15giu
Postato da Tagliaerbe
Tag: google, seo, social-media

Seachmetrics ha rilasciato 3 white paper (da 15 pagine l’uno) sui “Google Ranking Factors del 2012“, ovvero sui nuovi fattori che permettono di posizionarsi meglio su Google.
Lo studio, che ha analizzato 10.000 keyword, 30.000 SERP e 300.000 title, description e URL con l’obiettivo di capire la correlazione fra un determinato fattore e il posizionamento sul motore di ricerca, cade in un momento molto delicato, nel quale i recenti update di Google (Panda e Penguin) hanno contribuito a modificare profondamente l’ordine dei risultati del motore.
In estrema sintesi, dallo studio è emerso che i 3 fattori che più influenzano il ranking su Google sono:
• Facebook (condivisioni, commenti e like)
• Numero di backlink
• Tweet
Come puoi rilevare dalle 2 immagini qui sotto, ci sono piccole differenze fra USA

e UK,

ma sostanzialmente i dati emersi sono i seguenti:
1. L’attività sui social è correlata ad un ranking elevato: molto spesso, l’attività su Facebook, Twitter e Google+ è risultata associata ad un buon posizionamento. Questo dato è stato confermato, fra i tanti, anche da un recentissimo studio di TastyPlacement.
2. La troppa pubblicità può essere dannosa: per la prima volta, Searchmetrics ha rilevato una certa difficoltà a posizionarsi bene per siti con un eccesso di annunci pubblicitari. La penalizzazione da troppi banner “above the fold” sembra dunque aver trovato conferma.
3. La quantità di link è ancora importante: ma se il numero di backlink rimane un ottimo fattore, cresce l’importanza dell’utilizzo di àncore con dentro stop words e nofollow (cosa che confermerebbe anche la teoria di diversificare parecchio link e anchor text, evitando che “puzzino” troppo di SEO, e scongiurando in tal modo possibili penalizzazioni).
4. I brand rankano meglio: a quanto pare, la vecchia storia – se ne parla ormai da più di 3 anni – che avere un buon brand sia un vantaggio, viene confermata: i brand più noti, a parità di fattori SEO, sembrano posizionarsi meglio dei “non brand”. Il consiglio rimane quindi quello di puntare fortemente sulla creazione di un proprio marchio altamente riconoscibile.
5. Includere le parole chiave nei nomi a dominio porta spesso a buoni risultati: nonostante in molti non siano d’accordo, i domini fatti da parole chiave sono ancora vivi e vegeti, e spesso posizionati molto in alto nelle SERP di Google.
20 Risposte
Benedetto Motisi
giugno 15th, 2012 at 08:45
1“Includere le parole chiave nei nomi a dominio porta spesso a buoni risultati”
IMHO, fin TROPPO buoni, ci sono nicchie in cui basta questo (o quasi) per posizionarsi. Certo, a parità di armi SEO è tutto da vedere, ma è una situazione da “guerra fredda” che finora ho visto poco.
Lieto di essere smentito comunque
Andrea Palmieri
giugno 15th, 2012 at 10:32
2Confermo e straconfermo che i nomi a dominio formati con le nostre parole chiave principali, si posizionano ancora troppo bene e con poco lavoro!
Maurizio ZioPal
giugno 15th, 2012 at 10:41
3Quoto andrea, ho un sito penalizzato da Penguin e l’unica keyword che resiste è quella presente nel nome dominio.
delizard
giugno 15th, 2012 at 10:45
4Ciao,
bhè… quasi nulla di nuovo sotto il sole, direi.
In un certo senso (ampio) le regole non sono cambiate: sono solo migliorati e moltiplicati i sorveglianti… (pinguini e panda a spasso!)
Questo fatto mi ha pure indotto a cambiare firma ai miei commenti su questo blog: da un hot “siti web” ad un più pacato e sobrio “delizard”… E io speriamo che me la cavo!
Salvatore Capolupo
giugno 15th, 2012 at 11:11
5Ampiamente condivisibile e non certo rivoluzionario come studio; unico appunto che mi sento di fare è che il social ha un tipo di influenza che secondo me si riconduce più al numero di visite maggiori che alla condivisione in sè. Confermo che le chiavi nel nome di dominio portano ottimi risultati su certe nicchie anche dopo pochissimo
Web Siena
giugno 15th, 2012 at 11:30
6Ottimo report! A fronte degli update firmati Google, per esperienza personale, molto più della condivisione sui Social, l’importante è essere ben presenti con post differenziati e “raccattare” +1 e like in buona quantità.
Spesso ho notato che per alcune chiavi “minori”, bastano addirittura più di 3-4 “+1″ che entrano subito in serp anche con un buon posizionamento. Il Social, forse anche troppo, ma secondo me la fa e la farà sempre di più da padrone per la SEO.
Voi che ne pensate!?
Gianni
giugno 15th, 2012 at 12:31
7Mah…diciamo che son novità abbastanza scontate.
@Web Siena : io sui +1 e Like non trovo tutto questo ‘vantaggio’ in SERP. Al momento non credo siano un fattore determinante per definire ranking
Riccardo Cruciani
giugno 15th, 2012 at 13:04
8La cosa più strana che ho notato anche da altri articoli che parlano dei nuovi fattori di posizionamento, è che alla fine i +1 di Google non incidono quasi per niente sul ranking effettivo di un sito, ma solo sul posizionamento dello stesso nelle social serp.
Il punto è che se alla fine la stra-grande maggioranza degli utenti navigherà collegata con il suo account google (come di fatto sta avvenendo), di serp genuine se ne vedranno ben poche.. e quindi diventerà comunque sempre più “giusto” investire tempo e denaro negli “share sociali” piuttosto che in vecchie tecniche di posizionamento che mirano esclusivamente alla manipolazione delle “serp genuine” così come le abbiamo sempre conosciute.
Web Siena
giugno 15th, 2012 at 20:11
9@gianni Guarda ovviamente ha un peso rilevante per post fatti per benino però ti assicuro che che se fai un link a un contenuto “buono” e nella descrizione fai lo stesso, per argomenti un po meno battuti vedrai che con i +1, retwitt e likes, entreranno bene in SERP..ovviamente difficilmente in prima pagina
Siti web
giugno 18th, 2012 at 09:45
10C’era stato detto da tanto che il social avrà un’importanza maggiore per il SEO. Alla fine, la politica di Google è questa: contenuto di qualità per l’utilizzatore del motore di ricerca (l’utilizzatore Google è anche il cliente Google, perchè sempre lui clicca sugli annunci AdWords). Sempre l’utilizzatore è quello che decide qual’è il contenuto di qualità, attraverso i like, share e retweet.
Poi, per quanto riguarda la keyword nel nome del dominio, se il nome del dominio è il nome della tua azienda (es. dolphin solutions), puoi utilizzare un dominio di terzo livello per “incorporare” la keyword mirata (es. seo.dolphinsolutions.it o siti-web.dolphinsolutions.it).
skande
giugno 18th, 2012 at 11:49
11Tutto bello (a parer mio). Ma quella del nome del dominio favorevole verso una determinata parola chiave non la leveranno mai mi sa… :-/
Giovanni Villani
giugno 18th, 2012 at 17:29
12Guardo i grafici e rimango un pò perplesso. Invece di concentrami sulla parte alta (il trionfo dei social) cerco di capire meglio la parte inferiore. Da quanto vedo, ma correggetemi se sbaglio, inserire una keyword in un titolo h1 ha un effetto addirittura negativo rispetto al posizionamento. Cercare di identificare un contenuto utilizzando in maniera corretta la struttura semantica della pagina danneggia una pagina web? Mi sembra francamente assurdo. Inoltre, nel grafico USA il peggior effetto si registra per “word count”. Scrivere articoli in qualche “più lunghi della media” è penalizzante? Per favore ditemi che sto interpretando male i dati. Grazie.
Ivano Di Biasi
giugno 19th, 2012 at 11:22
13Io sinceramente credo che i dati vadano interpretati diversamente.
Chi fa link building o attività seo per aumentare le visite al proprio sito, ormai non si ferma più all’organico e punta anche a campagne Social. Il fatto che dallo studio risulti che ci siano molte “azioni” sociali su facebook credo sia solo un caso e non un aspetto fondamentale per Google per decidere le posizioni nelle SERP. Il dato sarebbe plausibile se nella rappresentazione grafica la “barretta” dei backlink avesse dei valori molto più bassi rispetto alle azioni social. Il fatto che siano molto vicine secondo me non fa altro che confermare il fatto che ai primi posti ci sono ancora quelli che si affidano alle aziende SEO per Link Building e Social Media Marketing.
Luca
giugno 19th, 2012 at 13:09
14Da diverso tempo parlo di “Social Reference”, evidenziandone sia le potenzialità che i rischi, a causa della polarizzazione dei contenuti rispetto alle proprie cerchie sociali.
http://www.wholeworldtrip.com/2011/06/cose-il-web-30.html
Fattori di posizionamento su Google 2012, secondo Searchmetrics
giugno 20th, 2012 at 00:36
15[...] e godere di un buon posizionamento. Proprio in questo ambito, leggevo un interessante articolo sul TagliaBlog, riguardo i fattori di posizionamento più influenti del 2012, secondo [...]
Stefano Manzotti
giugno 24th, 2012 at 21:46
16Questo ultimo aggiornamento da parte di Google è stata l’ennesima scossa per il posizionamento nel web.
Personalmente ho dovuto rivedere completamente le mie strategie per il traffico.
Google è molto complesso, gli aggiornamenti degli algoritmi sono diffusi, e sempre poco chiari!
Web Designer Monza
giugno 27th, 2012 at 19:16
17Nella mia modestissima esperienza credo ancora che i 2 fattori di posizionamento più importanti e affidabili siano:
1. Numerosi Becklink con anchor-text adeguate su siti del medesimo contesto (…e a volte non solo)
2. Nome dominio.
I social, devo ancora capire quanto influenzino vermante… se dovessi scegliere un fattore di posizionamento certo tra social network e becklink sceglierei questi ultimi… mamma mia speriamo che google non cambi troppo le sue regole di posizionamento anche su questo.
Joni
luglio 1st, 2012 at 14:09
18Porto un caso concreto: sono alle prese con un competitor che ha meno like, meno retweet, meno +1 del sottoscritto. Inoltre, pubblicità above the fold (adsense), meno backlinks, per non parlare della proliferazione di pagine “fittizie” dovute tutte a fantasiosi tag che comunque finiscono tutte per piazzarsi ottimamente. Mi chiedo: dove sta la fregatura? E soprattutto, perchè non subisce quelle fantomatiche penalizzazioni che terrorizzano tutti, me compreso?
Come è fatto un post da prima posizione (o quasi)
luglio 16th, 2012 at 23:17
19[...] condivisioni su Facebook, Twitter e Google Plus sono segnali importanti per il posizionamento. E rispetto ad altri articoli di My Social Web, la piccola guida agli hashtag registra dei numeri [...]
Bogdan Stevanovic
novembre 27th, 2012 at 00:15
20Interessante report ma dopo numerosi test e ri-test posso affermare che i social signals non hanno nessuna rilevanza in termini di ranking (per ora) , è indubbio comunque che google si stia muovendo verso quella direzione.
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