
Nella giornata di venerdì Massimo Marchiori, con una sorta di messaggio sul web “a reti unificate” – l’ho trovato pubblicato identico su vari siti web – ha annunciato di aver abbandonato Volunia.
Il creatore lascia dunque la sua creatura alla deriva, e lo fa con un comunicato stampa dai toni piuttosto acidi e astiosi, che francamente non mi è proprio piaciuto.
In più punti Marchiori dice infatti che la colpa dell’insuccesso di Volunia è stata di altri. Che lui avrebbe voluto le cose diverse. Che è dovuto scendere a compromessi. Che sono state fatte cose contro il suo parere.
E che ora lascia tutto “a meno che la situazione non cambi”. Lascia tutto perché il suo ruolo di direttore tecnico è stato assegnato ad un altro. Perché, in parole povere, è stato messo da parte sul più bello.
Marchiori si trova perfettamente d’accordo con tutte le critiche che sono state fatte nel corso dei mesi a Volunia (=scarsa qualità del motore di ricerca, grafica “anni ’80″, pessimo lavoro di comunicazione), scaricando però le colpe su altri.
In pratica, da tutto il discorso salta fuori che Marchiori NON avrebbe mai voluto la brutta copia della Volunia che abbiamo visto e che stiamo vedendo e che “il progetto complessivo per come è nella mia mente è molto più vasto di quello che si è visto finora, la Volunia attuale ne è solo una piccola parte, siamo solo all’inizio.”
E dice anche: “Non darò al progetto tutte quelle cose che avevo pensato per farlo crescere, per restare sempre davanti agli altri.”
Orbene, io non so davvero cosa aveva (o ha ancora) in mente Marchiori. Francamente non ho capito nulla del suo discorso sulle “metamaps” e sul “metalivello”. Davvero, non ci ho capito una mazza.
Però voglio dire a Marchiori che io credo nel concetto della pistola con dentro solo una sola cartuccia: l’hype che si era creato attorno a Volunia era tanto, l’attenzione dei media e dell’ambiente “startupparo” italiano ai massimi livelli… la cartuccia è stata sparata, ma è andata completamente fuori bersaglio. E non c’è un’altra cartuccia in canna. In quest’ambito non puoi sparare il secondo colpo, perché dopo il primo nessuno ti fila più.
Volunia è stato un flop totale. Personalmente l’ho detto sia “a caldo” che “a freddo“, e lo ribadisco anche oggi. Bisogna avere il coraggio di ammetterlo, senza troppi giri di parole.
C’è un vecchio motto che recita “chi sa fare fa, chi non sa fare insegna“. Penso che Marchiori sia un ottimo professore/accademico, ma forse non è poi così tagliato per fare l’imprenditore startupparo. E restare ancora all’ambiente universitario italiano – che Marchiori ama, come lui stesso ammette (“se il mio obiettivo fosse l’arricchimento personale, avrei da tempo abbandonato l’Università e l’Italia e accettato una delle offerte provenienti dall’estero”) – non aiuta di sicuro.
Magari nella mente di Marchiori Volunia è un’ottima idea, ma l’esecuzione è stata quanto di peggio si potesse immaginare.
Magari può rinascere (a mò di araba fenice) con un altro nome, con un altro team, “facendo pivot” (come direbbero alcuni noti personaggi che bazzicano la Silicon Valley), ma non all’interno di questo solco mal tracciato.
E magari risorgerebbe meglio se il team leader si prendesse un po’ di colpe e non le deviasse tutte sugli altri membri della squadra: perché fallire non è un peccato mortale, non è una vergogna, un disonore o un’infamia. E’ semplicemente ammettere di averci provato, non essere riuscito ma aver imparato la lezione.
Ma forse in Italia, soprattutto se provieni da una certa cultura e da certi ambienti, non siamo ancora pronti a ragionare così.
18 Risposte
Francesco Pinzani
giugno 11th, 2012 at 08:06
1Gli uomini si riconoscono quando toccano il fondo: se cominciano a scavare…
Mark Up
giugno 11th, 2012 at 08:46
2Direi che è finita come si aspettavano tutti.
