
C’è una cosa che adoro del mio lavoro SEO ed è la formazione.
Ok, potrebbe suonare un po’ come l’outing del secchione e forse in fondo un po’ lo é, ma se non fosse per questa vena e per il Taglia non sarei qui a dichiararlo. Prendetevela con lui ![]()
Personalmente ho iniziato a lavorare con coscienza di causa nel settore da qualche anno, dopo qualche altro speso in redazioni offline trasposte all’online (con tutti i limiti del caso), redazioni online pure e situazioni che si calavano perfettamente a metà, dovendo fare il punto di raccordo fra i due mondi.
Penso di essere un caso raro di tizio che è riuscito ad applicare ciò che ha portato come tesi di laurea: la complementarietà fra vecchi e nuovi media. Certo se portavo qualcosa sui pirati giapponesi non potevo “sboronare” così, a meno che non mi chiamassi Monkey D. Rufy (cit.)
Cerca dello One Piece a parte, succede che il giocattolo si rompe: o meglio se ne rompono due e, ancora come Web Copy Content-qualcosa, mi si riaccende la vena del secchione, quella che all’università è di solito inibita o dall’aria stantia del mondo accademico oppure dalla puzza di alcool del mondo dei fuori sede.
Un’affiliazione sul Taglia (diavolo, funzionano) mi apre le porte del mondo della formazione SEO, quella vera, quella che avevo appena abbozzato per necessità durante anni di Content Copy-qualcosa.
Lezione numero 1: non smettere MAI di imparare.
Succede che, dopo un’altra breve parentesi editoriale e di formazione SEO sotto-traccia, vengo chiamato a ricoprire il ruolo di SEO nella stessa società che aveva organizzato quel corso SEO.
Era passato quasi un anno ma tié, avevo imparato la lezione numero 1.
Ma c’era poco da fare il ringalluzzito: avrei dovuto capire subito che, di lezioni da imparare, ce ne sono N.
Ma alla numero 2 ci sono particolarmente affezionato, Evolvi o Muori.
Perché è totalmente antitetico alla mentalità fantozzitaliana (frecciata scontata), perché nella SEO la secchionaggine non è fine a sé stessa, perché se domani “a new challenger is coming”! (cit.) e i vecchi sono ancora più skillati sono contento e li ringrazio perché so che mi aiuteranno a migliorare. Oppure sarò più fuorigioco di Inzaghi.
Ora, al di là dei proclami da eroe shonen e l’uso da arresto del termine “skillati”, ringrazio veramente Dio-oooogle.
Fosse anche solo perché l’ambiente smart di questo lavoro mi evita, tranne casi particolari, di indossare il grigio completo manco fossi Gandalf.
Ora, come ogni anno c’è sempre chi dice “la SEO è morta“. Puoi tu uccidere l’evoluzione? A meno che non sei un creazionista del Kansas, IMHO non credo.
Nella nuova edizione di quel corso SEO che ti dicevo prima, e di cui ora sono coordinatore, alcuni dei più IMHO talentuosi professionisti del settore ti diranno la stessa cosa.
Ovvero, che bisogna andare oltre, aggiornarsi sempre, sedersi sugli allori temporanei di una SERP mai.
Non vuoi credere a me (comprensibilissimo) o a chi ne sa di sicuro più di me (dai, nemmeno a loro?).
Il mio allenatore di basket mi diceva sempre “chi si ferma è perduto”. Scremalo da tutti gli altri riferimenti, è un bel motto. Ancora niente? Ok.
C’è un altro personaggio, Rand Fishkin di SEOmoz, si, proprio quello della SEO all’88% e del PPC al 12%; che all’inizio di quest’anno ha azzardato 8 previsioni SEO.
La mia preferita è la numero 7: in soldoni, la SEO non muore, ma si sta evolvendo in “Inbound Marketing”. Segnali sociali, content curation; insomma ben oltre due righe di codice.
E questo è dannatamente meraviglioso. Ok, il 27 Aprile a Roma non ci sarà lui, ma lo spirito che animerà l’evento è lo stesso. Tutto il resto è esercizio di definizioni.
Inoltre, incontrare altri professionisti del settore è sempre formativo.
IMHO avrò un’altra grande opportunità di imparare.
Imparo, imparo, imparo (cit.)
Autore: Benedetto Motisi, coordinatore del SEO Training, per il TagliaBlog.
15 Risposte
@serenatudisco
aprile 26th, 2012 at 00:56
1Concordo!
dario
aprile 26th, 2012 at 07:04
2ottimo post, è verissimo chi non si aggiorna è perduto
Andrea Palmieri
aprile 26th, 2012 at 09:01
3Gran bel post Benedetto!
Sono d’accordissimo con te, e difatti questo e’ il terzo anno che partecipo al SEO Training….forse perché non voglio morire?!
@flokant
aprile 26th, 2012 at 09:07
4Questo mestiere è bellissimo: ogni giorno scopri qualcosa di nuovo e sai che puoi sempre migliorare!
Massimiliano
aprile 26th, 2012 at 11:29
5E’ una caratteristica di tutte le professioni nate negli ultimi anni su Internet. Non si studia una volta sola e poi si lavora e basta. E’ necessario documentarsi e aggiornarsi frequentemente. E’ proprio per questa ragione che se non c’è passione e impegno non si fanno molti progressi.
Lorenzo
aprile 26th, 2012 at 11:41
6Yes, sono d’accordo. Mai smettere di desiderare d’imparare. Secondo me è sinonimo di longevità.
seosema
aprile 26th, 2012 at 12:57
7Il seo è morto (dopo essere stato torturato con panda) ma speriamo resusciti entro 30 giorni.
