Conobbi virtualmente Montemagno nel 2007, grazie a questo video:



mi feci l’idea di un personaggio “all’americana”, brioso, forse un po’ troppo sopra le righe, ma di sicuro non uno che passa inosservato.

Poi lo conobbi de visu nell’estate del 2008, quando lo intervistai nel suo ufficio di Milano in occasione del lancio di Codice Internet – e verso il minuto 2:15 gli feci proprio una domanda di taglio politico ;-) :



un bel progetto, carico di ideali, ma che in breve tempo evaporò o più probabilmente confluì in altre attività di Monty, più profittevoli e meno astratte.

Ora scopro, sempre che la notizia non venga smentita, che Montemagno sarà il braccio social-internettaro del nuovo centro-destra italiano.

Un partito dal nome nuovo (si dice sarà “Tutti per l’Italia”), probabilmente guidato da Luca Cordero di Montezemolo, con dentro le menti di Italia Futura, e con Berlusconi e Alfano in un ruolo di secondo piano, più da dietro le quinte.

In altre parole un partito di “vecchie guardie”, di personaggi probabilmente già visti/sentiti (anche se non in ruoli politici), che però vuole tendere una mano ad un elettorato giovane grazie ad un uso della Rete e dei social network più smart di quanto avvenuto fino ad oggi. (Non che ci voglia molto, sia chiaro).

Repubblica.it paragona Montemagno a Jim Messina ma forse Monty preferirebbe Chris Hughes, co-founder di Facebook e coordinatore della campagna politica online di Barack Obama nel 2008 – definito da Fast Company come “The Kid Who Made Obama President”.

Se Montemagno sarà ricordato come “il ragazzo che fece vincere Montezemolo”, è un bel po’ presto per dirlo: di certo profuma più di fresco questa storia, che quella di Lilli Gruber alla direzione dell’Huffington Post Italia