Era un progetto senza speranze dall’inizio.
Simone Luciani
giugno 11th, 2012 at 09:51
3Ennesimo motore di ricerca che implode senza mai esplodere. Questo fa rumore perché è un progetto italiano, ma sinceramente non ci vedo molto di diverso dai grandi “epic fail” del settore.
Io ho sempre detto che se il progetto doveva essere “engaging” quanto la presentazione, erano dolori!
A livello umano, deve essere pesante per il suo fondatore… vedere la propria creatura nascere e morire nei primi mesi di vita è sempre molto triste. A livello di mercato, non cambia assolutamente nulla. Tra pochi giorni ci scorderemo tutti di questa start-up.
Bell’articolo come sempre!
Roberto Fumarola
giugno 11th, 2012 at 09:58
4Anche a me Volunia non m’ha mai convinto, ma è vero che “chi sa fare fa, chi non sa fare insegna”, ma io sarei per dire più che altro:
“Chi fa sbaglia”
E va bene così, per lo meno c’ha/c’hanno provato.
Cmq, è stato un metamotore nato metamorto
Dimitri
giugno 11th, 2012 at 10:27
5Io ciò che avevo da dire l’ho detto qui: http://www.newcomweb.it/blog/trucchi-e-curiosita-dal-web/article/volunia-storia-di-un-fallimento e mi trovo totalmente d’accordo con il taglia.
Tra un pò dirà che la lettera di dimissioni è ben diversa da quella che aveva in mente e l’ha scritta dovendo scendere a compromessi, schiacciato da forti pressioni… maddai…
Luca
giugno 11th, 2012 at 10:27
6Ma se ha fallito per colpa di altri perchè dovrebbe ammettere il proprio fallimento? Se lui ha avuto un’idea e non gliela lasciano sviluppare come vuole lui perchè dovrebbe arrendersi e gridare al fallimento?
Lui ha avuto un coraggio che nessuno al mondo ha mai avuto… era molto probabile che non riuscisse. Ma solo per averci provato merita tutta la mia stima, e nessun commento negativo..
Voglio vedere quanti “osano” mettersi a confronto con Google.
Siamo tutti bravi a parlare di fallimento, ma questo ha avuto 2 cojones fuori dal comune, e va comunque applaudito!
Lucap
giugno 11th, 2012 at 11:04
7“chi sa fare fa, chi non sa fare insegna“
questo motto è utile?
Ad esempio molti allenatori non sono mai stati campioni, tuttavia hanno aiutato atleti a diventare campioni. Lo stesso vale per formatori ed insegnanti.
A mio avviso questa metafora assomiglia al titolo “non cambieremo mai”.
@flokant
giugno 11th, 2012 at 11:18
8Ho avuto proprio stamattina l’accesso come power user e finalmente ho potuto “toccare con mano” il funzionamento di Volunia. La grafica è molto migliorata rispetto a quando Davide ha fatto il suo test. A mio parere è sbagliato considerarlo un motore di ricerca: è più un social per interagire e discutere con altri relativamente ai siti che si sta navigando, e potrebbe avere un senso su siti di notizie. E’ un peccato che molte persone l’abbiano stroncato senza nemmeno provarlo e dargli una possibilità.
Davide
giugno 11th, 2012 at 12:26
9Come già segnalato settimana scorsa, ho avuto modo di ritornare su Volunia dopo l’update: la grafica e l’interfaccia ora sono migliorate e la SERP è aggiornata (dovrebbe essere quella di Bing).
Il sito comunque è ancora in fase di Beta test, aspetterei la versione definitiva, e che venga aperto al pubblico, prima di darlo per morto e sepolto
Tagliaerbe
giugno 11th, 2012 at 12:45
10@Lucap: mi risulta che moltissimi allenatori, pur non essendo stati campioni, erano comunque persone che han praticato per anni e anni quello sport, ad un buon livello. E quindi, col tempo, hanno avuto modo di conoscere piuttosto bene le “dinamiche” che girano attorno al campo di gioco.
