata la notizia.

Ma nel corso del tempo, dopo ore, giorni o settimane, la cosa diventa più facile. Quindi può succedere che qualcosa si posizioni bene per un po’ di tempo, e quando altre informazioni sono disponibili, Google le incorpora nelle SERP. Infine, tipicamente, le cose arrivano ad un livello stazionario: e in questo stato, Google è solitamente in grado di determinare quanto una cosa è realmente rilevante”.

Aggiungo 3 miei considerazioni alla risposta di Cutts:

• all’inizio, un nuovo contenuto può godere del forte trust del dominio nel quale è inserito. Successivamente, saranno invece i backlink e i vari “segnali sociali” (like, retweet, e soprattutto +1) ad attribuirgli la “giusta posizione” agli occhi del motore di ricerca

• c’è differenza fra contenuti freschi e contenuti “sempreverdi”. Il cosiddetto Freshness Update di fine 2011 pare abbia avuto impatto sul 35% delle ricerche, ma ci sono comunque dei contenuti che superano la prova del tempo, e che non vengono influenzati dal “fattore freschezza

• Google non è comunque ancora in grado di determinare con certezza la fonte originale di un contenuto. E certamente non lo fa in base alla data/ora di pubblicazione, ma ci prova utilizzando enne altri parametri e segnali

5 Commenti

  1. Web Siena 18 aprile 2013
  2. salvatore 19 aprile 2013
  3. Web Siena 20 aprile 2013
  4. Paolo 21 aprile 2013
  5. melchiorre 9 maggio 2013

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *