18giu
Postato da Tagliaerbe
Tag: advertising, banner-blindness

Secondo un recente studio di comScore, l’utente medio spende solo 40 secondi su di una pagina web, e NON vede il 31% dei banner presenti nella pagina stessa.
La banner blindness, inoltre, peggiora tanto più si riempie la pagina di pubblicità, almeno secondo una ricerca di SAY Media riportata su Business Insider.
“Clutter is killing media”: lo scrivevo già 2 anni e mezzo fa, e ora la nuova ricerca di SAY Media sembra confermarlo.
L’agenzia ha preso i 3 modelli di layout che vedi nell’immagine qui sopra, e ha studiato i comportamenti dell’utente sulle 3 differenti pagine:
• la pagina CLEAN conteneva un solo grosso banner sulla spalla di destra
• la pagina CLUTTERED conteneva vari banner, di vari formati e di inserzionisti diversi
• la pagina 100% SOV conteneva 3 banner di formati diversi ma dello stesso inserzionista
Ne è emerso che:
1. A livello di “percezione”, la pagina CLEAN trasmette un senso di maggior fiducia nei confronti del sito, che agli occhi dell’utente sembra più utile e migliore rispetto ad altri siti simili. Sulla pagina CLEAN, gli annunci pubblicitari paiono meglio disegnati e creano una esperienza migliore rispetto a quelli presenti nella pagina CLUTTERED.

2. Nella pagina CLEAN i banner vengono SEMPRE visti dall’utente! Inoltre, il tempo speso ad osservare l’annuncio pubblicitario è esattamente il doppio rispetto alla pagina CLUTTERED.

3. L’ad recall – ovvero la probabilità che la pubblicità venga ricordata in un secondo momento – è molto più elevata se l’annuncio è posizionato in una pagina CLEAN.

4. Infine, la pagina CLEAN è vincente sulle altre anche quando si tratta di message association (probabilità di ricordare il contenuto del banner) e purchase intent (propensione ad acquistare il prodotto/servizio pubblicizzato).

L’eccesso di banner, ormai lo sappiamo bene, può arrivare a penalizzare un sito web agli occhi di Google.
Unendo questo problema al fatto che un layout CLEAN è utile ad aumentare la resa della pubblicità e il trust nei confronti del sito web, ne deriva che l’adozione di un template pulito, con contenuti ben separati dai banner e annunci pubblicitari di dimensioni generose – ma relegati in un’unico spazio all’interno pagina – sia la via maestra da seguire.
Esattamente come dice Aol da un annetto a questa parte
L'autore di questo blog e' Davide "Tagliaerbe" Pozzi. Dal 1995 si occupa a tempo pieno di Internet, e i suoi interessi attuali spaziano nei campi del:
3 Risposte
Salvatore Capolupo
giugno 18th, 2012 at 11:15
1Sostanzialmente d’accordo con lo studio anche se, a mio avviso, in alcuni contesti niente funziona meglio di un banner (o meglio ancora un ad testuale) immerso nel testo della pagina
Web Siena
giugno 18th, 2012 at 12:05
2Io preferisco la soluzione di un ad testuale sotto il titolo di un articolo e quasi alla stessa altezza, nella sidebar, un bunner che sia misto (immagini o testo).
Più di due banner non li metto mai. Voi che ne pensate!? So che dipende dal layout, ma secondo voi la regola della “L”, come disposizione dei banner, cioè titolo e sidebar, può essere valida!?
Stefano Manzotti
giugno 24th, 2012 at 21:38
3Il banner advertising non è certamente il tipo di pubblicità online che preferisco e che consiglio, ma sicuramente è opportuno sfruttare queste “dritte” per sfruttare al meglio le potenzialità di questo advertising.
Penso che questo tipo di pubblicità si adatti particolarmente al branding, e che invece si adatti poco alla vendita diretta di prodotti e servizi.
Un saluto.
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