
Il title è ancora oggi fra i principali elementi – se non il principale – nell’ottimizzazione on page, sul quale i migliori SEO/copywriter puntano per svettare nei motori di ricerca.
Da diversi anni, tuttavia, abbiamo avuto modo di constatare che Google modifica i title nelle SERP, con lo scopo di renderli più rilevanti agli occhi degli utenti.
E Ruth Burr di SEOmoz ha anche notato che, di recente, Google può addirittura mostrare un title costituito da una serie di parole separate da trattini; in pratica l’URL del title stesso:

Con buona probabilità, questo nuovo modo di modificare arbitrariamente i title deriva da 3 nuovi ritocchi algoritmici che Google ha effettuato lo scorso mese (nome in codice, “tomwaits”, “TopOfTheRock” e “otisredding”), tesi a mostrare un titolo più conciso e accurato quando è presente un titolo lungo (“tomwaits”), a migliorare l’efficienza – e quindi risparmiare CPU – nella generazione del title (“TopOfTheRock”) e infine evitare boilerplate che non descrivano accuratamente la pagina (“otisredding”).
Ma come far sì che Google mostri nelle SERP proprio il titolo che abbiamo scelto? Ruth Burr ha provato applicando la vecchia regola dei 70 caratteri, ovvero quella per cui un buon titolo – per non essere stravolto da Google – dovrebbe essere lungo poco meno di questo valore, descrittivo e conciso, senza keyword stuffing o ridondanze. E la cosa ha funzionato… anche se non perfettamente
Pare infatti che ora Google non prenda in considerazione solo il numero di caratteri, ma anche la larghezza in pixel del tag title: per esempio, lettere come la W e la A sono più larghe della i e della t, e quindi influiscono diversamente nella dimensione del titolo.
La cosa è stata dimostrata da un esperimento condotto da SEOmofo, dove un title pieno di W maiuscole viene troncato a soli 45 caratteri, mentre uno zeppo di t e l minuscole arriva addirittura a 107 caratteri!
Occhio dunque alla larghezza: il nuovo numero magico non è più 70 caratteri, ma 512 pixel.
11 Risposte
Mark.net
giugno 25th, 2012 at 02:51
1Interessante il test. Leggevo qualche tempo fa, ma non ricordo la fonte, di limitazioni del tag title legate al numero di parole, nella fattispecie 12, e non al numero di caratteri in se. Questa ipotesi potrebbe anche spiegare le varie differenze sui risultati che tengono conto solamente del numero di lettere, cosa alquanto strana vista la tendenza “semantica” verso la quale google sta andando.
andres
giugno 25th, 2012 at 09:09
2io da diverso tempo ho notato che nell’era dei motori “intelligenti”, che puntano alla semantica, il semplice fatto di un articolo piuttosto che un altro nel title può fare un enorme differenza (almeno per certe chiavi).
Per capirci:
“Macchina rossa”: esce in prima pagina
“La macchina rossa”: esce in terza pagina
Web Siena
giugno 25th, 2012 at 09:48
3Queste informazioni sul Title mi erano saltate all’occhio già nell’ articolo precedente http://blog.tagliaerbe.com/2012/06/fattori-posizionamento-italia-2012.html .
Lì si dava adito anche alla “lunghezza” corta, più significativa che in passato..adesso cambia l’unità di misura..ma come si fa a verificare l’effettiva lunghezza di una stringa (per sapere se non si superano i 512px)!?
Seogm
giugno 25th, 2012 at 10:04
4Eh si, eh già
lorenzo
giugno 25th, 2012 at 11:23
5ultimamente lavoro su title di 55 caratteri, un buon margine per non dover misurare in pixel
delizard
giugno 25th, 2012 at 11:42
6Ciao,

bhè, a sto’ punto, dato che avevo title in maiuscolo (e dunque molto spazio occupato in più, in pixel) torno al minuscolo
Grazie della news
ciao!
Martino Mosna
giugno 25th, 2012 at 11:50
7La risposta focalizzata sui caratteri o sui pixel, quale che sia, è comunque sbagliata.
Quella giusta è “12 PAROLE, congiunzioni e articoli esclusi”, come ha perfettamente dimostrato il sempre attento Enrico Altavilla ormai quasi un anno fa: http://www.lowlevel.it/continuare-a-smontare-google-unaltra-scoperta-seo/
FiNeX
giugno 25th, 2012 at 14:06
8Segnalo che l’inserimento dei trattini nel titolo proposto da Google esiste da molto più di un mese: è da almeno un anno che si può osservare quel comportamento in alcuni casi. Anche il fattore lunghezza in “pixel” del titolo è ormai sotto gli occhi di tutti da mooolto tempo… stavolta su SEO Mox si sono presi un po’ i n ritardo
Alessandro Politanò
giugno 26th, 2012 at 16:03
9Quanto basta per far godere le lettrici?
O bisogna saperlo usare e basta?
Ok dai, facciamoci meno seOghe mentali e torniamo a lavorare!!!
CorsiSeo.it
giugno 26th, 2012 at 18:33
10Ringrazio per il post, ma secondo la mia esperienza sono d’accordo in parte. La rilevanza di un title viene considerata da Google in funzione del contenuto della pagina, specie se coincidente con il testo dell’h1. Andando quindi per logica… un contenuto breve e coinciso che coincide con quello più importante della pagina web fa si che Google non lo modifichi “sempre”; inoltre i 540px derivano dalla massima dimensione onde evitare il troncamento… considerato scomodo per chi legge.
Tu cosa ne pensi Davide?
Mario
luglio 5th, 2012 at 00:46
11E questo ovviamente perché a Google interessa “il contenuto” vero?
Se l’importante è scrivere del gran contenuto, chissenefrega di tutte ste specifiche, mi verrebbe da dire.
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