Qui invece abbiamo il caso di una persona, probabilmente eccelsa nell’ambito universitario ma NON in quello startupparo, che di punto in bianco vuole entrare a competere nell’arena dell’impresa ai massimi livelli, dove si muovono aziende del calibro di Google e Facebook (sì, perché non credo di essere l’unico ad aver capito che Volunia volesse “dar fastidio” proprio ai motori di ricerca e ai social network. E se non è così, non l’han saputo comunicare). Con in risultati che abbiamo visto.
alex
giugno 11th, 2012 at 12:53
11Coraggio di cosa? e’ stato bravo a far parlare di sei nei vari media, che hanno parlato di lui perche’ non conoscono un fico secco di quello che c’e’ al mondo oltre facebook e twitter. Ci sono stati centinaia di progetti simili tutti falliti o inutilizzati (alcuni anche da google, io personalmente ne ho visti fallire un paio affidatomi…). Falliti perche’ sono delle emerite cagate.
Monica
giugno 11th, 2012 at 12:56
12Mi trovi d’accordo, fallire non è un peccato ma questo atteggiamento continua ad avallare l’idea di chi la pensa al contrario. Per quanto si possa scendere a compromessi, se un progetto tuo fallisce è anche colpa tua, è come abbandonare una cretura indifesa. Sei tu l’unica e sola persona che se ne può prendere cura!
Takky
giugno 11th, 2012 at 14:25
13Non mi trovo in accordo. Le parole di Marchiori sono state chiare: “me la cavo con la tecnica, molto meno con l’amministrazione”. Il suo limite l’ha espresso e l’ha accettato, nel momento in cui gli si diceva che dovevano fare una cosa piuttosto che un’altra.
Quando tutte queste modifiche, sommate, hanno causato il fallimento del progetto che lui voleva sviluppare in maniera differente e si è per giunta visto togliere il ruolo di direttore tecnico, ha agito come avremmo agito tutti: “La vostra scelta di ignorare le mie proposte (per uno o l’altro problema) hanno causato il fallimento del progetto, pensate di poter fare meglio senza di me? Addio!” Finché non mi diranno che le sue sono tutte illazioni l’unico giudizio che posso esprimere è questo: si è comportato come avrebbe fatto chiunque!
Macino
giugno 11th, 2012 at 22:15
14Credo che:
A) prima di giudicare andrebbe sentita anche l’altra campana. Nella prima versione di Volunia Marchiori era a tutti gli effetti il direttore tecnico… Perciò mi pare davvero strano che sia stato ‘costretto’ a commettere tutti quegli errori, o no?
B) Volunia esce il 14, credo che solo li se ne apprezzerà il vero potenziale, io l’ho provato e con il giusti bacino di utenza potrebbe veramente diventare interessante
Indamix
giugno 12th, 2012 at 00:21
15Grande marchiorri! Volunia ha portato grandi innovazioni nel mondo web; un punto di vista nuovo di vedere e navigare il web; bisogna pero avere la pazienza e inteligenza di capire dove può arrivare e adesso e in una fase primordiale
Luigi
giugno 12th, 2012 at 00:29
16Proprio oggi mi è arrivata la comunicazione email di essere diventato power user… Si vede che gli stavo proprio antipatico a Marchiori
Salvatore Capolupo
giugno 15th, 2012 at 11:18
17Fondamentalmente questa storia mi pare lo specchio di tutto quello che non funziona in ambito accademico: logica autoreferenziale, darsi ragione a vicenda per fare carriera con articoli “scientifici”, tanti saluti alla pratica e quanto le cose vanno male la colpa è sempre di uno solo. Basti pensare a quello che si insegna nelle aule in ambito informatico (roba di 10 anni fa, a volte) e quella che poi è la realtà aziendale o lavorativa: due mondi differenti che fanno troppo spesso finta di comunicare. Per il resto credo abbastanza che la sua dichiarazione sia in buonafede, ma ciò non toglie che il progetto è stato concepito male e ne hanno parlato anche troppo.
Febrik
febbraio 9th, 2013 at 11:15
18QUANTI SOLDI HA PRESO IL RESPONSABILE DA G….E PER LASCIARE MORIRE UN GRANDE PROGETTO ITALIANO ?
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