
Mi capita spesso di parlare con dei clienti che hanno già provato ad effettuare una campagna AdWords, magari provandoci da soli. I risultati sono stati davvero poco incoraggianti, un costo per click molto alto, e davvero pochi contatti, e pochissimi se non addirittura nessun ordine.
I coupon che arrivano per posta, con il famoso buono da 75 € da utilizzare, ci ricordano che una campagna AdWords è semplice e veloce da fare.
Sembra davvero semplice, sono solo quattro righe, una blu, due nere, e una verde con un link, in tutto una manciata di caratteri. Tutto qui.
Ma credetemi se vi dico che per ottenere dei buoni risultati bisogna studiare, sperimentare e modificare in continuazione una campagna AdWords.
E’ chiaro che se attivate una campagna AdWords, il traffico aumenta e il vostro contatore di statistiche ha un picco verso l’alto, ma il problema rimangono le conversioni.
Cosa si intende per conversioni? Le conversioni rappresentano il passaggio dell’utente a cliente.
Una campagna AdWords creata in maniera professionale è composta da molte variabili e molte tecniche che aiutano a renderla una buona campagna agli occhi di Google, questo comporta un aumento del Punteggio di qualità e di conseguenza una riduzione dei costi per click.
Una domanda che mi viene fatta spesso è: “Ma come calcolano quelli di Google il costo dei click?”
C’è un bellissimo video di circa 9 minuti, in cui Hal Varian, Google Chief Economist, spiega in maniera molto precisa ed esaustiva, il meccanismo dell’asta che Google fa per decidere il prezzo e la posizione degli annunci:
Come avrete notato, il meccanismo delle champagne AdWords può sembrare molto semplice, ma per fare le cose fatte bene è necessaria tanta esperienza e se si approfondisce lo studio, si riesce a capire che questo strumento è davvero complesso, non per niente le AdWords rappresentano più del 90% delle entrate economiche di Google.
Per cui veniamo al punto, quali sono gli errori principali da evitare in una campagna AdWords?
Vi dico solamente che non esistono regole AdWords che vadano bene per tutte le campagne, diciamo che ci sono molti fattori da considerare, e ogni tipologia di Business può rispondere a delle regole diverse; addirittura la stessa campagna, ha dei risultati diversi nei vari periodi dell’anno.
Quelli che vi elenco in seguito sono degli errori che più o meno valgono nella maggior parte delle campagne AdWords.
1. Far arrivare gli utenti sulla home page
Una delle cose fantastiche di AdWords è che si paga solo per il click ricevuto, per cui siete sicuri che una volta pagato per il click, le gli utenti sono sicuramente arrivati sul vostro sito.
Mandarli sulla home page, nella stragrande maggioranza dei casi, può essere un problema.
Pensate a voi come utenti, atterrate su una homepage con un menù da 10 bottoni, una grossa immagine, molte sezioni, insomma non è proprio facile trovare il servizio/prodotto che stavate cercando.
Cercate di mandare i vostri utenti direttamente sulla pagina dove possono trovare il servizio che cercavano su Google e per il quale hanno scelto il vostro annuncio.
Facendo così diminuirete di molto la dispersione degli utenti e sicuramente otterrete molte più conversioni.
La cosa migliore di tutte è avere una landing page, ovvero una pagina di atterraggio. Una landing page molto chiara, semplice e con pochi concetti, è la cosa migliore e dati alla mano aumenta di molto le conversioni.
Esempio pratico:
Ad un cliente abbiamo cambiato i link di destinazione, dalla home page a delle pagine interne, solo con quel cambio il costo per click è sceso a meno della metà. Con le landing page, ottimizzate poi il costo per click scende drasticamente. Altra cosa positiva? potete misurare esattamente la conversione della parola chiave e della pagina in particolare, questo è molto importante.
2. Inserire 100 parole chiave in un solo annuncio
Ricordatevi sempre che il motivo per cui Google, negli anni, è diventato il motore di ricerca numero uno è stato la sua ossessione per la pertinenza delle ricerche con i risultati. Questa pertinenza è fondamentale anche nelle campagne AdWords.
Non è conveniente inserire tante parole chiave e magari poco pertinenti tra di loro, in un solo annuncio. Facendo così per prima cosa fare un annuncio di testo poco pertinente (rispetto a tutte le parole chiave) e il Punteggio di qualità rasenta lo zero, il costo del click aumenta e scordatevi le conversioni.
Questo non vuol dire che non possano essere raggruppate le parole chiave in un solo annuncio di testo, ma mi raccomando, raggruppate quelle pertinenti tra loro.
Esempio pratico:
Un cliente aveva una sfilza di parole chiave inserite in un solo annuncio, abbiamo tolto solo quelle meno pertinenti, o meglio abbiamo creato altri annunci con altri gruppi di parole e dopo un solo giorno, il costo del click è molto diminuito e le conversioni sono aumentate.
3. Non seguire l’andamento della campagna
Un grossissimo errore è quello di creare una campagna AdWords e non seguirne l’andamento.
Dopo alcuni giorni vi dovreste accorgere, che alcune parole chiave non convertono, alcune hanno migliaia di impression ma non vengono cliccate (il CTR è molto basso), alcune parole chiave sono troppo generiche e a fronte di centinaia di click non vi arriva neanche una sola richiesta di preventivo.