L’erba c’è sempre da tagliare perché anche se la rasi poi ricresce.
Ottimo articolo, ciao.
siti web
aprile 26th, 2012 at 15:14
8L’aggiornamento è fondamentale, e seguire corsi dal vivo e seminari ovviamente ti permette, oltre che acquisire conoscenze tecniche, anche di intessere relazioni; ottimo dunque
L’unico neo che vedo è che per freelance come me, seguire gli aggiornamenti su tutti i fronti diventa spesso difficile e complesso… per mancanza di tempo!
Ciao!
Andrea
aprile 26th, 2012 at 18:32
9Imparare? Ma se il SEO è il frutto di empirismo e tentativi esistenti SOLO perché la più grande conglomerata tecnologica del mondo ha un grosso problema di trasparenza…
Ma se ti piace il marketing studia marketing e fai ricerca sul marketing, se ti piace programmare fai ricerca sulla programmazione e formati su quello, ma non venire a smerciare la validità di corsi costosamente basati sul nulla e su un mondo creato ad hoc per mancanza di OPENNESS del più grande operatore culturale del pianeta… la stessa openness che pretende di mettere in campo con il suo android… ma per cortesia!
Un altro bel guest post finalizzato solo a mettere quel linketto SEO training in fondo. Ma che tristezza!
Marco Modonesi
aprile 26th, 2012 at 19:02
10Posso dire di aver sperimentato questa cosa di persona, per 6 mesi ho smesso il mio lavoro SEO, prima di essere riassunto, ed in questi 6 mesi sono cambiate un sacco dmi sono trovato completamente spiazzato al mio ritorno (google+ più di tutti).
Complimenti Benedetto per il post, sei spassosissimo con le citazioni nerd che hai fatto.
Benedetto Motisi
aprile 27th, 2012 at 07:12
11Wey!
Allora innanzitutto mille grazie per i complimenti (poi quando vengono colte le citazioni nerd vuol dire che non sono io l’unico matto!).
Ma permettetemi di instaurare un discorso con Andrea :
Sono d’accordo con te sulla natura empirica della SEO, è come una scienza e come tale, appunto, si evolve a forza di tentativi.
Sull’OPENESS posso essere d’accordo sulla teoria, ovvero che sarebbe giusto che Google non equivalesse a Internet come fonte aperta di informazione, perché Google.. non dimentichiamolo, è una Inc. e nel tuo commento lo sottointendi giustamente.
Sulla pratica, finché non ci sarà, e spero arrivi presto, un competitor serio; la grande G potrà fare quasi quel che vuole.
Nel frattanto, i SEO servono a G. (e ai motori di ricerca in generale) per migliorare l’algoritmo “indirettamente” con i loro esperimenti e, pure troppe volte, forzature.
E in questa situazione di imperfezione, i SEO aiutano i clienti per farsi trovare meglio sui search engine. Ovviamente è la mia modesta opinione
La scienza non è mai perfetta, o meglio può esserlo finché non viene smentita. E questo è un processo meraviglioso!
Guarda, sulla validità dei corsi io chiederei feedback a chi ha partecipato ai precedenti (o ad altri corsi, fortunatamente abbiamo dei competitor noi
)
Di base come approccio non mi interessa salire in cattedra a fare il professorino di chimica che insegna come fare il vulcano con il bicarbonato, rimanendo in tema di scienze. Nel mio caso, fra poche ore porterò un caso studio su un contest SEO che abbiamo organizzato nei mesi scorsi.
Insomma, dati concreti e un’analisi di questi, piuttosto che il Maestro dei Cinque Picchi che ti insegna il Drago Nascente.
Anche perché magari, fra 3 mesi, arriva la Pienezza del Dragone e la tecnica di prima è obsoleta.
Cavalieri dello Zodiaco a parte, l’analogia è quella.
Poi che la SEO si evolverà fino a diventare una parte di un sistema di Inbound Marketing spero avvenga presto, anche per ampliare il range di studi e, soprattutto, sciogliere queste ambiguità di fondo sulla professione in sé
Ok, a te la palla!
Adriano De Arcangelis
aprile 29th, 2012 at 17:16
12Grande Benedetto, sempre più contento di averti incontrato e di lavorare con te
Benedetto Motisi
aprile 30th, 2012 at 07:24
13Il piacere è tutto mio
Get Equipped!
Salvatore
maggio 4th, 2012 at 12:48
14Con il nuovo algoritmo Google penguin dobbiamo reimparare un pò tutti.
Adriano De Arcangelis
maggio 4th, 2012 at 13:51
15@ Salvatore
Dipende! A noi su circa 60 clienti ne ha colpito uno solo e per colpa di link black hat fatti da SEO che avevano in carico il progetto immediatamente precedente alla nostra presa in carico.
Questo come altri Update mi confermano che se si lavora bene e con il senno di poi… non c’è update che tenga!
RSS dei commenti per questo post · TrackBack URI
Lascia un commento
post recenti
commenti recenti
connettiti col tagliaerbe
L'autore di questo blog e' Davide "Tagliaerbe" Pozzi. Dal 1995 si occupa a tempo pieno di Internet, e i suoi interessi attuali spaziano nei campi del:
Il TagliaBlog (P.I. 02914290123) è realizzato su WordPress - Il tema di base è BloggingPro, modificato da Mirko D'Isidoro di Blographik.it