Google Webmaster Guidelines

Google invita da sempre tutti i webmaster a prestare massima attenzione alle sue “linee guida”, un documento – diviso in più punti – che include una serie di “best practice per aiutare Google a trovare il sito, eseguirne la scansione e indicizzarlo” (come recita il sottotitolo della pagina).

Tali “Istruzioni per i Webmaster” sono da tempo disponibili in lingua italiana, ma io suggerisco sempre di tenere d’occhio anche la versione inglese di tutti i documenti che produce Google, in quanto a volte posso essere leggermente diversi/più aggiornati di quelli pubblicati in altre lingue.

Nel caso specifico delle “Webmaster Guidelines”, pare che qualche giorno fa ne sia comparsa online una nuova versione – subito sparita – che è stata però notata da Patrick Sexton di feedthebot.

Sexton ha ora cancellato il post sul suo blog dove riportava la notizia, in quanto dice che “ha avuto conferma da 2 dipendenti di Google che queste nuove linee guida sono state messe su per sbaglio e non sono ancora pronte per essere pubbliche”.

Ma come sempre succede qualcuno ha screenshottato l’articolo prima che fosse eliminato dal blog, ed ecco dunque qui sotto i punti più interessanti (preciso subito che non c’è nulla di eclatante, ma certi “ripassi”, ogni tanto, van fatti :-) ):

In sunto, un “classico” suggerimento presente nelle nuove linee guida è:

“Pensa a cosa rende il tuo sito web unico, di valore, o coinvolgente. Fai in modo che il tuo sito emerga fra gli altri del tuo settore”.

Evita di utilizzare le seguenti tecniche:

• Generare contenuti automaticamente
• Partecipare a schemi di link
• Cloaking
• Redirect “subdoli” (“sneaky redirect”)
• Testo o link nascosti
• Doorway
• Prendere contenuti da altri siti, ovvero fare uso di “scraped content” (che sia in arrivo una ulteriore mazzata, dopo quella di un annetto fa, per aggregatori & co.?)
• Partecipare a programmi di affiliazione che non aggiungono sufficiente valore
• Caricare pagine con keyword irrilevanti (che sia riferito a certi SEO contest? :-D )
• Creare pagine con contenuti pericolosi, come phishing, virus, trojan o altri “badware”
• Abusare dei rich snippet markup (questa è interessante: che in Google si siano accorti che in molti iniziano ad utilizzarli a sproposito, solo per attirare maggiormente l’occhio dell’utente che osserva le SERP e prendere dunque più click?)
• Mandare a Google query in modo automatico

Utilizza invece queste “buone pratiche”:

• Tieni sotto controllo il tuo sito e in caso di hacking rimuovi questi contenuti non appena compaiono
• Previeni e rimuovi lo spam dal tuo sito