Sono cose assolutamente normali, non si può pretendere che una campagna nasca e finisca dopo la messa on line. Per cui bisogna sempre ottimizzarla, cambiare parole chiave, aggiungerne altre, cambiare link di destinazione oppure modificare il testo dell’annuncio.
Ricordatevi che le campagne sono sempre “In movimento”.
Esempio pratico:
Soprattutto su campagne che durano nel tempo, certe parole chiave possono avere un punteggio alto per esempio 8/10 ma dopo 3 mesi possono arrivare a 3/10. Questo naturalmente influisce sul prezzo del click, e sull’andamento della campagna in generale. Alcune volte è stato sufficiente modificare il testo dell’annuncio per riprendere il punteggio andato perso.
4. Credere che le campagne siano tutte uguali
Questo errore è molto sottovalutato, ma è così, ho realizzato alcune campagne per clienti con lo stesso tipo di prodotto, lo stesso target e la stessa zona.
Naturalmente erano diversi i siti di destinazione, ma il resto era davvero simile; avendo già affrontato quel particolare settore, pensavo che anche la campagna fosse molto simile a quella precedentemente creata. Niente di più sbagliato.
Le campagne AdWords anche per le stesse tipologie di prodotto o servizio possono essere molto diverse, nel costo del click, nei risultati e in molti altri fattori.
Esempio pratico:
Due campagne identiche come categoria merceologica e come luogo della campagna, ma risultati completamente diversi, la differenza (scoperta dopo molte prove) era nelle pagine di destinazione; il primo sito non aveva nessuna parola chiave, di quelle inserite nella ricerca e di conseguenza era svantaggiato rispetto al secondo sito. Da questo esempio pratico si capisce anche che le AdWords devono essere inserite in una strategia che comprenda anche i contenuti e l’ottimizzazione del sito web.
Qualcuno di voi si è imbattuto in qualcuno di questi errori, per lui o per qualche suo cliente?
Autore: Dario Stefanelli, blogger su Seo-magazine.it e titolare di Seogiusto, per il TagliaBlog.
9 Risposte
Alex
novembre 1st, 2012 at 09:33
1Ho sentito dire che per un sito che si vuole utilizzare, per vendere un prodotto, avere il dominio giusto(del prodotto) è favorevole, in quanto i motori di ricerca riportano molto spesso il sito che ha quel dominio in prima pagina.
Ad esempio se vendessi gadget il dominio ideale sarebbe gadget.it, con questo dominio potrei aprire il sito http://www.gadget.it ed essere avvantaggiato nei confronti della clientela, infatti digitando su google la parola “gadget” mi trova il sito prima degli altri.
Tagliaerbe
novembre 1st, 2012 at 09:42
2@Alex: ti rispondo invitandoti a leggere questo
: http://blog.tagliaerbe.com/2012/10/google-emd-update.html
Massimiliano Mellone
novembre 2nd, 2012 at 00:17
3E’ fondamentale che la landing page sia efficace. Deve essere molto semplice e chiara.
Guest post sul blog tagliaerbe | Seo-magazine.it
novembre 2nd, 2012 at 08:14
4[...] più comuni che vengono commessi nella creazione di una campagna Adwords. Il post lo potete trovare qui Pin It Commenti: Your email address will not be published. Required [...]
Davemax
novembre 2nd, 2012 at 12:36
5Verissimo! L’esempio più significativo che ho sperimentato è stato quando ho creato una piccola campagna per un cliente che fornisce servizi di sicurezza sul lavoro. Con 50 € ha avuto 3 chiamate e 2 lavori acquisiti! Io stesso ero stupito.
Avevo un altro cliente nello stesso settore e le ho detto di provare AD Words. Ero molto convinto che funzionasse, avrei copiato esattamente gli annunci e le parole chiave da una campagna all’altra.
Risultato: ZERO. Niente chiamate, niente mail, CPC alto… e da li capii come non esiste una soluzione preconfezionata.
Ogni campagna di marketing è a se stante e deve essere personalizzata a fondo. E si, grandissimo Tagliaerbe sono totalmente in accordo con te! SEO e AD Words sono cose che devono essere prese INSIEME!
Tutti questi coupons di Google servono a ben poco se non si ha tutti gli strumenti sotto controllo.
Jacopo Laganga
novembre 3rd, 2012 at 00:19
6Bravo Dario e grazie al TagliaErbe per queste chicche!
Gian Luca Canestrari
novembre 4th, 2012 at 08:52
7Articolo come sempre molto interessante.
Ho fatto diverse campagne AD Words ma alcuni aspetti non mi erano del tutto chiari. Grazie al video (che non avevo mai visto) ho chiarito le mie perplessita.
Ottimo. Grazie.
Massimo Petrucci
novembre 11th, 2012 at 12:19
8Articolo basilare ma importante per chi inizia a fare pratica con AdWords. Il fatto che lo strumento sia semplice, non deve far pensare che la progettazione di una campagna sia una cosa altrettanto semplice.
Pietro Votta
dicembre 6th, 2012 at 23:50
9Bhe ragazzi, parole sante, non a caso le campagne adwords professionali vengono ottimizzate ! Se parliamo di livello fai da te allora piano piano si impara, ora ci sono corsi e certificati per adwords, i video istruttivi ed i corsi di google advertising professional sono ottimi ! Poi ci vuole la pratica.
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