Searchmetrics Ranking Factors 2012

Seachmetrics ha rilasciato 3 white paper (da 15 pagine l’uno) sui Google Ranking Factors del 2012, ovvero sui nuovi fattori che permettono di posizionarsi meglio su Google.

Lo studio, che ha analizzato 10.000 keyword, 30.000 SERP e 300.000 title, description e URL con l’obiettivo di capire la correlazione fra un determinato fattore e il posizionamento sul motore di ricerca, cade in un momento molto delicato, nel quale i recenti update di Google (Panda e Penguin) hanno contribuito a modificare profondamente l’ordine dei risultati del motore.

In estrema sintesi, dallo studio è emerso che i 3 fattori che più influenzano il ranking su Google sono:

• Facebook (condivisioni, commenti e like)
• Numero di backlink
• Tweet

Come puoi rilevare dalle 2 immagini qui sotto, ci sono piccole differenze fra USA

Ranking Factors U.S.

e UK,

Ranking Factors UK

ma sostanzialmente i dati emersi sono i seguenti:

1. L’attività sui social è correlata ad un ranking elevato: molto spesso, l’attività su Facebook, Twitter e Google+ è risultata associata ad un buon posizionamento. Questo dato è stato confermato, fra i tanti, anche da un recentissimo studio di TastyPlacement.

2. La troppa pubblicità può essere dannosa: per la prima volta, Searchmetrics ha rilevato una certa difficoltà a posizionarsi bene per siti con un eccesso di annunci pubblicitari. La penalizzazione da troppi banner “above the fold” sembra dunque aver trovato conferma.

3. La quantità di link è ancora importante: ma se il numero di backlink rimane un ottimo fattore, cresce l’importanza dell’utilizzo di àncore con dentro stop words e nofollow (cosa che confermerebbe anche la teoria di diversificare parecchio link e anchor text, evitando che “puzzino” troppo di SEO, e scongiurando in tal modo possibili penalizzazioni).

4. I brand rankano meglio: a quanto pare, la vecchia storia – se ne parla ormai da più di 3 anni – che avere un buon brand sia un vantaggio, viene confermata: i brand più noti, a parità di fattori SEO, sembrano posizionarsi meglio dei “non brand”. Il consiglio rimane quindi quello di puntare fortemente sulla creazione di un proprio marchio altamente riconoscibile.

5. Includere le parole chiave nei nomi a dominio porta spesso a buoni risultati: nonostante in molti non siano d’accordo, i domini fatti da parole chiave sono ancora vivi e vegeti, e spesso posizionati molto in alto nelle SERP di Google.